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  1. #1
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    Predefinito Manca il "Tricolore"nel Governo berlusconi.....

    SÉ È VERO CHE DEGLI OLTRE 14 MILIONI DI ASSEGNI CHE L’INPS PAGA MENSILMENTE, LA METÀ SONO INFERIORI AI 500 EURO E PIÙ DELL’ 80% NON RAGGIUNGE I 1000 EURO, ( NON NAVIGANO IN ACQUE TRANQUILLE NEANCHE I LAVORATORI OCCUPATI, I PICCOLI COMMERCIANTI E ARTIGIANI) C’È UN ESERCITO DI PERSONE CHE SFUGGE ALLA ICONOGRAFIA DI REGIME CHE CI VUOLE TUTTI BENESTANTI, BEN PASCIUTI, SPENSIERATI E IRRESISTIBILMENTE OTTIMISTI……

    M A N C A
    LA CULTURA CHE RITIENE VERO PROGRESSO E CRESCITA NAZIONALE QUELLI CHE VANNO A BENEFICIO DEL MAGGIOR NUMERO DI DONNE E UOMINI CHE COMPONGONO LA NAZIONE;

    M A N C A
    UNA POLITICA PER IL CITTADINO IN DIFFICOLTÀ, PER L’ANZIANO SENZA ASSISTENZA, PER IL GIOVANE SENZA FUTURO;

    M A N C A
    IN BUONA SOSTANZA L’AMORE PER L’ITALIA VERA E PER TUTTI GLI ITALIANI……..

  2. #2
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    Predefinito Re: Manca il "Tricolore"nel Governo berlusconi.....

    In Origine Postato da the union
    SÉ È VERO CHE DEGLI OLTRE 14 MILIONI DI ASSEGNI CHE L’INPS PAGA MENSILMENTE, LA METÀ SONO INFERIORI AI 500 EURO E PIÙ DELL’ 80% NON RAGGIUNGE I 1000 EURO, ( NON NAVIGANO IN ACQUE TRANQUILLE NEANCHE I LAVORATORI OCCUPATI, I PICCOLI COMMERCIANTI E ARTIGIANI) C’È UN ESERCITO DI PERSONE CHE SFUGGE ALLA ICONOGRAFIA DI REGIME CHE CI VUOLE TUTTI BENESTANTI, BEN PASCIUTI, SPENSIERATI E IRRESISTIBILMENTE OTTIMISTI……

    M A N C A
    LA CULTURA CHE RITIENE VERO PROGRESSO E CRESCITA NAZIONALE QUELLI CHE VANNO A BENEFICIO DEL MAGGIOR NUMERO DI DONNE E UOMINI CHE COMPONGONO LA NAZIONE;

    M A N C A
    UNA POLITICA PER IL CITTADINO IN DIFFICOLTÀ, PER L’ANZIANO SENZA ASSISTENZA, PER IL GIOVANE SENZA FUTURO;

    M A N C A
    IN BUONA SOSTANZA L’AMORE PER L’ITALIA VERA E PER TUTTI GLI ITALIANI……..


    Invece aboliamo la proprietà privata e torna l'amore per l'Italia vera e tutti gli italiani

  3. #3
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    Predefinito Re: Re: Manca il "Tricolore"nel Governo berlusconi.....

    In Origine Postato da longduck
    Invece aboliamo la proprietà privata e torna l'amore per l'Italia vera e tutti gli italiani

    berlusconi ci stà togliendo pure quella, pensa alle tante famiglie in difficoltà per pagare il mutuo casa........

    poi ricorda:"è più facile che un cammello entri per la cruna di un ago che un ricco nel regno di Dio"..........

  4. #4
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Manca il "Tricolore"nel Governo berlusconi.....

    In Origine Postato da the union
    berlusconi ci stà togliendo pure quella, pensa alle tante famiglie in difficoltà per pagare il mutuo casa........

    ]




    poi ricorda:"è più facile che un cammello entri per la cruna di un ago che un ricco nel regno di Dio"..........
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  5. #5
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    Predefinito Re: Manca il "Tricolore"nel Governo berlusconi.....

    In Origine Postato da the union


    M A N C A
    IN BUONA SOSTANZA L’AMORE PER L’ITALIA VERA E PER TUTTI GLI ITALIANI……..

    caro union,

    hai ragione mancano tante cose nel nostro paese, ma la colpa non è di poche persone ma di tutto il sistema italiano.

    Come al solito si personalizza sempre tutto. Che grave errore si compie !!

    purtroppo la repubblica ha fatto di tutto per far dimenticare l'amore per l'Italia, non esiste più la Patria, il dovere, la responsabilità, tutto è denaro ed interesse.


    ecco il vero Tricolore :



    saluti
    rexit

  6. #6
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    Predefinito Spunto per Antonello...su sacro e profano...

    Riflessione tratte da un convegno, con il contributo di Galli Della Loggia, Scoppola e Rusconi.


    1. Scoppola ha formulato una tesi impegnativa: quello dell'Ulivo sarebbe stato, a suo dire, l'esperimento politico più originale e innovativo del secondo dopoguerra. Almeno per tre ragioni. La prima, di carattere teologico: l'Ulivo è stato ed è un laboratorio avanzato di laicità politica, ove cristiani e non, pur muovendo da diverse visioni del mondo, convergono intorno al bene comune concreto, quello espresso da una piattaforma politico-programmatica di ispirazione riformista. La seconda ragione, di carattere storico: l'Ulivo muove dalla consapevolezza della peculiarità della storia politica italiana che spiega la non autosufficienza della sinistra quale forza competitiva e di governo. In Italia lo spettro delle forze e delle culture riformiste è decisamente più largo di quelle in senso stretto di sinistra: basti pensare a settori un tempo ricompresi entro quel partito contenitore e di raccolta che fu la DC, quel cattolicesimo democratico e sociale, che rappresentò una parte (e non l'intero) del cattolicesimo politico. Di più: la matrice largamente prevalente della sinistra italiana, a differenza di altre, è comunista. E questa circostanza (storica) rende ragione dei limiti alla capacità espansiva e di consenso della sinistra italiana, se paragonata a quelle europee. Ecco perché la formula coalizionale dell'Ulivo inteso quale espressione plurale delle culture e delle tradizioni riformiste italiane si rivela la sola idonea a raccogliere tutte quelle risorse e ad aggirare invece quei vincoli, originati dal nostro retaggio storico. Alludeva alle due suddette ragioni Prodi quando sosteneva che l'Ulivo mirava a venire a capo per un verso della "questione cattolica" (con il suo tabù dell'unità politica forzosa) e per altro verso della "questione comunista". Terza ragione eminentemente politica: il decisivo contributo fornito dall'Ulivo a portare a compimento la democrazia italiana intesa quale democrazia maggioritaria dell'alternanza, imperniata intorno proposte-coalizioni di governo tra loro alternative. L'opposto della democrazia bloccata e consociativa, che storicamente si spiega, ma che era tempo di lasciarsi dietro le spalle. La miopia e l'avidità dei partiti ha corroso prima e demolito poi l'esperienza dell'Ulivo e ancora ne stiamo pagando le conseguenze. Pur dentro le nuove coordinate, lì bisogna tornare.

    2. Rusconi ha scavato nella direzione del rapporto tra laici e cattolici. Se, presupposto della nuova politica postideologica, è il superamento delle appartenenze separate, altrettanto inadeguato è un rapporto irenico. Non convince l'ecumenismo dei valori e dei diritti, come del resto si dimostra dal moltiplicarsi delle occasioni di conflitto su questioni pubbliche di natura etica. Urge tematizzare le questioni controverse, scavare al fondo di esse, non contentarsi (evasivamente, ipocritamente) di espungerle dalla contesa politica, rinviandole alla privata coscienza. Ma questa sfida affascinante e difficile domanda rispettivamente a laici e cattolici una profonda riconversione culturale: ai laici, formalmente ossequiosi verso la Chiesa e sostanzialmente spesso ignoranti e agnostici, è chiesto di acquisire familiarità con la cultura teologica e più in genere con le questioni di ordine filosofico e metafisico (la verità, il bene, la natura, la storia): ai cattolici di fare i conti sino in fondo con l'autonomia razionale e morale del mondo, di giudicare e agire - come raccomandava Bonhoeffer - "etsi Deus non daretur", di affidarsi alle sole armi della ragione e della persuasione, rinunciando ad avvalersi surrettiziamente di argomenti desunti dal dato rilevato. Questo appello, questa sfida si applicano anche all'esperienza dell'Ulivo che, del dialogo tra laici e cattolici italiani, fa uno dei suoi presupposti e dei suoi punti di forza.

    3. Galli Della Loggia solleva un problema che può intaccare l'humus dell'Ulivo. Egli osserva che il secolarismo moderno, con il suo corredo di derive soggettivistiche, ha fatto breccia nel seno stesso del cattolicesimo politico e nelle culture / formazioni socialdemocratiche. Una tesi che sembra mettere in discussione la sintesi culturale e politica dell'Ulivo, che fa perno sul dialogo tra i cattolici e la sinistra. E' difficile negare indizi e manifestazioni di questo segno, specie a sinistra. E tuttavia:

    a) le spinte secolariste e soggettiviste sono trasversali, non risparmiano nessuna cultura e nessun ambiente;

    b) solo un vizio idealistico può condurre a centrare l'attenzione sulle culture, sul pensiero riflesso: ben più permeabili a quelle derive sono l'ethos, il costume, i comportamenti; e ben più influenti delle culture nel plasmarli sono le dinamiche della comunicazione di massa;

    c) non tutto è male in quelle spinte: la domanda di soggettività e di protagonismo ( si pensi al movimento delle donne) è una risorsa più che un problema;

    d) a destra, in Italia, sono pallide le tracce di un senso alto e severo della libertà (quella di origine crociana, permeabile a un humus cristiano). E più visibile, da quelle parti, quello che Rusconi definisce un elericalismo compiacente ed agnostico.

    Infine, a Galli Della Loggia, che mostra di apprezzare il contributo del cristianesimo e fermentare eticamente le moderne democrazie, mi piacerebbe domandare perché mai - un paio d'anni fa - egli imbastì una requisitoria contro l'aggiornamento conciliare, responsabile, a suo dire (ma è tesi convenzionale anche di certa destra cattolica), della resa dei cristiani al secolarismo. Senza il Concilio, con il suo programma di riconciliazione tra Chiesa e modernità, non si sarebbero poste le premesse per integrare culturalmente e politicamente i cattolici nella democrazia.

    E ancora, a Galli, che si mostra così sensibile alla valenza civilizzatrice del cristianesimo, mi piacerebbe chiedere come egli, da laico, fonda metafisicamente valori morali e civili che, per i cristiani, vantano una radice trascendente. Ma questa è materia di un dialogo che avremo occasione di prolungare.



  7. #7
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    Predefinito Re: Re: Manca il "Tricolore"nel Governo berlusconi.....

    In Origine Postato da rexit

    caro union,

    hai ragione mancano tante cose nel nostro paese, ma la colpa non è di poche persone ma di tutto il sistema italiano.

    Come al solito si personalizza sempre tutto. Che grave errore si compie !!

    purtroppo la repubblica ha fatto di tutto per far dimenticare l'amore per l'Italia, non esiste più la Patria, il dovere, la responsabilità, tutto è denaro ed interesse.


    ecco il vero Tricolore :



    saluti
    rexit

    Egregio Rexit.....se un pò...obsoleto........Quella bandiera è da rottamare!


    18 GIUGNO - Alle ore 18.00 nell'aula di Montecitorio, il Presidente della Corte di cassazione, Giuseppe Pagano, ha dato lettura del verbale relativo al giudizio definitivo e ha comunicato i risultati dopo le contestazioni, le proteste e i reclami dei monarchici. (le cifre che abbiamo già riportato sopra).

    L'ITALIA DA OGGI - ORE 18 DEL 18 GIUGNO 1946
    E' REPUBBLICANA.

  8. #8
    Cristeros e sei protagonista!
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    ...e alla fine i comunisti della rivoluzione messicana si allearono con gli americani per vincere i cristeros messicani...
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    Predefinito Re: Manca il "Tricolore"nel Governo berlusconi.....

    In Origine Postato da the union
    SÉ È VERO CHE DEGLI OLTRE 14 MILIONI DI ASSEGNI CHE L?INPS PAGA MENSILMENTE, LA METÀ SONO INFERIORI AI 500 EURO E PIÙ DELL? 80% NON RAGGIUNGE I 1000 EURO, ( NON NAVIGANO IN ACQUE TRANQUILLE NEANCHE I LAVORATORI OCCUPATI, I PICCOLI COMMERCIANTI E ARTIGIANI) C?È UN ESERCITO DI PERSONE CHE SFUGGE ALLA ICONOGRAFIA DI REGIME CHE CI VUOLE TUTTI BENESTANTI, BEN PASCIUTI, SPENSIERATI E IRRESISTIBILMENTE OTTIMISTI??

    M A N C A
    LA CULTURA CHE RITIENE VERO PROGRESSO E CRESCITA NAZIONALE QUELLI CHE VANNO A BENEFICIO DEL MAGGIOR NUMERO DI DONNE E UOMINI CHE COMPONGONO LA NAZIONE;

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    IN BUONA SOSTANZA L?AMORE PER L?ITALIA VERA E PER TUTTI GLI ITALIANI??..

    MANCA SOPRATTUTTO LA VOSTRA COLLABORAZIONE


  9. #9
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    Predefinito

    Per lo stemma o per il Tricolore in sè anche senza stemma?
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  10. #10
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    Predefinito Re: Re: Re: Manca il "Tricolore"nel Governo berlusconi.....

    In Origine Postato da the union
    Egregio Rexit.....se un pò...obsoleto........Quella bandiera è da rottamare!


    18 GIUGNO - Alle ore 18.00 nell'aula di Montecitorio, il Presidente della Corte di cassazione, Giuseppe Pagano, ha dato lettura del verbale relativo al giudizio definitivo e ha comunicato i risultati dopo le contestazioni, le proteste e i reclami dei monarchici. (le cifre che abbiamo già riportato sopra).

    L'ITALIA DA OGGI - ORE 18 DEL 18 GIUGNO 1946
    E' REPUBBLICANA.

    caro union,
    purtroppo quello che hai scritto conferma ciò che avevo detto.

    Tu accetti tutto quello che ha insegnato la repubblica, e purtroppo anche una specie di rivalsa (se non odio) tra italiani, tra repubblicani e monarchici.

    Considerare da rottamare la gloriosa bandiera del regno d'italia, vuol dire non conoscere la storia e non avere rispetto di tanti italiani che, con in testa Casa Savoia, hanno avuto il merito di realizzare la nostra cara italia.

    Visto che ti piace ricordare il referendum istituzionale, ti ricordo che quasi la metà degli italiani (lascando da parte i brogli) erano per la monarchia, e che la repubblica non fu mai proclamata.

    romiti e togliatti non permisero di controllare i risultati perche evidentemente erano truccati.

    saluti
    rexit

 

 
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