Il capitano giallorosso torna sulla partita di sabato sera
"Capello non parla di Racalbuto? Non può negare l'evidenza"
Juve e arbitro nel mirino di Totti:
"Abbiamo giocato 11 contro 14"
Francesco Totti
ROMA - "Contro la Juve abbiamo fatto di tutto per vincere, ma era difficile in 11 contro 14. L'arbitro ha condizionato la partita: nei primi dieci minuti ci sono stati trenta falli. Ma se avesse ammonito qualcuno sarebbe cambiato tutto". Tre giorni dopo Roma-Juventus, Francesco Totti torna pesantemente sulla questione arbitrale. "Tutti hanno visto cosa è successo. Capello? Lo conosco bene, sapevo che non avrebbe parlato di Racalbuto nel dopo-partita. Se lo avesse fatto avrebbe negato l'evidenza. Ma nessuno può farlo, e anche in campo qualcuno della Juve se n'era accorto".
Totti è poi tornato su uno degli episodi più brutti dell'infuocata sfida, il colpo al viso rifilato dal romanista Cufrè a Del Piero: "Se avessero fatto vedere tutte le immagini il giudizio sarebbe diverso. Del Piero non ha reagito dopo, ma era stato il primo a colpire", spiega Totti. Parole che Cuffrè rincara: "Fanno vedere ciò che vogliono loro, ma non che al 14' Del Piero prima mi ha dato un calcio da dietro e poi un pugno nello stomaco. E poi il direttore generale della Juventus mi viene a parlare di fair-play...Ma quale? Loro sono i primi nella classifica dei falli e poi vengono a casa mia a rubare la partita...".
Il capitano giallorosso ha poi dato un consiglio al suo compagno di squadra Antonio Cassano di cui si vociferano trasferimenti in maglia bianconera: "Lasci perdere Capello e la Juve".
Oltre che alle dichiarazioni, Totti ha affidato l'amarezza per il risultato di sabato alle colonne del Corriere dello Sport. "Ancora oggi - ha scritto il dieci della nazionale - sono orgoglioso del mio unico scudetto vinto con la Roma, conquistato meritatamente. Conosco solo quel tipo di sensazioni positive attraverso il successo. Conosco solo quel modo di vincere, con lealtà e trasparenza. Mi piacerebbe, seppur per gioco e solo per gioco, stare per una volta dall'altra parte della barricata e godere di una vittoria come quella di sabato sera, senza nulla togliere ai miei colleghi juventini. Solo per capire che sensazione si prova. Se il sapore della vittoria è lo stesso".
(8 marzo 2005)




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