Dopo l'attentato dell'11 settembre come tutti sapete gli USA hanno intrapreso azioni militari contro l'Afghanistan dei Talebani e l'Iraq di Saddam Hussein, riuscendo in poco tempo a spodestare i due regimi sanguinari, ma fallendo forse nell'obiettivo primario di tutta la campagna militare: dare stabilità alla regione. Lasciando da parte le scuse (false e patetiche) usate da Bush per avviare queste operazioni sanguinarie come le armi chimiche di Saddam (e chi le ha viste?) e Bin Laden che gioca a nascondino tra le montagne al confine col Pakistan, volevo far notare come questi due stati (Afghanistan e Iraq) abbiano conosciuto nel loro passato periodi di stabilità e progresso: l'Afghanistan, retto da Re Zahir Shah dal 1933 al 1973, conobbe l'emancipazione femminile, la costruzione della prima Università, e soprattutto la creazione di un parlamento con libere elezioni. In poche parole, il Sovrano portò l'Afghanistan da una condizione tribale a una democrazia compiuta, vista di buon occhio anche dagli europei con cui iniziarono proficui scambi commerciali. Inutile dire che la stabilità sociale ed economica favorì anche il turismo, oggi impensabile nonostante il Paese abbia delle montagne mozzafiato. Il colpo di stato che depose re Zahir significò per gli afghani l'inizio della fine: lotte interne, invasione sovietica, mine sparse per tutte il territorio e per finire in bellezza l'intervento del vicino Pakistan che manda i Talebani a impossessarsi del paese, sotto l'occhio benevolo degli USA. Altro che stabilità, gli stessi USA sono intervenuti nuovamente nel 2002 contro il regime talebano da loro voluto, per poi impantanarsi come i sovietici nelle insidie del territorio afghano. Con la morte di re Zahir nel 2007 l'Afghanistan ha perso per sempre un'ottima occasione per ripartire da colui che solo aveva costruito qualcosa di positivo per il suo paese. L'Iraq sotto la guida di Re Faysal I conobbe l'indipendenza dal Regno Unito, e nonostante certi golpe la situazione non sfuggì mai di mano definitivamente. Ben diversa la situazione dopo il golpe militare del 1958 che instaurò la Repubblica: da lì seguirono solo altri colpi di stato, tra i quali quello di Saddam, una guerra quasi decennale con l'Iran, una col Kuwait e contro tutte le Nazioni Unite, ed infine l'ultima, la più disastrosa, che di questo passo non finirà mai. Una strada percorribile è senza'altro quella di restaurare una monarchia che non sia espressione degli interessi USA piuttosto che di quelli fondamentalisti, la Giordania ne è un esempio (e che esempio!). Il Sovrano ci sarebbe, è il cugino dell'ultimo Re iracheno Faysal II, ed è Sharif Ali Bin AlHussein. Si spera sempre che gli USA impareranno dai propri errori, dopotutto anche qua da noi nel '46 poteva andare così, e fu solo grazie a Re Umberto II e al suo esilio volontario se non ci fu una guerra civile, cosa che alla luce dei fatti e del referendum fasullo poteva davvero succedere.




Rispondi Citando

