Da Parigi a Madrid, aerei a terra in Europa
Ritardi a catena e voli cancellati per la neve. I francesi: colpa degli italiani. Ma Malpensa non ha chiuso
DAL NOSTRO INVIATO
PARIGI - «Sono otto ore che aspetto di partire, siete peggio di noi italiani», grida un passeggero al check-in Air France del volo AF 2014 Parigi-Malpensa delle 15:55. Sarebbe il primo della giornata a decollare per Milano: i bagagli sono già nella stiva, i passeggeri salgono finalmente sugli autobus e vedono ormai l’aereo sulla pista innevata quando la hostess annuncia: «Cancellato anche questo volo, dobbiamo tornare indietro. Non è colpa nostra: hanno appena chiuso Malpensa».
LA BUGIA - La frase funziona - proteste più rassegnate che rabbiose -, e viene ripetuta più volte anche dall’altoparlante, nella hall. Solo che non è vera: ieri Malpensa ha dovuto ridurre il 35% del suo traffico, ma lo scalo non ha mai chiuso. La bugia serve ai responsabili del grande hub internazionale di Roissy-Charles de Gaulle, che cercano di mantenere il controllo di una situazione delicata: migliaia di passeggeri a terra, quasi 300 voli - tra arrivi e partenze - cancellati, ritardi medi di due ore. Il caos di Parigi, unito ai disagi in Italia, Spagna e Olanda, ha finito per provocare ritardi a catena nell’Europa intera. Tutto per sette centimetri di neve sulle piste di Roissy e di Orly (l’altro scalo parigino, rimasto a lungo bloccato). Non molti più dei cinque che hanno fatto gridare allo scandalo quando paralizzarono Malpensa, proprio un anno fa. Eppure i tre giorni di bufera ininterrotta hanno colto i francesi di sorpresa (oltre duemila abitazioni ieri sera erano ancora senza elettricità nella regione di Orléans per i danni provocati dalla neve).
LA NEVE - Il servizio Météo France parla di «episodio nevoso inabituale per questo periodo dell’anno». «Il nostro unico criterio resta la sicurezza - si è difeso in serata il portavoce della società Aéroports de Paris -. Dobbiamo essere sicuri che la pista possa sopportare un aereo lanciato a 300 chilometri all’ora».
In Olanda, la neve caduta ad Amsterdam ha raggiunto il mezzo metro, e Schipol è uno dei maggiori snodi del traffico aereo continentale. «Abbiamo scelto di privilegiare le partenze - ha spiegato un funzionario del controllo aereo -, provando a fermare negli scali di origine i voli destinati ad Amsterdam. La notte scorsa quasi tremila persone hanno dovuto passare la notte a Schipol perché il loro aereo non era potuto decollare».
IN ITALIA - In Italia l’unico incidente mortale, con la sciagura dell’aereo privato precipitato a Bologna. In Lombardia sono stati cancellati 85 voli in partenza a Malpensa e 52 a Linate, lo scalo di Orio al Serio è rimasto chiuso per circa un’ora. Fermo anche l’aeroporto di Genova, e ritardi pure a Fiumicino dove i voli cancellati sono 32. Oggi la situazione dovrebbe rientrare nella normalità al Nord, ma i disagi potrebbero spostarsi negli aeroporti del Sud.
Stefano Montefiori
Corriere della Sera




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