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    Predefinito Dubitare non è peccato: le apparizioni di Medjugorje

    Dubitare non è peccato


    I dubbi di Mons. Bertone -già vice di Ratzinger-sulle apparizioni di Medjugorje e le reazioni.



    di Vittorio Messori


    Torno proprio ora da Lourdes dove, in una serie di riunioni con il vescovo, mons. Jacques Perrier, e il Rettore dei Santuari, Raymond Zambelli (un’origine italiana, per un luogo dove gli italiani sono ormai in maggioranza), si è cominciato ad abbozzare il progetto per il 2008, 150° anniversario delle Apparizioni . Per quanto mi riguarda, ho confermato ai miei interlocutori l’intenzione di continuare la ricerca storica sull’enigmatico ciclo di manifestazioni mariane che inizia nel 1830 a Parigi, rue du Bac e di cui Lourdes (come La Salette, Pontmain, Fatima, Beauraing, Banneux e così via) non è che una tappa. Credo che non vi sia quasi luogo in Europa dove la Chiesa ha riconosciuto un ‘ apparizione e ha promosso la costruzione di un santuario che non abbia visitato. Con la devozione del pellegrino, certo; ma anche con la curiosità del cronista e la competenza –perchè no?- di lunghi anni di studi, di riflessioni, di sopralluoghi.

    A Medjugorje fui tra i primi a recarmi non appena me ne giunse notizia e fui tra i privilegati che , pigiati all’inverosimile nella sacrestia della chiesa, poterono osservare tutti gli allora giovanissimi veggenti nella apparizione serale. Ho poi seguito con attenzione le cronache e le ricerche su quegli eventi di don René Laurentin, il più celebre ed autorevole assertore della verità di quei fatti, un amico con il quale ho collaborato in altri suoi lavori mariani. Per anni , nella Chiesa stessa, ho dovuto confrontarmi , spesso vivacemente, con sacerdoti , teologi, laici impegnati, che negavano la possibilità stessa che a Medjugorje il Cielo avesse qualcosa di urgente da comunicarci. Un rifiuto previo che non ha nulla a che fare con la prospettiva cattolica . Per questa, la Rivelazione è chiusa con l’ultimo degli apostoli e l’assenso di fede è richiesto soltanto sulla Scrittura e sui dogmi che la Chiesa ha da essa ricavato, definito e proclamato. Questo deve bastare al credente. Ciò non toglie che la generosità divina possa concedere quei doni che sono apparizioni e rivelazioni dette “ private “ e la cui funzione non è aggiungere qualcosa di nuovo ma ribadire e ricordare il contenuto della fede, esortando a viverlo. Nella storia della Chiesa, il ruolo pastorale svolto dai santuari, sorti quasi sempre su luoghi di apparizione, è stato notevolissimo. La teologia non vi ha appreso nulla di nuovo, nè poteva farlo ; ma la vita dei fedeli vi ha tratto alimento , conforto, sprone.

    Scrivo queste cose come una sorta di preambolo : per togliere, cioè, da me ogni sospetto di modernismo , di secolarismo che mi ponga tra certi “ cattolici adulti “ ( come si autodefiniscono ), indifferenti se non ostili alle manifestazioni del Divino nella storia. Per un credente, queste sono possibili, sono attestate nella Scrittura e poi in tutti i secoli della vita della Chiesa . Proprio perchè insospettabile, posso dirmi molto perplesso – per usare un eufemismo – per l’atteggiamento agitato di certi ambienti devozionali . Non ho assistito alla trasmissione nella quale il cardinal Tarcisio Bertone ha fatto affermazioni che hanno provocato una sorta di rivolta in quegli ambienti . Se il viaggio in Francia non mi avesse impedito di partecipare avrei avuto qualcosa da obiettare , ovviamente con ogni rispetto , ad alcune di quelle affermazioni . Ad esempio, la sua perplessità sul fatto che la lacrime di Maria, a Civitavecchia , appartengono a un individuo maschile : la Madre piange ma è il Figlio, non lei, che ha versato il sangue della redenzione. Nel dossier della Curia della città laziale , uno studio di uno dei maggiori mariologi approfondisce in modo illuminante questo aspetto. All’obiezione, sempre (mi dicono) di Bertone, che i fenomeni di Medjugorje durano da troppo tempo, si può opporre che nel Seicento a Le Laus, nel Delfinato, per una donna, Benoite Rencurel, la Vergine si fece maestra di tutta la vita, in una serie di apparizioni durate decenni e ufficialmente riconosciute dalla Chiesa.

    Detto questo , va anche detto che è ben difficile sospettare di scetticismo un uomo che è stato a lungo stretto collaboratore del cardinal Ratzinger alla Congregazione per la fede. E’ sacrosanta l’esortazione del Card. Bertone all’apertura al mistero e al contempo alla vigilanza critica. E io stesso, per quel che conta, ho dovuto subire malumori e magari insulti da parte di devoti di veggenti, di “profeti“, di “taumaturghi“ perchè, prima di credere, volevo verificare se e come quelle cose fossero credibili. Circola, in certe frange cattoliche , un atteggiamento che non è cattolico: il pretendere , cioè, che la Chiesa riconosca, e subito, ufficialmente, ciò che sta a cuore, con invettive se invece la Chiesa stessa prende il suo tempo o arriva addirittura a dichiarare che “non consta della soprannaturalità”. In ogni caso, ogni apparizione è un dono, non un dogma; è un’esortazione, non un comando; non è di fede, aiuta semmai a vivere la fede.

    Quanto a Medjugorje , sono tra coloro che sperano (e pregano) che quei fatti rispondano davvero a un disegno divino: tali sono i frutti spirituali che ne sono derivati, tale è la devozione e la speranza che folle innumerevoli vi hanno investite, da far considerare disastrosa una delusione. Ci sono, inutile nasconderlo, dei problemi che non è lecito dichiarare irrilevanti e ai quali mons. Bertone (sto sempre a quanto mi dicono) ha accennato. Attenzione, però: l’interesse stesso di coloro che sono favorevoli a quei fatti sta nella pazienza, nell’attesa, nella continuazione umile e fiduciosa del culto, nel rifiuto di superstizioni e credulità, non nella rivolta verso la gerarchia, giudice ultimo di simili eventi. Ancora e sempre vale il “principio di Gamaliele“: se una cosa è da Dio , Dio stesso provvederà a farne trionfare la verità.

  2. #2
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    Su Medjugorie non ho dubbi, come il mio Eminentissimo Confratello, ma solo certezze: una montatura poco bella e poco buona. Parola di Vescovo (scusate la scarsa diplomazia nel caso)

  3. #3
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    Radio Maria, rivolta contro il cardinale

    Tarcisio Bertone, arcivescovo di Genova, frena in tv sulle apparizioni di Medjugorje e Civitavecchia. Protestano preti e fedeli

    GENOVA — Uno che da ragazzino era diffidato dai carabinieri perché collezionava pistole Mauser, mozzava le canne ai fucili 91 e sparava con gli Stein nelle cave di pietra del Canavese. Uno che da giovane, per sfamare la famiglia, sfidava i tedeschi e rubava zucchero e gallette dai camion militari. Uno che ha affrontato i segreti di Fatimae di Alì Agca, la setta di Moon e l’eresia di Milingo. Uno che la domenica va a Marassi e, sordo ai fischi da curva, fa le cronache diGenoa e Samp per una tivù locale. A uno così, che si chiama Sua Eminenza Tarcisio Bertone arcivescovo di Genova e ha guidato il Sant’Uffizio e porta il nome d’un protomartire cristiano e difende la fede con la porpora sanguigna dei cardinali e «figurarsi se si spaventa per qualche critica» (commento raccolto in Curia), anche a uno così, qualche volta, capita che girino i santissimi.

    Sì, Sua Eminenza è furibondo. E risponde al fuoco. Perché a tirarlo per la veste fino a costringerlo a un comunicato ufficiale, quasi una diffida, non sono stati gli eretici o i tifosi. Sono stati proprio i fratelli di fede, gli ultrà della Madonna che qualche sera fa l’hanno sentito parlare da Bruno Vespa, a «Porta a porta», non hanno gradito il suo scetticismo sulle apparizioni di Civitavecchia e di Medjugorje e hanno sparato alzo zero, via mail o dai microfoni di Dio: «Reazioni scomposte e offensive — ha censurato lunedì il cardinale — di fedeli e sacerdoti che si definiscono "medjugorjani" », attacchi inaccettabili «anche da Radio Maria, non certo compatibili con i fautori di un’autentica devozione mariana ».

    Della polemica forse non si sarebbe accorto quasi nessuno, se Bertone non avesse deciso di renderla pubblica. «E’ stato un sacerdote a segnalarci per primo quello che accadeva venerdì sera su Radio Maria» spiegano in Arcivescovado. Ore 21, novanta minuti in diretta con gli ascoltatori, a condurre negli studi di Erba il direttore della seguitissima emittente mariana, padre Livio Fanzaga. «Sconcerto», è la parola più frequente di chi interviene: com’è possibile che un arcivescovo vada su Raiuno a dire che per la Chiesa, al momento, non c’è stato nessun evento soprannaturale né a Civitavecchia, né a Medjugorje? In realtà, Bertone sa quel che dice: braccio destro di Ratzinger, accademico di diritto canonico ed ecclesiastico, inviato del Papa a Fatima per i funerali di suor Lucia, ha seguito tutta l’istruttoria sulle apparizioni in Erzegovina e conosce la storia della Madonnina che lacrima sangue nel Lazio. Non nega il diritto a pregare la Vergine in quei luoghi, ci mancherebbe, ma «deplora gli eccessi di fanatismo, come i manifestini distribuiti in diverse chiese, nei quali si assicura anche la possibilità di assistere a un’apparizione della Madonna, il 18 marzo, a ora stabilita».

    Apriti cielo. I devotissimi dei miracoli si scatenano in radio e in una quindicina di mail alla Curia di Genova: «Non condivido minimamente quanto si è detto sul fatto che le apparizioni siano programmate come uno show» (Aldo); «Bertone ha detto che non ha mai incontrato di persona i veggenti, almeno su questo non risulta informato » (Efisio); «il cardinal Bertone non è stato per niente chiaro»; «ne sapeva più il giornalista Socci di lui»; «i luoghi dove affrontare certi argomenti non sono certi salotti televisivi, non mi pare che quello di Vespa sia la Cattedra di Pietro» (salomone@mediacomm.it)... Da Civitavecchia ci si mette anche un altro vescovo, Girolamo Grillo: «Se Bertone avesse letto il mio dossier—commenta velenoso —, avrebbe appreso che non ho mai parlato di evento soprannaturale, bensì di evento inspiegabile, per cui ritengo che l’arcivescovo di Genova abbia scoperto soltanto l’acqua calda».

    Nella Genova fidelis, anche fra i preti ribelli poco amati in Curia, si sta con l’arcivescovo. «Già i Dogi dedicavano i loro atti alla Madonna — dice don Andrea Gallo, l’amico diDe André e dei poveri —, qui s’è incoronata la Vergine "Regina della città".Ma la tradizione è più sobria: alla Madonna della Guardia, dove ci fu un’apparizione, i genovesi vanno di nascosto, magari di notte. Io poi, s’immagini, non vado nemmeno a Lourdes. Ha ragione il cardinale a prendersela con Radio Maria: fa propaganda martellante, una crociata. Ma che cosa aspettano a richiamarla? Se io raccomando ai ragazzi il preservativo, mi convocano subito in tribunale ecclesiastico. Se loro usano la Madonna per chiedere soldi, nessuno fa nulla. Quella radio è una patata bollente. E non è la voce di Maria, perché approfitta d’un certo fanatismo, un po’ come i maghetti in tv che sfruttano il dolore della gente». Meno severo don Gianni Baget Bozzo, che di Radio Maria è collaboratore: «La Chiesa non è obbligata ad accettare un fatto miracoloso e, su Medjugorje, Bertone dice le cose legittime che dice anche il vescovo di Mostar. E’ eccessivo che l’attacchino così. Però, hanno anche qualche ragione... ». Chi? «Quelli che vanno a Medjugorje o a Civitavecchia. Magari non è vero nulla. Ma perché avvilire gente, in fondo, che vuole solo pregare la Madonna?».

    Francesco Battistini 24 febbraio 2005

    tratto dacorriere.it

  4. #4
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    Massima solidarietà al Cardinale Bertone, così vergognosamente attaccato.

  5. #5
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    Question poca coerenza o svista?

    Leggo con interesse e rispetto le parole del mio Arcivescovo e Cardinale Bertone, le faccio mie, ma sono molto sconcertato da una grande incongruenza su quanto ho potuto rilevare personalmente...
    Questa mattina, passando per un fugace saluto al Signore nella chiesa di santa Marta, che fa parte dell'Opera Diocesana Quadrivium in pieno centro cittadino di Genova, ho avuto la prima sorpresa: accanto alla porta principale ho trovato un bello scaffaletto pieno di fogli di messaggi dei Medjugorie, di inviti a conferenze e incontri con personaggi e "veggenti" dello stesso posto e chicca delle chicche i famosi volantini dei pellegrinaggi in Bosnia dove si citano pari pari le parole accusate dal Cardinale Bertone Possibilità di assistere alle apparizioni negli anniversari e il giorno 2 di ogni mese..." .
    Questo mi aveva già abbastanza colpito, ma son rimasto basito quando ho visto che l'organizzazione tecnica di questi "pellegrinaggi" a Medjugorie è effettuata da "LA VIA" viaggi e pellegrinaggi Via Tommaso Reggio 45 Genova...
    Questa agenzia fa parte dei Servizi Diocesani, è la tanto pubblicizzata Agenzia di Viaggi diocesana http://www.diocesi.genova.it/documen...?tipo_realta=1 è nel palazzo vescovile e la sua porta è accanto alll'ingresso principale della Curia di Genova.
    Tutto questo mi sembra un nonsenso assurdo: il Cardinale tuona, giustamente, alla televisione contro queste apparizioni e relativo fanatismo e contesta certe frasi, come minimo infelici e poi si scopre che a organizzare e a scrivere queste parole è un organismo stesso della Curia che è, o dovrebbe essere sotto controllo del Cardinale stesso... mah non si sa più cosa pensare...

    Quanto poi a certi pareri "illuminati"come quello di don Gallo, lasciamo perdere, come osa parlare uno che ha chiamato la tv per dichiarare che aveva fatto abortire delle donne?
    Quello vale tanto quanto o forse anche meno di don Vitaliano...

  6. #6
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    Forse il Cardinale non è nemmeno stato informato di questi fatti: quando la diocesi è grande è difficile la gestione e l'organizzazione, lo vedo con la diocesi ambrosiana.
    Nel dubbio non imputiamo al Cardinale una improbabile contraddizione pratica.


  7. #7
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    Caro Thomas
    io non voglio certo accusare il Cardinal Bertone di leggerezza, è però certo che non sa la mano destra cosa fa la sinistra, posso pensare al disorientamento del semplice credente che da un lato ha in mano un volantino censurato dl proprio Vescovo e dall'alltro lo stesso volantino col simbolo della diocesi che lo invita a Medjugorie... qualcuno dovrebbe vigilare...
    La Prudenza credo che sia ancora una virtù, almeno per adesso...
    P.S. la diocesi di Genova è molto, ma molto più piccola di quella ambrosiana...

  8. #8
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    Certo: è più piccola, ma comunque gli affari sono molti, e non penso che di tutti il Cardinale si possa occupare personalmente.

  9. #9
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    Mi sia concesso: nel caso, canonicamente parlando, poco conta cosa pensino i singoli Cardinali, per quanto autorevoli.
    Conta quello che dice il Vescovo della Diocesi: è lui, successore degli Apostoli, che ha il carisma, o meglio, la diretta autorità in materia di fede e di morale per discernere e dichiarare la posizione della Chiesa in merito ad un fatto preternaturale (o soprannaturale).
    Ed il parere del Vescovo è chiaro: non c'è fatto soprannaturale, ovvero: non ci sono apparizioni.
    In una predica per la pentecoste di qualche anno fa, il Vescovo ha detto espressamente di non invocarte come prova i frutti spirituali: "ovunqe si prega il rosario, ci si confessa e ci si comunica, lì vengono ordinariamente conseguiti frutti spirituali e conversioni"
    La mia citazione è a braccio, ma spero di potervi inviare l'originale.
    Reclamizzare dei pellegrinaggi in un luogo di preghiera non significa approvarne o riconoscerne le apparizioni.
    Certo, sarebbe più prudente evitare.
    come sarebbe ancor più prudente evitare i cosiddetti messaggi della Madonna.
    Quindi i miei confratelli vescovi dovrebbero vigilare maggiormente su quest'aspetto: prudenza, prudenza, prudenza.
    Che significa: il nostro confratello di Monstar, che è IL Pastore di QUELLA porzione di CHIESA. ha detto che il fatto non sussiste: allora mi conformo alla sua scienza, prudenza e carità, essendo -per quel fatto ed in quel luogo- suo suddito.
    Così sia.

  10. #10
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    Originally posted by Dontonino
    Caro Thomas
    io non voglio certo accusare il Cardinal Bertone di leggerezza, è però certo che non sa la mano destra cosa fa la sinistra, posso pensare al disorientamento del semplice credente che da un lato ha in mano un volantino censurato dl proprio Vescovo e dall'alltro lo stesso volantino col simbolo della diocesi che lo invita a Medjugorie... qualcuno dovrebbe vigilare...
    In questo caso, la soluzione migliore sarebbe prendere una copia del volantino e farla avere all'Arcivescovo (oppure al Vicario Generale).

 

 
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