Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    memoria storica
    Data Registrazione
    17 Feb 2005
    Messaggi
    2,680
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito violenze anti-cristiane

    Patriarca e Nunzio in visita nel villaggio delle violenze druse anti-cristiane



    Maghar (AsiaNews) - Domenica prossima il patriarca latino di Gerusalemme mons. Michel Sabbah e il delegato apostolico in Terra Santa mons. Pietro Sambi si recheranno nel villaggio di Maghar, in Galilea, teatro nei giorni scorsi di violenze contro i cristiani da parte degli abitanti drusi. Alle 10.30 il patriarca e il nunzio celebreranno la liturgia festiva nella chiesa di san Giorgio, colpita nei giorni di violenza, in segno di solidarietà con i cristiani di Maghar, 2 mila dei quali hanno lasciato le loro case dopo i violenti attacchi ai quali però la minoranza cristiana ha evitato di rispondere con nuove provocazioni. All’evento parteciperanno anche tutti i rappresenti più autorevoli delle chiese cristiane di Terra Santa. Sono stati invitati anche ambasciatori stranieri.

    Maghar, villaggio di 18 mila abitanti situato nel nord della Galilea, a 15 km dal mare di Tiberiade e 40 km da Nazareth, venerdì e sabato scorso è stata sconvolto da violenze scatenate dai drusi locali. Maghar è una cittadina a presenza mista: il 50% degli abitanti sono drusi (un denominazione considerata eretica dall’islam), il 35% musulmani, il 15% cristiani, in larga parte cattolici melchiti .

    La miccia delle violenze è stata la voce – rivelatasi poi falsa – della pubblicazione su internet di immagini provocanti di ragazze druse del paese da parte di un ragazzo cristiano. Tanto è bastato perché per 2 giorni interi i drusi mettessero a ferro e fuoco il quartiere cristiano della cittadina, sotto gli occhi indifferenti della polizia israeliana. I cristiani non hanno reagito alle violenze.

    In una lettera di protesta inviata al presidente israeliano Katzaav il patriarca Sabbah ha denunciato la mancata protezione dei cristiani da parte degli agenti israeliani. Parlando al quotidiano Haaretz mons. Sabbah ha denunciato che “mentre un intero battaglione dell’esercito sta a custodia di un piccolo insediamento [israeliano, ndr] a Hebron, un quartiere di Maghar è stato semi-distrutto senza nessuna reazione della polizia” israeliana. Solo l’intervento della chiesa cattolica, attraverso la persona del delegato apostolico mons. Sambi, ha permesso che le forze di polizia riprendessero il controllo a Maghar.

    Ecco quanto racconta ad AsiaNews padre Maher Abud, parroco cattolico della chiesa di san Giorgio di Maghar: “I drusi ci hanno attaccato 4 volte, le prime 2 sotto gli occhi della polizia israeliana che non è intervenuta, anzi si è ritirata dal villaggio. Ho chiamato il nunzio per raccontargli la situazione. Mons. Sambi ha chiesto l’intervento delle autorità”. Solo domenica – 3 giorni dopo l’inizio dei disordini - sono stati inviati 300 agenti sul posto. Ricordando i drammatici giorni di venerdì e sabato scorso, p. Maher afferma che i cristiani di Maghar sono “costernati” del mancato intervento della polizia israeliana.

    Le conseguenze delle violenze, afferma p. Maher, sono “7 feriti, di cui 2 da arma da fuoco; 70 negozi e abitazioni cristiane saccheggiati e bruciati. La chiesa di san Giorgio, presa a sassate, ha danni sulla facciata e ha tutte le vetrate rotte. Su 4 mila cristiani che abitano a Maghar, 2 mila hanno lasciato le loro case fuggendo nei paesi vicini; 150 automobili sono state date alle fiamme”. Una volta intervenuto, il capo del distaccamento di polizia ha definito gli assalti drusi “un pogrom”.

    Nei giorni seguenti la polizia ha poi arrestato 26 drusi, 18 dei quali sono ancora in carcere in attesa di giudizio. Tra essi vi sono anche 4 poliziotti drusi.

    Padre Maher sottolinea che i cattolici di Maghar “vivono sulla loro pelle la legge del più forte: non è la prima volta che siamo presi di mira dai drusi”. “Io non accuso tutti i drusi – afferma il sacerdote. Tra di loro ci sono persone di buona volontà, però non riescono a dominare i violenti”.

    In questo attacco - altri ve ne erano stati nel 1990 - per la prima volta i drusi hanno “incendiato le case e i negozi dei cristiani”. Secondo quanto affermano testimoni oculari, i pompieri locali, più volte avvertiti, non sono intervenuti a spegnere le fiamme.

    I cristiani di Maghar temono per se stessi e i propri figli: “I nostri studenti” racconta p. Maher “non vogliono più tornare nelle scuole del villaggio perché hanno paura di subire con più violenza le umiliazioni che già da tempo sopportano dai coetanei drusi”. Già prima dei fatti recenti, oltre 200 ragazzi cristiani di Maghar frequentano scuole nei villaggio vicini per non incorrere nelle angherie dei drusi. “Non sono un santo, ma nemmeno ho paura” conclude p. Maher. “Ma se la strada verso la santità passa attraverso il martirio, sono pronto”. Il sacerdote cconclude con una richiesta ai cristiani del mondo: “Pregate per noi”. (LF)


    asianews.it

  2. #2
    memoria storica
    Data Registrazione
    17 Feb 2005
    Messaggi
    2,680
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    20 Febbraio 2005

    Nunzio e patriarca latino: solidarietà del Papa per i cristiani vittime delle violenze druse

    Maghar (AsiaNews) - Si è svolta oggi nel villaggio di Maghar (Galilea occidentale) una messa di solidarietà verso la comunità cristiana del luogo, che la settimana scorsa è stata vittima di un vero e proprio “pogrom” con violenze, pestaggi, incendi, spari, distruzioni da parte di alcuni gruppi drusi. Almeno 2 mila cristiani sono fuggiti dalle loro case nel tentativo di salvarsi. La polizia israeliana non è intervenuta per almeno tre giorni dall’inizio delle violenze.

    Alla messa di oggi ha partecipato il Nunzio Apostolico d'Israele, mons. Pietro Sambi, il patriarca latino Michel Sabbah, vescovi maroniti, melchiti e rappresentanti delle varie confessioni cristiane. Il parroco di Maghar, p. Abud Maher non ha voluto radunare folle immense. “Avremmo voluto arrivare qui in decine di migliaia da tutto Israele per mostrare la nostra solidarietà”, ha detto uno dei sacerdoti presenti alla messa. Oltre ai 4 mila fedeli locali, hanno partecipato anche rappresentanti cristiani da tutti i villaggi di Israele.

    Mons. Sambi ha portato ai fedeli “la solidarietà, la preghiera e la Benedizione Apostolica del Santo Padre Giovanni Paolo II”. Nel suo discorso egli ha ricordato che le stesse autorità israeliane hanno definito come un “pogrom” e una nuova “Kristallnacht” le violenze subite in questi giorni dai cristiani di Maghar [La Kristallnacht è l’inizio della sistematica distruzione degli ebrei in Germania, cominciata la notte del 9 novembre 1938: in poche ore, milgiaia di sinagoghe, case e negozi degli ebrei vennero distrutte in tutto il paese – ndr].

    Il pp. Maher, parroco della chiesa, dedicata a san Giorgio, ha stilato per AsiaNews la lista dei danni: “7 feriti, di cui 2 da arma da fuoco; 70 negozi e abitazioni cristiane saccheggiati e bruciati. La chiesa di san Giorgio, presa a sassate, ha danni sulla facciata e ha tutte le vetrate rotte. Su 4 mila cristiani che abitano a Maghar, 2 mila hanno lasciato le loro case fuggendo nei paesi vicini; 150 automobili sono state date alle fiamme”.

    Nel suo discorso (che pubblichiamo altrove in versione integrale) il nunzio apostolico ha detto che la solidarietà verso i cristiani di Maghar deve avvenire seguendo 3 direzioni: anzitutto il perdono e la riconciliazione con la comunità drusa; in secondo luogo il ritorno dei fuggitivi e degli sfollati ai loro villaggi, nella sicurezza e senza pericoli; infine il pagamento dei danni alle famiglie colpite, che ammonta a decine di milioni di shekel (milioni di euro).

    Secondo alcuni sacerdoti presenti all’incontro, al pagamento dei danni parteciperanno anche le famiglie cristiane e druse di Maghar. Mentre da parte dei notabili drusi c’è sgomento, vergogna e silenzio, tutti sono d’accordo che la parte più grossa deve venire dal governo: “Israele ha il dovere più grande – dice uno di loro - perché l’accusa fondamentale è verso la polizia israeliana che non è intervenuta fino a che le case non sono andate a fuoco”.

    Varie personalità si domandano se c’è posto per i cristiani in Israele. P. Elias Chakkour, 65 anni, è presidente di un’organizzazione che provvede la scuola dall’asilo all’università a 4500 studenti di tutte le estrazioni: cristiani, musulmani, drusi, ebrei. “Il pogrom – dice ad AsiaNews - è avvenuto in uno stato che si pretende democratico, che pretende di proteggere tutti i suoi cittadini. Questo fa sorgere delle domande gravi, a cui lo stato d’Israele deve rispondere con urgenza: le minoranze che non sono armate, che vivono all’interno di questo stato, hanno il diritto di esistere o devono essere sempre oppresse e perseguitate?”

    “Quel che io mi attendo da Israele – ha aggiunto p. Chakkour - è che esso dimostri al mondo intero che i cristiani non sono degli stranieri in questo paese, ma hanno il loro posto e i loro diritti; che non hanno bisogno di armarsi per avere giustizia e proteggersi. E’ assolutamente urgente che la vita qui non si trasformi in una legge della giungla, dove il più forte è colui che ha ragione”.

    tratto da asianews.it

  3. #3
    memoria storica
    Data Registrazione
    17 Feb 2005
    Messaggi
    2,680
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    20 Febbraio 2005

    Nunzio di Gerusalemme: Insieme al Papa, gli occhi del mondo sono puntati su Maghar

    Maghar (AsiaNews) - Ecco le parole che S E. Mons. Pietro Sambi, nunzio Apostolico in Israele, ha rivolto oggi alla comunità cristiana di Maghar (Galilea), durante la celebrazione della Messa di solidarietà. La scorsa settimana i cattolici del villaggio sono stati vittime di violenze da parte di alcuni gruppi di drusi, senza che la polizia israeliana intervenisse.

    “Sono qui per portare a tutta la Comunità cristiana e a ciascuno dei suoi membri la solidarietà, la preghiera e la Benedizione Apostolica del Santo Padre Giovanni Paolo II. Maghar, questo splendido villaggio dell’Alta Galilea, in questi giorni è diventato noto nel mondo, non per opere degne dell’uomo, ma per comportamenti violenti, inaccettabili in un paese democratico ed in una società civilizzata.

    Le stesse Autorità israeliane hanno parlato di “Kristallnacht” e di “pogrom”, ricordi orribili nella storia del popolo ebraico.

    Vi sono fatti che devono essere segnalati alle Autorità ed all’opinione pubblica:

    a) I responsabili dell’ordine pubblico, non intervenendo con la necessaria rapidità ed energia in difesa dell’incolumità dei cittadini e dei loro beni, non hanno impedito la tragedia umana che è sotto i nostri occhi.

    b) In un Stato democratico a nessuno è consentito di prendere la legge nelle proprie mani e farsi giustizia da solo. Chi lo fa, viola la legge della convivenza civile e deve essere esemplarmente punito, come garanzia che simili violenze non si ripeteranno. Se uno considera che il suo diritto sia stato conculcato, deve fare ricorso alle istanze appropriate per avere giustizia.

    c) Gli ingenti danni materiali e morali devono essere compensati, perchè non appaia che la violenza è premiata.

    d) I responsabili dell’ordine pubblico dovrebbero prendere le misure necessarie per garantire agli abitanti di Maghar che simili “pogrom” non si ripetano e per ristabilire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni che hanno il compito di proteggere i loro diritti fondamentali.

    Detto questo, aggiungo:

    1) La vendetta non fa parte del comportamento cristiano. Gesù ha detto: “Se amate quelli che vi amano, quale merito ne avrete? Se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario?” (Mt. 5, 47). La via della riconciliazione è quella da seguire. Il Papa Giovanni Paolo II, nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, il primo gennaio scorso, ci ha dato una consegna che è fortemente cristiana: “Non lasciatevi vincere dal male, ma vincete il male con il bene” (Rom. 12, 21).

    2) Comprendo il terrore che oggi è nell’animo dei cristiani che hanno dovuto fuggire da Maghar per salvare la propria vita. Io li invito a ricuperare il coraggio di ritornare alla loro Comunità.

    3) Vi assicuro che l’occhio del Papa ed il mio, come quello di tutte le Autorità delle Chiese cristiane e quello di tutto il mondo sarà, da ora in poi, ben fissato su Maghar, per verificare che la dignità e l’incolumità dei cristiani sia rispettata e protetta.

    tratto daasianews.it

  4. #4
    memoria storica
    Data Registrazione
    17 Feb 2005
    Messaggi
    2,680
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Angry

    25 Febbraio 2005

    Maghar: cristiani chiedono a Israele di pagare i danni delle violenze

    Testimone degli assalti anticristiani: “I nostri bambini traumatizzati dalla violenza dei drusi”. Beni saccheggiati per oltre 26 milioni di euro.


    Maghar – Alcune famiglie cristiane del villaggio di Maghar hanno citato in giudizio lo stato di Israele per ottenere il risarcimento dei danni subiti nelle violenze della scorsa settimana, quando i drusi hanno saccheggiato e incendiato decine di abitazioni e negozi cristiani.

    Nel villaggio in Galilea “gli animi sono ancora caldi” e si teme l’esodo dei cristiani da Maghar. Ogni giorno 10-12 persone ricorrono agli aiuti degli psicologici per i traumi delle violenze: “I bambini piccoli si svegliano di notte urlando: Drusi! Fuoco!”. Lo racconta ad AsiaNews un testimone oculare che ha voluto mantenere l’anonimato perché “qui c’è ancora tensione e noi cristiani abbiamo paura”.

    I cristiani del villaggio, situato a 40 km da Nazareth, accusano la polizia israeliana di “essere rimasta a guardare” mentre i drusi hanno saccheggiato 125 fra negozi e case e distrutto 180 auto. Nei due giorni di violenza le forze di sicurezza locali non sono intervenute, anzi il piccolo contingente di polizia presente a Maghar è stato ritirato. Solo il 3° giorno sono giunti nella cittadina 300 poliziotti per sedare i drusi, ma oramai la maggior parte dei danni erano già stati fatti.

    Per questo 15 famiglie cattoliche (i cristiani di Maghar sono tutti greco-cattolici melchiti) hanno già chiesto al tribunale di Haifa che lo stato di Israele risarcisca loro i danni subiti. L’accusa: non aver garantito ai cristiani la sicurezza personale e dei propri beni. Queste famiglie “si sono rifugiate da parenti e amici ad Haifa” racconta il testimone ad AsiaNews “perché hanno perso case e negozi negli attacchi dei drusi”. I danni dei 2 giorni di violenze sono stati stimati 150 milioni di shekel, pari a oltre 26 milioni di euro. Molti altri cristiani stanno preparando le loro denunce per farsi risarcire dallo stato i danni subiti dai drusi. Domenica scorsa il nunzio apostolico in Israele, mons. Pietro Sambi, aveva portato la solidarietà del papa ai cattolici di Maghar e aveva chiesto il risarcimento per i saccheggi subiti dai cristiani del villaggio.

    Nei giorni scorsi al parlamento israeliano si è tenuto un summit dei responsabili nazionali e locali per discutere della situazione di Maghar. Il ministro della Sicurezza interna Gideon Ezra ha dichiarato che i cristiani del villaggio dovrebbero essere ricompensati per i loro beni distrutti, mentre Ophir Paz-Pines, ministro degli Interni, ha assicurato che il governo si incaricherà di restaurare i luoghi religiosi danneggiati nel villaggio. La chiesa di San Giorgio era stata persa a sassate e aveva riportato danni alla facciata e alle vetrate.

    Il capo del Comitato per gli Affari interni della Knesst Raleb Majadele ha deplorato il mancato intervento delle forze di polizia durante le violenze: “E’ insopportabile che durante gli scontri la polizia sia rimasta da una parte a guardare senza fare niente” ha dichiarato Majadele. Nelle violenze ci sono stati anche 12 feriti; i cristiani non hanno risposto agli attacchi dei drusi.

    I cattolici di Maghar hanno accolto con freddezza i risultati del summit politico: “Sono passate due settimane dalle violenze” afferma un testimone oculare. “Nessuno però ha dato una soluzione concreta ai problemi della nostra gente: migliaia di persone hanno perso le loro case e attività, sono fuggite nei paesi e città vicini, i nostri bambini non vogliono andare a scuola perché hanno paura. I capi drusi” conclude il cattolico di Maghar “hanno condannato le violenze degli esagitati, ma nessuno ci ha chiesto scusa”.

    tratto da asianews.it

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 13-11-13, 18:42
  2. I serbo-bosniaci sono anti-mussulmani e anti-comunisti
    Di carlomartello (POL) nel forum Destra Radicale
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 03-09-08, 09:54
  3. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 01-05-08, 08:17
  4. Risposte: 84
    Ultimo Messaggio: 26-03-07, 15:52
  5. Giappone: Tokyo sviluppera' missili anti-aereo e anti-nave
    Di Repubblica nel forum Politica Estera
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 25-09-06, 07:41

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito