mozione senatrice italiana sulla lingua blu
Atto n. 1-00224
Pubblicato il 21 gennaio 2004
Seduta n. 518
DE PETRIS, PIATTI, MARITATI, MONTINO, COLETTI, COVIELLO, MALABARBA, BOCO, VICINI, RIPAMONTI, MARTONE, DONATI, SODANO TOMMASO, ZANCAN, MURINEDDU, TURRONI, FILIPPELLI, COSSIGA, CAVALLARO, VERALDI, DEL TURCO, NIEDDU, BASSO, AMATO, ZANDA, FLAMMIA, VISERTA COSTANTINI, D'ANDREA, DE ZULUETA, LABELLARTE, CORTIANA, TESSITORE, MODICA, MASCIONI, CREMA, MORANDO, TREU, TURCI, BRUTTI MASSIMO, BATTAFARANO, MONTICONE, DETTORI, AGONI, PIZZINATO, BOLDI, GARRAFFA, BONFIETTI, PAGLIARULO, TOGNI, LONGHI, GRUOSSO, GASBARRI, PILONI, CICOLANI, ROTONDO, CALVI, CHIUSOLI, DALLA CHIESA, MINARDO, CARELLA, BASTIANONI, MANZIONE, MANIERI, DENTAMARO, PAGANO, CASTELLANI, MARINO, MANCINO, MUZIO.
Il Senato,
premesso che:
con ordinanza dell'11.05.2003 il Ministero della salute ha disposto l'avvio di una campagna vaccinale obbligatoria per l'eradicazione della febbre catarrale degli ovini, rivolta a fini preventivi nei confronti di tutti i ruminanti e quindi anche di caprini, bovini e bufalini, utilizzando vaccini attenuati dei sierotipi 2 e 9;
a più riprese le associazioni rappresentative degli allevatori hanno segnalato danni al patrimonio zootecnico sottoposto a vaccinazione, con particolare riferimento a calo della produzione lattea, riduzione della fertilità, mortinatalità e aborti tardivi in percentuali ben superiori a quelle statisticamente accettabili, nonché gravi danni economici derivanti dal perdurante blocco della movimentazione;
l'Istituto zooprofilattico sperimentale di Lazio e Toscana, in un rapporto del 25 ottobre 2003, ha riferito al Ministero della salute le risultanze del monitoraggio sugli effetti della vaccinazione in questione effettuato nell'area di propria competenza mediante utilizzo di stalle sentinella;
dal suddetto rapporto si evince quanto segue:
a) il 90 % dei casi in circolazione virale riscontrati derivano da virus vaccinale per sieroconversione;
b) la circolazione di virus vaccinale è stata riscontrata anche in Comuni indenni dalla malattia e non soggetti a vaccinazione;
c) pur non essendo riscontrati casi clinici, la circolazione virale di derivazione vaccinale costringe al mantenimento delle restrizioni alla movimentazione;
con circolare del 14 ottobre 2003 il Ministero della salute, Direzione generale della sanità pubblica veterinaria, ha comunicato a tutte le Regioni che il 1° dicembre 2003 avrebbe avviato una nuova campagna nazionale di vaccinazione contro la blue tongue, con le stesse caratteristiche di quella già conclusa, concernente i sierotipi 2, 4, 9 e 16;
nel parere del Comitato veterinario dell'Unione europea del 27|06|2000 in merito al possibile uso del vaccino attenuato si afferma testualmente che "ulteriori ricerche sono indispensabili per valutare l'efficacia e l'innocuità dell'utilizzo di tale vaccino vivo attenuato nel bovino e nelle capre" e che "(...) da quanto sopra si evidenzia il rischio che la vaccinazione in specie quali bovini e capre possa risultare addirittura dannosa";
la decisione della Comunità europea n. 2001|75 del 18.01.2001 prevede, per quanto concerne la febbre catarrale degli ovini, che "i vaccini acquistati all'estero per casi di emergenza devono essere testati per ottenere informazioni significative sulla loro utilizzazione in condizioni epidemiologiche diverse";
non risultano disponibili ad oggi adeguati protocolli di sperimentazione sui bovini sia per il vaccino attenuato utilizzato per la campagna di vaccinazione di cui all'ordinanza dell'11.05.2001 che per quello utilizzato nella campagna del 1° dicembre 2003, né tali prodotti risultano regolarmente registrati;
la situazione della zootecnia delle regioni centrali e meridionali colpite dalla malattia e dalle conseguenze della vaccinazione è attualmente drammatica e configura il rischio concreto della chiusura di centinaia di aziende e dell'abbandono di produzioni tipiche e di qualità di assoluto valore per il Paese,
impegna il Governo:
a disporre la sospensione di ogni nuova iniziativa concernente vaccinazioni con vaccino attenuato per il contrasto della blue tongue, disponendo invece, d'intesa con gli istituti zooprofilattici e con le organizzazioni degli allevatori, un approfondito monitoraggio sull'intero territorio interessato dalle precedenti campagne vaccinali al fine di accertare l'effettiva situazione nelle aziende zootecniche;
a sottoporre al più presto alla Commissione europea una proposta di cambiamento delle attuali direttive in materia di movimentazione di animali, con particolare riferimento alla rimozione di alcune restrizioni penalizzanti per la zootecnia del nostro Paese, ad ulteriore modifica di quanto già previsto dalla decisione della Comunità europea del 25|11|2003, previa istituzione di uno specifico sistema di sorveglianza;
a mettere a punto, previa adeguata sperimentazione, d'intesa con le organizzazioni degli allevatori, una nuova strategia per il contrasto della malattia;
anche tenendo conto della nuova proposta di piano operativo formulata, in data 17 dicembre 2003, dal Sindacato nazionale dei veterinari liberi professionisti (SIVELP):
ad autorizzare tutti gli Istituti zooprofilattici ad effettuare i test anti blue tongue, anche con l'ausilio di ring-test attivati e coordinati centralmente;
a provvedere allo studio entomologico e ad avviare un programma di lotta contro gli insetti vettori, anche tramite formazione degli operatori interessati, destinando allo scopo apposite risorse finanziarie;
a favorire la produzione di vaccini inattivati rendendoli disponibili per il servizio veterinario delle ASL dopo specifiche indagini di laboratorio;
a far vaccinare solo gli ovini, non appena disponibile, con il vaccino inattivato, dopo prove in campo condotte da più organismi competenti, in collaborazione con gli allevatori ed i veterinari aziendali su piccola, media e grande scala;
a informare ed aggiornare i veterinari pubblici, quelli aziendali e gli allevatori in merito alle problematiche relative alla gestione del piano vaccinale, compresa la farmaco-vigilanza (rilevamento, verifica e valutazione anche economica degli eventuali effetti collaterali);
a realizzare procedure volte al rimborso immediato dei danni diretti ed indiretti arrecati agli allevatori;
a finanziare i progetti locali rivolti a favorire la regionalizzazione della filiera della carne bovina e la ripresa di un mercato oggi distrutto a causa di errati provvedimenti sanitari, con lo sviluppo di moderni centri di ingrasso e macellazione anche nelle regioni centrali e meridionali.




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