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  1. #1
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    Predefinito Repubblica e la Spia. Che gran giornalismo....

    .......Semplicemente inaudito quanto fatto ieri da Repubblica.

    In un articolo fintamente pietoso verso Calipari (che fa parte dello stesso Sismi che l'immancabile D'Avanzo fino a ieri accusava di non fare nulla per salvare gli ostaggi) ha rivelato NOME E COGNOME di uno degli altri due agenti che insieme a Calipari stesso sono andati a liberare la giornalista comunista.

    Come scrive giustamente oggi Farina "Non c'è bisogno di essere dei crani da Nobel, per capire che quest'uomo non solo non potrà più lavorare nel ramo, ma dovrà nascondersi: i fondamentalisti di Al Qaeda, i saddamiti, e gli 007 di Paesi non proprio amici, le "spie nemiche" le eliminano. Come si fa a essere così sprovveduti? Che razza di scoop è fornire le generalità di uno che sta in fondo versando il sangue per noi".

    Qui non si tratta piu' di pessimo giornalismo (ramo nel quale Repubblica eccelle), qui si e' superato ogni limite.

    Mi chiedo (retoricamente) se il buon Serventi Longhi (tanto solerte se ci sono da firmare appelli in favore dei centri sociali) avra' qualcosa da dire. Se sentiremo la sua voce indignata.....

    E' questo l'idolo no global????

  2. #2
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    Predefinito

    L'articolo di Renato Farina.
    Da Libero di oggi


    Repubblica e la spia Che gran giornalismo di RENATO FARINA
    È bello ora essere amici dei servizi segreti italiani. Uno dei suoi massimi dirigenti è morto da eroe? Si scopre che tutti erano suoi amici del cuore, fratelloni da sempre, stessa causa, stesso onore. Questo si evince leggendo Repubblica di oggi, specie un articolo di Giuseppe D'Avanzo. Ragazzi, non si potrebbe cominciare invece col chiedere scusa? L'arte di D'Avanzo è sublime: gira la frittata. Fa parlare Nicola Calipari, e lo dipinge come un signore che ha sempre cercato di spiegargli che il Sismi, il servizio segreto militare, non è un pozzo di nequizie, ma è indispensabile per la sicurezza dell'Italia. Ci domandiamo: perché non gli avete creduto prima, e invece fino all'ultimo avete trattato questi 007 come una banda di malfattori al servizio di una guerra infame? Vero, proprio vero. Il quotidiano più letto degli italiani ha dedicato un articolo toccante a Nicola Calipari. Era uno dei direttori del Sismi, l'uomo più impegnato sul fronte della liberazione dei nostri ostaggi in Iraq. Prima di chiedere umilmente perché fino a un attimo prima i migliori giornalisti d'inchiesta l'abbiano fatto passare per complice di falsari o forse falsario lui stesso, conviene segnalare che è accaduto qualcosa di peggio. Un fatto per cui il dottor Calipari avrebbe preso per il collo qualcuno. Ma non può più farlo. Repubblica ieri ha praticamente consegnato ai terroristi islamici un nostro agente del Sismi. Perché avete imparato così poco dalla gente che frequentavate tanto per denigrarla meglio in vita e seppellirla con i fiori da morta? Luca Fazzo, un bravo collega che dovrebbe essere esperto di queste faccende, scrive nome e cognome del carabiniere ferito a Bagdad. Non solo: fornisce anche l'appellativo di copertura. Non c'è bisogno di essere dei crani da Nobel, per capire che quest'uomo non solo non potrà più lavorare nel ramo, ma dovrà nascondersi: i fondamentalisti di Al Qaeda, i saddamiti, e gli 007 di Paesi non proprio amici, le "spie nemiche" le eliminano. Come si fa a essere così sprovveduti? Che razza di scoop è fornire le generalità di uno che sta in fondo versando il sangue per noi?Nicola Calipari so bene chi era. Teneva in mano il filo della vita di ogni ostaggio. Difendeva davvero sempre - come scrive D'Avanzo - il Sismi. Era il suo pallino, credeva nella sua squadra. Si scambiava le sigarettine con un altro uguale a lui, minuto come lui, riservato come lui, capo come lui del Sismi. Quando li ho conosciuti ho pensato: «Siamo in buone mani». Calipari si faceva chiamare Nick. Soffrì enormemente per gli attacchi continui, ossessivi che Repubblica faceva all'intelligence italiana. Poi riprendeva il filo anche con i giornalisti che s'impegnavano a sputtanare il lavoro che metteva Il quotidiano ha scritto le generalità del carabiniere ferito a Bagdad metteva a rischio la sua vita. Il 13 settembre uscì su Repubblica un articolo di D'Avanzo. Scritto bene come sempre, abile più di sempre, tendeva a far credere che alcuni dei comunicati attribuiti alla Jihad islamica fossero stati inventati da «un omino nella sua stanzuccia» per contribuire alla «manutenzione del terrore». L'accusa apparve chiara agli uomini del Sismi, e tra essi proprio a Nicola. Traduzione: gli 007 invece di cercare di salvare le Simone, giocano con Internet per fare piacere a Berlusconi. Per carità, Repubblica non fa nomi, non precisa nemmeno la sigla. Ma chi lavora al Sismi si sente assimilato ad un alfiere o a una torre di una squadra turpe. Ovviamente i messaggi erano veri, non erano stati inventati dall'intelligence, e di questo sono state fornite le prove alla magistratura. Il 15 ottobre l'accusa ritorna: «Gli 007 e il marketing degli allarmi». Repubblica racconta un episodio del 21 settembre. Siamo ancora in pieno periodo di sequestro delle Simone. L'articolo di D'Avanzo è centrato su Beirut. Testo: «Si deve prendere atto che la nostra intelligence, con qualche operatore sul terreno e un buon controllo dell'informazione, ha condotto un'operazione d'influenza dell'opinione pubblica per ottenere il sostegno alle politiche del governo, alla scelta di essere accanto agli anglo-americani nella guerra irachena». I soliti omini, buoni per la propaganda, non per la sicurezza. Comodo ora esaltare Nick. Ma prima sarebbe il caso di chiedere scusa, magari.
    E' questo l'idolo no global????

  3. #3
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    Non mi meraviglio affatto. Quello è appunto il livello del quotidiano fondato dall'ex redattore di Roma Fascista.

    Shalom

 

 

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