Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito Previsto un aumento del 40% della popolazione dei paesi in "via di sviluppo"...

    http://www.msnbc.msn.com/id/7030046/


    Earth crowded now? Wait 'til 2050
    U.N.: Expect 40% population growth, most in developing world




    Pregnant Sudanese refugees wait for prenatal care at a clinic in Bonga, Ethiopia, in this 2003 photo. The women are from the Uduk tribe, 7,000 of whom fled Sudan in 1989 for Bonga. By 2003, their numbers were 17,000, with an average of 100 births a month. The growth was attributed to polygamy, young marriages and an aversion to any kind of birth control.


    The Associated Press
    Updated: 14 p.m. ET Feb. 25, 2005

    UNITED NATIONS - The world’s population will increase by 40 percent to 9.1 billion in 2050 but virtually all the growth will be in the developing world, especially in the 50 poorest countries, the U.N. Population Division said.

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    The division’s revision Thursday of earlier estimates said the population in less developed countries is expected to swell from 5.3 billion today to 7.8 billion in 2050. By contrast, the population of richer developed countries will remain mostly unchanged, at 1.2 billion.

    “It is going to be a strain on the world,” Hania Zlotnik, the division’s director, told a news conference. She said the expected growth has “important and serious implications” because it will be concentrated in countries that already have problems providing adequate shelter, health care and education.

    Between 2005 and 2050, eight countries — India, Pakistan, Nigeria, Congo, Bangladesh, Uganda, the United States, Ethiopia and China — are likely to contribute half of the world’s population increase, the report said.

    The population is projected to at least triple in Afghanistan, Burkina Faso, Burundi, Chad, Congo, the Republic of Congo, East Timor, Guinea-Bissau, Liberia, Mali, Niger and Uganda, it said.

    Future tied to fertility

    Median fertility is expected to decline from 2.6 children per woman today to slightly over 2 children per woman in 2050. If fertility were to remain about half a child above that level, world population would reach 10.6 billion by 2050, while fertility half a child below the median would lead to a population of 7.7 billion by mid-century, it said.

    “Future population growth is highly dependent on the path that future fertility takes,” the report said.

    In 2000-2005, fertility levels remained above 5 children per woman in 35 of the 148 developing countries, including 30 of the poorest nations. The pace of decline in several countries in sub-Saharan Africa and south Asia was slower than anticipated.

    Twenty-five years into the HIV/AIDS epidemic, 60 countries are highly affected by the epidemic and the impact of the disease is evident in increased deaths and slower population growth, the report said.

    In southern Africa, the region with the highest AIDS prevalence, life expectancy has fallen from 62 years in 1995 to 48 years in 2000-2005, and is projected to decrease further to 43 years over the next decade before a slow recovery starts, it said.

    Thoraya Obaid, executive director of the U.N. Population Fund, said the new projections should spur more urgent action to stop the spread of HIV/AIDS and help couples freely determine the size of their families.

    “We must take more urgent action to promote access to reproductive health, including family planning, and fight HIV/AIDS to save millions of lives from AIDS and maternal death, as well as to reduce poverty in developing countries,” she said in a statement.

    7 billion by 2013 expected

    In 2002 the Population Division had estimated global population in 2050 of 8.9 billion.

    “The world has added nearly 500 million people since 1999 — just six years,” Zlotnik said. “The good news is that new estimates show that it will take a little longer to add the next half billion, reaching the 7 billion mark probably by 2013.”

    The report reconfirmed many trends including an increasingly aging population in many developed countries. But it said immigration would prevent the overall population in richer countries from declining.

    The United States is projected to be the major net recipient of international migrants, 1.1 million annually, with its population increasing from 298 million in 2005 to 394 million in 2050, the report said.
    © 2005 The Associated Press. All rights reserved. This material may not be published, broadcast, rewritten or redistributed.





    Va tutto molto bene, va tutto molto bene...

  2. #2
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    Consiglio: riprendete in mano il sempre attuale nonché profetico libro "Il campo dei santi" di Jean Raspail, e dategli una scorsa.
    Il momento di voltare le spalle e di trincerarsi nella 'fortezza Europa' (Europa, non Eurasia) è alfine giunto.
    L'orda nera monta.

  3. #3
    Arthur I
    Ospite

    Predefinito

    Sono tutte cose di cui tenere conto, ma evidentemente c'è chi pensa che non ci sia di che preoccuparsi. Io, in altro topic, ho provato a chiedere spiegazioni riguardo certi aspetti, ma nessuno ha risposto. Per portare avanti il discorso...

    http://www.asianews.it/view.php?l=it&art=2119

    15 Dicembre 2004
    VATICANO - FILIPPINE
    Card. Lopez Trujillo: un’economia più umana è la vera sfida per gli Stati
    di Lorenzo Fazzini

    Caduto il “mito demografico”, sono inaccettabili le politiche, come quella proposta a Manila, che incentivano un innaturale controllo sulle nascite.

    Città del Vaticano (AsiaNews) - La sfida che gli Stati hanno oggi di fronte è quella di essere capaci di creare una economia più umana e rispondente ai bisogni delle famiglie. Intervistato da AsiaNews, il cardinale Alfonso López Trujillo, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, evidenzia infatti che, crollato il “mito demografico” che prevedeva un mondo superaffollato e quindi incapace di sostenere la sua popolazione, sono emersi invece problemi come “l’inverno demografico” che ha colpito Paesi ricchi come quelli europei. Prendendo spunto dalla “inaccettabile” Legge sui due figli proposta nelle Filippine, il cardinale afferma che nella nuova realtà, della quale stanno prendendo atto anche le Nazioni Unite, la Chiesa si aspetta dagli Stati scelte politiche capaci di risolvere anche i problemi di povertà, senza promuovere inattuali politiche di limitazioni delle nascite.

    Sebbene sia ormai accertato che erano infondate le previsioni di coloro che prevedevano crescite abnormi della popolazione, alcuni Stati continuano a promuovere programmi di limitazione delle nascite. Nelle Filippine, ad esempio, è stata proposta la “Legge sui due figli”, per la quale lo Stato deve favorire le famiglie che auto-limitano le nascite dei figli, in quanto, si sostiene, la crescita demografica è “causa della povertà” del Paese, per cui va limitato l’aumento degli abitanti, anche con sovvenzioni alle aziende produttrici di anticoncezionali.

    Le politiche demografiche degli Stati - risponde il card. Lòpez Trujillo - devono avere un profondo senso di realismo e di responsabilità, sempre con il rispetto dovuto agli interessi, al bene e alla libertà della famiglia. Riguardo al realismo, occorre sottolineare che il mito demografico ha sofferto, fortunatamente, un profondo cambiamento, e così oggi non c’è ragione di essere sottoposti a quella artificiale paura di alcuni anni fa. È necessario, per una oggettività anche delle politiche demografiche, riconoscere che le tesi maltusiane secondo le quali la popolazione aumenterebbe a un ritmo geometrico, e le risorse a un ritmo aritmetico, non resistono più a una critica elementare. I dati degli ultimi anni mostrano che le presunzioni che prima si diffondevano come serie e fondate scientificamente, oggi non lo sono più. È molto interessante vedere come questo è riconosciuto dalle stesse Nazioni Unite, e concretamente dalla sua Population Division. Il 27 settembre scorso la rivista Newsweek ha pubblicato diverse pagine con dati presi da differenti studi che fanno riflettere in quel senso (pp. 56-63). Anche i nostri esperti, dalle diverse parti del mondo, da tempo hanno ritenuto che questo mito demografico è crollato, e che oggi ci sono altre sfide. In Europa, ad esempio, c’è quella del cosiddetto “inverno demografico”. Così le nazioni non potranno avere un futuro e avranno una perdita tragica della popolazione che rappresenta, come si è detto, un suicidio.


    Ma non crede che sia necessario anche tener conto delle differenti realtà?

    È importante vedere la situazione delle diverse nazioni. Può darsi che in alcune, come è il caso delle Filippine, ancora ci sia una certa pressione e debba farsi fronte a una reale, locale, sfida. Ma è lì che i demografi devono fare uno sforzo di una vera valutazione del problema, insieme con le possibilità economiche, politiche, e culturali.

    Quali sono i problemi di questo crollo del mito demografico?

    Sarebbe lungo rispondere a questa domanda. Ma dieci anni fa si parlava di una popolazione, per l’anno 2025, che nell’ipotesi alta raggiungeva anche l’11,5 miliardi di popolazione. C’era anche un’ipotesi media, più bassa. Oggi la realtà è che nessun demografo pensa secondo le inquietudini di anni fa, e che come fa il Prof. Gérard-François Dumont dell’Università della Sorbona e anche del centro dell’Istituto demografico francese, ritiene che neppure nel 2100 si arriverà ai 9 miliardi. Così quella possibilità di cui ho parlato per l’anno 2025, oggi si ritiene che neanche si arriverà agli 8 miliardi. La differenza fra ciò che si aspettava prima, e quello che più seriamente si vede adesso, è considerevole.

    Anche è molto interessante, ritornando alla rivista Newsweek, che cita dati molto recenti delle Nazioni Unite, vedere aspetti molto significativi. Dice che tutta l’Europa e le nazioni vicine hanno il tasso di fertilità totale di una media di 1,4 (p. 58). Un tempo la piramide della popolazione europea era normale e regolare, con una base ampia e una cima ridotta. Oggi si è in via di capovolgere questa piramide, come mostrano diversi studi, nel senso che, dice il professor Dumont, si va facendo la base della piramide meno ampia, più ridotta, e la cima più ampia, con tutti i problemi che questo suscita, e che per il futuro prevedono un peso molto serio per i pochi giovani, che dovranno sopportare una immensa popolazione di anziani.

    Ci sono però realtà come la Cina.

    Va vista con attenzione anche la situazione della Cina, che da un tasso di fertilità di 5,8 nel 1970, oggi può avere soltanto 1,3. Dice la rivista Newsweek che cominciando dall’anno 2050, i dati dell’ONU prevedono un crollo del 20-30% della popolazione dopo ogni generazione (p. 59). In una delle nazioni a più grande crescita demografica, questa riduzione è molto significativa. Oggi in diverse nazioni i governi piuttosto intendono aiutare le famiglie perché si inverta le proiezioni del crollo demografico -come succede in Francia, nei Paesi Bassi, in Scandinavia, a Singapore, ecc.

    La “Legge dei due figli” viene proposta in un Paese - le Filippine - notoriamente cattolico. Le teorie del controllo delle nascite prendono piede in una nazione profondamente segnata dal cattolicesimo: come giudicate tutto questo?

    Molto sicuramente quanto è avvenuto in tante nazioni avrà luogo anche nelle Filippine, nel senso di una progressiva riduzione della popolazione. In un primo momento ancora ci sarà una crescita. Ma dopo, come sta accadendo globalmente nel mondo, si è stabilizzata la situazione e si passerà a una riduzione. Sappiamo bene che la Chiesa Cattolica non chiede, in modo acritico e irresponsabile, semplicemente di avere più figli, ma di garantire la responsabilità degli sposi perché rispondano alla missione procreativa, veramente umana, tenendo in conto le loro possibilità che i figli abbiano una educazione, una sicurezza nei diversi campi (salute, alloggio, lavoro nel futuro, ecc.). È anche ben noto che quando ci sono delle ragioni serie per gli sposi, possono ricorrere ai metodi naturali, per i quali il Santo Padre ha parlato in diversi occasioni (cf. specialmente Familiaris Consortio 35 e 72, Evangelium Vitae 88 e 97, e Catechismo della Chiesa Cattolica 2370; cf. anche le pubblicazioni del Pontificio Consiglio per la Famiglia, specialmente Metodi naturali per la regolazione della fertilità: l’alternativa autentica. Ed. Vita e Pensiero, Milano 1994). Il problema più importante è quello di far sì che lo Stato sappia funzionare come tale, che sappia creare una economia più umana e rispondente ai bisogni delle famiglie.

    Si sostiene che avere meno figli è un modo di combattere la povertà.

    La maggiore povertà è la nascita dei figli fuori del focolare domestico. Questa è la sfida della povertà che in alcuni casi è vera miseria. Ma le difficoltà non devono portare gli sposi a rifiutare la responsabilità di una missione degli sposi per aver dei figli che, davanti Dio e alla coscienza, e con i criteri che la Chiesa dà, possano avere.

    Fissare, come politica demografica dello Stato, due figli per famiglia, mi sembra che non corrisponda ai compiti dello Stato, ma alla responsabilità degli sposi, che vanno sempre aiutati dallo Stato per la loro missione.

    La legge proposta nelle Filippine afferma che la crescita demografica è la causa della povertà del Paese. Com’è possibile far capire in concreto che la miseria non si combatte con metodi contrari all’uomo e alla vita umana?

    È un approccio inaccettabile, come mostrano demografi e economisti. Fallisce una politica di Stato, una conveniente distribuzione, una globalizzazione umana. E tante volte le guerre e una certa corruzione in vari Paesi, sono le cause delle difficoltà. I demografi potranno vedere più concretamente la situazione nelle Filippine, senza la tentazione di imporre un inumano controllo della natalità contro l’anima e la cultura religiosa di un popolo cattolico, fatto che non possono dimenticare i governanti.

  4. #4
    Paul Atreides
    Ospite

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    ''Il Campo dei Santi''. Il libro più implacabilmente veridico che mi sia capitato di leggere negli ultimi 10 anni.

  5. #5
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    In origine postato da Paul Atreides
    ''Il Campo dei Santi''. Il libro più implacabilmente veridico che mi sia capitato di leggere negli ultimi 10 anni.

    Salutamu a Don Vicenzu
    2010:

  6. #6
    Paul Atreides
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  7. #7
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    Consiglio: riprendete in mano il sempre attuale nonché profetico libro "Il campo dei santi" di Jean Raspail, e dategli una scorsa.
    Il momento di voltare le spalle e di trincerarsi nella 'fortezza Europa' (Europa, non Eurasia) è alfine giunto.
    L'orda nera monta.
    Vorrei leggerlo anch'io, si trova nelle normali librerie o bisogna ordinarlo presso qualche rivenditore particolare?
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  8. #8
    Paul Atreides
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    In origine postato da Fenris
    Vorrei leggerlo anch'io, si trova nelle normali librerie o bisogna ordinarlo presso qualche rivenditore particolare?
    www.libreriaar.it

    Ciao

  9. #9
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    Ciao
    Grazie, faccio subito l'ordine.
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

 

 

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