ISPO / Silvio più cauto recupera voti
L'ostilità alla presenza delle truppe in Iraq coinvolge ormai la maggioranza degli elettori Nelle ultime settimane, Silvio Berlusconi sembra riacquistare gradatamente parte del consenso che aveva perduto nei mesi precedenti. Sia riguardo alla sua popolarità personale, sia ai giudizi positivi sull'operato del governo. Di conseguenza, si sono accresciute le intenzioni di voto a favore del centrodestra.
Ma il trend positivo per il Cavaliere è insidiato da almeno due questioni.
La prima riguarda la liberazione di Giuliana Sgrena. Che doveva costituire un fattore di successo, mentre, con la drammatica morte di Nicola Calipari ha riacceso il sentimento critico verso una componente centrale dell'azione dell'esecutivo: la adesione alla politica statunitense e, in particolare, l'appoggio a quest'ultima nella presenza in Iraq.
Beninteso, la maggioranza assoluta degli italiani vede con simpatia gli Usa. Ma la quota di critici è andata progressivamente aumentando, sino a superare oggi un terzo della popolazione. E, anche tra chi esprime un atteggiamento favorevole, la maggior parte si dichiara critica nei confronti dell'amministrazione Bush. Si è anche accresciuta l'ostilità alla presenza delle nostre truppe in Iraq, che ormai coinvolge, con maggiore o minore intensità, la maggioranza dell'elettorato.
Sono fattori potenzialmente pericolosi per la popolarità del governo, perlomeno per ciò che riguarda la politica estera. Ma anche sul fronte interno, il futuro si prospetta denso di incognite per l'esecutivo. La maggiore consiste nell'esito delle elezioni. In diverse importanti regioni la situazione appare incerta, ciò che potrebbe dar luogo a sorprese, con « conquiste » di rilievo da parte dell'opposizione.
Per questo insieme di motivi, Berlusconi ha assunto sin qui una condotta in qualche modo « defilata » , sia, in parte, riguardo alla posizione nei confronti degli Usa, sia, specialmente, riguardo alle Regionali, scegliendo di non « scendere in campo » , cercando per ora di non coinvolgere la sua immagine con l'esito delle consultazioni.
Volendo con ciò preservare — e, se possibile, accrescere — la sua personale popolarità in vista delle Politiche del 2006. Sapendo bene che la maggioranza degli elettori dichiara di scegliere la forza da votare soprattutto sulla base della figura del leader. E contando di spendere questa risorsa nella elezione che davvero segnerà le sorti dell'Italia per i prossimi anni.
Renato Mannheimer
Corriere della Sera 07-05-2005
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