Sabbie, il nostro premio letterario
di Francesco Prestopino
Il nostro Centro Culturale apre il calendario del 2005 con il lancio di un premio letterario come da bando e regolamento allegato. Da un paio d’anni avevo pensato di dar vita ad una iniziativa di questo genere che ha ora preso corpo dopo lunghe riflessioni e consultazioni sul taglio da dare alla manifestazione. Ho voluto allargare il tema dei racconti e delle poesie all’intero Maghreb sia per dare più respiro all’iniziativa, sia perché l’ambiente di Algeria, Tunisia e Marocco è simile per vita ed abitanti a quello della nostra Libia.
Il titolo, Sabbie, è sorto spontaneo dopo una breve consultazione con persone del settore, perché la sabbia è l’elemento che unisce tutti i paesi dell’Africa mediterranea intesa come la rena del deserto e delle lunghissime spiagge di Libia, Algeria, Tunisia e Marocco.
Invito quindi tutti i nostri lettori, anche quelli che non sono interessati a partecipare direttamente, a diffondere il bando ad amici e conoscenti estranei al nostro ambiente: sappiamo quante persone coltivino l’hobby della scrittura in prosa e in versi, e quanti, pur non facendo parte della nostra collettività, abbiano riferimenti familiari o amicali con questo o quel paese del nord Africa.
Se i lavori perverranno numerosi e di buon livello il compito della selezione sarà certamente più difficile, ma la riuscita ed il proseguo dell’iniziativa saranno assicurati.
La serata della proclamazione dei vincitori avverrà intorno al 10 luglio a Roma, negli splendidi giardini del Circolo del Ministero Affari Esteri; ci auguriamo che l’autorevolezza dei giurati che andremo a nominare all’esterno dell’AIRL, la piacevolezza di racconti e poesie dei finalisti, il garbo del presentatore, che ancora non è stato scelto, e la partecipazione di un qualificato pubblico serviranno ad accendere di nuovo i riflettori non solo sulla cultura del Maghreb, ma anche sui tanti aspetti della lunga storia di noi dell’AIRL con il paese dal quale proveniamo.
Ci siamo riservato il diritto di pubblicare su Italiani d’Africa o su un volume edito a cura di Silfio, le opere dei finalisti.




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