Intervista del 25 Gennaio 05( fonte
http://tv.excite.it)
Alberto Castanga all'attacco, contro la TV di regime. Senza distinzione e senza preavviso.
Smessi i panni di givanil-dimesso presentatore di Stanamore, il Castagna nazionale indossa quelli di una Platinette qualsiasi e attacca Rai e Mediaset, reality e soubrette, vertici aziendali e colonne televisive. Così, alla cieca. Chi prendo prendo.
Il presentatore romano, in gran forma ed elegantissimo, si presenta alla conferenza stampa di presentazione della nuova edizione del suo Stranamore, in onda da venerdì prossimo. [...]
Piccola prefazione, frasi scontate, sorrisi di circostanza, obiettivi e speranze, spiegazioni, domande standard, risposte standard.
Tutto come da copione, insomma.
Poi Alberto si scatena, senza preavviso e quello che ne esce è uno show inatteso, straordinario. Basta una domanda sulla tv di oggi e sul trash galoppante e il gioco è fatto.
"Striscia la Notizia? Hanno sbagliato a fare polemica contro Bonolis, è stata poco credibile. Tra l´altro nel periodo di Michelle Hunziker non ho più guardato la trasmissione, la Hunziker è una f...a ridens mentre io adoro Enzo Iacchetti"
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Poi è il turno di Mediaset, la sua seconda casa: "La tendenza di oggi è verso il basso. C´è una mancanza totale di sperimentazione e in questo Mediaset è peggio della Rai. Si va sul sicuro e il sicuro sono programmi trash. Il bacino d´ascolto va educato e in questo anche Costanzo ha le sue colpe: una volta da lui c´era Falcone oggi c´è Costantino. E se dai solo Costantino automaticamente ne aspettano un altro"
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Non fa una grinza. Il Castagna pensiero è comune a quello di tutti i presenti. Ma un conto è un'idea, un alto sono le accuse dirette, spiattellate alla stampa senza controllo.
Carlo Rossella e il Tg5? Ecco cosa ne pensa il presentatore: "Guardavo sempre anche il Tg5 ma da quando è arrivato il manichino della Rinascente, Carlo Rossella, non lo vedo più".
Neanche Retequattro, la rete per la quale lavora, si salva: "Retequattro è una rete di servizio, ne fa molto, il servizio di Emilio Fede a Forza Italia".
Castagna si concentra poi sul triangolo Rai-Porta a porta-Vespa: "E' solo un talk show di regime dove si fanno i processi al posto dei giudici, dove ci sono sempre le stesse persone che parlano di tutto";.
Passano le ore, il danno ormai è fatto e il panico ha il sopravvento negli studi Mediaset.
Arriva subito un comunicato di scuse da parte dell'azienda: "Siamo sconcertati e dispiaciuti". Le opinioni di Castagna vengono definite "caotiche opinioni personali che hanno coinvolto conduttori, autori, giornalisti e l´azienda stessa.
L´azienda si scusa con quanti sono stati colpiti dai giudizi offensivi ed esprime imbarazzo per quello che forse voleva essere un tentativo di spirito malriuscito".
Antonio Ricci, patron di "Striscia la notizia" ha colto la palla al balzo e si è difeso dagli attacchi con la sua solita verve: "Colgo Castagna in Castagna. È lui ad essere poco credibile. Infatti, l´infame Pasquale Romano, autore Endemol di "Affari tuoi", altri non è che il cognato di Castagna, fratello di Pucci Romano, nonché autore-taroccatore di trasmissioni dello stesso Castagna. Insomma, il solito giro che nessuno può smentire".
Alla fine, anche Castagna è costretto a capitolare e a chiedere scusa perle sue parole a dir poco azzardate. "Leggendo sulle agenzie di stampa le cose che ho detto oggi, mi rendo conto che certi concetti espressi con gli amici giornalisti sono stati mal interpretati. Mi dispiace che ciò sia accaduto e chiedo scusa se qualcuno si è sentito offeso. Di certo, non era nelle mie intenzioni".
Poco propenso alle scuse pare essere il direttore del Tg5, Carlo Rossella, che per nulla contento delle parole di Alberto Castagna, sembra pronto a querelarlo. Si parla di una cifra vicina ai Cinquecentomila euro. ''Ho dato mandato al mio legale Grazia Volo di querelare Alberto Castagna perche' non ci si puo' permettere di usare espressioni lesive della mia immagine e del tg che dirigo. Castagna", ha concluso, "prima di parlare ci pensi, o forse sarebbe meglio dire: piuttosto che parlare, taccia''.




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