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Citazione:
Originally posted by Roscetta
si rischia di cadere in frasi fatte.....Dio è Dio e basta....nessuna definizione(positiva s'intende) è sufficiente a definirlo..
Dio è Dio è una tautologia insignificante.
Il fatto che di Dio sia difficile (impossibile?) parlare non ci può impedire di farlo, visto che se c'è qualcosa di cui vale la pena di parlare è proprio di Lui..La definizione è quindi impossibile? Parlare significa definire?
Cosa può la ragione?
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Citazione:
Originally posted by TheDruid
"Matto è chi spera che nostra ragione
possa trascorrer la infinita via
che tiene una sustanza in tre persone"
Dante, Purgatorio, canto III, vv. 34-36
Fatta questa doverosa premessa, rispondo alla domanda di Thomas, con le parole di Apocalisse 4, 8
qui non diligit non novit Deum quoniam Deus caritas est
Dio è Amore :)
Dante si riferisce alla conoscenza della Trinità, che non è possibile alla ragione naturale, e sono d'accordo.
Spero nella ragione ad altri fini quindi.
Dio è Amore...l'amore è opera sinergica di volontà e intelletto, quindi Dio sarebbe essere dotato di intelligenza e volontà che ama. Tuttavia questo amore non ha lo stesso significato dell'amore umano, è altro.
Questo amore è un'acquisizione puramente teologica?
Di questo essere diciamo che ama...ma in sè?
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Resta una intelligenza assolutamente diversa da quella umana, come ne parliamo?
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Cosa sei dunque, Dio mio? Cos’altro, di grazia, se non il Signore Dio? Infatti chi è Signore all’infuori del Signore, chi Dio, all’infuori del nostro Dio? (Sal 17,32). O sommo, ottimo, potentissimo, onnipotentissimo, misericordiosissimo e giustissimo, remotissimo e presentissimo, bellissimo e fortissimo, stabile e inafferrabile, immutabile che tutto muti, mai nuovo, mai decrepito, rinnovatore di ogni cosa, che a loro insaputa porti i superbi alla decrepitezza (Gb 9,5); sempre attivo, sempre quieto, che raccogli senza bisogno; che porti e riempi e serbi, che crei e nutri e maturi, che cerchi mentre nulla ti manca. Ami, ma senza smaniare, sei geloso e tranquillo, ti penti ma senza soffrire, ti adiri e sei calmo, muti le opere ma non il disegno, ricuperi quanto trovi e mai perdesti; mai indigente, godi dei guadagni; mai avaro, esigi gli interessi; ti si presta per averti debitore, ma chi ha qualcosa, che non sia tua? Paghi i debiti senza dovere a nessuno, li condoni senza perdere nulla.
Che ho mai detto, Dio mio, vita mia, dolcezza mia santa? Che dice mai chi parla di te? Eppure, sventurati coloro che tacciono di te, poiché sono muti ciarlieri."
Agostino, Le Confessioni, 1,3-1,4
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Però vedi, il silenzio non è un modo di parlare.
La contemplazione è esperienza che va comunicata e va comunicata anche, in qualche modo, con la parola...