Pagina 1 di 6 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 56
  1. #1
    Le fondamenta di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    NAPOLI
    Messaggi
    5,374
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Il centro sociale delle illegalità

    Il centro sociale Officina 99, occupato alla periferia di Napoli abusivamente dal 1991 dai cosiddetti No Global e dal movimento che si riconosce in quella che è definita la “sinistra antagonista”, è diventato nel tempo un’istituzione. O meglio, un’istituzione delle illegalità.

    Si sa che Napoli non è una città che si segnala per la tutela dell’ordine pubblico e la salvaguardia dei diritti dei cittadini onesti e chi si rende protagonista di attività illecite e lesive della libertà e dei diritti altrui, trova addirittura, in numerosi casi, una difesa ed una tutela dagli organi amministrativi. Il caso di questo centro sociale rientra proprio in tale fattispecie, con la magistratura e le forze dell’ordine che in tutti questi anni non hanno ottemperato ai loro doveri di sgombero della struttura e l’amministrazione comunale che interviene oggi per proporre l’acquisto della struttura da “donare” ai suoi “valorosi” occupanti. Insomma, se a sinistra ci si richiama di continuo “alla legge è uguale per tutti” e si urla contro i condoni perché tutelerebbero i furbi, improvvisamente questo profondo e radicato senso civico e del diritto viene smarrito per difendere le azioni di prepotenti.

    Anche se la storia di Officina 99 non si esaurisce solo nell’occupazione di una proprietà privata tollerata da magistrati e forze dell’ordine ed avallata da una parte del mondo politico, a scapito del legittimo proprietario che da tempo ha intrapreso un’azione per tornare ad acquisire la disponibilità dell’immobile. Officina 99 significa la sistematica violazione delle leggi dello Stato evidenziata da una inchiesta del quotidiano campano Il Roma alcuni mesi fa che ha dimostrato con prove documentali le illegalità che quotidianamente vengono commesse nello stabile occupato abusivamente. Inchiesta nata dall’ennesima denuncia presentata dal proprietario dello stabile alla procura di Napoli e dall’analisi di precedenti procedimenti penali che sono stati archiviati. In sostanza il principio che veniva seguito nelle richieste di archiviazione si basavano tutte sull’impossibilità di trovare un occupante fisso del centro sociale. Veniva quindi a mancare il soggetto al quale imputare penalmente i reati. Ma quel che non sono stati capaci di fare i magistrati della procura di Napoli, lo ha fatto Il Roma individuandone almeno due.

    Nello stabile occupato, infatti, incredibile ma vero esiste una connessione telefonica ed un regolare contratto residenziale di telefonia fissa che, inevitabilmente, ha un intestatario. Che prima dell’avvio dell’inchiesta era imputabile ad una certa Claudia Innaro, che una volta indagata ha pensato bene di rescindere immediatamente il contratto. Ma contemporaneamente un altro attivista del centro attiva un nuovo contratto con la Telecom, presentando carte false.

    Quindi gli estremi per non intervenire penalmente vengono a cadere, anche se gli abusi non si fermano certo all’occupazione. Si va dal furto aggravato e continuato di energia elettrica e di acqua potabile alla vendita senza autorizzazione di bibite, per non parlare dei concerti che si tengono all’interno senza rispettare criteri di sicurezza e pagare le tasse e della mega-antenna installata sul tetto per consentire le trasmissioni di una radio abusiva (Radio Lina) che incita anche all’uso degli stupefacenti e che in occasione delle feste provvede alla promozione ed alla distribuzione di un po’ di sana marijuana.

    Ma se è vero che il compimento di queste violazioni troverebbero un’adeguata persecuzione dagli organi competenti per un qualsiasi normale cittadino, a Napoli puoi farla franca. Basta essere un malavitoso o più semplicemente un idealista occupante. E poi si finisce per essere malpensanti se ci si prova a dare qualche risposta nel vedere un nesso tra il lassismo della Procura, presso la quale il ministro Castelli ha disposto un’ispezione proprio per individuare le ragioni per le quali non si proceda allo sgombero, e la partecipazione di alcuni pm ai cortei dei No Global e dei centri sociali. Si ha la sensazione che il diritto sacrosanto di opinione e di partecipazione tenda ad offuscare i doveri ai quali dovrebbero essere sottoposti i custodi delle leggi e dei diritti.

    Ma le connivenze non si fermano certo qui. Quelle con la politica sono ancora più inquietanti visto l’atteggiamento benevolo della Giunta e del consiglio comunale di Napoli, tanto che almeno due persone, che nella gestione di Officina 99 hanno un ruolo centrale (si tratta di quella Claudia Innaro, già intestataria del primo contratto telefonico con la Telecom, e del proprietario del sito ufficiale del centro sociale, www.officina99.org, oltre che attivista storico del movimento antiglobal), erano state assunte dal Comune nell’ambito del progetto “Agenda 21”, finanziato dagli assessorati alle Politiche sociali ed alle Politiche giovanili.

    Ma il vero capolavoro lo sta portando avanti in queste settimane il Comune di Napoli che ha avviato un tavolo in Prefettura per discutere dell’acquisto da parte dell’amministrazione comunale dello stabile di via Granturco, alla presenza anche dei rappresentati del centro sociale. Questi ultimi, inizialmente, erano restii ad accettare una simile proposta, tanto da costringerli a scendere a patti con le istituzioni. Ma evidentemente hanno forse compreso che la rinuncia al loro status di combattenti e resistenti è un prezzo congruo che può essere pagato per la “legalizzazione dell’illegalità”.

    Così gli assessori al Patrimonio, Ferdinando Balzamo, e alle Politiche Sociali, Raffaele Tecce, hanno proposto al proprietario l’acquisizione dell’immobile per trasformare “Officina 99” in un punto di aggregazione sociale con una forte funzione su un territorio di un quartiere periferico e particolarmente difficile e degradato di Napoli dove mancano luoghi e strutture per i giovani (e non solo per loro). E la volontà di affidare un simile luogo a mariuoli impuniti e cannaioli che non riconoscono la sovranità delle istituzioni e non rispettano con arroganza le leggi dello Stato, è solo un dettaglio che non tocca minimamente i rappresentanti della giunta comunale del capoluogo campano.

    Paolo Carotenuto

  2. #2
    Le fondamenta di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    NAPOLI
    Messaggi
    5,374
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito


  3. #3
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    la provincia di Milano premia i leoncavallini......
    ormai siamo oltre la frutta........

  4. #4
    Le fondamenta di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    NAPOLI
    Messaggi
    5,374
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito






  5. #5
    Castellano
    Data Registrazione
    13 Sep 2003
    Messaggi
    2,579
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Quando la zozzeria , i pidocchi e le zecche raggiungeranno il limite dell'umano tollerabile gli daranno fuoco dando la colpa ai fasci

  6. #6
    Le fondamenta di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    NAPOLI
    Messaggi
    5,374
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Pieffebi
    la provincia di Milano premia i leoncavallini......
    ormai siamo oltre la frutta........
    ad essere precisi, non li premia soltanto....

  7. #7
    Conservatore
    Data Registrazione
    30 Apr 2004
    Località
    Sponda bresciana benacense
    Messaggi
    20,196
     Likes dati
    67
     Like avuti
    187
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Il centro sociale delle illegalità

    In origine postato da Österreicher

    Così gli assessori al Patrimonio, Ferdinando Balzamo, e alle Politiche Sociali, Raffaele Tecce, hanno proposto al proprietario l’acquisizione dell’immobile per trasformare “Officina 99” in un punto di aggregazione sociale con una forte funzione su un territorio di un quartiere periferico e particolarmente difficile e degradato di Napoli dove mancano luoghi e strutture per i giovani (e non solo per loro). E la volontà di affidare un simile luogo a mariuoli impuniti e cannaioli che non riconoscono la sovranità delle istituzioni e non rispettano con arroganza le leggi dello Stato, è solo un dettaglio che non tocca minimamente i rappresentanti della giunta comunale del capoluogo campano.

    Paolo Carotenuto
    Fatemi capire: questi geni dell'Amministrazione comunale pensano di risolvere il problema del degrado urbano trasformando (con i soldi pubblici tra l'altro) un'area privata in un centro sociale dove si spaccia droga e si infrangono continuamente le leggi (da quelle fiscali a quelle sanitarie)?

    Complimentoni davvero! A Napoli finalmente non avremo più camorristi, ma anche tossicomani, evasori fiscali e perdigiorno.

  8. #8
    Forumista storico
    Data Registrazione
    07 Mar 2004
    Messaggi
    42,452
     Likes dati
    1,251
     Like avuti
    1,872
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Nell’Italia che continua la guerra all’Iraq, in cui le politiche neoliberiste continuano ad impoverire gran parte della popolazione, una feroce campagna di criminalizzazione si sta conducendo contro i movimenti sociali. Per questo governo tutto è lecito: il falso in bilancio, gli abusi edilizi, gli affari con la camorra…. tutto quello che serve per arricchirsi può essere condonato. Non si può tollerare invece chi lotta senza fine di lucro per riaffermare i bisogni negati di socialità, di reddito, di lavoro! A Napoli lo sgombero dello storico centro sociale Officina 99 è diventato il manifesto ideologico di chi vede nelle decine di processi contro le lotte di disoccupati e lavoratori, contro il movimento noglobal e l’opposizione alla guerra, la ricetta sociale per un paese da militarizzare. Sono gli stessi (non solo la destra neocons) che massacrano in piazza i movimenti a Napoli e Genova nel 2001. Ma non ci fermeranno! Facciamo appello ai movimenti sociali, agli studenti, alle forze del lavoro e a tutte le sensibilità sinceramente democratiche per ribellarci alle politiche autoritarie.

    OFFICINA 99 NON SI TOCCA!
    CONTRO GLI SGOMBERI
    DIFENDIAMO E DIFFONDIAMO I CENTRI SOCIALI IN CAMPANIA

    CONTRO LA REPRESSIONE DELLE LOTTE SOCIALI, PER RIAFFERMARE IL DIRITTO AL REDDITO, AL LAVORO, ALLA CASA, ALLA SALUTE ALLO STUDIO

  9. #9
    Forumista storico
    Data Registrazione
    07 Mar 2004
    Messaggi
    42,452
     Likes dati
    1,251
     Like avuti
    1,872
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Cosa è un centro sociale? E' uno spazio strappato all'abbandono della speculazione edilizia e restituito ad una funzione sociale fondamentale : quella di chi dal basso si autorganizza per rivendicare diritti primari, per avviare sperimentazione culturale, per costruire forme di socialità non mercificata.
    Non è un isola felice, ma un luogo dove la contraddizione viene strappata alla sua dimensione privata per farsi "voce comune" e lotta sociale. Uno spazio di attraversamento culturale, di aggregazione a partire dai bisogni.
    Eppure la vergognosa campagna di stampa di una testata locale, condotta con toni da "guerra fredda di paese", ha innescato una spirale di atti repressivi concreti che configura ormai chiari significati politici. Il bersaglio principale è stato il csoa Officina99, esempio storico dell'autogestione nella città di Napoli, ma com'era intuibile la portata simbolica e pratica di questa campagna si sta estendendo ad altri centri di vecchia e nuova occupazione.
    Un processo che non è difficile collegare all'incupirsi del clima repressivo in tutta Italia contro gli attivisti dei movimenti.
    Mentre condoni fiscali, sanatorie e leggi ad personam si moltiplicano per premiare la speculazione edilizia e lo sfruttamento del lavoro nero, mentre si procede all'occupazione sistematica dei mass media, si criminalizzano nel contempo esperienze senza fini di lucro, finalizzate solo a promuovere partecipazione e protagonismo sociale dal basso.
    I centri sociali campani sono espressione di fenomeni sociali e politici di assoluta rilevanza delle nostre città, dalla Pantera studentesca del '90, al
    movimento di Seattle contro la globalizzazione liberista (con le giornate napoletane del Global Forum), al movimento di opposizione alla guerra in Iraq.
    E' per questo che lanciamo un appello di mobilitazione ai movimenti, alla società civile, al mondo del lavoro, alle forze e sensibilità sinceramente
    democratiche, per dimostrare ancora una volta il senso e il consenso che le esperienze dell'autogestione sedimentano a Napoli e in Campania.
    Perchè la riappropriazione sociale di forme di "bene comune" prefigura "quell'altro mondo possibile" per il quale milioni di persone scendono nelle piazze rifiutando le politiche della guerra, del razzismo e della miseria.
    Una storia che nessuno può pensare di comprimere e semplificare nelle strettoie di una "questione di ordine pubblico" !

    APPELLO
    in difesa del centro sociale Officina 99

    La campagna stampa, condotta da una testata locale e tesa a criminalizzare il centro sociale
    Officina 99 descrivendolo come un'esperienza privatistica e "covo di presunti terroristi" non è
    restata senza conseguenze. All'aggressione linguistica, con toni da "guerra fredda di paese" che credevamo finalmente superati, è seguita quella fisica con due interventi volti a staccare la corrente elettrica, il secondo più drastico, con la rimozione dell'intera cassetta e perfino dei cavi grazie ad uno scavo nel marciapiede...
    Le conseguenze di queste azioni mettono immediatamente a rischio le molteplici attività sociali del centro, come il cineforum per bambini, il laboratorio informatico, la sala prove, lo studio di registrazione e soprattutto le emissioni di Radiolina, prima esperienza, dopo decenni, di radio
    autogestita nella città di Napoli. La persistenza di questi attacchi tradisce un evidente significato politico.
    Il centro sociale Officina 99 è l'esempio di autogestione storico della città. Un'esperienza che ha costruito e costruisce immaginario pubblico come luogo di attraversamento culturale e di aggregazione sociale a partire dai bisogni. La sua vicenda è interna a fenomeni sociali e politici di
    assoluta rilevanza per Napoli, dalla sua occupazione seguita alla Pantera studentesca fino al movimento di Seattle (con le giornate napoletane del Global Forum) e al movimento di opposizione alla guerra in Iraq.
    E' ben chiaro pertanto il significato anche simbolico di queste azioni in un momento in cui si incupisce il clima repressivo nei confronti degli attivisti in tutta Italia. Mentre condoni fiscali, sanatorie e leggi ad personam si moltiplicano per premiare la speculazione edilizia, lo sfruttamento
    del lavoro nero, il conflitto di interessi, mentre si procede all'occupazione sistematica dei mezzi di comunicazione di massa si criminalizzano nel contempo esperienze senza scopo di lucro, finalizzate solo a promuovere partecipazione e protagonismo sociale dal basso. E' per questo che
    lanciamo un appello di mobilitazione ai movimenti, alla società civile, al mondo della cultura, alle forze sinceramente democratiche per dimostrare, per l'ennesima volta, il senso e il consenso che hanno nella città di Napoli le esperienze di autogestione, in prefigurazione di " quell'altro mondo
    possibile" per il quale milioni di persone si riversano nelle piazze. Una storia che non si può pensare di comprimere e semplificare nelle strettoie di una questione di "ordine pubblico".

    (per aderire inviate una mail a info@noglobal.org)

    Erri de Luca (scrittore)
    Mario Martone (regista)
    Amato Lamberti (presidente provincia Napoli)
    Tom Benettollo (presidente nazionale arci)
    Fabrizia Ramondino _ scrittrice
    Maurizio Mascoli (segretario Fiom campania)
    Mario Persico _ pittore
    Stelio Maria Martini - poeta
    Samuele Ciambriello (presidente Co. Re. Com.)
    Diego Beliazzi (segretario Ds)
    Giuseppe De Cristofaro (segretario Prc)
    Antonio Nazzaro (preside facoltà di lettere e filosofia)
    Daniele Sepe (musicista)
    Mario Monicelli (regista)
    Peppe Barra (cantante)
    Elena Coccia (avvocato)
    Guido D'Agostino (docente universitario IUO _ presidente istituto campano
    di storia della
    resistenza)
    Sandro Dionisio (regista)
    Luca Zulu' (99Posse _ Al Mukawama)
    Silvia Baraldini
    Achille Occhetto (parlamentare)
    Paolo Serventi Longhi (segretario nazionale fnsi)
    Vittorio Agnoletto (lila)
    Vincenzo Aita (assessore regionale all'agricoltura)
    Gordon Poole (docente universitario _ Università Orientale)
    Rosario Stornaiuolo (segretario filcams-cgil)
    Federico Libertino (segretario Filt _ cgil)
    Girotondi Napoletani per la Democrazia
    Raffaele Tecce (assessore comune Napoli)
    Casimiro Monti (assessore comune Napoli)
    G. Martano (consigliera provinciale Ds)
    Arturo Martone (docente universitario IUO)
    Giovanni La Guardia (docente universitario IUO)
    Sirio Conte (Assopace)
    Peppe Lanzetta (Scrittore)
    Papi Corsicato (regista)
    Fabio Amato (docente universitario IUO)
    Emiliano Brancaccio (docente universitario Federico II _ sociologia)
    Marcello Colasurdo (cantante)
    Giuseppe Di Marco (docente filosofia della storia _ Università Federico II)
    Pietro Folena (parlamentare)
    Gloria Buffo (parlamentare)
    Mauro Bulgarelli (parlamentare)
    Giovanni Russo Spena (parlamentare)
    Paolo Cento (parlamentare)
    Franco Giordano (parlamentare)
    Graziella Mascia (parlamentare)
    Titti De Simone (parlamentare)
    Maria Grazia Pagano (parlamentare)
    Michele del grosso (regista)
    Andrea Morniroli (coop dedalus)
    Sergio D'Angelo (consorzio Gesco)
    Tin teatro instabile Napoli
    Lina Sastri (attrice)
    Filippo Timi (attore)
    Almamegretta (gruppo musicale)
    Giovanni Impastato (fratello Peppino Impastato)
    Stefano Sabelli (attore)
    Tonino de Bernardi (regista)
    Valerio Mastrandrea (attore)
    Davide Riondino (attore)
    Parto delle nuvole pesanti (gruppo musicale)
    Agostino Santoro (musicista)
    Tony Tammaro (musicista)
    Lello Voce (scrittore)
    Roi Paci (musicista)
    Stefano Sabelli (attore)
    Sergio Longombardi (regista)
    Ivan Della Mea (musicista)
    Lucio Manisco (giornalista)
    Guido Piccoli (giornalisti)
    Helena Velena (agitatrice culturale)
    Marco Giusti (giornalista)
    Tano D'amico (fotografo)
    24 Grana (gruppo musicale)
    Sergio Longhombardi (regista)
    Antonella stefanucci (attrice)
    Pasquale Mitighino (musicista)
    Peppino Mazzotta (attore regista)
    Francesco Manna (assessore comune Castellammare)
    Antonio D'Acunto (verdi ambiente e società)
    Amedeo Curatoli (opera Nomadi)
    Nino d'Angelo (cantante)
    Luigi Servo (Lavoro e Società _ Cgil)
    Giuliana Quattromini (avvocato - girotondi napoli per la democrazia)
    Luciano Ferrara (fotografo)
    Giovanni Persico (docente universitario _ facoltà di sociologia)
    G. Marigliano (docente universitario _ facoltà di Fisica)
    Francesco Caruso (Movimento dei Disobbedienti)
    Emilio Lupo (psichiatria democratica)
    Francesco Maranta (consigliere regionale Pdci)
    Francesco Amodio _ portavoce campano confederazione Cobas
    Enzo De Vincenzo _ Rdb campania -
    Comunità palestinese in Campania
    Bottega O'Pappece per il commercio equo e solidale
    Amedeo Curatoli _ Opera Nomadi
    E'Zezi _ gruppo musica popolare
    Arturo Scotto (segretario Sinistra Giovanile Campania)
    Mame (Senegal Ritmo)
    Franco Bruno (responsabile Fiom)
    Liana Nesta (avvocato napoletano del Genova Social Forum)
    Emma Dante (regista)
    Antonella Monetti (attrice)
    Isidoro D'Amato (scenografo)
    Collettivo Ventimarzo
    ZU (gruppo musicale)
    TorreReaggeSoundSystem (saundsystem)
    Polina (gruppo musicale)
    Banda Bassotti (gruppo musicale)
    RawPower (gruppo musicale)
    ArPoijnt(gruppo musicale)

  10. #10
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ecco cosa intende la sinistretta illiberale e immorale per "difesa della legalità".......
    Lo sapevamo già.

    Shalom

 

 
Pagina 1 di 6 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 14
    Ultimo Messaggio: 25-08-07, 18:05
  2. Padova, blitz all'alba: il centro sociale delle Br torna al Comune
    Di Dottor Zoidberg nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 56
    Ultimo Messaggio: 28-07-07, 09:09
  3. Chi di voi è mai andato in un centro sociale???
    Di Airbus nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 175
    Ultimo Messaggio: 23-01-07, 13:16
  4. centro sociale a vicenza
    Di scledum nel forum Destra Radicale
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 08-06-06, 11:06
  5. centro sociale leghista
    Di SD nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 20-07-05, 22:55

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito