Turchia in Europa?Via dalla UE entriamo nell EFTA con la Svizzera Post #1 di 1
articolo di Maurizio Blondet
L'EUROPA?
Non vi piace l’Unione Europea dominata dalle lobbies e
dalla Massoneria? Vi allarma la prossima entrata della
Turchia? Un’idea: uscire dalla UE per entrare
nell’EFTA. Già quattro paesi europei (molto più
europei della Turchia) ne fanno parte: Svizzera,
Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Con tutti i
vantaggi di una piena associazione alla Ue, e nesuno
degli svantaggi.
I membri dell’EFTA godono infatti delle “quattro
libertà” del mercato unico: libero movimento di merci,
capitali, servizi e persone. Quanto alle infinite
regolamentazioni sfornate da Bruxelles, possono
accettarle se convengono loro, oppure rifiutarle caso
per caso: Europa à la carte, mentre noi siamo
costretti al menù fisso dell’eurocrazia, per lo più
immangiabile. Possono scegliere loro la curvatura dei
cetrioli, la gestione delle loro aree di pesca, come
governare la loro magistratura e i loro sistemi di
previdenza, i loro sistemi legali, le loro leggi sul
lavoro e i loro diritti civili. Possono stabilire
trattati commerciali con paesi terzi fuori dall’UE.
Mantengono la loro autonoma politica estera. Si
regolano come pare a loro in fatto di immigrazione.
Soprattutto, non subiscono i costi e le inefficienze
della PAC, la politica agricola “comune” che favorisce
lobbies olandesi e multinazionali americane del
fast-food contro gli agricoltori italiani e la qualità
alimentare. Mantengono le loro monete e possono
svalutarle: non hanno al collo il cappio strangolatore
dell’euro forte. E contribuiscono al costoso bilancio
di Bruxelles solo in modo simbolico.
Dati i vantaggi, non stupisce apprendere che i quattro
Paesi dell’EFTA se la passano meglio di quelli
imprigionati nella gabbia europea. Il prodotto lordo
pro capite dell’Europa a 15 è di 27,7 mila dollari
l’anno, quello dell’Europa a 25 di 21,8. La Norvegia
ha un prodotto pro capite di 48,4 mila dollari l’anno,
la Svizzera di 43,9, l’Islanda di 36, il Liechtenstein
di 30.
E non si può dire che i quattro paesi dell’EFTA siano
emarginati sul piano internazionale. Anzi. La Svizzera
(7,4 milioni di abitanti) ospita la Croce Rossa
Internazionale e vari istituti dell’Onu. L’Islanda
(280 mila abitanti) ha ricevuto recentemente la visita
del primo ministro cinese. La diplomazia della
Norvegia (4,6 milioni) è stimata e richiesta di
mediazioni in Medio Oriente, in Sudan e nel sud-est
asiatico.
Probabilmente, anche la Gran Bretagna – visto che la
sua opinione pubblica è giustamente contraria a farsi
fagocitare da Bruxelles – entrerà nell’EFTA. Manterrà
la sua sterlina, l’habeas corpus (che dovrebbe abolire
se accettasse la “giustizia” europea) e soprattutto la
sua preziosa costituzione medievale, la Magna Charta,
che garantisce ai cittadini libertà individuali ormai
perdute dagli europei.
Non si vede perché non si debba seguirne l’esempio.
Quali vantaggi ci sono a restare in Europa, che già
non siano garantiti dall’EFTA? Fate pure entrare la
Turchia, come vogliono gli americani e non gli
europei: noi usciamo. Perché no?
di Maurizio Blondet




Rispondi Citando
