(goal.com)

Viaggio nella storia di una tifoseria che ha sconvolto le “cattive” abitudini del tifo nostrano.

Un tuffo nel passato. Basta chiudere gli occhi e ritornare con il cuore ad un caldo pomeriggio di inizio settembre della lunga estate del 1990. Un’estate peraltro segnata dalle notti magiche di un mondiale amaro per i colori azzurri, con l’Italia costretta a riporre nel cassetto i sogni di vittoria, a pochi metri dal traguardo di una storica finale con la Germania, in una sorta di deja vu della memorabile sfida del 1970 (4-3 a favore dei nostri portacolori). Ma ritorniamo al settembre di quella estate. Siamo al 9 settembre 1990. Una data entrata di diritto nei cuori dei tifosi gialloblù. In un Tardini stracolmo, si festeggia la prima volta in serie A del Parma. Il debutto nel calcio che conta è di quelli speciali. Nel ducato arriva la Juventus, la vecchia signora fa visita all’ingenua ragazzina di provincia vestita di gialloblù. Il popolo crociato si affaccia per la prima volta sul palcoscenico di una serie A dominata in quegli anni dall’incontrastata forza del duopolio Napoli-Milan, attori protagonisti di una delle telenovele (allora il termine soap non era molto in voga) preferite dagli italiani:lo scudetto.

Parma, dunque, irrompe sulla scena nazionale. I suoi tifosi si presentano con una coreografia semplice nella forma, ma assolutamente significativa nella sostanza: la curva è un’esplosione di allegria, variopinti palloncini colorano l’intero settore ed al centro campeggia uno striscione, un semplice drappo, che sembra disegnare fedelmente quello che sarà il futuro della tifoseria gialloblù e che recita: “Ne faremo di tutti i colori”. Detto, fatto. Parma ed il Parma interpretano alla perfezione il ruolo di guastafeste del campionato. La Juve, però, viene risparmiata dagli emiliani che, sicuramente provati dall’emozione di una prima volta irripetibile, si lasciano superare dalla vecchia signora per 2-1. Quindici giorni dopo al Tardini capitola la prima vera grande del campionatol Napoli di Maradona. Al Parma è sufficiente una rete al 64’ di Osio per avere la meglio sui campioni d’Italia in carica.

Al termine di quella stagione, la neo promossa compagine crociata, conquisterà, nello stupore generale, il sesto posto che vale la prima qualificazione in Coppa Uefa. Si apre, dunque, il ciclo vincente di un Parma sostenuto a gran voce dalla sua tifoseria, che al pari della squadra sorprende gli addetti ai lavori con iniziative del tutto rivoluzionarie. Manifestazioni di affetto, condite da un velo di ironia capace d’esaltarne i contenuti, nei confronti della propria squadra, che sovvertono i canoni abituali del tifo italiano. Impossibile dimenticare la Festa di Squalificazione voluta dai supporter Gialloblù Crociati per festeggiare l’eliminazione della squadra alla prima partecipazione Uefa. Significativa in tal senso anche la festa di San Siro della scorsa stagione a seguito della sconfitta con l’Inter, in uno scontro decisivo per l’assegnazione di un posto in Coppa Campioni.

Proposte non isolate, bensì inserite nel contesto di una strategia che si propone di chiamare a raccolta l’intera Comunità parmigiana. Il corteo “Portiamo il Parma alla salvezza” del 6 Marzo 2005, incarna pienamente lo spirito di cooperazione che caratterizza il nuovo corso del tifo organizzato gialloblù. Ma soprattutto propone per la prima volta in Italia una manifestazione a favore di qualcuno, a sostegno di una squadra e di una società che attraversa uno dei momenti più drammatici della propria storia. Espressione di un tifo che, diversamente dal solito modo di agire delle tifoserie italiane, preferisce sostenere i propri beniamini piuttosto che protestare contro qualcuno o qualcosa nel vano tentativo di risollevare le sorti della squadra del cuore. Un rilancio finalizzato al raggiungimento di quello che risulta essere l’obiettivo primario dei supporters crociati: proseguire idealmente la marcia verso la salvezza intrapresa domenica scorsa al parcheggio del Barilla Center.

Una marcia che procederà domenica prossima, allorché le diverse entità del tifo parmigiano partiranno, tutte INSIEME ed alla stessa ora, dallo stadio Tardini, intenzionate a formare una vera e propria carovana gialloblù nel tentativo di caricare ulteriormente l’ambiente crociato. Comprensibile, in questo senso, è la decisione di condividere l’abituale sosta di metà percorso nel medesimo autogrill. Il convoglio, successivamente, si rimetterà in marcia…destinazione Bergamo.

Luca Russo