Il Messaggero, mercoledì 2 Marzo 2005
In crescita anche la popolazione anziana. Ma ovunque resta il problema della casa: molti sfratti sono per morosità, segno di fragilità sociale
Gli stranieri, la quarta provincia del Lazio
Secondo il rapporto Eures, in due anni sono aumentati gli extracomunitari regolari
di CARLO ROMANO
Province multietniche, dove cresce il numero degli anziani e delle famiglie di single, ma anche gli sfratti per morosità, dove circolano più auto che in tutto il resto d’Italia, i cittadini chiedono risposte veloci e concrete su sanità e occupazione, e i giovani non perdono tempo ad aiutare il prossimo. E' il quadro del rapporto 2005 sullo stato delle province del Lazio, realizzato dall'Eures, in collaborazione con l'Upi (Unione delle province d'Italia) del Lazio.
Famiglia . Una famiglia su quattro è composta da una sola persona, più diffuse a Roma (26,5 per cento), Viterbo (27%), Frosinone (22%). Nel 2003 le famiglie tradizionali si riducono in termini di ”dimensione” da 2,55 a 2,47. Negli ultimi cinque anni le famiglie hanno vissuto un benesse minore: il 46,8 degli intervistati dichiara una minore disponibilità di risorse. Il campione della provincia romana conferma maggiori criticità indicando nel 50,3 per cento dei casi un livello di benessere ridotto. Tra i fattori che hanno determinato questa situazione, molti indicano il forte aumebnto dei prezzi seguito all’introduzione del’euro.
Stranieri . Sono la vera novità del Rapporto: perché a quota 330 mila presenze è come se diventassero la ”quarta provincia del lazio”. Gli stranieri negli ultimi due anni sono cresciuti vertiginosamente: incremento più significativo a Latina e a Roma, (la capitale si conferma l’area più multietnica con 7,7 stranieri su 100). E gli alunni stranieri sono arrivati a 23.000, uno per classe, in media, a Roma e Viterbo. «L'incremento del loro numero - ha detto il presidente della Provincia, Enrico Gasbarra - ha porterà altri cambiamenti: crescendo la richiesta di istruzione, aumenta la necessità di edilizia scolastica».
Anziani . Crescono l'età media della popolazione (da 41 a 42,1 anni) e gli anziani, che a Roma sono passati dal 17,1 al 18,3%: in tutto il Lazio, il numero degli "over 64" è arrivato a 948.608.
«I dati - ha affermato il presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra - indicano un tasso di occupazione superiore alla media nazionale. Cresce l'offerta di cultura, ma ancora di più la domanda».
Prosegue la corsa verso la provincia: tra il 2001 e il 2003, i comuni di provincia hanno fatto registrare 86.852 residenti in più (+3,6%), con il peso demografico dei comuni capoluogo rispetto alla provincia sceso dal 54,8% al 53,9% (dal 68,7% al 67,6% a Roma). Tendenza positiva per le nascite (+4,1% tra 2003 e 2002).
Casa . Tema di grande preoccupazione è la casa. «Gli sfratti - ha sottolineato il presidente di Upi Lazio, Guido Milana - sono in aumento e in 6 casi su 10 sono per morosità, segnale di fragilità sociale». Gli sfratti sono in aumento a Roma, Frosinone, Rieti.
Turismo . Positivo il bilancio del turismo, soprattutto per gli arrivi internazionali. «Escludendo Roma, le province del Lazio dovrebbero puntare su un turismo stagionale», ha auspicato Federico Eichberg, capo della segreteria tecnica del vice ministro per le Attività produttive». Buoni anche i risultati delle esportazioni.
Reati . Continua anche nel 2003 la forte crescita delle denunce per truffa (a Roma più 22 per cento) ma anche le denunce per reati di associazione a delinquere. Diminuiscono, oltre gli incidenti mortali, anche i reati commessi da minorenni: meno cinque per cento a Roma. Non calano invece a Roma anche le morti per abuso di sostanze stupefacenti: il numero dei morti rimane costante da un anno a un altro. Calcolato un calo di omicidi consumati (-8,2%), aumento di quelli tentati (+4,5%). Ma la vera emergenza rimane il reato di violenza sessuale: la capitale detiene il primato negativo (23 per cento).
- "la capitale si conferma l’area più multietnica con 7,7 stranieri su 100"
7,7%, questo significa che a Roma gli allogeni stanno almeno intorno al 10%. Una persona su dieci in questa città non è italiana, e questi figliano a ritmi incontrollati e ricongiungono sulla nostra terra frotte di parenti e marmocchi.
Ribadisco fermamente che fermare l'immigrazione è al momento IL problema più grave che ci troviamo dinanzi.



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