dal quotidiano LIBERO di oggi, 6 marzo 2005:
" « Non speculate su Nicola »
di TOMMASO MONTESANO
ROMA - « Speculare sulla morte di Nicola Calipari per chiedere il ritiro delle truppe italiane dall'Iraq èuna grande offesa alla sua memoria. Un poliziotto che cade a Baghdad non deve essere strumentalizzato a fini politici » . Filippo Saltamartini e il direttore delle operazioni internazionali del Sismi si erano conosciuti nel 1997, quando Calipari indossava ancora la divisa della Polizia di Stato. « Per la precisione ci siamo incontrati per la prima volta nel mese di ottobre durante il sequestro Soffiantini » , ricorda il segretario generale del Sindacato autonomo di polizia ( Sap), la sigla che rappresenta oltre 20mila poliziotti italiani. « Il 17 ottobre 1997 ci fu il blitz di Riofreddo per catturare i rapitori con il finto pagamento di un riscatto. Calipari era uno degli investigatori che dirigeva quell'operazione » . Operazione in cui perse la vita l'ispettore dei Nocs Samuele Donatoni. Che ricordo le lasciò Nicola? « Era una persona eccezionale, dotata di grandi qualità professionali. Il suo sacrificio in Iraq rientra nella sua cultura più profonda di servitore dello Stato. La sua perdita deve essere ricordata sottolineando il valore e la convinzione che lo animavano » . A sinistra, però, sono tornati a chiedere a gran voce il ritiro delle truppe italiane. « La missione del nostro contingente nella regione merita il sostegno di tutti gli italiani. La guerra in Iraq èsta ta necessaria per contrastare il terrorismo internazionale e per irretire i radicalismi. E non solo... » . Spieghi. « Se noi nelle operazioni antiterrorismo non partecipiamo direttamente nei teatri operativi, come possiamo pensare che gli altri Paesi, gli altri servizi segreti, ci possono passare le informazioni? La presenza del Sismi in Iraq serve anche per garantire una maggiore sicurezza interna » . Cosa pensa dei toni antiamericani utilizzati da giornali e partiti dell'opposizione? « Probabilmente sono già entrati in campagna elettorale. Campagna elettorale regionale, ricordiamolo, che anticipa di appena un anno quella per le Politiche. Mala morte di Calipari andrebbe giudicata a freddo » . A sinistra, però, salvo alcune eccezioni, il ritiro dei soldati lo chiedono da due anni. « Non credo che l'attuale opposizione, se diventasse maggioranza, potrebbe tenere la stessa posizione. Non serve una cultura della pace a senso unico, la stessa che negli anni Settanta sosteneva la tesi del disarmo delle forze di polizia. Li ricordo ancora i loro striscioni, compresi quelli dei sindac at i . . . » . Oggi come allora, non è cambiato nulla? « Noi abbiamo iniziato una raccolta di firme per istituire in Italia un " memorial day" sul modello di quello americano in onore di tutti i caduti. Da noi questa cultura ancora non c'è. Anche noi dovremmo ricordare coloro che si sono immolati in nome dei valori. Il fatto che Calipari sia morto in un'operazione per liberare una giornalista dovrebbe unire il Paese » . Lei è al vertice del Sap da sette anni. Dal G8 di Genova alle manifestazioni in cui si è urlato " dieci, cento, mille Nassiriya", per la sinistra gli uomini in divisa sono sempre i nemici. « Qualcuno ha rispolverato vecchi slogan, ma la storia non tornerà indietro e l'Italia non cambierà orientamento. Questo, però, abbiamo il diritto di rivendicarlo noi delle forze dell'ordine, che con il nostro sangue abbiamo pagato un prezzo altissimo per portare il Paese fuori dal terrorismo » . Pier Scolari, il compagno di Giuliana Sgrena, dicendo a Silvio Berlusconi che Calipari è morto per la « vostra guerra » , ha indirettamente accusato il governo della morte del funzionario del Sismi. « Chi ha una missione da compiere come la nostra, come quella di Calipari, sa che si può rischiare la pelle, si può essere eroi perché c'è un dovere superiore da compiere: quello di salvaguardare i diritti di altri popoli » . "
Saluti anticomunisti




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