Le reazioni americane dopo la tragedia al posto di blocco
«E' stato un errore». Il rammarico di Bush
La versione Usa: «L'auto viaggiava a forte velocità». Prima di sparare «tentativi di avvertire gli occupanti della vettura»
WASHINGTON - Poco dopo l'avvenuta liberazione di Giuliana Sgrena, a un check point Usa sulla strada per Bagdad, si è consumata la tragedia che avrebbe cambiato la gioia in dolore. Proiettili sparati dai soldati americani hanno ucciso l'agente dei servizi italiani Nicola Calipari e hanno ferito la giornalista e le altre due persone che si trovavano a bordo dell'auto.Il presidente degli Stati Uniti, George Bush, ha espresso il proprio rammarico per «l'incidente» costato la vita a a Calipari.
«SEGNALI DI AVVERTIMENTO» - I soldati americani hanno affermato di aver tantato di avvertire l'auto in cui si trovava Giuliana Sgrena mentre si avvicinava al posto di blocco e di aver poi sparato contro il motore quando hanno realizzato che il conducente non rallentava. In un comunicato diffuso dalla Terza Divisione della Fanteria Usa di stanza a Bagdad, i militari americani affermano che un civile è stato ucciso e due altri feriti quando il veicolo in cui viaggiavano «ad alta velocità ha rifiutato di fermarsi ad un check-point». Una pattuglia nel settore occidentale di Bagdad, vicino all'aeroporto, ha visto un veicolo che viaggiava ad alta velocità verso il loro check-point e ha tentato di dare «un avvertimento all'autista per farlo fermare, con segnali del braccio e della mano, facendo lampeggiare luci bianche e sparando colpi di avvertimento contro la parte anteriore dell'auto», si legge nella nota che fornisce la ricostruzione dell'incidente. «Il conducente non si è fermato e i soldati hanno sparato contro il blocco-motore, il che ha fatto fermare il veicolo, uccidendo una persona e ferendone altre due». Il Dipartimento di Stato Usa ha espresso il proprio «rammarico» con una telefonata all'ambasciata d'Italia a Washington. Il Comando Usa ha aperto un'inchiesta sull'accaduto, così come ha fatto, in Italia, procura di Roma.
05 marzo 2005
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Questa la versione dei fatti data dagli americani. Ma secondo voi può essere credibile che il conducente del veicolo abbia rifiutato di fermarsi e soprattutto, perchè non avrebbe dovuto farlo dal momento che gli americani sono nostri alleati? Tutta questa storia puzza di bruciato lontano un miglio, un simile comportamento è ingiustificabile.




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