dal quotidiano LIBERO di oggi
" RICORDATE SANTORO? ORA FA IL GIUDICE
di RENATO FARINA
Un gruppo di giornalisti e intellettuali di sinistra processa i colleghi impegnati in Iraq. E sentenzia: sono complici del genocidio americano. Per questo i reporter italiani hanno dovuto lasciare Bagdad
Sapete perché i giornalisti italiani (e non solo) hanno dovuto sgombrare in fretta e furia gli hotel di Bagdad? Un po' è colpa di Michele Santoro, anche se lui non lo sa. Ci spieghiamo. C'è un documento, una specie di sentenza, e lui c'entra. Un attimo però. Qualche passo indietro. Lunedì scorso, il ministero degli Esteri invita i nostri connazionali di Corriere, Stampa, Mediaset, Rai eccetera, a traslocare dalla Mesopotamia. Prudenza dovuta al rinvenimento da parte dei nostri 007 di strani messaggi su Internet: riferivano di prossimi rapimenti di pezzi grossi della stampa italiana o americana direttamente dalla camera d'albergo. Questa però è solo una mezza verità. Quella completa comprende un testo più dotto, scritto in inglese, che fa da base morale e per così dire giuridica a questo lavoretto. I nostri servizi lo hanno passato a Fini. Il quale ha provveduto al tutti a casa. E Santoro? Ancora un istante. Una piccola (apparente) divagazione. E' un po' antipatico citare questo evento, ma tocca. Ieri una madre irachena è stata decapitata. Giornalista, per sua disgrazia dipendente della televisione pubblica irachena. Brutta gente quella come Raida Al Wazan per il "Tribunale Mondiale sull'Iraq" (ci stiamo avvicinando a Santoro). Essendo favorevole alle elezioni, e persino alla presenza di truppe straniere, è colpevole di «crimine contro l'umanità», trattasi di «disinformatrice». Di Raida Al Wazan, 36 anni, sequestrata con la figlia di 10 anni ad Erbil e assassinata, scrive Andrea Morigi. Qui ci occupiamo - come dire? - del retroterra ideologico di simili formule di condanna. E qui c'entra l'inconsapevole Santoro. Ovvio: i "resistenti" l'avrebbero ammazzata lo stesso, Raida. Non hanno bisogno di un'Inquisizione occidentale, è un'irachena. Ma sui corrispondenti dei grandi giornali americani ed europei bisogna pure avere qualcuno che approfondisca la pratica. Sono buoni o sono cattivi? Sono spie al servizio della Cia o sono "indipendenti", cioè dalla parte della "resistenza"? Questo duro lavoro è compito del "Tribunale mondiale sull'Iraq". Si è radunato in sessione plenaria a Roma, nella sede dell'Aula Magna della Terza Università, fra il 10 e il 13 febbraio. Stavolta ad essere messi sotto torchio come imputati sono stati i mass media occidentali. Al processo intitolato «La disinformazione come crimine contro l'umanità » è intervenuto Michele Santoro, in veste di testimone d'accusa. Del resto il noto giornalista ed europarlamentare diessino non ha partecipato a queste udienze da ospite. Ne è membro permanente. Il Tribunale santoriano, nato nel 2003, ha il compito di investigare sui crimini di guerra di americani e truppe della coalizione in Iraq. Ma non si pensi solo ai bombarda - menti. Nello statuto si parla infatti anche di «analizzare il ruolo dei media durante la guerra, mettendo in evidenza come una politica di disinformazione e di silenzio possa portare ad una cosciente manipolazione della realtà dei fatti». Si parte da questa constatazione: «La politica di disinformazione ha permesso di mantenere il silenzio sul genocidio della popolazione irachena». Viene proprio definito così, non c'è neanche bisogno di provarlo: gli americani e i loro alleati italiani hanno praticato e stanno praticando un genocidio. Chi disinforma ne è complice. Cosa merita secondo voi un genocida? Il Tribunale non lo dice espressamente. Però cita il Tribunale di Norimberga e articoli di legge la violazione dei quali là costò l'impiccagione. Sempre di collo si trattava. Incuriosisce leggere gli aderenti a questo simpatico comitato di sereni giudici. Ci sono oltre a Michele, il direttore di Rai news 24 Roberto Morrione. Davvero anche lui constata che in Iraq gli americani stanno perpetrando un genocidio? E come lui la pensano altri colleghi? O hanno firmato senza leggere? Tra di loro c'è Giuliana Sgrena. Lo diciamo anche noi ai rapitori. La Sgrena definisce genocidio l'occupazione americana, perché la tenete tra le mani e la minacciate? Forse perché in tal modo avete garantite intere settimane di propaganda di queste stesse idee 3; Nessuno infatti si è mobilitato per l'irachena filo-americana o quasi. E' colpa dell'informazione cattiva delle tivù alla Toni Capuozzo se poi ci rimette gente che si fida degli iracheni ed è "indipendente" come Giuliana Sgrena. La quale a pieno titolo può sostenere qualsiasi idea in Occidente. Ci piace di meno che le motivazioni addotte dai suoi amici per farla liberare, siano quelle che hanno condannato a morte l'irachena 3; Veniamo al documento redatto dal Tribunale. Ne abbiamo tratta la sintesi da Internet, su Inter press service: In neretto: «Roma, 14 febbraio- Un tribunale popolare ha giudicato la maggior parte dei media occidentali colpevoli di avere - nei loro resoconti sull'Iraq - incitato alla violenza e ingannato la gente». Primo capoverso: «Il Tribunale mondiale sull'Iraq (WTI), iniziativa internazionale che ricerca la verità sulla guerra e l'occupazione in Iraq, ha emesso la sua sentenza domenica, dopo tre giorni di lavori. Il tribunale ha ascoltato le testimonianze di giornalisti indipendenti, di professori dei media, di attivisti, e del membro del Parlamento Europeo, Michele Santoro » . Si procede: «La giuria (panel) ha accusato i principali media occidentali di aver filtrato le informazioni e di averle soppresse, e di aver emarginato e messo in pericolo i giornalisti indipendenti. Sono stati uccisi più reporter in 14 mesi di Iraq, che durante l'intera guerra del Vietnam». Insomma, Santoro e Morrione ci correggeranno: i giornalisti indipendenti sono esposti ai colpi sia degli americani, che li ammazzano apposta perché poco asserviti, sia dai resistenti che fa di tutti i giornalisti un mazzo di spie, proprio per colpa di chi non denuncia il "genocidio". Logica la condanna. Eccola. «Il Tribunale ha, inoltre, affermato che l'informazione prodotta da questi media sull'Iraq ha violato l'articolo sei del Tribunale di Norimberga, il quale afferma: "I leader, gli organizzatori, gli istigatori e i complici che partecipano alla pianificazione o all'esecuzione di un piano o di una cospirazione per commettere qualsiasi dei seguenti crimini (crimini contro la pace, crimini di guerra e crimini contro l'umanità), sono responsabili di tutte le azioni intraprese da qualsiasi persona nell'esecuzione di tale piano"». Chiaro no? Uno che non ammette il genocidio e non ne constata l'esistenza è degno di essere processato e condannato per crimini contro la pace e contro l'umanità. Impiccagione a Norinberga, qui qualcosa di simile. Santoro non è il solo italiano additato come testimone decisivo. Si fa parlare il dottor Toni Alessandrini: «Ciò che ci è stato chiesto di considerare non è solamente la parzialità politica dei media, ma piuttosto l'attiva complicità dei mezzi d'informazione nei crimini che sono stati commessi giorno dopo giorno nei confronti del popolo iracheno. Si tratta di condannare la complicità dei giornalisti nei crimini di guerra». Continua Inter press service: «Alessandr ini ha affermato che le prove riguardanti la complicità dei media principali negli errori commessi nei confronti del popolo iracheno, e nell'ingannare e nell'incitare alla violenza, sono ormai schiaccianti». Se i rapitori fossero riusciti a prendere nelle camere d'hotel i giornalisti dei «grandi media» prima della fuga, non avrebbero avuto il problema di fare il processo per provare la colpa. Come si fa a dubitare con un testimone come Michele Santoro? "
Mai un centesimo del mio canone rai per pagare costui!
Saluti liberali
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