Il sassarese può diventare una ‘lingua’
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SASSARI. Il sassarese entra nell’olimpo delle lingue ufficiali. Il riconoscimento arriva da Roma, dove il consiglio dei ministri esamina la richiesta di tutela di quello che molti chiamano ancora vernacolo. Nascerà anche una struttura per studiare la lingua, la storia e la cultura della città. Sarà un’istituzione che dipenderà dal Comune.
Il progetto prende vita da un’idea del consigliere Ugo Niedda. La battaglia è portata avanti da alcuni anni dal presidente della commissione Lavori pubblici che ha presentato un’iniziativa consiliare per fare riconoscere il sassarese come una lingua minoritaria, all’interno del sardo. Il progetto era stato presentato quasi tre anni fa in Provincia dal consigliere comunale. Dopo l’approvazione dell’esecutivo guidato da Masala la pratica è passata al consiglio dei ministri. Ora dovrà essere ratificata anche da Palazzo Ducale.
Passaggi formali che non dovrebbero interrompere l’ascesa del sassarese da vernacolo a lingua ufficiale. Il “Centro di studi linguistici, storici e culturali” sarà il braccio operativo del Comune, avrà un presidente e un consiglio di amministrazione che verranno nominati dal sindaco. «Ma non dovrà avere nessun colore politico - spiega Niedda -. È un’iniziativa in cui credo molto e che va al di là delle appartenenze di partito. Il sassarese è una lingua e non tutti l’hanno ancora capito. È un dovere delle istituzioni mantenere forti legami con le proprie radici e le proprie origini. Il Centro lavorerà per tutta la città. I finanziamenti arriveranno dalla Regione e dallo Stato. Ancora nessuno in Sardegna ha sfruttato in modo sufficiente i contributi che le istituzioni mettono a disposizione per la salvaguardia delle lingue minoritarie».
All’iniziativa hanno aderito in un secondo momento i Comuni di Porto Torres, Sorso, Stintino, Valledoria, Castelsardo, Sedini e Tergu. Il compito del Centro studi, come dice lo statuto, è la diffusione e la difesa del patrimonio culturale di Sassari e della sua lingua.
«Ricorrenze, fatti e personaggi verranno celebrati con manifestazioni che risveglino l’interesse della città intorno alle sue tradizioni - continua Niedda -. Il riconoscimento è solo un primo passo, ora dobbiamo continuare su questa strada».




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