Sul numero di Venerdì, Rinascita ha pubblicato un articolo di Claudio Risè" tratto dal sito http://www.claudio-rise.it , "Serge Latouche - L'economia? "Ammala" la vita". L'autore presenta il saggio di Latouche su "L'invenzione dell'economia" e "La sfinda di Minerva. Razionalità Occidentale e ragione mediterranea" Bollati Boringhieri.
"C'è una relazione tra il nostro pensiero economico e il malessere psichico? Qualsiasi coscienzioso operatore della psiche si pone un giorno o l'altro questa domanda, perchè coscienza e inconscio denunciano in continuazione la sproporzione tra le preoccupazioni legati ai meccanismi economici, e quelle affettive e istintuali nella vita dell'individuo che da questo squilibrio insorgono".
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"Curiosamente però, l'approfondimento di questo squilibrio, e delle sue ragioni, è pressochè assente dalla riflessione psicologica".
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I saggi di Latouche pubblicani in "L'invenzione dell'economia" andrebbero accuratamente studiati, tragli altri, dagli psicoterapeuti, per comprendere come fare a liberare il contemporaneo nevrotico "oeconomicus" delle sue ossessioni dominanti.
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Latouche ricorda che di economia non si parla prima di Platone e Aristotele. E si chiede "Significa forse che prima non esistevano pratiche materiali? Naturalmente no, è la risposta, ma queste, principalmente la sopravvivenza della specie e la riproduzione dei gruppi sociali, non vengono, fino a un certo punto, "pensate come una sfera a parte, autonoma". Dunque "non esiste qualcosa come la vita economica, bensì la vita tout court".
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La progressiva autonomia dell'economia dalla vita nel suo complesso è dovuto secondo Latouche allo sviluppo unilaterale manifestatosi da un certo punto in poi nella ragione occidentale.
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Latouche pensa che nel pensiero dell'Occidentale moderno, il logos sostituisce del tutto la phronesis, e diventa "razionalità calcolante": quella del calcolo economico.




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