A Gianfranco non le ho mai mandate a dire.
Personaggio comunque particolare, difficile, imprevedibile.
Da una parte impresentabile, dall'altra ostinato nel riportare felicemente a casa, cioè in ambiente padano, tanti artisti che si ostinavano a dimenticare le loro origini.
Solo un soggetto così fuori dalle righe, fino ad un minuto prima ben protetto dal sistema "lega", poteva scivolare e lasciare aprire una breccia nel protetto sistema di Radio Padania Libera. E lasciar parlare di CrediEuroNord senza filtro.
Di oggi la sua assenza. Nel silenzio.
A programma inoltrato ho voluto telefonare e chiedere almeno una canzone per lui (grazie, Adolfo e Alfredo) proprio perchè non ci si dimentichi sempre di tutte quelle persone strane che, ad ogni modo, hanno lavorato senza ritrovarsi niente in tasca.
Tanti, quanti sono stati espulsi!
Ora magari lo rieducheranno...nel futuro, affinandosi gli usi itagliani, qualche cadavere verrà inserito nelle colate per le nuove stanze del potere.
E potranno continuare a spartirsi il bottino indisturbati...nel loro bunker.
P.S.: sono amaro, sì, probabilmente cattivo, ma non è possibile espellermi, è la mia forza. Un individuo come Gianfranco, ove fosse, andava controllato molto prima. Eliminarlo per aver lasciato follemente spazio ai turlupinati della CEN, altrettanto folli nel credere di poter entrare in radio ad esprimersi, è assurdo.
Forse sabato scorso non è partita l'antiaerea delle telefonate guidate a sostegno dei benefattori della CEN.
Ma, dopo tutte queste infinite "perle" del partito, io sono costretto ogni giorno a ripararmi dagli sputi e dagli sberleffi degli itagliani che incontro. E non conosco termini per descrivere le sensazioni che provo.




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