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    Predefinito Nuovo Manifesto su www.prilombardia.it

    Cari amici,
    segnalo "in anteprima" la messa online del II° manifesto telematico dei repubblicani milanesi.
    Sul sito è possibile leggere anche alcuni dei commenti già comparsi su questo forum e una breve rassegna stampa.
    Fraterni saluti
    antikle
    http://www.prilombardia.it

    PS. Ora invio l'avviso anche al sito nazionale del pri ... del primo manifesto non ne hanno ancora dato notizia diretta!

  2. #2
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  3. #3

  4. #4
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    Predefinito

    "Le piazze…e la pace"

    di Davide Giacalone

    Le manifestazioni per la pace, di sabato scorso, lasciano alle loro spalle un buon risultato. E non mi riferisco all'imponente partecipazione. Sono servite, qui come altrove nel mondo, per toccare con mano il rischio di un'uscita dal terreno politico. Che, in definitiva, è una fuga dalla realtà.

    Già l'idea che si possa essere contro la guerra, e per "la pace senza se e senza ma", si autoiscrive al mondo dell'irreale. Non si tratta di paragonare Saddam ad Hitler, è sufficiente comprendere che la vita reale è fatta prevalentemente di "se" e di "ma". Si può giudicare sbagliata l'idea di scatenare, in determinate condizioni, un attacco militare contro il regime iracheno, ma non si può in nessun caso dire che il non uso delle armi, in questo caso come in ogni altro, sia un valore da difendere ad ogni costo. La pace è una speranza, non può essere una precondizione, a meno che non sia la pace dei sensi.

    Il fatto positivo, quel che di buono le manifestazioni ci lasciano, è che la sinistra italiana sembra essersene accorta. E' positivo che un uomo come Enrico Boselli rifiuti, e lo dica, un pacifismo che suoni antiamericanismo. E' positivo che Walter Veltroni senta la necessità, e lo dica, di non ricevere Aziz, dopo che questo ha dato pubblico sfogo, in un sol colpo, al suo razzismo ed al suo dispregio della libertà. E' positivo che Francesco Rutelli consideri Strada, e lo dica, al pari della Fallaci: rappresentanti d'opposti preconcetti, o, se si preferisce, fanatismi. Solo per citare alcuni esempi.

    Le piazze erano gremite, in Italia e nel mondo, e questo sembra aver saggiamente suggerito non solo l'entusiasmo del consenso, ma anche il rischio di far prendere ai sentimenti (variabili, molto variabili) la guida della politica. Assecondare quelle piazze rischia di azzerare la politica, che, invece, ha il dovere di dare risposte concrete, anche intrise di mondani interessi, al manifestarsi degli stati d'animo.

    Il pacifismo di stampo religioso corre meno rischi, perché porta nel proprio corredo genetico il richiamo a valori ultraterreni, e nella propria storia l'uso realisticamente spietato delle armi e della guerra; è il pacifismo di sinistra quello più esposto al pericolo, perché la terrena ricerca della giustizia e della libertà non può essere fatta con la placida noncuranza dei benestanti, ed il più che giusto rinnegare la violenza (un tempo levatrice della storia) non può essere l'alibi per rassegnarsi alla realtà data.

    Dato che, anche sulle questioni di politica estera, si sono segnalati molti, e gravi errori della sinistra italiana, mi pare utile incoraggiare chi non ha ancora consegnato la politica ai sondaggisti, né ritiene utile accreditare l'idea che il presidente del Consiglio sia l'unico che tira dritto per la sua strada, infischiandosene dei sondaggi.

    ------------------------------------------------------
    tratto dal sito web del

  5. #5
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    Predefinito


    ------------------------------------------------------------------------
    La "svastica" e la storia

    Sul Sito Internet del PRI della Lombardia è apparso in occasione della marcia per la pace di sabato un manifesto telematico nel quale alla bandiera multicolore, utilizzata per le rituali manifestazioni per la pace, è sovrapposta una "svastica" con la scritta "Sì alla pace, No al pacifismo, nel 1938 come nel 2003". L'iniziativa voleva richiamare le manifestazioni pacifiste del 1938, quando una serie di sfilate crearono le condizioni per il consolidarsi del nazismo, come regime di massa.

    L'attuale presidente dell'associazione mazziniana ha subito dichiarato che i "simboli nazisti non appartengono alla tradizione mazziniana, nata antifascista e impegnata a rimanere tale", non cogliendo il carattere "provocatorio" dell'iniziativa e mischiando in maniera maldestra il pensiero e l'azione di Mazzini con il fascismo.

    Vogliamo credere che la "condanna" del presidente dell'Associazione mazziniana italiana al manifesto del PRI della Lombardia sia nata dall'equivoco subito chiarito dall'autore della provocazione, il segretario del Pri Giacomo Properzj quando, a ragione, sostiene che il pacifismo dei "monacardi" del 1938 portò acqua al mulino di Hitler. Questa tesi fu allora sostenuta da Pacciardi, Sforza, Salvemini e Facchinetti così come oggi gli amici repubblicani della Lombardia hanno voluto, con quella provocazione, affermare che il pacifismo a senso unico, quello degli eredi dei "partigiani della pace" di staliniana memoria, fa il gioco di Saddam Hussein.

    C'è in giro un grande furore ideologico che stravolge il senso degli avvenimenti, figuriamoci se possono essere compresi "segni" di lettura storica.

    Roma, 18 febbraio 2003
    ---------------------------------------------------------------------------------
    tratto dal sito web del



  6. #6
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    Predefinito

    C'è in giro un grande furore ideologico che stravolge il senso degli avvenimenti, figuriamoci se possono essere compresi "segni" di lettura storica.

    In questo si è di nuovo travisato tutto: Considerando che il mivimento pacifista ebbe la massima espressione in Inghilterra , potevano metterci la Union Jack.
    Tantissimi pensatori,anche Italiani come Capitini ed altri furono pacifisti, e noi gli diamo bellamente degli stalinisti, ma siamo proprio simpatici quando ci mettiamo di buzzo buono. Stalinista quindi pure il papa, i frati di Assisi, Formigoni, la destra di Area, il sindaco di Taranto, Il Presidente della Regione Puglia, il movimento PAx Christi, le suore del carmelo etc etc.
    saluti
    echiesa

  7. #7
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    Predefinito

    Originally posted by echiesa
    Stalinista quindi pure il papa, i frati di Assisi, , le suore del carmelo etc etc.
    si si secondo me lo sono ...


    PS. sto scherzando quindi non deferitemi ... a proposito con questo festeggio i miei primi 500 messaggi!

  8. #8
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    Predefinito TRATTO DA il corriere della sera 19 FEBBRAIO 2003


    -----------------------------------------------------------------------------
    «La Storia ha lanciato il comando "Avanti tutta!"», osserva ...

    «La Storia ha lanciato il comando "Avanti tutta!"», osserva lo studioso Charles Kupchan. Solo tre mesi fa, Kupchan aveva previsto la frattura tra Stati Uniti ed Europa e oggi raccattiamo già i cocci dell'Alleanza atlantica. Quando, dopo l'11 settembre, fu suggerito che niente sarebbe stato più come prima, i nesci sorrisero. Sbagliavano: il precario mondo post Guerra Fredda, nato nel 1989, è finito. Vivremo una stagione inquieta, sanguinosa e amara. Gli anni della deprecata «globalizzazione», Internet, l'Onu fraterna, gli Stati Uniti umanitari e l'Europa come speranza resteranno un ricordo bello e perduto, un'ultima illusione. Viviamo insieme una tragedia e una commedia, Eschilo mischiato ai fratelli Vanzina. Lord Robertson, l'inglese segretario generale della Nato, non sopporta l'ambasciatore francese all'Alleanza, Benoît d'Aboville, informa il Financial Times . E al vertice di Praga, d'Aboville, stufo dei controlli dei cechi, che considera troppo filoamericani, litiga con una guardia urlando «Je suis le patron!». La stampa popolare Usa ricorda ai francesi i morti americani in Normandia. Un sussiegoso intellettuale parigino replica sul Washington Post «Noi combattevamo già dal 1939!», saltando a piè pari il governo Vichy. I tedeschi accusano l'amministrazione Bush, un po' precipitosamente, di governare «come Hitler». «Basta con i krauti», ribattono i commentatori sciovinisti dalle radio del Midwest.
    Aspettatevi di risentire le accuse al Belgio antiamericano per i 12 milioni di morti che Bruxelles seminò in Congo. Chi detesta Tony Blair «guerrafondaio» invocherà l'oppressione coloniale in India. E chi vuol far tacere la Condoleezza Rice citerà il macabro razzismo nel Sud degli Usa. Noi italiani abbiamo gassato gli etiopi, a che diritto critichiamo Saddam? Putin, agente del Kgb, fa il pacifista? Lo racconti a ungheresi, cecoslovacchi e ceceni. Del figlio dei fiori Jacques Chirac non si ricordano scuse a proposito di torture francesi in Algeria, guerra in Vietnam, spedizione a Suez. Spagnoli franchisti, portoghesi aguzzini dell'Angola, turchi torturatori e greci colonnelli.
    Vi basta per la commedia? Non ridete troppo, perché sentirete questi «argomenti» ovunque nel mondo. Intanto, la Storia va «avanti tutta!».
    Verso dove? Sono ore di errori vistosi, di leadership fragili ed egoiste. L'Onu si limita a fungere da ring, cercando di trattenere i contendenti sullo stesso tappeto. Ma con la Libia «madrina» dei diritti civili non può dire chiaro: noi siamo contro la guerra, però Saddam Hussein ci racconta bugie ed è ora che la smetta. Gli Stati Uniti pagano il prezzo di mezzo secolo di opportunismi. Tutelare lo shah di Persia in funzione antisovietica ha fatto nascere prima il fondamentalismo islamico, poi il mostro Saddam Hussein. La politica dei «Due Pilastri» filoamericani, Arabia Saudita e Iran, è crollata. Provare a sostituire Saddam allo shah era ridicolo. Adesso la casa regnante saudita si appresta a sfrattare i marines. Senza un appoggio in Iraq, gli Stati Uniti temono di tornare agli Anni Trenta, quando la Gran Bretagna dominava il Medio Oriente e loro elemosinavano qualche bidone di petrolio.
    L'Europa, la nostra cara Europa, dovrebbe fare un esame di coscienza.

    I francesi costruirono, pagati in valuta pesante, il reattore nucleare per Saddam, sapendo benissimo che la sua funzione era bellica e non civile. I tedeschi mandarono tecnici ad allestire l'arsenale chimico e batteriologico iracheno che adesso i felpati ispettori Blix e ElBaradei provano a scovare.
    La violenza della tragedia cancellerà presto la cipria della commedia.
    Se l'Onu continua a trascinare i piedi, anziché far da protagonista, il suo ruolo si perde.
    Se l'Europa parla mille dialetti salvo poi trovare un linguaggio unico di luoghi comuni, «la pace è migliore della guerra!», dovrà dedicarsi all'agricoltura e non alla geopolitica. E se gli Stati Uniti dimenticano che possono vincere da soli la guerra contro Saddam (ma nella Guerra del Golfo la Guardia repubblicana si battè alla morte, con le divisioni Tawakalnah, Madinah Muwrah corazzata, Adnan e Nabucodonosor, o riuscì a ritirarsi ordinatamente) ma non ricostruire un Iraq stabile, preparano ore difficili.
    Ognuno insegue il proprio «interesse nazionale» come vivessimo ai tempi di Machiavelli e Guicciardini. Viviamo invece in un mondo globale, dove insieme si prospera o ci si immiserisce. Se gli Usa vanno in guerra e si impantanano, la crisi economica rosicchierà il benessere europeo. Se la follia di Saddam porta il prezzo del petrolio a 80 dollari al barile, i primi a pagare con la fame saranno i poveri del pianeta, finiti gli aiuti e rovinate le anemiche economie locali. Queste sono le tragedie dietro l'angolo. Ma perché crucciarsi? Meglio la commedia, meglio giocare a chi trova l'insulto più divertente. Sentite questa: «Bush e Chirac entrano in un bar con Berlusconi e Blair...».

    www.corriere.it/riotta

  9. #9
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    Predefinito Stalin ....... e chi altro?

    desidererei sapere chi ha dato dello stanlinista a qualcuno:
    citare, luoghi, libri, interventi ecc. ecc.
    la vignetta perchè di vignetta si tratta e non di più dei rep. Lombardi è puramente indicativa e non ne farei un casus belli.

  10. #10
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    Predefinito

    Sotto i baffi di Stalin Picasso etc etc, e si cita anche il PCI.
    Ugo la Malfa ci discuteva nel 60 con il PCI, e noi oggi tiriamo fuori i PArtigiani della Pace . I muri non sono ancora caduti per noi: chi manifesta per la pace oggi per il PRI è adiacente ai nazisti ( come se la colpa della seconda guerra mondiale risiedesse solo nella Conferenza di Monaco) ed ha l'animus degli stalinisti del PCI.
    Ottimo.
    saluti
    echiesa

 

 
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