Dopo l’attentato di ieri ,oggi lo stato ebraico ,con una metodologia tanto cara ai nazisti, arresterà i familiari dell’attentatore, procederà alla demolizione della povera casa del kamikaze, durante la demolizione, se questa sarà ostacolata, anche da adolescenti ,ben vengano,una sventagliata di mitra è come un piatto di minestra caldo, non la si nega a nessuno .Israele se vuole risolvere il problema degli attentati a solo due soluzioni, la prima, esaudire il sogno dei rabbini nazionalisti, deportare tutti gli arabi ,e purificare lo stato ebraico, la seconda chiedersi il perché della disperazione di questi kamikaze ventenni , riflettendo sul fatto che sono nati ,cresciuti sotto occupazione, la loro vita e scandita dai famosi chek point, dove sono giornalmente umiliati, a volte costretti a suonare il violino, a tale proposito anche se sembra ieri, per fare delle analogie si potrebbe ritornare indietro nel tempo,
Concludo facendo una riflessione sulla parola Kamikaze, il Giappone fin quando è riuscito ad imporre la sua forza ,non è mai ricorso ai kamikaze, i kamikaze sono venuti quando il paese era alla disperazione, ecoo perché dico Kamikaze = disperazione


Rispondi Citando



