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    Predefinito lAl centro si perde. Anche in Germania



    Al centro si perde. Anche in Germania

    Dopo la Spagna, la Francia, ora anche la Germania rischia di confermare che al centro si perde. Carla Ronga su Aprile online ci racconta del successo che la nuova formazione di sinistra (anzi di sinistra-sinistra come direbbe Rutelli) sta avendo. E con il 12% rischia di rovinare i piani della CDU della Merkel.

    In attesa dello scioglimento del Bundestag, che il presidente della repubblica Horst Koehler annuncera' oggi o domani, tutti i partiti tedeschi sono entrati in fibrillazione grazie alla ridiscesa in campo di Oskar Lafontaine, il cui partito sara' molto probabilmente l’arbitro della futura coalizione di governo all’indomani delle elezioni del 18 settembre.
    Il panico che si sta diffondendo sia all’interno della Cdu che della Spd per il crescente successo nei sondaggi ottenuto dalla nuova formazione della sinistra “Linksbündnis”, in cui sono confluiti i post-comunisti dell’est e la “Wasg” di Lafontaine, e' stato riassunto dal settimanale “Bild” in un titolo cubitale che dice: “Oskar rovina tutto ad Angela Merkel”.
    La situazione attuale lascia infatti prevedere una grande incertezza sulla formazione del futuro governo tedesco, in quanto il 43% dei consensi attuali della Cdu-Csu ed il 7% dei liberali sono verosimilmente destinati a scendere nella fase calda della campagna elettorale. Se l’attuale opposizione non raggiungesse la maggioranza, diventerebbe inevitabile un governo (guidato da Angela Merkel) di coalizione con la Spd di Schröder. In teoria e, nonostante il leader socialdemocratico lo abbia categoricamente escluso, resta ancora valida anche l’ipotesi di una coalizione di sinistra guidata dalla Spd insieme ai verdi e alla “Linksbündnis”, che alle elezioni potrebbe guadagnare altri punti percentuali, da aggiungere all’attuale 27% del partito socialdemocratico, al 9% dei Verdi ed al previsto 12% per il partito di Lafontaine .
    Il presidente tedesco Horst Köhler entro la fine di questa settimana rendera' pubblica - in un discorso televisivo, come hanno fatto i suoi predecessori, Gustav Heinemann (1972) e Karl Carstens (1983) in situazioni analoghe - la sua decisione sullo scioglimento del Bundestag (la Camera bassa tedesca), che porterebbe alle elezioni anticipate in autunno. Lo scorso1 luglio il governo rosso-verde (Spd-Verdi) e' stato sfiduciato dal parlamento, con l’astensione dei partiti della maggioranza, come sperava lo stesso cancelliere Gerhard Schröder (Spd): era l’unico modo per tener fede all’annuncio di elezioni anticipate (fatto subito dopo la debacle elettorale nel Land del Nordreno-Westfalia) poiche' la Costituzione non prevede lo scioglimento delle Camere a meno che manchi la maggioranza parlamentare. Gli ambienti politici berlinesi si aspettano che Köhler non prenda una decisione prima della conclusione delle tre settimane di cui dispone per decidere lo scioglimento (secondo l’articolo 68 del Grundgesetz, la Costituzione tedesca) e parli quindi oggi o al massimo domani. Nel caso - quasi certo - in cui decida a favore dello scioglimento Köhler e' tenuto a fissare la data delle elezioni anticipate entro 60 giorni (art.. 39), quindi entro il 18 settembre.
    I numeri parlano chiaro: continua a crescere la popolarita' della nuova “Alleanza di sinistra” tedesca (Linksbündnis), la neonata formazione che raccoglierebbe il 12% dei voti alle elezioni anticipate. In un sondaggio realizzato dall’istituto Tns Emnid, pubblicato dal quotidiano “Berliner Morgenpost am Sonntag”, l’Alleanza di sinistra raccoglierebbe il 7% dei favori nella Germania occidentale e il 30% nella ex Ddr, una percentuale che la rende il primo partito della Germania orientale. La media nazionale e' di 12%, un punto percentuale in piu' rispetto ad altri sondaggi pubblicati nelle scorse settimane.
    Il nuovo soggetto politico nasce dalla “fusione” della Wasg (alternativa elettorale per il lavoro e la giustizia sociale), una formazione di dissidenti del partito socialdemocratico del cancelliere Gerhard Schroeder (Spd) guidato dall’ex ministro delle Finanze Oskar Lafontaine e del Partito del socialismo democratico (Pds), ex comunista, guidato dal carismatico Gregor Gysi e che – per l’occasione – ha cambiato il suo nome in “Linkspartei” (Partito della sinistra).
    Il sondaggio da' i cristianodemocratici (Cdu-Csu), guidati da Angela Merkel, stabili al 43%, la Spd in lieve calo al 27%. I verdi, in coalizione con Schroeder, raccolgono l’8% dei voti e i liberali (Fdp), alleati di Merkel, sarebbero al 7%.
    Parlando ai giornalisti, Lafontaine ha detto che l’Alleanza intende lottare contro il programma di riforme contenuto nel pacchetto di “Agenda 2010” messo a punto dal governo Schröder, un programma diretto “ contro i lavoratori e che si pone l’obiettivo di abbattere lo stato sociale”. Al Bundestag - ha osservato l’ex leader socialdemocratico - “non vi e' piu' alcun partito che faccia una politica veramente a favore di lavoratori, disoccupati e pensionati”. Per questo, ha sottolineato, in parlamento e' necessaria la presenza dell’Alleanza di sinistra, che intende difendere gli interessi di milioni di elettori. E gia' ora - ha fatto notare Oskar “il Rosso” - la nuova Alleanza ha ottenuto i primi risultati, facendo spostare piu' a sinistra le dichiarazioni programmatiche di Spd e Verdi, timorosi di perdere voti.
    Infatti, oltre ogni aspettativa, il cancelliere dimissionario Gerhard Schroeder ha architettato una campagna elettorale su due temi cari ai tedeschi, ma anche a molti europei: “tassazioni per i piu' ricchi e salario minimo per i meno fortunati”, secondo quanto riporta il “Manifesto programmatico” dei socialdemocratici. Il programma contiene inoltre strategie per combattere l’alto tasso di disoccupazione, che ha minato le chance del cancelliere di vincere un terzo mandato alle elezioni di settembre, e minaccia di imporre il salario minimo se le concertazioni tra i rappresentanti delle industrie e i sindacati dovessero fallire.
    Sembra proprio un tentativo di fare breccia nel cuore dell’elettorato socialdemocratico - in particolare quello deluso dai tagli del governo effettuati allo stato sociale tedesco e all’incapacita' di recuperare la disoccupazione vicina al 12% - e di troncare sul nascere la popolarita' della “Linksbündnis” che ha abbozzato la proposta di innalzare del 3% la tassa sul reddito dei cittadini che guadagnano piu' di 250mila euro all’anno con il fine di finanziare programmi scolastici.
    “Opporsi al Zeitgeist neo-liberale”, e' la lotta intrapresa dall’avvocato berlinese Gregor Gysi. La coalizione rosso-rosso (Spd-Pds) che governa la citta' di Berlino e', per l’ex presidente della Pds, un “modello di successo”. Gysi ha recentemente ribadito in un’intervista alla “Welt am Sonntag” (inserto domenicale del quotidiano conservatore Die Welt), “la possibilita' in futuro di coalizzarsi con i socialdemocratici”, ma - sottolineando - non con Gerhard Schröder al comando. “Non e' che io e Lafontaine siamo apparsi all’improvviso per fare uno show - ha esordito Gysi - il tutto andava avanti da molto prima che Franz Müntefering e Gerhard Schröder annunciassero elezioni anticipate. Il nostro tentativo, di creare in fretta una nuova forza a livello federale, e' semplicemente una conseguenza di questo”. Gysi ha poi attaccato con foga il sistema pensionistico: “Dobbiamo concedere meno previdenza a chi fa guadagni milionari, si tratta di garantire una sicurezza di base alle classi piu' deboli della societa', come malati e disoccupati. Si tratta di opporsi allo Zeitgeist neo-liberale che hanno accettato tutti gli altri partiti”. Secondo il capofila degli ex comunisti tedeschi, il cancelliere Gerhard Schröder, del quale apprezza solo il suo “no” alla guerra in Iraq, con le sue riforme economiche sta attuando una lenta “de-socialdemocratizzazione della socialdemocrazia”.

  2. #2
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    Predefinito Re: lAl centro si perde. Anche in Germania

    In origine postato da asti_sinistra


    Al centro si perde. Anche in Germania

    Dopo la Spagna, la Francia, ora anche la Germania rischia di confermare che al centro si perde. Carla Ronga su Aprile online ci racconta del successo che la nuova formazione di sinistra (anzi di sinistra-sinistra come direbbe Rutelli) sta avendo. E con il 12% rischia di rovinare i piani della CDU della Merkel.

    In attesa dello scioglimento del Bundestag, che il presidente della repubblica Horst Koehler annuncera' oggi o domani, tutti i partiti tedeschi sono entrati in fibrillazione grazie alla ridiscesa in campo di Oskar Lafontaine, il cui partito sara' molto probabilmente l’arbitro della futura coalizione di governo all’indomani delle elezioni del 18 settembre.
    Il panico che si sta diffondendo sia all’interno della Cdu che della Spd per il crescente successo nei sondaggi ottenuto dalla nuova formazione della sinistra “Linksbündnis”, in cui sono confluiti i post-comunisti dell’est e la “Wasg” di Lafontaine, e' stato riassunto dal settimanale “Bild” in un titolo cubitale che dice: “Oskar rovina tutto ad Angela Merkel”.
    La situazione attuale lascia infatti prevedere una grande incertezza sulla formazione del futuro governo tedesco, in quanto il 43% dei consensi attuali della Cdu-Csu ed il 7% dei liberali sono verosimilmente destinati a scendere nella fase calda della campagna elettorale. Se l’attuale opposizione non raggiungesse la maggioranza, diventerebbe inevitabile un governo (guidato da Angela Merkel) di coalizione con la Spd di Schröder. In teoria e, nonostante il leader socialdemocratico lo abbia categoricamente escluso, resta ancora valida anche l’ipotesi di una coalizione di sinistra guidata dalla Spd insieme ai verdi e alla “Linksbündnis”, che alle elezioni potrebbe guadagnare altri punti percentuali, da aggiungere all’attuale 27% del partito socialdemocratico, al 9% dei Verdi ed al previsto 12% per il partito di Lafontaine .
    Il presidente tedesco Horst Köhler entro la fine di questa settimana rendera' pubblica - in un discorso televisivo, come hanno fatto i suoi predecessori, Gustav Heinemann (1972) e Karl Carstens (1983) in situazioni analoghe - la sua decisione sullo scioglimento del Bundestag (la Camera bassa tedesca), che porterebbe alle elezioni anticipate in autunno. Lo scorso1 luglio il governo rosso-verde (Spd-Verdi) e' stato sfiduciato dal parlamento, con l’astensione dei partiti della maggioranza, come sperava lo stesso cancelliere Gerhard Schröder (Spd): era l’unico modo per tener fede all’annuncio di elezioni anticipate (fatto subito dopo la debacle elettorale nel Land del Nordreno-Westfalia) poiche' la Costituzione non prevede lo scioglimento delle Camere a meno che manchi la maggioranza parlamentare. Gli ambienti politici berlinesi si aspettano che Köhler non prenda una decisione prima della conclusione delle tre settimane di cui dispone per decidere lo scioglimento (secondo l’articolo 68 del Grundgesetz, la Costituzione tedesca) e parli quindi oggi o al massimo domani. Nel caso - quasi certo - in cui decida a favore dello scioglimento Köhler e' tenuto a fissare la data delle elezioni anticipate entro 60 giorni (art.. 39), quindi entro il 18 settembre.
    I numeri parlano chiaro: continua a crescere la popolarita' della nuova “Alleanza di sinistra” tedesca (Linksbündnis), la neonata formazione che raccoglierebbe il 12% dei voti alle elezioni anticipate. In un sondaggio realizzato dall’istituto Tns Emnid, pubblicato dal quotidiano “Berliner Morgenpost am Sonntag”, l’Alleanza di sinistra raccoglierebbe il 7% dei favori nella Germania occidentale e il 30% nella ex Ddr, una percentuale che la rende il primo partito della Germania orientale. La media nazionale e' di 12%, un punto percentuale in piu' rispetto ad altri sondaggi pubblicati nelle scorse settimane.
    Il nuovo soggetto politico nasce dalla “fusione” della Wasg (alternativa elettorale per il lavoro e la giustizia sociale), una formazione di dissidenti del partito socialdemocratico del cancelliere Gerhard Schroeder (Spd) guidato dall’ex ministro delle Finanze Oskar Lafontaine e del Partito del socialismo democratico (Pds), ex comunista, guidato dal carismatico Gregor Gysi e che – per l’occasione – ha cambiato il suo nome in “Linkspartei” (Partito della sinistra).
    Il sondaggio da' i cristianodemocratici (Cdu-Csu), guidati da Angela Merkel, stabili al 43%, la Spd in lieve calo al 27%. I verdi, in coalizione con Schroeder, raccolgono l’8% dei voti e i liberali (Fdp), alleati di Merkel, sarebbero al 7%.
    Parlando ai giornalisti, Lafontaine ha detto che l’Alleanza intende lottare contro il programma di riforme contenuto nel pacchetto di “Agenda 2010” messo a punto dal governo Schröder, un programma diretto “ contro i lavoratori e che si pone l’obiettivo di abbattere lo stato sociale”. Al Bundestag - ha osservato l’ex leader socialdemocratico - “non vi e' piu' alcun partito che faccia una politica veramente a favore di lavoratori, disoccupati e pensionati”. Per questo, ha sottolineato, in parlamento e' necessaria la presenza dell’Alleanza di sinistra, che intende difendere gli interessi di milioni di elettori. E gia' ora - ha fatto notare Oskar “il Rosso” - la nuova Alleanza ha ottenuto i primi risultati, facendo spostare piu' a sinistra le dichiarazioni programmatiche di Spd e Verdi, timorosi di perdere voti.
    Infatti, oltre ogni aspettativa, il cancelliere dimissionario Gerhard Schroeder ha architettato una campagna elettorale su due temi cari ai tedeschi, ma anche a molti europei: “tassazioni per i piu' ricchi e salario minimo per i meno fortunati”, secondo quanto riporta il “Manifesto programmatico” dei socialdemocratici. Il programma contiene inoltre strategie per combattere l’alto tasso di disoccupazione, che ha minato le chance del cancelliere di vincere un terzo mandato alle elezioni di settembre, e minaccia di imporre il salario minimo se le concertazioni tra i rappresentanti delle industrie e i sindacati dovessero fallire.
    Sembra proprio un tentativo di fare breccia nel cuore dell’elettorato socialdemocratico - in particolare quello deluso dai tagli del governo effettuati allo stato sociale tedesco e all’incapacita' di recuperare la disoccupazione vicina al 12% - e di troncare sul nascere la popolarita' della “Linksbündnis” che ha abbozzato la proposta di innalzare del 3% la tassa sul reddito dei cittadini che guadagnano piu' di 250mila euro all’anno con il fine di finanziare programmi scolastici.
    “Opporsi al Zeitgeist neo-liberale”, e' la lotta intrapresa dall’avvocato berlinese Gregor Gysi. La coalizione rosso-rosso (Spd-Pds) che governa la citta' di Berlino e', per l’ex presidente della Pds, un “modello di successo”. Gysi ha recentemente ribadito in un’intervista alla “Welt am Sonntag” (inserto domenicale del quotidiano conservatore Die Welt), “la possibilita' in futuro di coalizzarsi con i socialdemocratici”, ma - sottolineando - non con Gerhard Schröder al comando. “Non e' che io e Lafontaine siamo apparsi all’improvviso per fare uno show - ha esordito Gysi - il tutto andava avanti da molto prima che Franz Müntefering e Gerhard Schröder annunciassero elezioni anticipate. Il nostro tentativo, di creare in fretta una nuova forza a livello federale, e' semplicemente una conseguenza di questo”. Gysi ha poi attaccato con foga il sistema pensionistico: “Dobbiamo concedere meno previdenza a chi fa guadagni milionari, si tratta di garantire una sicurezza di base alle classi piu' deboli della societa', come malati e disoccupati. Si tratta di opporsi allo Zeitgeist neo-liberale che hanno accettato tutti gli altri partiti”. Secondo il capofila degli ex comunisti tedeschi, il cancelliere Gerhard Schröder, del quale apprezza solo il suo “no” alla guerra in Iraq, con le sue riforme economiche sta attuando una lenta “de-socialdemocratizzazione della socialdemocrazia”.
    Il 30% nella ex DDR????
    Vaglielo a spiegare a logos ora....

    Nemmeno ai tempi di Honeker sarebbero stati così tanti in un'elezione democratica, e questi sono quelli che dalla caduta del muro avrebbero dovuto guadagnarci di più....figuriamoci gli altri.

    Ripeto la mia ossessionante e personalissima idea...quel pianeta doveva rimanere com'era; è come pensare ad'un funzionario del catasto e chiedergli di punto in bianco, da oggi la tua posizione dev'essere competitiva altrimenti aria!
    IMPOSSIBILE...è più facile spostare il monte Bianco.

    Hanno creato nuovi poveri, disoccupati e disperati...com'era pensabile di poter assorbire 18 milioni di tedeschi abituati a lavorare per passare il tempo, abituati a viaggiare, si, in Trabant, ma senza l'assillo del futuro, dell'istruzione e della sanità, valeva la pena farsi un giro in Mercedes con le pezze ar culo?
    Sinceramente...no.

    Che il sistema dovesse cambiare non ci piove, cambiare però, non rivoluzionare abitudini e stati d'animo.

    Per noi che ci siamo abituati, nati in un sistema di mercato sembra facile.....passare dall'assistenzialismo di stato al capitalismo "dolce" è stato un trauma ed una cocente delusione.
    La Germania pertanto,dovrà far fronte a questi nuovi "incazzati" e non vorrei essere nei panni del prossimo cancelliere, rosso o bianco che sia.

    A futura memoria per chi si riempie la bocca con il liberismo o con la globalizzazione...senza aver mai aperto un puzzolente armadietto d'officina e pesato la busta paga dopo aver sgobbato per un mese per il bastardo che si presenta la mattina con il SUV da 100 mila euro impomatato e olezzante di Dior...

    ( Forse ho esagerato....)

  3. #3
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    Predefinito Re: Re: lAl centro si perde. Anche in Germania

    In origine postato da T34
    Il 30% nella ex DDR????
    Vaglielo a spiegare a logos ora....

    Nemmeno ai tempi di Honeker sarebbero stati così tanti in un'elezione democratica, e questi sono quelli che dalla caduta del muro avrebbero dovuto guadagnarci di più....figuriamoci gli altri.

    Ripeto la mia ossessionante e personalissima idea...quel pianeta doveva rimanere com'era; è come pensare ad'un funzionario del catasto e chiedergli di punto in bianco, da oggi la tua posizione dev'essere competitiva altrimenti aria!
    IMPOSSIBILE...è più facile spostare il monte Bianco.

    Hanno creato nuovi poveri, disoccupati e disperati...com'era pensabile di poter assorbire 18 milioni di tedeschi abituati a lavorare per passare il tempo, abituati a viaggiare, si, in Trabant, ma senza l'assillo del futuro, dell'istruzione e della sanità, valeva la pena farsi un giro in Mercedes con le pezze ar culo?
    Sinceramente...no.

    Che il sistema dovesse cambiare non ci piove, cambiare però, non rivoluzionare abitudini e stati d'animo.

    Per noi che ci siamo abituati, nati in un sistema di mercato sembra facile.....passare dall'assistenzialismo di stato al capitalismo "dolce" è stato un trauma ed una cocente delusione.
    La Germania pertanto,dovrà far fronte a questi nuovi "incazzati" e non vorrei essere nei panni del prossimo cancelliere, rosso o bianco che sia.

    A futura memoria per chi si riempie la bocca con il liberismo o con la globalizzazione...senza aver mai aperto un puzzolente armadietto d'officina e pesato la busta paga dopo aver sgobbato per un mese per il bastardo che si presenta la mattina con il SUV da 100 mila euro impomatato e olezzante di Dior...

    ( Forse ho esagerato....)
    Noi siamo passati dalla dittatura assistenzialista alla democrazia lassista, loro dal riuscire a sopravvivere al non riuscire piu' sopravvivere, e anzi, a pagarla cara molto cara, l'ultimo sondaggio da' la nuova formazione nella Germania dell'Est (DDR)secondo un sondaggio dell'altro giorno, al 34%, e cresce di giorno in giorno.

  4. #4
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    bandiera rossa trionferà

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    Ecco i contenuti che vengono a galla con i quali poter dialogare!

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    se vuoi festeggiamo perché gli eredi della Sed vinceranno le elezioni in germania est...
    in realtà capisco la scontentezza verso l'attuale governo che probabilmente merita la sconfitta ma non mi rallegro per i vincitori.

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    In origine postato da willy
    se vuoi festeggiamo perché gli eredi della Sed vinceranno le elezioni in germania est...
    in realtà capisco la scontentezza verso l'attuale governo che probabilmente merita la sconfitta ma non mi rallegro per i vincitori.
    Non conosci nemmeno i punti qualificanti della Sed

  9. #9
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    In origine postato da yurj
    Non conosci nemmeno i punti qualificanti della Sed
    ah, andiamo bene. adesso difendi pure la Sed dell'ex Germania est?

  10. #10
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    In origine postato da asti_sinistra
    non eri tu che predicavi contro chi usa le faccine?

 

 
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