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    Predefinito La vita umana, di Giovanni Sartori

    Referendum tra teologia e politica


    LA VITA UMANA

    di GIOVANNI SARTORI



    Fede e ragione. Vi sono questioni che sono materia di fede, e questioni che sono materia di ragione. Se Dio esiste è materia di fede. Se è vero che gli aeroplani volano perché sostenuti da angeli è materia di ragione. L’importante è che le due sfere si rispettino e che non si impasticcino l’una con l’altra. Mentre nei dibattiti in corso sul diritto alla vita e sull’embrione l’impasticciamento è di tutta evidenza. Intanto, vita non è lo stesso che vita umana . Anche le mosche, i pidocchi, le zanzare sono animaletti viventi, sono vita. Ma io li uccido, confesso, con soddisfazione. Anche gli animali e i pesci che io mangio erano, prima, esseri viventi. Eppure li mangio, confesso, senza sentirmi in peccato. Invece la vita umana è inviolabile, è sacra. Perché? Qual è la differenza?
    Il problema è questo, ma la Chiesa di Papa Wojtyla lo evade. La sua crociata è per la difesa della «vita nascente». Anche quella delle piante? Anche quella dei tafani? Evidentemente no. E perché no? Torno a chiedere: qual è la differenza tra qualsiasi vita e la vita umana? In passato la risposta era l’anima, che è l’anima che determina l’essere dell’uomo. Ma oggi l’anima viene dimenticata, la Chiesa non ne parla quasi più. L’omissione è stupefacente. Ma tant’è.
    Su quando scocca la scintilla della vita nei primati, e specificamente nell’uomo (saltiamo, per brevità, tutte le altre vite), la risposta è oramai sicura: comincia nell’attimo della fecondazione, della congiunzione dello spermatozoo maschile con un gamete femminile. Ma, al solito (la domanda non è evadibile), questa fecondazione è già, a quel momento, vita umana? La fede, se così le viene imposto dalle sue autorità, può rispondere di sì. Ma la ragione, vedremo, deve rispondere di no. Quanto alla scienza, la domanda su quando «un embrione diventa persona e gode dei diritti spettanti a una persona... è domanda che esula dalla biologia e dalla scienza in generale» (cito da Edoardo Boncinelli su queste colonne). Proprio così.
    Veniamo alla ragione, all’argomento razionale. In quel contesto l’argomento è che la vita umana è diversa dalla vita animale perché l’uomo è un essere capace di riflettere su se stesso, e quindi caratterizzato da autoconsapevolezza. L’animale non sa di dover morire; l’uomo lo sa. L’animale soffre fisicamente perché è dotato di sistema nervoso; ma l’uomo soffre anche psicologicamente, anche spiritualmente. Diciamo, allora, che la vita umana comincia a diventare diversa, radicalmente diversa da quella di ogni altro animale superiore quando comincia a «rendersi conto». Non certo da quando sta ancora nell’utero della madre.
    Papa Wojtyla asserisce che «la scienza ha ormai dimostrato che l’embrione è un individuo umano», e come tale non uccidibile. Ma non è così. La scienza è sottoposta, nel suo argomentare, alle regole della logica. E per la logica io uccido esattamente quel che uccido. Non posso uccidere un futuro, qualcosa che ancora non esiste. Se uccido un girino non uccido una rana. Se bevo un uovo di gallina non uccido una gallina. Se mangio una tazza di caviale non mangio cento storioni. E dunque l’asserzione (la terza del quesito referendario sul quale andremo a votare) che i diritti dell’embrione sono equivalenti a quelli delle persone già nate è, per la logica, una assurdità.
    Il cattolico alla Tertulliano ( credo quia absurdum , credo così proprio perché è assurdo) è liberissimo di sottoscrivere questa assurdità. Ma la Chiesa di Sant’Agostino e di San Tommaso, e anche tutte le persone ragionanti, dovrebbero volere che le cellule staminali da embrioni umani siano utilizzate dalla ricerca scientifica per curare i viventi, i già nati. E dovrebbero anche volere la sopravvivenza della logica.


    Corriere della Sera - 28 febbraio 2005

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    FECONDAZIONE ASSISTITA: UN TEOLOGO RISPONDE A SARTORI


    Pubblichiamo una nota del teologo moralista Marco Doldi sull’articolo di Giovanni Sartori che appare oggi sul Corriere della Sera.
    Vorrebbe far chiarezza Giovanni Sartori sui compiti della ragione e quelli della fede, ma lascia perplessi. Scrive oggi su il "Corriere della sera" che vi sono questioni che sono materia di fede e questioni che sono materia di ragione: "se Dio esiste è materia di fede". Colpisce questo semplicismo perché condanna la ragione ad occuparsi solo di quello di cui noi oggi abbiamo coscienza e dimentica che l’uomo con le sue forze è capace di giungere all’esistenza di Dio. San Tommaso docet. Se l’ateismo e il secolarismo hanno condotto oggi a ritenere che il discorso su Dio sia inutile, non per questo si deve screditare il lavoro che la ragione compie per mettere in evidenza i postulati fondamentali della religiosità e per rendere la fede maggiormente consapevole. Anche a riguardo della vita. Avendo perso il senso di Dio, l’uomo perde anche il senso su se stesso. Ne sono prova le riflessioni di Sartori, il quale si domanda che differenza ci sia tra la vita di una zanzara e quella umana. Ora, se non si è capaci di rispondere, non si può, però, accusare la Chiesa di avere le idee confuse. Affermando gratuitamente che la "Chiesa di Papa Wojtyla" evade il problema. Solo per rimanere in questi giorni, sarebbe sufficiente leggere la Lettera del Papa alla Pontificia Accademia per la Vita (19/02/05), per ritrovare affermato chi è l’uomo e perché debba essere rispettato più di una zanzara. Una risposta che felicemente sintetizza i dati della scienza e quelli della fede e che riconosce la dignità dell’uomo dal suo concepimento alla morte naturale, indipendentemente dalla capacità di riflettere su stesso. Proprio il "rendersi conto" sarebbe secondo Sartori la prova dell’esistenza dell’uomo. Una prova quantomeno soggettiva ed escludente tanti uomini e donne. Al di là di queste osservazioni, colpisce l’atteggiamento preconcetto con il quale ci si pone davanti alla Chiesa: sì, perché si ritiene che la Chiesa sia il Papa e al massimo qualche vescovo. Quando si vorranno prendere sul serio tutti quei laici che riflettono con le proprie competenze sul tema della vita umana?

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