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    TERRA DI MEZZO CROTONE
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    CIAO GABRIELE! R.I.P.
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    Post Sul sito della polizia di stato...

    ho trovato un dossier sulla connotazione politica delle tifoserie. Ve lo ripropongo...


    CONNOTAZIONE POLITICA DELLE TIFOSERIE
    Grazie all’attività delle “Squadra Tifoserie” è stato possibile delineare una mappa
    esaustiva delle tifoserie, acquisendo preziose informazioni sulla loro genesi ed evoluzione,
    sui fattori che le caratterizzano o che le differenziano e sui comportamenti dei tifosi, con
    particolare riferimento alle strategie attuate in occasione degli incontri di calcio.
    Dall’analisi delle componenti politiche, è emerso che su 128 squadre militanti nei
    campionati di serie “A”, “B”, “C1” e “C2”, 27 tifoserie sono orientate verso posizioni
    politiche di destra, 15 di sinistra e 7 sono composte, anche se con percentuali differenti, da
    frange di diverso orientamento (Bologna, Brescia, Milan, Perugia, Lucchese, Crotone e
    Sora), mentre le restanti 79 sono apolitiche.
    Sul piano strettamente quantitativo, il fenomeno della politicizzazione continua
    dunque ad interessare soltanto una componente minoritaria delle tifoserie, nelle quali
    l’elemento di coesione prevalente rimane la passione calcistica per una squadra e, in talune
    circostanze, l’esigenza di risolvere problematiche comuni legate al mondo del calcio.
    Emblematiche sono al riguardo le riunioni che si sono svolte nel corso del
    campionato tra le tifoserie italiane, quale primo vero tentativo – portato avanti dal “Progetto
    Ultrà” – di costituire un “Movimento Ultras” nazionale in grado di sostenere, prescindendo
    dalle differenti ideologie politiche e “fedi calcistiche”, problematiche di comune interesse.
    Tuttavia, dall’esito dei predetti incontri, si è avuta conferma della tendenza da parte
    della maggioranza delle tifoserie di “tenere la politica il più possibile lontano dalle curve”.
    Del pari, occorre evidenziare, che alcune frange ultras attestate su posizioni
    ideologiche più estreme, nelle cui fila risultano presenti anche militanti di movimenti
    politici di estrema sinistra e di estrema destra, hanno svolto attività di proselitismo politico
    all’interno delle curve, distribuendo, in alcune circostanze, ciclostilati – “fanzine” e
    volantini – con contenuti politici.
    Il rischio di infiltrazioni politiche all'interno delle curve rimane pertanto alto ed è
    oggetto di costante attenzione non solo da parte delle “Squadre Tifoserie” ma anche delle
    sezioni delle Digos che seguono l’estremismo politico.
    Dall'analisi dei dati relativi alle ultime stagioni calcistiche, emerge che le tifoserie
    "politicamente affini" spesso sono tra loro gemellate e si scambiano, anche via internet,
    notizie circa eventuali iniziative da intraprendere anche in circostanze diverse da quelle
    connesse allo svolgimento degli incontri di calcio, ma comunque attinenti al mondo dello
    sport.
    In particolare, si è avuto modo di constatare che mentre le tifoserie di sinistra sono
    solite organizzare iniziative nazionali al fine di individuare punti di comune interesse, quelle
    di destra, pur non avendo - anche in questo campionato - portato avanti programmi
    aggregativi 1, risultano tra loro collegate, presenziando ad incontri di calcio di squadre
    diverse da quelle del "cuore" ed in alcune circostanze anche prendendo parte attiva ad
    episodi di intemperanza.
    TIFOSERIE DI SINISTRA:
    Sin dall’inizio del campionato si è registrato un incremento dei contatti tra le
    tifoserie orientate politicamente su posizioni di estrema sinistra, finalizzato a pianificare
    strategie comuni per contestare la normativa antiviolenza e contrastare il fenomeno della
    cosiddetta "fascistizzazione" delle curve "che ha visto il progressivo aumento di gruppi
    ideologicamente vicini all'estrema destra".
    FRONTE DI RESISTENZA ULTRAS:
    1 Si ricorda che l'unica iniziativa – che ha, tra l’altro, registrato una scarsissima adesione - è stata quella della
    costituzione, nelle trascorse stagioni calcistiche, di un club di tifosi denominato "Viking Italia", disposti a seguire la
    nazionale italiana durante le trasferte.
    Nella delineata prospettiva, si inserisce la costituzione del “Fronte di Resistenza
    Ultras” - avvenuta in occasione del terzo meeting antirazzista organizzato la scorsa estate a
    Narni (TR) - quale primo tentativo da parte delle tifoserie di sinistra di individuare un
    comune denominatore tra le curve politicamente affini basato sull’ideologia politica.
    L’attività informativa svolta dalle "Squadra Tifoserie" ha consentito di individuare
    l’effettiva consistenza del movimento, al quale, al momento, risultano aver aderito le sole
    tifoserie della Ternana, dell'Ancona e del Livorno.
    I primi riscontri sull’attività del Fronte risalgono ai mesi di agosto e settembre scorsi,
    allorchè durante gli incontri di calcio Ancona - Ternana (campionato) e Livorno - Cagliari
    (Coppa Italia) è stato esposto dalle prime tre tifoserie lo striscione "Resistenza Ultras".
    A tal proposito, di particolare importanza è stata l’acquisizione nel mese di ottobre da
    parte della Digos di Livorno di un opuscolo intitolato "Fronte di Resistenza Ultras -
    Antifascismo Militante".
    Nel ciclostilato gli estensori esprimono il convincimento che la politica oramai non
    possa più essere accantonata all'interno delle "curve", sottolineando a tal riguardo l’esigenza
    di superare i vecchi schemi "puristi" per capire le cause che, da una parte, hanno permesso
    “rovesciamenti di fronte” (es. le tifoserie della Roma e del Milan, “storicamente di sinistra”
    ora attestate su posizioni politiche di destra) e, dall'altra, hanno consentito il
    consolidamento dei vecchi "feudi di destra" (Lazio, Verona, Trieste, Ascoli ecc.).
    Nell'opuscolo vengono formulate le seguenti proposte del "Fronte":
    1) pubblicare una "fanzina" mensile da distribuire nelle curve delle tifoserie di sinistra per
    consentire lo scambio di esperienze e per individuare congiuntamente soluzioni anti
    repressive;
    2) sviluppare "l'antifascismo militante", individuando a livello locale metodologie di
    lotta compatibili con le diverse realtà. In tale contesto, le "tifoserie totalmente di sinistra"
    devono evitare qualsiasi contrasto politico interno, produrre materiale, sviluppare dibattiti,
    organizzare raduni ed iniziative di propaganda; quelle "per maggioranza di sinistra"
    devono evitare l'espansione delle frange minoritarie di opposta ideologia politica, rifiutando
    qualsiasi accordo con queste ultime; quelle "per minoranza di sinistra" devono sviluppare
    forme di resistenza interna, partecipando a raduni e cercando appoggio nelle altre tifoserie
    politicamente affini.
    3) partecipare collettivamente a manifestazioni di piazza con la propria identità di ultras
    e con autonome posizioni;
    4) rendere visibile la propria adesione al progetto del "Fronte", realizzando un piccolo
    striscione con la sigla "F.R.U." e la frase "Rispetto per i Compagni".
    Viene infine rivolto un invito ad esprimere solidarietà a tutti “i compagni colpiti dalla
    repressione” - prescindendo da rivalità storiche e campanilistiche - al fine di costituire "una
    forza collettiva di resistenza": in tale contesto, le tifoserie che aderiranno al progetto
    dovranno assumere una ferma posizione per debellare il razzismo ed il fascismo negli stadi.
    Il Fronte si è evidenziato nuovamente nel mese di novembre, durante la partita
    Livorno - Genoa, allorché il noto gruppo ultras "Brigate Autonome Livornesi" distribuì un
    volantino nel quale veniva rivolto l'invito ai tifosi a partecipare "come ultras" al Social
    Forum Europeo di Firenze del 9 successivo.
    Durante il corteo di Firenze , infatti, si è registrata anche la presenza di circa 350
    ultras - in rappresentanza di alcune tifoserie italiane attestate su posizioni politiche di
    sinistra2 - che hanno sfilato dietro uno striscione riportante la dicitura "Fronte di Resistenza
    Ultras" e scandendo slogan contro il Governo e le forze dell'ordine.
    Tuttavia, dopo le prime apparizioni pubbliche, il sodalizio non è riuscito a realizzare
    la sua strategia aggregativa né a raggiungere gli obbiettivi che si era prefissato.
    La stessa assenza delle tifoserie aderenti al Fronte alle riunioni preliminari (su cui ci
    si soffermerà in seguito) indette dal "Progetto Ultrà" in vista di una manifestazione
    nazionale di tutte le tifoserie italiane, lascia presumere un evidente isolamento del
    movimento dalle altre tifoserie politicamente affini, verosimilmente conseguenza delle
    posizioni troppo intransigenti e della manifesta indisponibilità del sodalizio a forme di
    dialogo e di collaborazione con le Istituzioni.
    Allo stato, comunque, non appare possibile formulare giudizi sull'effettiva
    consistenza del Fronte. Infatti, in occasione della partita Livorno - Verona del 9 febbraio
    u.sc., tra le fila livornesi sono state notate persone provenienti con ogni probabilità da altre
    città, le quali, unitamente ai gruppi ultras locali, si sono rese responsabili di gravi incidenti,
    soprattutto contro le forze dell'ordine.
    2 Alla manifestazione hanno aderito le tifoserie del Livorno, della Ternana, del Genoa, dell'Ancona,
    del Perugia, del Venezia, del Cosenza, della Casertana, del Bologna e del Crotone.
    PROGETTO ULTRA’:
    Particolarmente interessante è stata quest'anno l'attività del "Progetto Ultrà"3 che ha
    organizzato una serie di iniziative a livello nazionale4, a cui hanno aderito, di norma,
    tifoserie attestate su posizioni politiche di sinistra.
    In particolare, all’inizio del campionato, il sodalizio si è fatto promotore, per alcune
    settimane, di una campagna contro la commercializzazione del calcio italiano e le "paytv",
    durante la quale sono stati esposti, negli stadi di Ancona, Terni, Bologna, Brescia e
    Livorno, striscioni di protesta contro le società “Stream” e “Tele+” ed è stata effettuata una
    raccolta firme per manifestare il dissenso all'utilizzo televisivo delle immagini dei tifosi,
    ricorrendo anche ad un apposito modulo da compilare on-line.
    Dal 17 al 28 ottobre, nell’ambito dell’iniziativa europea organizzata dalla rete
    "F.A.R.E." (Footboll Against Racism in Europe) denominata "3^ Fare Action Week"
    (Settimana d'azione contro il razzismo in Europa) per sensibilizzare l'opinione pubblica e, in
    particolare, gli ambienti del tifo organizzato sul fenomeno del razzismo nel mondo del
    calcio, alcune tifoserie italiane5, coordinate dal “Progetto Ultrà”, hanno esposto all'interno
    degli stadi striscioni relativi alla tematica del razzismo e distribuito una "fanzina"
    antirazzista redatta dallo stesso sodalizio.
    Nel mese di aprile è stata organizzata, sempre dal “Progetto Ultrà”, un’iniziativa
    contro la “repressione” delle forze dell’ordine e la nuova normativa per contrastare la
    violenza in occasione di competizioni sportive. Nella circostanza, alcune tifoserie6 hanno
    esposto gli striscioni "Come ci vorrebbero" e "Come siamo e saremo sempre" intervallati da
    quindici minuti di silenzio, sottolineando così la propria opposizione “al tentativo da parte
    dello Stato di reprimere l’entusiasmo e l’esuberanza del tifo organizzato”.
    3 Le finalità del "Progetto Ultrà", nato alla fine del 1995, finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito della più
    ampia iniziativa "Cities Antiracism Project" con il contributo anche del Comune di Bologna e della Regione Emilia
    Romagna, è quella di contrastare i comportamenti violenti, intolleranti e xenofobi dentro e fuori gli stadi di calcio con
    manifestazioni rivolte a coinvolgere e coagulare tra di loro i vari gruppi ultras italiani. A tale Progetto aderiscono alcune
    tifoserie attestate su posizioni politiche di sinistra.
    4 Tra le iniziative dello scorso campionato riconducibili al "Progetto Ultrà" ed alla rete "F.A.R.E." si ricordano:
    l'esposizione all'interno degli stadi di striscioni di protesta contro l'applicazione della Legge 2001/377; la
    pubblicazione di un giornale on line per il dialogo e lo scambio di informazioni tra gruppi ultras intenzionati a
    promuovere azioni antirazziste; la predisposizione di un "manualetto per la sopravvivenza del tifoso" corredato
    anche da vignette, contenente informazioni utili sulla normativa contro la violenza negli stadi; l’organizzazione di
    meeting annuali nelle province di Reggio Emilia e Terni, rispettivamente per lo svolgimento dei "mondiali di calcio
    antirazzisti" e per il "raduno internazionale antirazzista"; il corteo nazionale organizzato a Brescia il 20 aprile
    2002 per contestare l'applicazione della Legge sulla violenza negli stadi, al quale hanno partecipato circa 600 persone,
    tra cui anche i supporter del Milan, del Genoa, del Venezia, del Perugia (attestate su posizioni politiche di sinistra), del
    Verona, della Juventus, dell'Atalanta, del Piacenza (attestate su posizioni politiche di destra), del Mantova, del Cesena e
    del Lodi (apolitiche).
    5 hanno aderito le tifoserie del Perugia, della Ternana, delPisa, del Venezia, dell'Ancona, dell'Empoli, del Cosenza, del
    Genoa, delModena, della Cavese, del Fasano, della Samenedettese, del Manfredonia, del Civitanova, della Sampdoria,
    del Bologna e del Milan.
    6 hanno aderito le tifoserie dell'Avellino, dell'Udinese, del Brescia, dell'Inter, del Grosseto, del Milan, dell'Empoli, del
    Montevarchi, del Perugia, dell'Atalanta e dello Spezia.
    Il sodalizio si è fatto altresì promotore di una serie di riunioni a livello nazionale -
    tenute nelle città di Reggio Emilia (il 21 febbraio 2003), di Salerno (il 21 marzo successivo)
    e di Arezzo (l'11 aprile ed il 16 maggio uu.sc.) - tra i referenti dei gruppi ultras, alle quali
    hanno partecipato anche tifoserie di destra7, al fine di costituire un "Movimento Ultras"
    nazionale in grado di sostenere, al di là delle differenti "fedi calcistiche" ed ideologie
    politiche, le comuni problematiche legate al mondo del calcio.
    Nel corso dei lavori preparatori, sono state affrontate diverse problematiche e sono
    state formulate proposte a tutela dei tifosi “ingiustamente” arrestati e denunciati ovvero
    sottoposti al provvedimento di divieto di accesso nei luoghi ove si svolgono manifestazioni
    sportive.
    Tra le tematiche dibattute, si è evidenziata soprattutto quella relativa alla legge 24
    aprile 2003 n.88, che ha introdotto nuove fattispecie di reato e previsto lo strumento
    giuridico dell'arresto differito.
    Si è poi discusso sull’aumento dei prezzi dei biglietti per assistere agli incontri di
    calcio, sull’esigenza di ripristinare i treni charter8, sull’opportunità di migliorare la
    regolamentazione degli orari degli incontri sportivi (c.d. "calcio spezzatino") ed infine sull’
    abolizione del divieto di vendita dei tagliandi del settore ospiti nella stessa giornata
    dell'evento sportivo 9.
    Tra le proposte formulate, si segnala quella relativa alla previsione di un numero di
    matricola da esporre sulle uniformi del personale in servizio di ordine pubblico in occasione
    di eventi sportivi, al fine di poter identificare con certezza e perseguire legalmente gli agenti
    responsabili di eccessi ed abusi nei confronti dei tifosi.
    Nel corso delle riunioni, il Progetto Ultrà si è fatto altresì promotore di una
    manifestazione nazionale di tutte le tifoserie, che dopo un iter organizzativo abbastanza
    burrascoso – a causa dei contrasti insorti – è stata programmata per il 22 giugno p.v. a
    Milano.
    Da quanto sopra, appare evidente l'evoluzione che nel tempo ha caratterizzato
    l'attività e la stessa mentalità dei gruppi ultras, che sono riusciti a superare rivalità
    calcistiche e divergenze politiche, dando luogo ad un "Movimento Ultras" nazionale
    capace di aggregare diverse realtà, per raggiungere obbiettivi e risolvere problematiche
    comuni legate al mondo dello sport.
    Un breve cenno merita il tentativo - non riuscito - da parte del gruppo ultras laziale
    degli "Irriducibili" – orientato su posizioni politiche di estrema destra - di appropriarsi del
    lavoro svolto dal “Progetto Ultrà”, organizzando una manifestazione a Roma il 4 aprile
    7 Un primo tentativo di organizzare una iniziativa unitaria delle tifoserie con diverso orientamento politico si era
    concretizzato in occasione della manifestazione di Brescia dell’aprile 2002 di cui alla nota n.7.
    8 Al riguardo, appare evidente che le tifoserie non sono a conoscenza della modifica della moratoria dei treni
    straordinari, che prevede la possibilità di predisporre treni commerciali su espressa richiesta dei tifosi, previa
    sussistenza di specifici presupposti.
    9 Tale divieto consente di evitare che persone sprovviste del biglietto di ingresso si rechino in trasferta con la speranza
    di trovare comunque un escamotage per assistere all'incontro di calcio.
    u.sc. per protestare contro i provvedimenti restrittivi emessi dall'Autorità Giudiziaria nei
    confronti di alcuni elementi di quella tifoseria capitolina ed, in particolare, di uno dei suoi
    leader, Fabrizio Toffolo (arrestato a seguito degli incidenti verificatisi il 15 dicembre u.sc.
    presso lo scalo ferroviario di Roma Termini).
    L'iniziativa in parola – a cui hanno partecipato circa 3000 persone - ha infatti
    registrato un'adesione inferiore alle aspettative, a causa delle divergenze sorte, nei giorni
    precedenti, tra alcune tifoserie del nord Italia e gli organizzatori, accusati di aver "voluto
    assumere un ruolo egemone nell’organizzazione dell’iniziativa".
    A tal proposito, sembra che oltre all'impossibilità di raggiungere una condivisione di
    valori e principi sulle problematiche legate al mondo del calcio, il vero punto di rottura
    sarebbe stato determinato dalla decisione dei supporter laziali di non far comparire il
    "Progetto Ultrà" quale promotore dell'iniziativa.
    La netta presa di posizione dei sostenitori capitolini nei confronti del predetto
    sodalizio ha di fatto attribuito alla manifestazione una marcata caratterizzazione politica,
    comprovata non solo dall'adesione di tifoserie attestate su posizioni politiche di estrema
    destra, ma anche dalla presenza di leader di quell’area politica.
    Il comportamento tenuto dalla tifoseria capitolina è stato altresì interpretato da altre
    frange ultras come "una manovra architettata sin dall'inizio per far naufragare il lungo e
    difficile lavoro di coordinamento portato avanti dal Progetto Ultrà e dal Movimento Ultras".
    Tra le altre iniziative organizzate dal “Progetto Ultrà” si ricordano anche i “Mondiali
    Antirazzisti” – oramai giunti alla settima edizione - che si svolgeranno nel luglio prossimo
    a Montecchio (RE), con l’organizzazione di tornei di calcio, incontri culturali con dibattiti
    su tematiche antirazziste e concerti musicali.
    Un particolare cenno merita inoltre il torneo di calcetto, denominato "El torneo del
    Bae", organizzato il 25 aprile u.sc., a Venezia, dalla locale tifoseria e dai centri sociali della
    provincia veneta, a cui hanno aderito 24 squadre10 con lo scopo di raccogliere fondi da
    destinare alla realizzazione di un impianto sportivo in Chapas (Messico).
    10 Le squadre erano composte da tifosi locali, del Modena, del Cosenza, del Pistoia, del Pisa, del Civitanova e della
    Ternana, da un gruppo di giovani del Progetto Ultrà, da ultras ed attivisti antirazzisti di Bologna e Vicenza, dai
    “disobbedineti” del centro sociale “Rivolta” di Marghera, da una rappresentanza “No War” di Monselice (PD) e da
    aderenti ad associazioni di cittadini extracomunitari (Moldavi, Bengalesi e Kurdi).
    TIFOSERIE DI DESTRA:
    Per quanto riguarda le tifoserie di estrema destra, particolare cenno meritano quelle
    della Roma e della Lazio per il loro stretto legame – evidenziato nel corso dell’attività
    informativa svolta dalla locale Digos – con il movimento di estrema destra romano "Base
    Autonoma", i cui militanti compaiono anche tra le fila dei gruppi ultras "Tradizione e
    Distinzione" della Roma ed "Irriducibili" e "Banda de Noantri" della Lazio.
    L'infiltrazione di Base Autonoma all’interno delle due curve ha contribuito a superare
    la storica rivalità tra le due tifoserie, i cui aderenti, oramai uniti dal medesimo orientamento
    politico, sono soliti partecipare anche ad iniziative di piazza, come in occasione del presidio
    organizzato dal predetto movimento politico a Roma, lo scorso primo marzo, contro la
    globalizzazione.
    Dall'esame della documentazione d'area e dal monitoraggio delle rete telematica, si è
    inoltre riscontrata la tendenza a svolgere attività di proselitismo politico all'interno dello
    stadio, soprattutto da parte del gruppo "Tradizione e Distinzione", che ha diffuso
    all'interno della curva sud una "fanzina" intitolata "Black Shirt (Camicia Nera)" con
    contenuti non soltanto sportivi ma anche politici – diversamente da quanto è stato invece
    riscontrato nella maggior parte dei ciclostilati acquisiti dalle Digos all’interno degli altri
    complessi sportivi italiani.
    Un altro fatto di particolare rilevanza, anche se non direttamente legato al mondo del
    calcio, è quello verificatosi a Roma la sera del 13 ottobre u.sc., allorché alcuni ultras degli
    “Irriducibili”, travisati con caschi ed armati di bastoni e mazze da baseball, hanno aggredito
    un cittadino extracomunitario, che per le lesioni subite è stato immediatamente trasportato
    in ospedale, rimanendo in coma per alcuni giorni. Le successive indagini hanno consentito
    di trarre in arresto 5 “irriducibili” della Lazio, che hanno giustificato l’aggressione per
    pregresse molestie dello straniero nei confronti di una ragazza italiana loro amica.
    L'attività informativa delle "Squadre Tifoserie" ha inoltre consentito di evidenziare lo
    stretto legame che intercorre tra militanti di estrema destra e tifoserie del Triveneto -
    in particolare del Verona, del Padova, del Treviso, della Triestina e del Vicenza - e tra
    queste ultime e le frange ultras laziali.
    Al riguardo, infatti, il 10 gennaio u.sc., nel corso di una trasmissione televisiva in
    onda presso gli uffici della rete “Telenuovo” di Verona, circa 30 militanti di Forza Nuova
    hanno fatto irruzione all'interno della sede, aggredendo, tra gli ospiti, Adel Smith, presidente
    dell'Unione Musulmani d'Italia.
    Le successive indagini svolte dalla Digos anche su delega dell'Autorità Giudiziaria
    veronese hanno consentito di trarre in arresto - in esecuzione di misure cautelari - 17
    aderenti a mo vimenti di estrema destra del triveneto, tra cui alcuni ultras del Verona, del
    Padova e del Treviso.
    Le stesse tifoserie, nelle giornate di campionato successive al fatto, hanno effettuato
    delle iniziative di protesta, esponendo all'interno degli stadi striscioni di solidarietà ai
    militanti arrestati.
    In particolare, Il 19 gennaio u. sc., durante l'incontro di calcio Padova - Carrarese,
    nel settore della tifoseria ultras locale, è stato esposto il seguente striscione: "CURVA
    DESMITHIZZATA...LIBERTA' PER CHI DIFENDE LA PROPRIA TERRA", con chiaro
    riferimento all'aggressione subita dal Prof. Adel Smith. Le successive indagini svolte dalla
    locale "Squadra Tifoserie" hanno consentito di denunciare 9 supporter padovani - tutti
    aderenti a Forza Nuova - per violazione della legge “Mancino”.
    A riprova del collegamento dei militanti dei movimenti di estrema destra e delle
    tifoserie del triveneto alla tifoseria della Lazio, si richiamano come esempio gli incidenti
    verificatisi il 24 febbraio u.sc., durante l'incontro di calcio Lazio - Modena, allorché alcuni
    supporter locali aggredirono un Vigile Urbano, ferendolo lievemente con un coltello. Le
    indagini svolte dalla Digos di Roma hanno consentito di trarre in arresto 6 ultras laziali
    degli "Irriducibili" ed un noto esponente padovano di Forza Nuova, che si era unito,
    nell'occasione, ai tifosi capitolini.

    •   Alt 

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  2. #2
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