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  1. #1
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    Predefinito La Cina rischia di distruggere il BelPaese..

    Dal primo gennaio non ci sono piu limiti e barriere doganali per i prodotti cinesi... bene.

    dalla Cina stanno arrivando migliaia di prodotti a basso costo, questi prodotto da alimentari a industriali stanno "danneggiando" la nostra economia.

    Logico che un prodotto fabbricato in Cina dove non ci sono tutele nè orari per i lavoratori costi molto meno di un prodotto italiano dove i lavoratori sono giustamente tutelati.

    Chi ci guadagna..? Le Multinazionali, già presenti in Cina che sfruttano i lavoratori locali per fare soldi facili.

    Chi ci perde?l'economia italiana, l'industria del belpaese è costituita in gran parte da piccole e medie imprese.. proprio quelle danneggiate maggiormente dalla deregulation in atto...

    Quindi a breve potrebbe scatenarsi una crisi senza precedenti che si ripercuoterà sui lavoratori italiani (meno tutele nel futuro) e sui consumatori (con il rialzo del prezzi)...


    Cosa fare? l'unica ipotesi che mi viene in mente è mettere del DAZI doganali... suggerimenti?

  2. #2
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    Predefinito Re: La Cina rischia di distruggere il BelPaese..

    In Origine Postato da danny78
    ...suggerimenti?
    De-contrarre la nostra economia.

    Aprire concorsi pubblici per la gestione della cosa pubblica indirizzati ai tantissimi giovani laureati, formati e professionali, presenti in Italia.

    Creare delle istituzioni di controllo in Italia ferree: più forze di polizia che lavorino per contrastare il controllo territoriale delle forze malavitose nel meridione, più ispezioni contro le evasioni fiscali, nelle quali questi nuovi dipendenti pubblici potranno trovare collocamento, più ispettori pubblici, internal auditor e controllori della qualità nelle aziende pubbliche o a controllo pubblico.

    Nel frattempo si saranno creati altrettanti nuclei familiari con reddito che pagano le tasse, generano consumi, e permettono ai loro genitori di andare in pensione invece di lavorare per mantenerli liberando posti nelle aziende.

    A questo punto si passa alle imprese: bloccare qualsiasi elasticità contrattuale che in Italia tanto si traduce solo in sfruttamento, non in efficienza. Colpire le speculazioni spingendo gli imprenditori ad assumere la manodopera di cui hanno bisogno, invece di noleggiarla con contratti a progetto.

    Spingere quindi questo nuovo terziario verso soglie di efficienza: riaprire la ricerca scientifica, pubblica ma soprattutto privata, riempire le aziende di ingegneri, fisici, biologi e chimici che facciano ricerca a livello dei tedeschi, dei francesi, dei giapponesi, magari far rientrare qualche cervello fuoriuscito.

    I laureati sono troppi per i posti di lavoro? Inasprire l'università, renderla efficiente in senso qualitativo. Chi lascia passa automaticamente in una rete di corsi di specializzazione, regionali e universitari, che indirizzano direttamente all'impiego. Chi finisce si trova con una formazione seria in mano, temprata nelle aziende e nel mondo della ricerca.

    A questo punto magari l'Italia si sarà indebitata, ma avremo tante piccole aziende forti, ognuna con i suoi 10, 100 o 1000 dipendenti radicati nella realtà aziendale e competitivi, invece che con 5 raccomandati e 10.000 schiavi Co.Co.Co legati al remo. Avremo una pubblica amministrazione intransigente che controlla e lavora in senso di efficenza. Un mercato interno vivo, dalle grandi potenzialità di consumo, una ricerca fiorente, un'università eccellente, grandi aziende che hanno il meglio del capitale umano, che non si possono permettere schifezze alla Parmalat perché altrimenti vengono mazziate sul serio, che hanno ricerca e tecnologia ai massimi livelli.
    Allora non ci sarà Cina che tenga. Quando una Fiat avrà finiture e tecnologia che fanno invidia ad un'Audi non sarà una carretta assemblata a Xazhou a metterci paura. Quattro operai cinesi sottopagati non spaventeranno di certo dei tecnici superspecializzati italiani.

    Non è solo con i salari bassi che si crea competenza.

  3. #3
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    Predefinito Re: Re: La Cina rischia di distruggere il BelPaese..

    In Origine Postato da bowman
    De-contrarre la nostra economia.

    Aprire concorsi pubblici per la gestione della cosa pubblica indirizzati ai tantissimi giovani laureati, formati e professionali, presenti in Italia.

    Creare delle istituzioni di controllo in Italia ferree: più forze di polizia che lavorino per contrastare il controllo territoriale delle forze malavitose nel meridione, più ispezioni contro le evasioni fiscali, nelle quali questi nuovi dipendenti pubblici potranno trovare collocamento, più ispettori pubblici, internal auditor e controllori della qualità nelle aziende pubbliche o a controllo pubblico.

    Nel frattempo si saranno creati altrettanti nuclei familiari con reddito che pagano le tasse, generano consumi, e permettono ai loro genitori di andare in pensione invece di lavorare per mantenerli liberando posti nelle aziende.

    A questo punto si passa alle imprese: bloccare qualsiasi elasticità contrattuale che in Italia tanto si traduce solo in sfruttamento, non in efficienza. Colpire le speculazioni spingendo gli imprenditori ad assumere la manodopera di cui hanno bisogno, invece di noleggiarla con contratti a progetto.

    Spingere quindi questo nuovo terziario verso soglie di efficienza: riaprire la ricerca scientifica, pubblica ma soprattutto privata, riempire le aziende di ingegneri, fisici, biologi e chimici che facciano ricerca a livello dei tedeschi, dei francesi, dei giapponesi, magari far rientrare qualche cervello fuoriuscito.

    I laureati sono troppi per i posti di lavoro? Inasprire l'università, renderla efficiente in senso qualitativo. Chi lascia passa automaticamente in una rete di corsi di specializzazione, regionali e universitari, che indirizzano direttamente all'impiego. Chi finisce si trova con una formazione seria in mano, temprata nelle aziende e nel mondo della ricerca.

    A questo punto magari l'Italia si sarà indebitata, ma avremo tante piccole aziende forti, ognuna con i suoi 10, 100 o 1000 dipendenti radicati nella realtà aziendale e competitivi, invece che con 5 raccomandati e 10.000 schiavi Co.Co.Co legati al remo. Avremo una pubblica amministrazione intransigente che controlla e lavora in senso di efficenza. Un mercato interno vivo, dalle grandi potenzialità di consumo, una ricerca fiorente, un'università eccellente, grandi aziende che hanno il meglio del capitale umano, che non si possono permettere schifezze alla Parmalat perché altrimenti vengono mazziate sul serio, che hanno ricerca e tecnologia ai massimi livelli.
    Allora non ci sarà Cina che tenga. Quando una Fiat avrà finiture e tecnologia che fanno invidia ad un'Audi non sarà una carretta assemblata a Xazhou a metterci paura. Quattro operai cinesi sottopagati non spaventeranno di certo dei tecnici superspecializzati italiani.

    Non è solo con i salari bassi che si crea competenza.
    Analisi x molti versi condivisibile, ma non consideri il fattore tempo, x fare quelloc he chiedi ci vogliono anni, + di un decennio come minimo, nel frattempo penso che difenderci coi dazi sia una scelta obbligata

  4. #4
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    Predefinito Re: Re: La Cina rischia di distruggere il BelPaese..

    In Origine Postato da Antonello
    Ci guadagneranno certi italiani che il nostro presidente della repubblica ha invitato ad investire in cina....
    appunto, le grandi imprese.. mentre le piccole e medie, vero motore del paese... restano fregate.. con il beneplacido di destra e sinistra...

  5. #5
    Ospite

    Predefinito Re: La Cina rischia di distruggere il BelPaese..

    In Origine Postato da danny78
    Dal primo gennaio non ci sono piu limiti e barriere doganali per i prodotti cinesi... bene.

    dalla Cina stanno arrivando migliaia di prodotti a basso costo, questi prodotto da alimentari a industriali stanno "danneggiando" la nostra economia.

    Logico che un prodotto fabbricato in Cina dove non ci sono tutele nè orari per i lavoratori costi molto meno di un prodotto italiano dove i lavoratori sono giustamente tutelati.

    Chi ci guadagna..? Le Multinazionali, già presenti in Cina che sfruttano i lavoratori locali per fare soldi facili.

    Chi ci perde?l'economia italiana, l'industria del belpaese è costituita in gran parte da piccole e medie imprese.. proprio quelle danneggiate maggiormente dalla deregulation in atto...

    Quindi a breve potrebbe scatenarsi una crisi senza precedenti che si ripercuoterà sui lavoratori italiani (meno tutele nel futuro) e sui consumatori (con il rialzo del prezzi)...


    Cosa fare? l'unica ipotesi che mi viene in mente è mettere del DAZI doganali... suggerimenti?
    Il problema della Cina è il regime politico, non quello economico. In Cina il benessere, soprattutto nelle zone a economia capitalista, sta crescendo e si diffonde.

    Funziona così da 300 anni a questa parte ormai, se pensiamo di mettere dazi per poi poter produrre cianfrusaglie faremmo meglio a comprarci delle pistole, magari cinesi, che costano meno...

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: La Cina rischia di distruggere il BelPaese..

    In Origine Postato da Claude
    Il problema della Cina è il regime politico, non quello economico. In Cina il benessere, soprattutto nelle zone a economia capitalista, sta crescendo e si diffonde.

    Funziona così da 300 anni a questa parte ormai, se pensiamo di mettere dazi per poi poter produrre cianfrusaglie faremmo meglio a comprarci delle pistole, magari cinesi, che costano meno...
    mi rispondi alla domanda, cortesemente e se vuoi..?

    che cosa possiamo fare per difendere il nostro paese dai prodotti cinesi a basso costo?
    in attesa che cambi il regime cinese..

  7. #7
    Ospite

    Predefinito

    In sintesi:
    Stato sociale concentrato su istruzione, sanità, formazione, contenimento disagio sociale

    Drastica riduzione del personale pubblico con massiccio ricorso all'outsourcing e precarizzazione generalizzata dei contratti

    susseguente spostamento di risorse di denaro su ricerca e università in ottica collaborazione pubblico-privato

    Politica liberale del lavoro con un mercato uguale per tutti, con salvaguardia sicurezza e maternità.

    Palla lunga e pedalare.

  8. #8
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    Predefinito

    In Origine Postato da Claude
    In sintesi:
    Stato sociale concentrato su istruzione, sanità, formazione, contenimento disagio sociale

    Drastica riduzione del personale pubblico con massiccio ricorso all'outsourcing e precarizzazione generalizzata dei contratti

    susseguente spostamento di risorse di denaro su ricerca e università in ottica collaborazione pubblico-privato

    Politica liberale del lavoro con un mercato uguale per tutti, con salvaguardia sicurezza e maternità.

    Palla lunga e pedalare.
    mentre queste riforme verranno approvate nei prossimo 4-5 anni. le imprese italiane a breve medio termine cosa faranno?

  9. #9
    Ospite

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    In Origine Postato da danny78
    mentre queste riforme verranno approvate nei prossimo 4-5 anni. le imprese italiane a breve medio termine cosa faranno?
    s'arrangiano, che è poi il mestiere che deve fare un'impresa

  10. #10
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    In Origine Postato da Claude
    s'arrangiano, che è poi il mestiere che deve fare un'impresa


    certo che vabbeh...lasciamo perdere..

 

 
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