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    SENATORE di POL
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    Predefinito Il giudice Santoro, il "genocidio" americano, l'eroica resistenza tagliagole

    dal quotidiano LIBERO di oggi

    " RICORDATE SANTORO? ORA FA IL GIUDICE

    di RENATO FARINA


    Un gruppo di giornalisti e intellettuali di sinistra processa i colleghi impegnati in Iraq. E sentenzia: sono complici del genocidio americano. Per questo i reporter italiani hanno dovuto lasciare Bagdad
    Sapete perché i giornalisti italiani (e non solo) hanno dovuto sgombrare in fretta e furia gli hotel di Bagdad? Un po' è colpa di Michele Santoro, anche se lui non lo sa. Ci spieghiamo. C'è un documento, una specie di sentenza, e lui c'entra. Un attimo però. Qualche passo indietro. Lunedì scorso, il ministero degli Esteri invita i nostri connazionali di Corriere, Stampa, Mediaset, Rai eccetera, a traslocare dalla Mesopotamia. Prudenza dovuta al rinvenimento da parte dei nostri 007 di strani messaggi su Internet: riferivano di prossimi rapimenti di pezzi grossi della stampa italiana o americana direttamente dalla camera d'albergo. Questa però è solo una mezza verità. Quella completa comprende un testo più dotto, scritto in inglese, che fa da base morale e per così dire giuridica a questo lavoretto. I nostri servizi lo hanno passato a Fini. Il quale ha provveduto al tutti a casa. E Santoro? Ancora un istante. Una piccola (apparente) divagazione. E' un po' antipatico citare questo evento, ma tocca. Ieri una madre irachena è stata decapitata. Giornalista, per sua disgrazia dipendente della televisione pubblica irachena. Brutta gente quella come Raida Al Wazan per il "Tribunale Mondiale sull'Iraq" (ci stiamo avvicinando a Santoro). Essendo favorevole alle elezioni, e persino alla presenza di truppe straniere, è colpevole di «crimine contro l'umanità», trattasi di «disinformatrice». Di Raida Al Wazan, 36 anni, sequestrata con la figlia di 10 anni ad Erbil e assassinata, scrive Andrea Morigi. Qui ci occupiamo - come dire? - del retroterra ideologico di simili formule di condanna. E qui c'entra l'inconsapevole Santoro. Ovvio: i "resistenti" l'avrebbero ammazzata lo stesso, Raida. Non hanno bisogno di un'Inquisizione occidentale, è un'irachena. Ma sui corrispondenti dei grandi giornali americani ed europei bisogna pure avere qualcuno che approfondisca la pratica. Sono buoni o sono cattivi? Sono spie al servizio della Cia o sono "indipendenti", cioè dalla parte della "resistenza"? Questo duro lavoro è compito del "Tribunale mondiale sull'Iraq". Si è radunato in sessione plenaria a Roma, nella sede dell'Aula Magna della Terza Università, fra il 10 e il 13 febbraio. Stavolta ad essere messi sotto torchio come imputati sono stati i mass media occidentali. Al processo intitolato «La disinformazione come crimine contro l'umanità » è intervenuto Michele Santoro, in veste di testimone d'accusa. Del resto il noto giornalista ed europarlamentare diessino non ha partecipato a queste udienze da ospite. Ne è membro permanente. Il Tribunale santoriano, nato nel 2003, ha il compito di investigare sui crimini di guerra di americani e truppe della coalizione in Iraq. Ma non si pensi solo ai bombarda - menti. Nello statuto si parla infatti anche di «analizzare il ruolo dei media durante la guerra, mettendo in evidenza come una politica di disinformazione e di silenzio possa portare ad una cosciente manipolazione della realtà dei fatti». Si parte da questa constatazione: «La politica di disinformazione ha permesso di mantenere il silenzio sul genocidio della popolazione irachena». Viene proprio definito così, non c'è neanche bisogno di provarlo: gli americani e i loro alleati italiani hanno praticato e stanno praticando un genocidio. Chi disinforma ne è complice. Cosa merita secondo voi un genocida? Il Tribunale non lo dice espressamente. Però cita il Tribunale di Norimberga e articoli di legge la violazione dei quali là costò l'impiccagione. Sempre di collo si trattava. Incuriosisce leggere gli aderenti a questo simpatico comitato di sereni giudici. Ci sono oltre a Michele, il direttore di Rai news 24 Roberto Morrione. Davvero anche lui constata che in Iraq gli americani stanno perpetrando un genocidio? E come lui la pensano altri colleghi? O hanno firmato senza leggere? Tra di loro c'è Giuliana Sgrena. Lo diciamo anche noi ai rapitori. La Sgrena definisce genocidio l'occupazione americana, perché la tenete tra le mani e la minacciate? Forse perché in tal modo avete garantite intere settimane di propaganda di queste stesse idee 3; Nessuno infatti si è mobilitato per l'irachena filo-americana o quasi. E' colpa dell'informazione cattiva delle tivù alla Toni Capuozzo se poi ci rimette gente che si fida degli iracheni ed è "indipendente" come Giuliana Sgrena. La quale a pieno titolo può sostenere qualsiasi idea in Occidente. Ci piace di meno che le motivazioni addotte dai suoi amici per farla liberare, siano quelle che hanno condannato a morte l'irachena 3; Veniamo al documento redatto dal Tribunale. Ne abbiamo tratta la sintesi da Internet, su Inter press service: In neretto: «Roma, 14 febbraio- Un tribunale popolare ha giudicato la maggior parte dei media occidentali colpevoli di avere - nei loro resoconti sull'Iraq - incitato alla violenza e ingannato la gente». Primo capoverso: «Il Tribunale mondiale sull'Iraq (WTI), iniziativa internazionale che ricerca la verità sulla guerra e l'occupazione in Iraq, ha emesso la sua sentenza domenica, dopo tre giorni di lavori. Il tribunale ha ascoltato le testimonianze di giornalisti indipendenti, di professori dei media, di attivisti, e del membro del Parlamento Europeo, Michele Santoro » . Si procede: «La giuria (panel) ha accusato i principali media occidentali di aver filtrato le informazioni e di averle soppresse, e di aver emarginato e messo in pericolo i giornalisti indipendenti. Sono stati uccisi più reporter in 14 mesi di Iraq, che durante l'intera guerra del Vietnam». Insomma, Santoro e Morrione ci correggeranno: i giornalisti indipendenti sono esposti ai colpi sia degli americani, che li ammazzano apposta perché poco asserviti, sia dai resistenti che fa di tutti i giornalisti un mazzo di spie, proprio per colpa di chi non denuncia il "genocidio". Logica la condanna. Eccola. «Il Tribunale ha, inoltre, affermato che l'informazione prodotta da questi media sull'Iraq ha violato l'articolo sei del Tribunale di Norimberga, il quale afferma: "I leader, gli organizzatori, gli istigatori e i complici che partecipano alla pianificazione o all'esecuzione di un piano o di una cospirazione per commettere qualsiasi dei seguenti crimini (crimini contro la pace, crimini di guerra e crimini contro l'umanità), sono responsabili di tutte le azioni intraprese da qualsiasi persona nell'esecuzione di tale piano"». Chiaro no? Uno che non ammette il genocidio e non ne constata l'esistenza è degno di essere processato e condannato per crimini contro la pace e contro l'umanità. Impiccagione a Norinberga, qui qualcosa di simile. Santoro non è il solo italiano additato come testimone decisivo. Si fa parlare il dottor Toni Alessandrini: «Ciò che ci è stato chiesto di considerare non è solamente la parzialità politica dei media, ma piuttosto l'attiva complicità dei mezzi d'informazione nei crimini che sono stati commessi giorno dopo giorno nei confronti del popolo iracheno. Si tratta di condannare la complicità dei giornalisti nei crimini di guerra». Continua Inter press service: «Alessandr ini ha affermato che le prove riguardanti la complicità dei media principali negli errori commessi nei confronti del popolo iracheno, e nell'ingannare e nell'incitare alla violenza, sono ormai schiaccianti». Se i rapitori fossero riusciti a prendere nelle camere d'hotel i giornalisti dei «grandi media» prima della fuga, non avrebbero avuto il problema di fare il processo per provare la colpa. Come si fa a dubitare con un testimone come Michele Santoro?
    "

    Mai un centesimo del mio canone rai per pagare costui!

    Saluti liberali


  2. #2
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    Predefinito Re: Il giudice Santoro, il "genocidio" americano, l'eroica resistenza tagliagole

    [QUOTE]In origine postato da Pieffebi

    ----------- Se i rapitori fossero riusciti a prendere nelle camere d'hotel i giornalisti dei «grandi media» prima della fuga, non avrebbero avuto il problema di fare il processo per provare la colpa. Come si fa a dubitare con un testimone come Michele Santoro? [/i] "

    Mai un centesimo del mio canone rai per pagare costui!

    Saluti liberali

    Signor PFB,
    Michele Santoro esiste perchè i Rossi con falce e martello si sono piazzati da anni in RAI;i suoi èprocessi li conoscevano già;"Samarcanda ed altri".

    L'invasività di un volto o di modelli di comportamenti trash sugli schermi TV è un problema di democrazia e mi spiego:
    La RAI dovrebbe praticare la democrazia come fa SKY che ti offre un pacchetto e poi scelgli.Se non ti soddisfa a fine contratto non rinnovi o in corso d'opera puoi richiedere di integrare altri programmi.
    La RAI ,sento ,che la si vorrebbe privatizzare ma se mai riuscissero a farlo non si offrirebbe al cittadino la possibilità di escludere dall'abbonamento le reti che non si gradiscono perchè fanno propaganda faziosa per una parte spacciandola per servizio pubblico.
    Non ho mai compreso perchè la CdL non ha capito che lasciare la RAI così com'è significa lasciare alle sinistre uno strumento di dominio egemonico nel campo della comunicazione che è la negazione di un rispetto del cittadino.
    Berlusconi,quando sarà rovinato dalle sinistre con la prossima legislatura raccoglierà il frutto della sua insipienza politica.E io non piangerò per lui ma per noi elettori del cdx.

  3. #3
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    Privatizzare, certo.

    Shalom

  4. #4
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    Ieri Renato Farina ha dato la notizia, da brivido.
    Un tribunale internazionale (mondiale) sull'Iraq, riunito a Roma non si sa bene con quale legittimità, ha emesso una stravagante sentenza in cui si dice una cosa pesantuccia: l'informazione occidentale, italiana compresa, non ha svolto il proprio dovere; peggio, si è prestata a confondere le acque ai danni del popolo "soggiogato" dagli sporchi americani e, in pratica, ha disinformato.
    Quindi? I giornalisti sarebbero responsabili di genocidio. Ullallah! Proprio così. I nostri colleghi, che il più delle volte poveracci non hanno sollevato le terga dai divani e dalle poltrone degli hotel di Bagdad, secondo questo eccentrico tribunale vagamente (si fa per dire) filoislamico e nettamente rosso sarebbero stati complici degli invasori (Usa) e pertanto, se si applicassero le regole di Norimberga, zac, via le loro teste, morte collettiva.
    Ovviamente ho riassunto e molto semplificato. Ma non per mia rozzezza; solo non desidero tediarvi visto che Farina è già stato esplicito ieri, e che oggi pubblichiamo all'interno il testo originale delle bischerate tribunalizie di cui ho sommariamente trattato. Leggetelo e giudicate voi.
    Un avvertimento (non mafioso). Libero non pretende di aver fatto uno scoop.
    Figuriamoci, siamo più sedentari noi degli impiegati del catasto. Semplicemente abbiamo trovato il documento su Internet, ed è a disposizione di chiunque abbia un minimo di dimestichezza con le diavolerie informatiche.
    Vi prego, leggetelo, 'sto documento. Vi lascerà basiti.
    Anche perché fra i "togati" e i testimoni d'accusa della "corte" ci sono ragazzi piuttosto noti.
    Ad esempio Michele Santoro, divo purpureo, grande parroco della "curia" comunista, e Roberto Morrione, direttore di Rai News 24, non due micchi qualsiasi.
    E trascuro altri compagnucci di fama. Allora uno si domanda: come è possibile che appartenenti alla categoria degli scribi, iscritti all'Ordine Nazionale, esprimano non critiche nei confronti del lavoro dei colleghi, bensì condanna?
    Non stupisce né indigna che dicano: gli inviati in Iraq hanno scritto delle boiate pazzesche. Ci mancherebbe. Sorprende però che affermino: sono colpevoli di genocidio.
    Esiste una certa differenza.
    Si dà il caso in effetti che immediatamente dopo la divulgazione della sentenza emessa dal tribunale mondiale sull'Iraq, la Farnesina abbia disposto il rimpatrio di tutti i reporter di stanza in Mesopotamia in quanto a rischio.
    Rischio di che?
    Di essere scovati nelle loro suite dai terroristi, rapiti e magari giustiziati secondo le tenere usanze locali: decapitazione .
    Non siamo in grado di stabilire un nesso tra lo sgombero degli alberghi e il verdetto del tribunale mondiale, ma alcuni dubbi vengono. Eccome se vengono.
    Occorre aggiungere che mentre non siamo riusciti a rintracciare Santoro, allo scopo di chiedergli conto di questa curiosa vicenda, Roberto Morrione, uno dei direttori Rai più anziani e dunque esperti, ci ha tranquillamente risposto: ebbene sì, è vero, faccio parte del Tribunale mondiale sull'Iraq.
    Cosa dire? Noi approfondiremo i fatti. È nostro preciso compito. Ma le autorità, il governo, il ministero degli Interni, l'Ordine dei giornalisti che fanno?
    Fanno finta di niente. Ne prendiamo atto.
    Con disgusto.

    (v.f.) su Libero del 25 febbraio

    saluti

  5. #5
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    Predefinito I firmatari

    Un gruppo di giornalisti e intellettuali di sinistra ha virtualmente processato i colleghi impegnati in Iraq attraverso un documento diffuso su Internet il 14 febbraio e firmato dagli organizzatori. Secondo questa sorta di " Tribunale Mondiale dell'Iraq", molti dei giornalisti presenti sul luogo del conflitto sarebbero « complici del genocidio americano » .
    I reporter occidentali sono accusati di occultare la verità sulla guerra e di sostenere la politica Usa.
    Ed è il motivo per cui i giornalisti di tv e stampa hanno lasciato d'urgenza Bagdad.
    Di questo " partito" fanno parte, tra gli altri, Michele Santoro, il direttore di Rai News 24, Roberto Morrione, Giuliana Sgrena del manifesto, Francesca Altieri del Tg3, il vicedirettore di La7, Carmine Fotia che però smentisce, come Maria Concetta Mattei del Tg2.

    Libero del 25 febbraio

    saluti

  6. #6
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    Predefinito Il documento

    Pubblichiamo di seguito il testo del documento redatto dal Tribunale mondiale sull'Iraq ( W. T. I.) che " investiga sui crimini perpetrati contro il popolo iracheno e contro la pace".
    Tale Tribunale, si legge, è impegnato nell'analisi del " ruolo dei media durante la guerra".
    Hanno firmato questo documento anche Michele Santoro e Giuliana Sgrena.
    L'idea di organizzare un Tribunale Internazionale con il compito di giudicare la legittimità della guerra contro l'Iraq è stata lanciata, simultaneamente, dai vari movimenti dal basso contrari alla guerra, presenti in diverse parti del mondo.
    Il progetto fu discusso per la prima volta durante i diversi Anti- War Meetings organizzati nel 2003 a Berlino, Jakarta, Ginevra, Parigi e Cancun.
    Nel maggio del 2003 fu formalizzata a Jakarta la proposta del progetto che verrà poi discusso e supportato a Bruxelles, nel giugno del 2003, durante il European Network for Peace and Human Rights, organizzato dalla Bertrand Russell Peace Foundation.
    In quella sede risultò evidente la necessità di ideare un Tribunale Internazionale che investigasse sui crimini perpetrati contro il popolo iracheno e contro la pace.
    Si decise inoltre che il Tribunale sarebbe stato il centro di coordinamento di varie sessioni, che si sarebbero poi svolte in diverse sedi e che avrebbero affrontato differenti questioni inerenti le implicazioni della guerra.
    Nell'ottobre del 2003 venne ufficialmente presentata ad Istanbul la Piattaforma del Tribunale Mondiale sull'Iraq e costituita la Commissione di Coordinamento, con sede in Turchia, che avrebbe lavorato a stretto contatto con i vari gruppi nazionali.
    Sino a oggi sono state organizzate sessioni a Londra, Tokio, Mumbai, Copenhagen, Bruxelles, NewYork ed altre sono in preparazione, tra le altre a Genova ( Roma), Hiroshima, Stoccolma, Berlino, Parigi e Tunisi, fino ad arrivare alla Sessione Finale prevista per il 20 marzo del 2005 ad Istanbul.
    Ereditando la tradizione del Tribunale Permanente dei Popoli e del Tribunale Russell, il W. T. I si colloca nell'ambito dei tribunali internazionali di coscienza come l'International Action Center, il Tribunale Giapponese sui Crimini di Guerra compiuti in Afganistan, la World Court of Women on US War Crimes.
    Di fronte alla constatazione che: un atto unilaterale di aggressione è stato condotto contro l'opposizione della Comunità Internazionale e non curante delle proteste, senza precedenti, della pubblica opinione; nessuna corte o autorità internazionale giudicherà la azioni degli Stati Uniti e dei suoi alleati; la guerra sta continuando ininterrotta con la nuova " investitura" dell'occupazione; la politica di disinformazione ha permesso di mantenere il silenzio sul genocidio della popolazione irachena. I
    l W. T. I intende: investigare sui crimini commessi durante la guerra da parte del governo degli Stati Uniti e dei suoi alleati; giudicare la violazione della leggi internazionale riguardanti: lo stato di guerra, di occupazione, i diritti umani, i crimini contro l'umanità, incluso il genocidio; esaminare i presupposti ideologici ed economici della politica estera statunitense, attraverso l'analisi del " Project for New American Century" e della dottrina della " guerra preventiva"; analizzare il ruolo dei media durante la guerra, mettendo in evidenza come una politica di disinformazione e di silenzio possa portare ad una cosciente manipolazione della realtà dei fatti; dare la possibilità agli iracheni, alle varie vittime internazionali e ad esperti di far sentire la propria voce, attraverso le proprie testimonianza.
    Il W. T. I sta, quindi, lavorando in maniera incessante per ristabilire la Verità e spezzare la rete di menzogne e di silenzi che hanno accompagnato la guerra, prima, e " l'occupazione" ora. Ristabilire la realtà dei fatti è un'esigenza irrinunciabile per preservare la nostra memoria collettiva.

    su Libero del 25 febbraio

    saluti

  7. #7
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    Shalom

  8. #8
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    Mi domando come questa sinistra possa un giorno poter essere accolta in un tavolo di trattative o meeting intenazionali alla presenza di Blair, Bush e di Condoleeza quando esponenti di partito della loro alleanza come Santoro eletto nelle file dei DS esprimono queste opinioni con accuse che arrivano perfino al genocidio...
    Il fatto che queste riunioni di organismi senza alcun riconoscimento come il WTI si tengano in Italia è già inacettabile.
    Gli americani a questo punto dovrebbero minacciare seriamente gli italiani di rappreseglie e boicottaggi di natura politica ed economica se un giorno dovessero essere questi infami a rappresentare la politica estera dell'Italia.

  9. #9
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    Predefinito Re: Il giudice Santoro, il "genocidio" americano, l'eroica resistenza tagliagole

    In origine postato da Pieffebi
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    " RICORDATE SANTORO? ORA FA IL GIUDICE

    di RENATO FARINA


    Un gruppo di giornalisti e intellettuali di sinistra processa i colleghi impegnati in Iraq. E sentenzia: sono complici del genocidio americano. Per questo i reporter italiani hanno dovuto lasciare Bagdad
    Sapete perché i giornalisti italiani (e non solo) hanno dovuto sgombrare in fretta e furia gli hotel di Bagdad? Un po' è colpa di Michele Santoro, anche se lui non lo sa. Ci spieghiamo. C'è un documento, una specie di sentenza, e lui c'entra. Un attimo però. Qualche passo indietro. Lunedì scorso, il ministero degli Esteri invita i nostri connazionali di Corriere, Stampa, Mediaset, Rai eccetera, a traslocare dalla Mesopotamia. Prudenza dovuta al rinvenimento da parte dei nostri 007 di strani messaggi su Internet: riferivano di prossimi rapimenti di pezzi grossi della stampa italiana o americana direttamente dalla camera d'albergo. Questa però è solo una mezza verità. Quella completa comprende un testo più dotto, scritto in inglese, che fa da base morale e per così dire giuridica a questo lavoretto. I nostri servizi lo hanno passato a Fini. Il quale ha provveduto al tutti a casa. E Santoro? Ancora un istante. Una piccola (apparente) divagazione. E' un po' antipatico citare questo evento, ma tocca. Ieri una madre irachena è stata decapitata. Giornalista, per sua disgrazia dipendente della televisione pubblica irachena. Brutta gente quella come Raida Al Wazan per il "Tribunale Mondiale sull'Iraq" (ci stiamo avvicinando a Santoro). Essendo favorevole alle elezioni, e persino alla presenza di truppe straniere, è colpevole di «crimine contro l'umanità», trattasi di «disinformatrice». Di Raida Al Wazan, 36 anni, sequestrata con la figlia di 10 anni ad Erbil e assassinata, scrive Andrea Morigi. Qui ci occupiamo - come dire? - del retroterra ideologico di simili formule di condanna. E qui c'entra l'inconsapevole Santoro. Ovvio: i "resistenti" l'avrebbero ammazzata lo stesso, Raida. Non hanno bisogno di un'Inquisizione occidentale, è un'irachena. Ma sui corrispondenti dei grandi giornali americani ed europei bisogna pure avere qualcuno che approfondisca la pratica. Sono buoni o sono cattivi? Sono spie al servizio della Cia o sono "indipendenti", cioè dalla parte della "resistenza"? Questo duro lavoro è compito del "Tribunale mondiale sull'Iraq". Si è radunato in sessione plenaria a Roma, nella sede dell'Aula Magna della Terza Università, fra il 10 e il 13 febbraio. Stavolta ad essere messi sotto torchio come imputati sono stati i mass media occidentali. Al processo intitolato «La disinformazione come crimine contro l'umanità » è intervenuto Michele Santoro, in veste di testimone d'accusa. Del resto il noto giornalista ed europarlamentare diessino non ha partecipato a queste udienze da ospite. Ne è membro permanente. Il Tribunale santoriano, nato nel 2003, ha il compito di investigare sui crimini di guerra di americani e truppe della coalizione in Iraq. Ma non si pensi solo ai bombarda - menti. Nello statuto si parla infatti anche di «analizzare il ruolo dei media durante la guerra, mettendo in evidenza come una politica di disinformazione e di silenzio possa portare ad una cosciente manipolazione della realtà dei fatti». Si parte da questa constatazione: «La politica di disinformazione ha permesso di mantenere il silenzio sul genocidio della popolazione irachena». Viene proprio definito così, non c'è neanche bisogno di provarlo: gli americani e i loro alleati italiani hanno praticato e stanno praticando un genocidio. Chi disinforma ne è complice. Cosa merita secondo voi un genocida? Il Tribunale non lo dice espressamente. Però cita il Tribunale di Norimberga e articoli di legge la violazione dei quali là costò l'impiccagione. Sempre di collo si trattava. Incuriosisce leggere gli aderenti a questo simpatico comitato di sereni giudici. Ci sono oltre a Michele, il direttore di Rai news 24 Roberto Morrione. Davvero anche lui constata che in Iraq gli americani stanno perpetrando un genocidio? E come lui la pensano altri colleghi? O hanno firmato senza leggere? Tra di loro c'è Giuliana Sgrena. Lo diciamo anche noi ai rapitori. La Sgrena definisce genocidio l'occupazione americana, perché la tenete tra le mani e la minacciate? Forse perché in tal modo avete garantite intere settimane di propaganda di queste stesse idee 3; Nessuno infatti si è mobilitato per l'irachena filo-americana o quasi. E' colpa dell'informazione cattiva delle tivù alla Toni Capuozzo se poi ci rimette gente che si fida degli iracheni ed è "indipendente" come Giuliana Sgrena. La quale a pieno titolo può sostenere qualsiasi idea in Occidente. Ci piace di meno che le motivazioni addotte dai suoi amici per farla liberare, siano quelle che hanno condannato a morte l'irachena 3; Veniamo al documento redatto dal Tribunale. Ne abbiamo tratta la sintesi da Internet, su Inter press service: In neretto: «Roma, 14 febbraio- Un tribunale popolare ha giudicato la maggior parte dei media occidentali colpevoli di avere - nei loro resoconti sull'Iraq - incitato alla violenza e ingannato la gente». Primo capoverso: «Il Tribunale mondiale sull'Iraq (WTI), iniziativa internazionale che ricerca la verità sulla guerra e l'occupazione in Iraq, ha emesso la sua sentenza domenica, dopo tre giorni di lavori. Il tribunale ha ascoltato le testimonianze di giornalisti indipendenti, di professori dei media, di attivisti, e del membro del Parlamento Europeo, Michele Santoro » . Si procede: «La giuria (panel) ha accusato i principali media occidentali di aver filtrato le informazioni e di averle soppresse, e di aver emarginato e messo in pericolo i giornalisti indipendenti. Sono stati uccisi più reporter in 14 mesi di Iraq, che durante l'intera guerra del Vietnam». Insomma, Santoro e Morrione ci correggeranno: i giornalisti indipendenti sono esposti ai colpi sia degli americani, che li ammazzano apposta perché poco asserviti, sia dai resistenti che fa di tutti i giornalisti un mazzo di spie, proprio per colpa di chi non denuncia il "genocidio". Logica la condanna. Eccola. «Il Tribunale ha, inoltre, affermato che l'informazione prodotta da questi media sull'Iraq ha violato l'articolo sei del Tribunale di Norimberga, il quale afferma: "I leader, gli organizzatori, gli istigatori e i complici che partecipano alla pianificazione o all'esecuzione di un piano o di una cospirazione per commettere qualsiasi dei seguenti crimini (crimini contro la pace, crimini di guerra e crimini contro l'umanità), sono responsabili di tutte le azioni intraprese da qualsiasi persona nell'esecuzione di tale piano"». Chiaro no? Uno che non ammette il genocidio e non ne constata l'esistenza è degno di essere processato e condannato per crimini contro la pace e contro l'umanità. Impiccagione a Norinberga, qui qualcosa di simile. Santoro non è il solo italiano additato come testimone decisivo. Si fa parlare il dottor Toni Alessandrini: «Ciò che ci è stato chiesto di considerare non è solamente la parzialità politica dei media, ma piuttosto l'attiva complicità dei mezzi d'informazione nei crimini che sono stati commessi giorno dopo giorno nei confronti del popolo iracheno. Si tratta di condannare la complicità dei giornalisti nei crimini di guerra». Continua Inter press service: «Alessandr ini ha affermato che le prove riguardanti la complicità dei media principali negli errori commessi nei confronti del popolo iracheno, e nell'ingannare e nell'incitare alla violenza, sono ormai schiaccianti». Se i rapitori fossero riusciti a prendere nelle camere d'hotel i giornalisti dei «grandi media» prima della fuga, non avrebbero avuto il problema di fare il processo per provare la colpa. Come si fa a dubitare con un testimone come Michele Santoro?
    "

    Mai un centesimo del mio canone rai per pagare costui!

    Saluti liberali

    Questi giornalisti comunisti tra cui vedo come firmatari c'è anche la Sgrena non spendeno nemmeno una parola di condanna nei confronti dei terroristi assassini che ogni giorno compiono stragi in Iraq... ci penseranno quest'ultimi a tagliare loro le teste come ricompensa per il loro aiuto dato alla causa antimperialista.

 

 

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