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  1. #1
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Gli Stati Uniti sapevano - dal Corriere

    dal Corriere - 6 marzo 2005


    Roma. Nella stanza del sottosegretario Gianni Letta gli 007 stavano festeggiando la liberazione della giornalista. Lui ha urlato: «Gli americani ci hanno sparato. Nicola è morto. Mi tengono un mitra puntato addosso». Poi più nulla. La comunicazione è stata interrotta. E il corpo di Calipari è rimasto riverso nell'auto.
    Quanti sapevano dell'operazione?
    Gli atti acquisiti nelle ultime 24 ore e le testimonianze di chi c'era (il vice di Calipari e Giuliana Sgrena) forniscono dunque una nuova versione: gli Stati Uniti sapevano. Conoscevano i motivi dell'arrivo dei due agenti segreti a Bagdad. Avevano rilasciato loro gli accrediti per girare armati. Ma poi qualcosa non ha funzionato. La ricostruzione di quanto avvenuto venerdì pomeriggio sembra accreditare l'ipotesi di un errore commesso dalla catena di comando. Uno sbaglio che si è rivelato fatale. Gli elementi acquisiti sino ad ora portano ad escludere che si sia trattato di un agguato. Ma altri accertamenti dovranno essere compiuti, altri dati dovranno essere incrociati per avere un quadro completo che consenta di individuare precise responsabilità per la morte del responsabile «Operazioni Internazionali» dell' intelligence militare italiana. E di chiarire i dubbi e le incongruenze che ancora segnano questa tragedia. La procura di Roma procede per omicidio volontario aggravato, il ministro Roberto Castelli ha già autorizzato una rogatoria con gli Stati Uniti.
    Perché l'auto non era blindata?
    L'ora di pranzo è passata da poco quando Calipari e il suo vice, un maggiore dei carabinieri passato ai servizi segreti, arrivano all'aeroporto di Bagdad. Sono partiti da Abu Dhabi, negli Emirati Arabi dove hanno chiuso la trattativa per ottenere il rilascio dell'ostaggio. Il riscatto è già stato pagato (si parla di una cifra tra i sei e gli otto milioni di euro), le modalità per la consegna di Giuliana Sgrena sono state fissate. Ad attenderli nello scalo iracheno c'è un militare italiano che ha compiti di ufficiale di collegamento con gli Stati Uniti. E' lui ad accompagnarli nella sede distaccata del comando americano che si trova all'interno dell'aeroporto. Quanto avviene dopo lo racconta nel verbale di interrogatorio con i magistrati romani lo 007 che si è salvato dal conflitto a fuoco: «Abbiamo incontrato un ufficiale statunitense che doveva rilasciarci i permessi per muoverci in città con le nostre armi. Era informato del tipo di missione, lui e il nostro collega erano parte del dispositivo». Questa frase fa nascere il primo interrogativo: essere «parte del dispositivo» vuol dire che erano a conoscenza dei particolari dell'operazione?
    Quando i badge sono pronti i due si spostano in un altro ufficio: firmano i documenti per l'affitto dell'auto, una berlina grigia con targa irachena. Perché si sceglie una macchina non blindata? L'ipotesi, confermata da alcuni uomini dell' intelligence , è che non si volesse dare nell'occhio. In Italia sono le 17, le 19 in Iraq. Sembra che la scelta di andare da soli all'appuntamento con i rapitori rientrasse nell'accordo siglato con i mediatori. Calipari accetta la condizione. La sua missione si svolge nella massima segretezza. Più volte in questo mese di prigionia di Giuliana Sgrena il negoziato ha subito brusche battute d'arresto a causa di interferenze esterne. Lui sa bene che la fase del rilascio dell'ostaggio è uno dei momenti più delicati. E, se questa versione sarà confermata, decide di non rischiare. Il direttore del Sismi Nicolò Pollari e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta conoscono i dettagli dell'operazione. Ne hanno autorizzato ogni fase. Ma perché non è stata predisposta una scorta, o quantomeno un controllo a distanza che potesse «coprire» la missione? A Bagdad ci sono altri 007 italiani. E' possibile che nessuno di loro sia stato impiegato in un servizio di staffetta?
    Perché gli 007 erano solo due?
    L'incontro con i sequestratori è fissato per le 18.30 ora italiana in un vicolo di Bagdad. I due 007 arrivano con almeno mezz'ora di anticipo. Aspettano. Alle 18.20 compare una macchina. A bordo c'è Giuliana Sgrena accompagnata da due uomini a volto scoperto. «Gli stessi che erano con me nella prigione», dice poi ai pubblici ministeri. Sembra che sul posto ci sia anche un giornalista della tv araba Al Jazira , la prima emittente ad aver dato la notizia del rilascio. La giornalista scende dall'auto. È molto provata, agitata. Calipari le va incontro, l'abbraccia e si avvia con lei verso l'auto. La fa salire sul sedile posteriore, capisce che non è tranquilla e decide di sederle accanto. Il suo vice si mette alla guida e partono. Calipari chiama Roma: «E' libera».
    La macchina prende una strada alternativa a quella che porta verso l'aeroporto per evitare possibili pedinamenti e dopo qualche giro imbocca la giusta direzione. A Bagdad è ormai buio, piove a dirotto. La versione fornita venerdì sera parlava di un convoglio di tre auto. E assicurava che erano due gli agenti del Sismi feriti, «uno in gravi condizioni perché colpito da un proiettile al polmone». Ieri questa ricostruzione è stata completamente modificata: una sola auto, un solo ferito lieve. Ma alle 21.17, l'agenzia Ansa ha trasmesso un dispaccio che attribuisce a fonti del Sismi alcune indiscrezioni: «Il convoglio era composto da due, tre auto. Alla guida della macchina colpita c'era un autista iracheno».
    Chi ha ordinato l'attacco?
    Il carabiniere racconta un'altra storia, al volante c'era lui: «Andavo piano, 40-50 chilometri all'ora. La strada era scorrevole, tranquilla. Abbiamo superato tre posti di blocco senza essere fermati, senza che accadesse nulla». Calipari parla con Giuliana Sgrena, chiama nuovamente Roma e poi contatta l'aeroporto: «Stiamo arrivando». Secondo la giornalista fa almeno due chiamate: «Una volta - ricorda - ha parlato in inglese». A Palazzo Chigi si brinda, tutta Italia festeggia. Pier Scolari e il direttore de il manifesto Gabriele Polo sono lì con gli uomini del Sismi, con Letta, con il premier Silvio Berlusconi. Già pensano a preparare l'accoglienza.
    La berlina grigia continua la sua corsa. Quando l'auto è a meno di due chilometri dall'aeroporto c'è una curva. «Nell'abitacolo - ricorda il maggiore - Calipari aveva acceso la luce». Forse per fare altre telefonate. «Io continuavo ad andare lentamente e all'improvviso si è illuminato un faro. Subito dopo sono arrivati gli spari. Il fuoco è durato almeno dieci secondi. I colpi provenivano da destra». Calipari viene colpito alla testa, si accascia su Giuliana Sgrena. Muore sul colpo. La donna è ferita, così come lo 007. Ma lui riesce a scendere dall'auto. Ha il tempo di chiamare nuovamente Roma. Grida, urla sempre più forte. «Nicola è morto...». La comunicazione viene interrotta dai militari statunitensi che tengono i due sopravvissuti sotto la minaccia delle loro mitragliatrici.
    Chi aspettava l'ostaggio?
    A Roma la festa si trasforma in tragedia. «L'ufficiale di collegamento e il delegato del comando militare americano - afferma il maggiore - ci stavano aspettando in aeroporto». Spiega che i soldati fermi al posto di blocco «erano molto giovani, probabilmente erano appena arrivati in Iraq». Perché non sono stati avvertiti del passaggio dell'auto con gli italiani a bordo? Perché hanno aperto il fuoco subito dopo aver acceso il faro? Secondo la procedura, la luce è il segnale di stop. Chi è sulla macchina deve fermarsi, scendere con la braccia alzate e farsi riconoscere. «Non ci hanno dato il tempo - dichiara lo 007 -, siamo stati attaccati immediatamente». Giuliana Sgrena conferma. Perché neanche su quel tratto si è deciso di proteggere l'auto inserendola in un convoglio? I telefoni cellulari sono stati restituiti subito agli ufficiali italiani. Le armi sarebbero invece rimaste nella disponibilità degli Stati Uniti. Un altro mistero di questa assurda tragedia.
    Fiorenza Sarzanini


    ---

    sapevano tutto.

    I pollisti di questo forum *non le brave persone e gli elettori di centrodestra* difendono chi uccide e poi dice "e' stato un errore".

    Non ci sono errori, in questo caso.

    Omicidio.

  2. #2
    Hanno assassinato Calipari
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    1)

    US Soldiers Try To Murder Another Journalist
    Posted by Lew Rockwell at March 5, 2005 017 PM

    Despite the universal reprinting of Pentagon press releases by the US media--the Italian car carrying the hostage and her rescuers was speeding towards the checkpoint and refused to stop despite warning shots--the foreign press reports the truth. When the USG soldiers opened fire, the car was 700 yards from the airport and had passed all checkpoints. Giuliana Sgrena had helped expose Abu Graib and other US military crimes, including massacres in Fallujah, and she has much more to say. She is hated for not being embedded and FOXified, so they opened fire. One can never rule out a snafu--this is the government, after all--but the rest of the world sees it as an attempted hit. Thanks for the link to Kevin Thomson and the link and translation to Christopher Manion.



    2)
    US soldiers hurt Italian reporter, kill negotiator
    Published in Hindustan Times - Indexed on Mar 6, 2005 Similar pages
    Relevance:
    US forces shot and wounded Italian journalist Giuliana Sgrena and killed an Italian secret service agent who tried to protect her, darkening celebrations over the end of her one-month hostage ordeal. The US ambassador to Rome was summoned to the office of Prime Minister Silvio Berlusconi, who said there were "disquieting questions" about the friendly fire incident late on Friday. US President George W. Bush later called the prime minister to express his regrets, the White House said, pledging a full investigation into the shooting.


    3)

    Appeal-Democrat.com
    Published in Appeal-Democrat - Indexed on Mar 6, 2005 Similar pages
    Relevance:
    ROME - No clear picture had formed Saturday of what happened a day earlier when an Italian hostage was freed by secret agents only to be injured in a deadly shooting at the hands of U.S. soldiers on the road to Baghdad airport. Circumstances surrounding the Friday operation to release journalist Giuliana Sgrena from a month's captivity by Iraqi insurgents remained as murky as the tidbits that emerged in two earlier cases involving Italians kidnapped and then set free in Iraq. Neither the Italian authorities nor Sgrena, a 56-year-old reporter for communist daily Il Manifesto, gave details of the operation or said whether ransom was paid. U.

    4)Story of Italian Hostage's Release Unclear
    Published in The Free Lance-Star - Indexed on Mar 6, 2005 Similar pages
    Relevance:
    No clear picture had formed Saturday of what happened a day earlier when an Italian hostage was freed by secret agents only to be injured in a deadly shooting at the hands of U.S. soldiers on the road to Baghdad airport. Circumstances surrounding the Friday operation to release journalist Giuliana Sgrena from a month's captivity by Iraqi insurgents remained as murky as the tidbits that emerged in two earlier cases involving Italians kidnapped and then set free in Iraq. Neither the Italian authorities nor Sgrena, a 56-year-old reporter for communist daily Il Manifesto, gave details of the operation or said whether ransom was paid. U.S.

    5) Freed Italian journalist shot
    Published in Fort Wayne News-Sentinel - Indexed on Mar 6, 2005 Similar pages
    Relevance:
    BAGHDAD, Iraq - Italian journalist Giuliana Sgrena survived a month of captivity and death threats at the hands of Iraqi insurgents, but little could she imagine the terror that lay just ahead: A shrapnel wound when American troops opened fire on the speeding car carrying her to freedom. One of the Italian intelligence agents who negotiated her release Friday was killed as he threw his body across her when the shooting started. One, perhaps two, other agents were wounded, in the friendly-fire incident at a U.S. checkpoint.


    6) The New York Times > International > Europe > Italian Reporter Arrives in Rome Amid Questions
    Published in New York Times - Indexed on Mar 7, 2005 Similar pages
    Relevance:
    ROME, March 5 - Giuliana Sgrena arrived in Rome on Saturday, a day after American troops at a checkpoint in Baghdad fired on the car taking her to the airport following her release from kidnappers. Ms. Sgrena, a 56-year-old journalist for Il Manifesto, a leftist Rome daily, was assisted off the plane in a wheelchair at Rome's Ciampino airport, where she was greeted by Prime Minister Silvio Berlusconi and her relatives.


    7) Haaretz News Story
    Published in Haaretz - Indexed on Mar 6, 2005 Similar pages
    Relevance:
    ROME - Journalist Giuliana Sgrena returned to Italy on Saturday, hours after American troops in Iraq fired on the car she was in, wounding her and killing an Italian intelligence officer with her. A plane carrying Sgrena back from Iraq landed at Rome's Ciampino Airport, where Prime Minister Silvio Berlusconi was among the dignitaries on hand to welcome her. Looking haggard, Sgrena - surrounded by relatives and military police - was carried off the aircraft on what appeared to be a stretcher and put into an ambulance bound for a military clinic for an operation on her collarbone.

  3. #3
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    Sul Corriere si avalla la mia ipotesi, cioè che gli americani erano stati informati, anche se abbastanza in là nel tempo, ma non a tutte le pattuglie era stata girata l'informazione, soprattutto quelle mobili e non fisse.

  4. #4
    Hanno assassinato Calipari
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    In Origine Postato da iannis
    Sul Corriere si avalla la mia ipotesi, cioè che gli americani erano stati informati, anche se abbastanza in là nel tempo, ma non a tutte le pattuglie era stata girata l'informazione, soprattutto quelle mobili e non fisse.
    Quindi capita spesso che sparano alle loro macchine o a Rumsfeld quando si reca in areoporto?

    Ma non lo vedi che stai dicendo una cazzata???

  5. #5
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    In Origine Postato da yurj
    Quindi capita spesso che sparano alle loro macchine o a Rumsfeld quando si reca in areoporto?

    Ma non lo vedi che stai dicendo una cazzata???
    Infatti era già successo che sparassero ad altri, anche della coalizione su quella strada, in circostanze simili. Solo che ora ha fatto notizia, perlomeno da noi, perchè coinvolti italiani. E' fuori discussione l'impreparazione di buona parte delle truppe USA per questi frangenti delicati, altra cosa è dire "l'hanno fatto apposta". Questo no.

  6. #6
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    In Origine Postato da iannis
    Infatti era già successo che sparassero ad altri, anche della coalizione su quella strada, in circostanze simili. Solo che ora ha fatto notizia, perlomeno da noi, perchè coinvolti italiani. E' fuori discussione l'impreparazione di buona parte delle truppe USA per questi frangenti delicati, altra cosa è dire "l'hanno fatto apposta". Questo no.
    Beh, allo stato nessuna ipotesi si può escludere. Certo che il minimo che si può dire è che questi marines sono delle GRANDISSIME TESTE DI CAZZO (evidentemente quello che viene mostrato in film come "Full metal jacket" non è frutto di fantasia...)

  7. #7
    Hanno assassinato Calipari
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    In Origine Postato da iannis
    Infatti era già successo che sparassero ad altri, anche della coalizione su quella strada, in circostanze simili. Solo che ora ha fatto notizia, perlomeno da noi, perchè coinvolti italiani. E' fuori discussione l'impreparazione di buona parte delle truppe USA per questi frangenti delicati, altra cosa è dire "l'hanno fatto apposta". Questo no.
    a) quando e' successo ancora?

    b) una volta e' un errore, la seconda un indizio.. la terza?

  8. #8
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    In Origine Postato da yurj
    a) quando e' successo ancora?

    b) una volta e' un errore, la seconda un indizio.. la terza?
    guarda che il fatto che sia già successo dimostra proprio che c'è un problema di impreparazione di queste truppe, che ho sentito non erano neanche dei marines, ma della Guardia Nazionale, e non che che c'è stata premeditazione, anzi.

  9. #9
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    In Origine Postato da iannis
    guarda che il fatto che sia già successo dimostra proprio che c'è un problema di impreparazione di queste truppe, che ho sentito non erano neanche dei marines, ma della Guardia Nazionale, e non che che c'è stata premeditazione, anzi.
    Lui ha sentito che

    E dimmi, in quale altre occasioni era successo ancora?

  10. #10
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    In Origine Postato da yurj
    Quindi capita spesso che sparano alle loro macchine o a Rumsfeld quando si reca in areoporto?

    Ma non lo vedi che stai dicendo una cazzata???
    Nel sito di republica c'è un audio di Caprile che spiega di quella strada che porta all'aereoporto, che lui conosce bene, la chiamano la strada della morte, a lui è successo che gli hanno sparato mentre era in macchina con dei carabinieri, per fortuna nessun ferito, ma solo per fortuna, secondo me hanno organizzato male la cosa e quei militari hanno cannato alla grande, spero siano puniti, e anche chi li comanda e addestra, ma escludo volessero farli fuori, ci sarebbero riusciti tranquillamente, in una zona di guerra queste cose passano innoservate.

 

 

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