L’Unità e Repubblica stanno specializzandosi in una nuova arte, che così autorevolmente si consolida, quella di celebrare personalità appena decedute mettendo loro in bocca qualche citazione polemica verso i vivi dell’altra parrocchia.
Passi per il povero e rimpianto Giovanni Spadolini, che nell’estate del ’94 morì dopo aver subito la sconfitta nella corsa alla presidenza del Senato, e di cui subito fu trasmesso il messaggio finale su un’Italia berlusconiana irriconoscibile in cui non c’era più posto per lui.
In fondo era un fiero lottatore politico.
Ma adesso si esagera. Dalle cronache intorno alla scomparsa del compianto poeta fiorentino Mario Luzi, più che l’ermetismo, è messa in luce la chiarissima sua polemica, e recentissima, contro un Berlusconi paragonato a Mussolini.
Novant’anni dedicati al verso libero storpiati in morte da una polemica di giornata, che valeva quel che valeva.
E va bene, anche qui si tratta di valutare il lascito civile di un senatore a vita, e in fondo si può infierire con una variante schiattamuorti o becchina del giornalismo polemico.
Ma il povero Alberto Castagna, giornalista e presentatore televisivo appena schiantato da un’emorragia, è stato anche lui trasformato nottetempo da quel giornale un po’ horror che è l’Unità in un attaccabrighe antimediaset e anticav, con lubriche citazioni in palchetto di una qualunque sua invettiva da showbusiness contro persone invise alla Verdurin, come il direttore del Tg5 ed altri servi del padrone.
La pietà è facoltativa, il buon gusto sarebbe di rigore.
Ferrara su il Foglio
saluti




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