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Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    Ecogiustiziere Insubre
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    Dove c'è bisogno di me, in Insubria
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    Secondo voi la Lega può cadere ancora più in basso?

    PROCESSO JUVE: DEPUTATI BIANCONERI, CASTELLI INTERVENGA SU PM

    ROMA - Il ministro della Giustizia Roberto Castelli deve procedere a delle ''verifiche'' sul comportamento del pubblico ministero, del perito d'ufficio e dei magistrati giudicanti nel processo in cui e' stato condannato il medico sociale della Juventus, Riccardo Agricola. E' quanto chiedono, in un'interrogazione parlamentare, i deputati dello Juventus Club di Montecitorio. L'iniziativa e' stata presa da Maurizio Paniz (Forza Italia) e Salvatore Buglio (Ds), ma ad essa hanno aderito deputati di tutti i gruppi (ROSSI della LEGA; Belillo e Nesi del Pdci; Zunino dei Ds; Ruggeri della Margherita; Gallo di An; Zanetta, Sanza, Gastaldi e Napoli di Forza Italia).

    © Copyright ANSA Tutti i diritti riservati 03/03/2005 10:41


    Iunthanaka
    Conte della Martesana

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  2. #2
    Ecogiustiziere Insubre
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    SCUSATE, NON HO VISTO CHE L'ARTICOLO CONTINUAVA.
    ECCO IL RESTO DEL TESTO:

    I deputati si rivolgono poi al ministro vigilante per lo sport, Giuliano Urbani, affinche' sia ''stoppata'' l'istruttoria che la Figc e Coni avrebbero aperto per revocare i titoli sportivi della Juventus.

    Nell'interrogazione si rileva la discrepanza tra i comportamenti del giudice Casalbore, che ha condannato il dottor Agricola, da quelli del giudice Passarini in un analogo processo per doping a Bologna riguardante il ''caso Ferrari''. Le diverse valutazioni di Casalbore e Passarini riguardano sia l'uso di farmaci non vietati da leggi e da regolamenti sportivi, sia i farmaci a restrizione d'uso (cioe' utilizzabili su calciatori solo a determinate condizioni) sia la valutazione sulla somministrazione di Eritropoietina (Epo).

    L'interrogazione mette anche in dubbio il comportamento del perito d'ufficio, dottor D'Onofrio, il quale ''in un altro processo svoltosi nei confronti del dottor Conconi, ha giustificato, ancora una volta, come fisiologiche, variazioni del valore di ematocrito ed emoglobina di molto superiori a quelle di giocatori della Juventus''; quindi ''sono stati forniti dal perito giudizi diversi su identiche problematiche, tra l'altro con la discutibile sensibilita' che evidenzia il fatto di aver rivestito nel processo Conconi il ruolo di perito del giudice e nel processo Ferrari (evidentemente connesso), il ruolo di consulente di parte''.

    L'interrogazione mette in dubbio un altro punto della perizia di D'Onofrio, che pure e' stato consulente della Figc nella redazioni del protocollo in base al quale la somministrazione di Epo si puo' rilevare solo qualora almeno due su tre parametri siano superiori alle soglie stabilite: ''Situazione tra l'altro - sottolinea l'interrogazione - mai verificatasi per i calciatori della Juventus''.

    Infine l'interrogazione critica ''gli interventi pubblici da parte di coloro che hanno dato corso con la loro attivita' professionale alla sentenza di primo grado'', e cioe' il Pm e il perito d'ufficio. L'interrogazione si conclude chiedendo al ministro Castelli ''di voler procedere a siffatte verifiche assumendo eventualmente le conseguenti iniziative del caso''. Paniz, il promotore dell'interrogazione, ha detto che ''Castelli dovrebbe valutare se sia opportuno un procedimento disciplinare verso i magistrati coinvolti''.
    ''La matrice della nostra iniziativa - ha spiegato infine Paniz - non e' il nostro essere tifosi di una squadra di calcio. La questione di fondo e' che la Juventus e' un brand mondiale con un'immagine positiva per tutto il Paese; danneggiare questa immagine di societa' seria significa danneggiare l'immagine del nostro Paese e del calcio italiano''.
    Iunthanaka
    Conte della Martesana

  3. #3
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    La Lupa romana è una cagna bastarda che muore allattando 2 figli di puttana
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    Quel processo è una farsa e come ha detto Blatter non esistono punizioni retroattive come il ritiro dei trofei vinti se dovesse essere confermata la condanna al dottor Agricola.
    Tu che odi dio e la vita cristiana
    Senti la sua presenza come un doloroso cancro
    Vengano profanate e profanate aspramente
    Le praterie del cielo bagnate di sangue

    Odiatore di dio
    E della peste della luce

    Guarda negli occhi paralizzati di dio
    E sputa al suo cospetto
    Colpisci a morte il suo miserevole agnello
    Con la clava

    Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
    Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
    I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
    Hai distrutto con la tua orrida parola
    Ora vai via dalla nostra terra!

  4. #4
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    In origine postato da Shaytan
    Quel processo è una farsa e come ha detto Blatter non esistono punizioni retroattive come il ritiro dei trofei vinti se dovesse essere confermata la condanna al dottor Agricola.
    Se vi piace vincer così...

  5. #5
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    La Lupa romana è una cagna bastarda che muore allattando 2 figli di puttana
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    In origine postato da ZENA
    Se vi piace vincer così...
    Pensa al tuo signorini va


    L'ex capitano rossoblù stroncato dalla sindrome di Gehring
    Piaceva a Sacchi e guidò la squadra verso i successi
    E' morto Signorini
    bandiera del Genoa

    ROMA - Il Genoa ammaina la sua ultima bandiera. Gianluca Signorini, ex capitano rossoblù è morto stanotte. L'ha ucciso una malattia rara e micidiale, la sindrome di Gehring, la sclerosi laterale amiotrofica, che l'aveva costretto su di una sedia a rotelle. Che aveva trasformato in sofferenza anche il solo deglutire. Che, giorno dopo giorno, gli aveva paralizzava i muscoli. Che aveva fatto appassire uno come lui, alto quasi un metro e novanta, con un fisico massiccio. Uno che quando faceva il libero era un bel problema per gli attaccanti.
    Era la bandiera del Genoa, Signorini. Per i tifosi rossoblù era il "Grande Capitano", per Arrigo Sacchi un modello da seguire. Guidava lui la difesa del miglior Genoa del dopoguerra, quello che nel 1991 arrivò quarto in campionato e nella stagione successiva conquistò la semifinale in Coppa Uefa.

    Dai trofei al dolore in poco tempo. Da Marassi all'ospedale. E Signorini che ripeteva: "E' il destino". Nonostante la procura di Torino volesse capire, dopo alcuni casi sospetti, se esistesse un legame la sindrome di Ghering e l'assunzione di sostanze proibite. Certo, il capitano del Genoa ricordava le tante punture subite dai medici nel corso della carriera. Ma stabilire un legame con la malattia era ed è cosa ardua. Neanche lui lo faceva e ripeteva: "E' il destino".

    Chi l'aveva salutato sul campo da calcio, lo ritrovò anni dopo, sul prato di Marassi. Ma quella che i trentamila genoani avevano davanti agli occhi era una visione distante anni luce dal passato. Abituati a vederlo guidare la difesa, i tifosi rossoblù rividero Signorini seduto su una sedia a rotelle. Era il 24 maggio 2001, il Genoa aveva organizzato una partita di vecchie glorie per raccogliere fondi a favore della ricerca e per le quattro borse di studio per i suoi figli. Allo stadio Ferraris si erano raccolti in trentamila. Sul campo, decine di ex campioni come Voller, Giannini, Conti, Pruzzo, Melli, Eranio, Tacconi, Panucci e Skuravy, guidati in panchina da Niels Liedholm, Arrigo Sacchi, Osvaldo Bagnoli e Franco Scoglio. A sorpresa Signorini si presentò a Genova circondato dalla famiglia, la moglie e i 4 figli. In pochi riuscirono a trattenere le lacrime. Piansero i suoi ex compagni di squadra, piansero gli amici. Pianse uno stadio intero quando vide il "Grande Capitano", su una carrozzella spinta dalla figlia Benedetta, fare il giro del campo. Allora sventolarono le bandiere. Oggi, quelle stesse bandiere sono ammainate e listate di nero.

    I funerali di Signorini si svolgeranno a Ghezzano, in provincia di Pisa, domani pomeriggio alle 15. I tifosi del Genoa stanno già organizzando pullman per essere presenti alla cerimonia.
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  6. #6
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    In origine postato da Shaytan
    Pensa al tuo signorini va


    L'ex capitano rossoblù stroncato dalla sindrome di Gehring
    Piaceva a Sacchi e guidò la squadra verso i successi
    E' morto Signorini
    bandiera del Genoa

    ROMA - Il Genoa ammaina la sua ultima bandiera. Gianluca Signorini, ex capitano rossoblù è morto stanotte. L'ha ucciso una malattia rara e micidiale, la sindrome di Gehring, la sclerosi laterale amiotrofica, che l'aveva costretto su di una sedia a rotelle. Che aveva trasformato in sofferenza anche il solo deglutire. Che, giorno dopo giorno, gli aveva paralizzava i muscoli. Che aveva fatto appassire uno come lui, alto quasi un metro e novanta, con un fisico massiccio. Uno che quando faceva il libero era un bel problema per gli attaccanti.
    Era la bandiera del Genoa, Signorini. Per i tifosi rossoblù era il "Grande Capitano", per Arrigo Sacchi un modello da seguire. Guidava lui la difesa del miglior Genoa del dopoguerra, quello che nel 1991 arrivò quarto in campionato e nella stagione successiva conquistò la semifinale in Coppa Uefa.

    Dai trofei al dolore in poco tempo. Da Marassi all'ospedale. E Signorini che ripeteva: "E' il destino". Nonostante la procura di Torino volesse capire, dopo alcuni casi sospetti, se esistesse un legame la sindrome di Ghering e l'assunzione di sostanze proibite. Certo, il capitano del Genoa ricordava le tante punture subite dai medici nel corso della carriera. Ma stabilire un legame con la malattia era ed è cosa ardua. Neanche lui lo faceva e ripeteva: "E' il destino".

    Chi l'aveva salutato sul campo da calcio, lo ritrovò anni dopo, sul prato di Marassi. Ma quella che i trentamila genoani avevano davanti agli occhi era una visione distante anni luce dal passato. Abituati a vederlo guidare la difesa, i tifosi rossoblù rividero Signorini seduto su una sedia a rotelle. Era il 24 maggio 2001, il Genoa aveva organizzato una partita di vecchie glorie per raccogliere fondi a favore della ricerca e per le quattro borse di studio per i suoi figli. Allo stadio Ferraris si erano raccolti in trentamila. Sul campo, decine di ex campioni come Voller, Giannini, Conti, Pruzzo, Melli, Eranio, Tacconi, Panucci e Skuravy, guidati in panchina da Niels Liedholm, Arrigo Sacchi, Osvaldo Bagnoli e Franco Scoglio. A sorpresa Signorini si presentò a Genova circondato dalla famiglia, la moglie e i 4 figli. In pochi riuscirono a trattenere le lacrime. Piansero i suoi ex compagni di squadra, piansero gli amici. Pianse uno stadio intero quando vide il "Grande Capitano", su una carrozzella spinta dalla figlia Benedetta, fare il giro del campo. Allora sventolarono le bandiere. Oggi, quelle stesse bandiere sono ammainate e listate di nero.

    I funerali di Signorini si svolgeranno a Ghezzano, in provincia di Pisa, domani pomeriggio alle 15. I tifosi del Genoa stanno già organizzando pullman per essere presenti alla cerimonia.
    Signorini, verissimo... Peccato che Signorini non abbia giocato solo nel Genoa, e i dubbi sulle sostanze assunte si siano addensati sul Pisa. Comunque è probabile che la Juve non sia l'unica pecora nera, questa volta.

    Certo è che, ripercorrendo il fisico e le prestazioni atletiche di taluni giocatori di quegli anni, si tratta del caso più lampante.

    Al di là della faziosità calcistica, il doping è un male e va combattuto con ogni mezzo.

    Un pò come Moggi (che, ultima chicca, alla finale del torneo primavera arriva a braccetto con l'arbitro e guardacaso va a finire come sempre...).

 

 

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