La sfortuna di essere uccisi da uno yankee
Sottotitolo: il "Secolo d'Italia" è una monnezza
Sabato pomeriggio, ore 17 circa mi reco al bar per bere qualcosa e per fare la solita formazione del fantacalcio, non avendo (fortunatamente) la televisione non sapevo nulla di quello che era successo il giorno prima; sula prima pagina in alto della Gazza c'è un titolo nemmeno troppo grosso che recita all'incirca "Rilasciata Giuliana Sgrena, ucciso l'uomo dei servizi che l'ha liberata". Incuriosito prendo la Stampa per saperne di più e rimango sconcertato dal fatto che l'agente dei servizi uccisi non è morto in uno scontro a fuoco con i rapitori nel tentativo di liberarlo, ma che paradossalmente è stato vittima del fuoco americano nei pressi di un check point. Gli americani dicono che l'auto dei nostri non si è fermata arrivando a velocità sostenuta al check point, subito dico "pensa che servizi di merda, solo un pazzo poteva tentare di sfondare un posto di blocco americano" poi, facendo mente locale sull'episodio mi chiedo "ma come è possibile che uno sia così coglione da non fermarsi al check point? Forse questi non la raccontano giusta?" ed infatti così è, all'aereoporto c'era un graduato statunitense che aspettava i nostri con la Sgrena, gli americani sapevano che sarebbe passato un convoglio italiano, sapevano che macchina era, sapevano chi c'era dentro, insomma sapevano tutto.
Cerco sulla Stampa qualche dichiarazione di Fini o di esponenti di An, ma niente da fare non si trova nulla. Decico allora di andare in edicola a comprare il "Secolo d'Italia", do una rapida occhiata e rimango sconcertato il giornale è tutto incentrato sulla liberazione della Sgrena e quasi omette la tragica sorte di Calipari, la vignetta di Krancic sembra quasi ironizzare macabramente sui fatti c'è Bush disegnato che apre una gabbieta con una colomba con la faccia della Sgrena.
Per il resto niente, in Iraq è morto un eroico servitore dello stato che ha sacrificato la sua vita pur di portare a termine una missione importante che avrebbe ridato un po' di lustro al governo italiano e quelli di Alleanza Nazionale che si proclamano il partito degli italiani non dicono NIENTE.
Ignazio La Russa non innonderà di bandiere tricolori tutte le Federazioni d'Italia come fece per Nassirya obbligando tutti a fare i banchetti, Giorgia Meloni non farà una manifestazione di piazza con un tricolore di 500 metri che sfila sotto il Colosseo, Gianfranco Fini si limiterà a parlare di "destino crudele" e cazzate simili.
D'altra parte che vuole questo Calipari? Lui mica è stato ucciso dai terroristi iracheni che non vogliono democratizzare l'Iraq, lui ha avuto la sfortuna di morire sotto il fuoco liberatore e democratico degli americani e l'unica cosa che gli si può concerdere è l'oblio; come ai morti di Ustica come ai morti del Cermis; d'altra parte ormai lo dovrei avere imparato: gli americani non giocano mai sporco se succede qualche evento tragico la colpa è del destino e poi si sa "dopo l'11 Settembre siamo tutti americani"!
E così adesso lasciamo anche la difesa dell'interesse e della dignità nazionale alla sinistra d'altra parte questi sono ormai orpelli troppo gravosi da sopportare, tanto oramai siamo diventati post tutto è quasi l'ora di diventare post italiani.




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