All’ora di pranzo un agli incroci di via Unità d’Italia
Passa col «rosso» e uccide
Tecnico dell’Enel muore nella sua vettura finita in testa-coda
È passato dagli incroci semaforici di via Unità d’Italia infilando una serie di semafori rossi. L’ultima sua inosservanza è costata la vita a un venticinquenne, che si trovava purtroppo sulla sua strada. Ma non è bastato tutto questo a fermare un cittadino marocchino residente in Borgo Venezia. All’arrivo della pattuglia delle volanti s’è scagliato addosso ai poliziotti che così l’hanno arrestato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo adesso si trova in carcere a Montorio.
La dinamica dell’incidente è al vaglio della polizia stradale, ma secondo quanto s’è fino ad ora ricostruito, pare che l’Audi condotta da Yalal Benabdeddaim, 28 anni, residente in via Volta ieri alle 12.28 abbia centrato due auto dopo che il conducente era passato con il semaforo che indicava luce rossa, proveniendo da Verona, viaggiando in direzione Verona Est.
Una delle due auto era una Fiat Bravo. Al volante Cristian Brighenti, residente in via Monte Bianco. L’auto è stata centrata lateramente. Per Brighenti, tecnico dell’Enel, che viaggiava con semaforo a luce verde, da via Guglielmi verso Madonna di Campagna l’impatto è stato violentissimo. La Fiat è stata fatta sbalzare, roteare in testa coda e s’è poi fermata su via Unità d’Italia, con il muso rivolto verso lo slargo che ospita il circo. Il giovane è morto al volante, probabilmente per la frattura delle prime due vertebre del collo.
Su una terza auto, viaggiava una coppia di veronesi, che sono rimasti lievemente feriti. La coppia, che proveniva dal senso opposto alla Bravo, era su una Passat.
Sul posto sono arrivate le ambulanze di Verona Emergenza, la polizia stradale, quella municipale, le volanti, i vigili del fuoco. Il personale del Suem ha tentato di rianimare Brighenti, ma è stato tutto inutile, il giovane era morto sul colpo.
A testimoniare che il conducente dell’Audi 80 era passato con il rosso è stata una coppia di persone in transito: «Abbiamo visto l’automobilista passare con il rosso un paio di semafori prima e ci siamo detti, questo criminale provocherà un incidente. Poco dopo era successo un macello e noi ci siamo fermati proprio per vedere se si trattava dello stesso disgraziato. Era proprio lui», ha detto la coppia, la cui deposizione è stata raccolta dagli agenti della polizia stradale. Subito dopo il fatto altri testimoni hanno tentato di aggredire il marocchino. (a.v.)




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