AEROPORTI: GARA CARGO CITY FIUMICINO, IBAR RICORRE ANTITRUST
(ANSA) - ROMA - Non e' stata ancora avviata, da parte dell'Enac, la gara per la selezione del secondo operatore handling nella cargo city dell'aeroporto di Fiumicino. La gara, denuncia l'Ibar - associazione che raggruppa 76 compagnie nazionali e internazionali che operano in Italia - avrebbe invece dovuto svolgersi entro il 15 agosto scorso, data dell'inaugurazione della nuova cargo city nello scalo della Capitale. Per questo l'Ibar ha deciso di ricorrere in via d'urgenza all'Antitrust. ''L'Ibar ha gia' presentato un'istanza all'Enac e un ricorso in via d'urgenza all'Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato contro la societa' Aeroporti di Roma per abuso di posizione dominante'' si legge in una nota dell'associazione che ha gia' presentato il ricorso all'Antitrust. Inoltre, l'associazione dei vettori che operano in Italia sempre all'Enac, ente nazionale dell'aviazione civile, chiede di rimuovere le limitazioni ai servizi di assistenza a terra, che interessano sia Malpensa che Fiumicino. ''Sia sull'aeroporto di Milano-Malpensa che su quello di Roma-Fiumicino sono state introdotte dall' Enac limitazioni all'ingresso di operatori dei servizi di assistenza a terra. L'Ibar chiede all' Enac che tali limitazioni, in contrasto con la normativa comunitaria e nazionale (D.L. 18/1999), siano rimosse o quanto meno attenuate, in modo da garantire un effettivo sviluppo concorrenziale dei servizi a terra nei due maggiori aeroporti italiani''. E ancora, l'Ibar cita le osservazioni mosse dall'Antitrust riguardo alle concessioni aeroportuali: ''L'Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato, in una sua precedente segnalazione, ha fortemente criticato l' attuale assetto delle concessioni aeroportuali in quanto assentite per un periodo di tempo troppo lungo (40 anni) senza gara e senza un preciso piano di investimenti volti allo sviluppo degli aeroporti. L'Ibar chiede che dette concessioni siano assegnate nel rispetto dei principi indicati dalla stessa Autorita' che prevede concessioni massime ventennali. Infine, per quanto riguarda la Security tax, l'associazione delle compagnie aeree ''chiede che le tasse relative ai servizi di sicurezza per i passeggeri e il cargo siano commisurate all'effettivo costo del servizio secondo i principi citati dalla relative delibera Cipe''. Si tratta, segnala ancora l'Ibar, di alcune delle ''numerose questioni ancora aperte per quanto riguarda il traffico aereo che necessitano di un rapido intervento da parte dell'Enac''. Per questo l'associazione che raggruppa 76 rappresentanti dei vettori nazionali e internazionali che operano in Italia ha accolto ''con favore la decisione dell'Enac di istituire un tavolo tecnico permanente per affrontare le problematiche del trasporto aereo italiano''. ''La convocazione del tavolo permanente e' un primo importante passo nella giusta direzione'' secondo il presidente di Ibar, Ignazio Strano, convinto che ''sicuramente il tavolo tecnico potra' portare un contributo di chiarezza e trasparenza''. Cinque infatti i punti che, a parere dell'Ibar, vanno discussi in via prioritaria: contratti di programma; limitazioni ai servizi di assistenza a terra; apertura alla concorrenza della cargo city di Fiumicino; concessioni aeroportuali; security tax. Per quanto riguarda il primo punto, l'Ibar chiede che venga ''rapidamente applicata la normativa regolatoria che prevede la negoziazione del contratto di programma per ogni aeroporto, in modo da fissare i corrispettivi per i servizi forniti dal gestore e i livelli qualitativi''. Ad oggi, segnala infatti, l'unico contratto siglato risulta essere quello concluso tra Enac e Save, gestore dell'aeroporto di Venezia, tuttora in attesa di approvazione da parte del Cipe. Infine, richiamandosi alla legge 265 del 2004 che prevede l'adozione da parte dell'Enac, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione, del regolamento di scalo e del piano di emergenza, l'Ibar chiede l'apertura di un tavolo di discussione al fine di verificare i tempi di predisposizione dei regolamenti in oggetto e prevedere consultazioni tecniche con i comitati utenti, finalizzati alla migliore implementazione della nuova normativa. (ANSA). RED




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