Nooo! Credevo fosse una profetica esaltazione dei democristianiOriginally posted by shelburn cum DC devotis con seicento “devoti” [...... Una curiosità, sapevate che DC voleva dire 600 ?..eh eh!]
[/B]![]()
![]()
Grazie per le ottime lezioni.![]()


Nooo! Credevo fosse una profetica esaltazione dei democristianiOriginally posted by shelburn cum DC devotis con seicento “devoti” [...... Una curiosità, sapevate che DC voleva dire 600 ?..eh eh!]
[/B]![]()
![]()
Grazie per le ottime lezioni.![]()


Crasso prosegue la sua vittoriosa avanzata.
Ma le cose prendono una piega molto pericolosa. Il giovane comandante riuscirà, però, a caversela in maniera brillante.
Armis obsidibusque acceptis Avendo accettato armi ed ostaggi
Crassus Crasso
(1) partì
in fines Vocatium et Tarusatium verso i territori dei Vocati e dei Tarusati
profectus est. (1).
Tum vero Allora
barbari commoti, i barbari impressionati,
quod perché
(2) avevano saputo
oppidum [che] una città
(3) difesa
et natura loci sia dalla natura del luogo
et manu che per opera [dell’uomo] [intende: fortificazioni]
munitum (3)
paucis diebus [dopo] pochi giorni
quibus che
(eo) ventum erat era arrivato (là)
expugnatum era stata [già] espugnata
cognoverant, (2),
(4) incominciarono
legatos quoque versus dimittere, a mandare ambasciatori in tutte le direzioni,
coniugare, a congiungersi, [stringere patti, riunire eserciti]
obsides inter se dare, a scambiarsi ostaggi,
copias parare raccogliere truppe
coeperunt. (4).
mittuntur (etiam) Vengono (anche) mandati
(5) ambasciatori
ad eas civitates a quelle popolazioni
legati (5)
quae sunt che sono
citerioris Hispaniae in Spagna citeriore [tra i Pirenei e l’Ebro]
finitimae Aquitaniae; confinanti con l’Aquitania;
inde da lì
(6) fanno venire
auxilia ducesque aiuti e comandanti
arcessuntur. (6).


quorum adventu al cui arrivo
magna (cum) alacritate con grande impegno
[c’è chi traduce “alacritate” come “entusiasmo” e come “autorità”; è possibile che l’arrivo di questi aiuti abbia scatenato entusiasmo, d’altra parte sappiamo che erano impressionati, se non spaventati, per cui qualche dubbio ce l’ho; “autorità” mi lascia freddo, preferisco “impegno”]
et magna (hominum) multitudine e con una grande massa (di uomini)
(1) si accingono
(bellum) gerere a far (guerra)
conantur. (1).
duces vero (ii) deliguntur sono scelti come capi (quelli),
qui che
(3) erano stati
(2) sempre
una cum insieme a
Quinto Sertorio Quinto Sertorio [abbiamo già accennato a questo Romano dalle straordinarie virtù militari che, alla testa dei rivoltosi Spagnoli, dette da torcere agli eserciti Romani per molti anni]
omnes annos (2)
fuerant (3)
(4) e si diceva che [lett.: erano ritenuti]
(5) avessero
summamque scientiam somma conoscenza
rei militaris dell’arte militare
habere (5)
existimabantur. (4).
hi Questi
consuetudine secondo la consuetudine
populi Romani del popolo Romano
(6) stabiliscono
(loca) capere, di impadronirsi delle (posizioni strategiche),
castra munire, di fortificare l’accampamento,
commeatibus nostros (intercludere) di (impedire) i rifornimenti ai nostri
instituunt. (6).
le cose si mettono male per Crasso, perché questi sono più esperti di cose militari dei Galli, avendo combattuto, con Sertorio, secondo l’arte Romana della guerra.


quod (1)
ubi Appena
Crassus animadvertit Crasso si rese conto
(1) che
suas copias le sue truppe
propter exiguitatem a causa della [loro] esiguità
non facile diduci, non si sarebbero [potute] facilmente dividere,
hostem [che] il nemico
et vagari [poteva] sia muoversi liberamente
et vias obsidere sia sbarrare le strade
et sia
(2) lasciare
castris nel [suo] accampamento
satis praesidii un presidio adeguato
relinquere, (2),
ob eam causam [e che] per quella [stessa] causa
(3) si sarebbe rifornito
minus commode con più difficoltà
frumentum commeatumque [di] grano e vettovaglie
sibi supportari (3),
in dies [e che] giorno per giorno
hostium numerum, (augeri) (aumentava) il numero dei nemici,
non cuctandum (existimavit) (ritenne) di non [dover] aspettare
quin oltre per
(pugna) decertaret. combattere la battaglia.
(4) Avendo presentata
hac re questa proposta
ad consilium al consiglio
delata (4)
ubi dove
(5) capì
omnes idem (sentire) [che] tutti (la pensavano) allo stesso modo
intellexit, (5),
(6) fissò
posterum il giorno seguente
diem pugnae [quale] giorno della battaglia
constituit. (6).
Andate a letto presto, non mangiate troppo, miei valorosi lettori, che domani c’è la battaglia, come avete visto, e vi voglio in forma![]()


Grazie per i complimenti.Originally posted by piopierucci
Nooo! Credevo fosse una profetica esaltazione dei democristiani![]()
![]()
Grazie per le ottime lezioni.![]()
In verità temo sempre di fare qualche errore, aiutato dalla stanchezza e dall'ora (spesso) tarda, ma confido che mi perdonerete, anche visto che in fondo la mia traduzione è solo un aiutino, e la cosa veramente importante è che voi possiate apprezzare direttamente il testo latino.


Ma mi misa che dovresti prima spiegare alcune "cosuccie". Come il cum + congiuntivo... la consecutio... qui quae quod... i verbi. E' una impresa assolutamente immensa e massiccia. Non ci riuscirai proprio mai. Peccato che non avevi deciso di tradurre dei testi di Tacito... allora sì che saresti stato d'aiutissimo!Io proprio Tacito sto a fare.


Quello che dici è giustissimo, ma è compito del prof. di latino, che c'è già, con un suo corso.Originally posted by Adriano1897
Ma mi misa che dovresti prima spiegare alcune "cosuccie". Come il cum + congiuntivo... la consecutio... qui quae quod... i verbi. E' una impresa assolutamente immensa e massiccia. Non ci riuscirai proprio mai. Peccato che non avevi deciso di tradurre dei testi di Tacito... allora sì che saresti stato d'aiutissimo!Io proprio Tacito sto a fare.
Per questo l'ho chiamato "pratica di latino" e non "corso di latino".
Io mi limito ad aggiungere dei brani di testo vivo, nel senso di "vero, autentico", e cioè testo che non è stato scritto in funzione di una grammatica, come il famoso "the book is on the table" di cui parlò (per l'inglese) Paul McCartney. Questi testi sono stati usati da una persona che parlava latino (Cesare, appunto), e che questa lingua la parlava molto bene, avendo avuto lo stesso professore di retorica di Cicerone, e giungendo però ad uno stile del tutto diverso da quello dell'augure, avvocato e console arpinate. E' straordinario che quando si pensi ad un simbolo della cultura latina, la figura più significativa sia questo discendente dei Volsci, un tempo acerrimi nemici dei Romani.
Ma questo stesso fatto ci mostra come Roma divenne grande anche per la sua capacità di assimilare e integrare nella propria cultura quelli che un tempo erano stati suoi avversari o nemici.
Comunque, se ti interessa Tacito, possiamo fare pratica anche con qualcosa di suo, come, per esempio, la Germania. Hai qualche preferenza ?


post di Lucky del 19-05-2001, 13 : 52
Scusa Shel se t'interrompo nella tua meritevole opera di divulgazione - che apprezzo e ammiro - m'incuriosiva sapere se qualche giorno fa hai visto (in terza serata su RAI 3) la puntata de 'La Grande Storia' dedicata a Giulio Cesare ed eventualmente cosa te ne n'è parso. Ce ne fossero tante di trasmissioni cosi...
------------------------------------------------------------------------------
post di shelburn del 19-05-2001, 23 : 56
Lettere originale scritta da Lucky
Scusa Shel se t'interrompo nella tua meritevole opera di divulgazione - che apprezzo e ammiro - m'incuriosiva sapere se qualche giorno fa hai visto (in terza serata su RAI 3) la puntata de 'La Grande Storia' dedicata a Giulio Cesare ed eventualmente cosa te ne n'è parso. Ce ne fossero tante di trasmissioni cosi...
Si, e l'ho trovata molto interessante.
Avrei due noticine secondarie da aggiungere, cose di poco conto.
Hanno detto che Cesare era nato nella suburra, senza accennare affatto che la sua era una famiglia di grande prestigio, e nobilissima, anche se, pare, ridotta un po' male dal punto di vista finanziario. Del resto è noto che alla congiura di Catilina parteciparono più di un nobile ridotto in miseria, e questo spiegherebbe la sua partecipazione (mai provata, mai smentita al di fuori di ogni ragionevole dubbio). Proprio questa posizione nobile, ma decaduta, aiuta a spiegare la vicinanza con elementi democratici. Sposò la figlia di Cinna, braccio destro di Mario, e, con grande coraggio rifiutò di ripudiarla quando Silla tentò di imporglielo. Le sue potenti amicizie e parentele nell'ambiente dei nobili lo salvarono dalle ire di Silla, anche se poi, prudentemente, ritenne di andarsene in Oriente.
Cesare dimostra sempre un attaccamento, nonostante tutto, agli elementi aristocratici, tanto che nella battaglia di Farsalo, quando ormai è chiaro che ha vinto, ordina di fermare la strage.
Cesare lotta contro gli aristocratici, ma preferirebbe convincerli e condurli alla sua causa.
Un'altra cosa, a me risulta che Bibulo non fu costretto da Cesare, ma si chiuse volontariamente in casa, proprio per ostacolare, con la sua assenza, i disegni di Cesare. Una tattica suicida di un elemento opaco, secondo me, e poco brillante, che, al comando della flotta (lontano Cesare, gli aristocratici si erano impadroniti della flotta), incaricato di impedire il passaggio di Cesare in Grecia, non seppe fermare né lui, né, successivamente, Marco Antonio.
In un epoca in cui fiorirono molti ottimi elementi, più o meno fortunati (oltre a Cesare, abbiamo visto, per esempio, Labieno, Publio Crasso, Sabino e ne vedremo altri, nella sola guerra gallica), Bibulo si distinse per i suoi insuccessi, uno dei quali fu, appunto, la sua tattica di contrastare Cesare chiudendosi in casa.


post di Lucky del 20-05-2001, 00 : 53
Lettere originale scritta da shelburn
Si, e l'ho trovata molto interessante.
Avrei due noticine secondarie da aggiungere, cose di poco conto.
..... ........
Condivido pienamente le tue osservazioni. D'altra parte sintetizzare in un'ora di trasmissione la vita di Cesare non era certo facile. Tra l'altro non capisco perchè dei vari film su Giulio Cesare abbiano utilizzato quelli dove il protagonista a mio avviso era decisamente lontano dall'originale e non i due più famosi Cesare dello schermo Louis Calhern (Jiulius Caesar di Mankiewicz del '53) e Rex Harrison (Cleopatra, sempre di Mankiewicz del '63). Ma mi rendo conto che qui si va sull'opinabile...
Mi chiedo perchè invece del Gladiatore (Commodo ecc.) non abbiano pensato, volendo riprendere il tema dei film storici spettacolari, a Cesare di fronte ad Alesia, quello sì con un bel cast tutto da organizzare...chi metteresti oggi al posto di G.C.?
------------------------------------------------------------------------------
post di Albot del 20-05-2001, 18:24
Caro lucky
I veri film spettacolari e costosissimi li fanno solo gli americani. Però per come è strutturato il loro "star system" ed il loro sistema di distribuzione del prodotto cinematografico ogni film deve presentare tra i protagonisti almeno una donna, meglio se più d'una.
Credo che la battaglia di Alesia mal si presti ad un soggetto che metta al centro della vicenda una donna.
Però è in programmazione il film "Druids" che tratta proprio della battaglia di Alesia e peraltro vede gli avvenimenti dalla parte di Vercingetorige. Volendo potresti andarlo a vedere...
------------------------------------------------------------------------------
post di polifilo del 20-05-2001, 20:04
aimeh senza kubrik...
che per ste cose ci vorrebbe lui..che ancora oggi le scene di battaglie di spartacus sono da manuale...
pensate solo per un momento se kubrik fosse riuscito a fare il film su napoleone che aveva sognato per tutta la vita...pensate waterloo girata da klubrick...ssssob..peccato davvero che non ce l'abbia fatta.
------------------------------------------------------------------------------
post di shelburn del 20-05-2001, 20 : 59
Lettera originale scritta da Lucky
(...)volendo riprendere il tema dei film storici spettacolari, a Cesare di fronte ad Alesia, quello sì con un bel cast tutto da organizzare...chi metteresti oggi al posto di G.C.?
Di attori ne abbiamo tantissimi bravi, ed anche ottimi truccatori.
Conosciamo anche il volto di Cesare, per cui non sarebbe comunque un problema trovare un Cesare credibile.
Più difficile, mi sembra, rispettare la verità storica, e, contemporaneamente, le necessità dello spettacolo.
Se ci limitiamo ad Alesia, ci sono poche speranze di tirar fuori una protagonista femminile credibile.
Allargando l'esame alla vita di Cesare, di donne ne troviamo..fin troppe (Cleopatra, le mogli, le mogli di qualcun altro...Pompeo e Crasso compresi..il nostro amico si dette da fare su quel versante).
Tutta la vita sarebbe troppo per un film solo, ma un abile sceneggiatore potrebbe introdurre qualche episodio ad arte..
vediamo un po':
Tenda dell'accampamento, arriva un messo tutto trafelato..
"Cesare, Cesare, un messaggio per te!"
"Incredibile, sei riuscito a passare? Come hai fatto?"
"Appena in tempo..dietro di me hanno chiuso ogni varco, non sarà possibile tornare a passare. Io stesso ce l'ho fatta solo grazie agli dei"
"Sei un valoroso, e Cesare non dimentica i valorosi..ma vediamo cosa dice questo messaggio"
Apre, scorre la lettera, mentre il suo viso si illumina di un sorriso sempre più divertito
"Questa, poi! E io che pensavo al Senato.."
"Di chi sarà?" Chiede Caio Patercolo a Lucio Vegezio
"Dall'espressione degli occhi, certamente una donna.." e ride.
Cesare licenzia tutti, senza abbandonare la lettera, si versa dell'acqua, si siede e beve.
Inquadratura del bicchiere, che fa da nebbia, sfuma la tenda di Gallia, si sente una voce allegra di donna che chiama
"Cesare, Cesare!" ed appare il ricordo..


Publio Crasso rimedia come può alla scarsezza numerica dei suoi uomini.
Prima luce Alle prime luci dell’alba
productis omnibus copiis, avendo tirato fuori tutte le truppe,
duplici acie instituta, avendo schierato [le truppe] su due file, [normalmente l’esercito Romano si schierava su tre file, ma Crasso aveva truppe così esigue che preferisce farle sembrare più numerose, perdendo qualcosa in profondità]
auxiliis in mediam aciem (coniectis), (avendo sbattuto) gli ausiliari in mezzo allo schieramento, [anche questa è una mossa per valorizzare quei pochi che aveva, essendo gli ausiliari armati molto più alla leggera dei legionari Romani]
(1) aspettava
quid hostes consilii caperent cosa decidessero di fare i nemici
exspectabat. (1).
illi Quelli
etsi sebbene
propter multitudinem per il [loro] gran numero
et veterem belli gloriam e per la passata gloria guerresca
paucitatemque nostrorum e per la pochezza [numerica] dei nostri
(2) ritenevano
se (tuto) dimicaturos che avrebbero combattuto (senza problemi)
existimabant, (2),
tamen tuttavia
tutius esse arbitrabantur ritenevano che fosse [ancora] più sicuro,
obsessis viis avendo occupato le strade,
commeatu intercluso [e] impediti i vettovagliamenti,
sine vulnere (3)
victoria (potiri) [che] (si sarebbero impadroniti) della vittoria
(3) senza spargimento di sangue, [lett.: senza ferita]
et si propter inopiam e se per la mancanza
rei frumentariae del grano
Romani i Romani
se recipere coepissent, avessero incominciato a ritirarsi,
(4) pensavano
(5) di assalirli
impeditos in agmine mentre erano impediti durante la marcia
et sub sarcinis e sotto gli zaini
inferiores [sarebbero stati] inferiori
animo per le condizioni di spirito
adoriri (5)
cogitabant. (4).