Visualizzazione Stampabile
-
Citazione:
In Origine Postato da MarcoM
Noi siamo in missione di pace.
L'Iraq attualmente non si può definire pacificato a causa dei terroristi.
Chiaramente non si va in missione di pace (=portare la pace) dove non ce ne sia bisogno.
Così è chiaro?
Sulla frase di Berlusconi (malgrado sia decontestualizzata) potete fare della facile ironia, ma leggendo vari reportage (per voi sicuramente provenienti da cronisti embedded) si può vedere come la vita, tutto sommato, scorra regolarmente (mercati, scuole, ospedali, elezioni, ecc..).
Certo se qualcuno evitasse di far affluire finanziamenti ai terroristi ignorando qualunque regola di normale prudenza e trovandosi rapito...forse la situazione sarebbe ancora migliore.
Attendo notizie sulle procedure di ingaggio "internazionalmente accettate" sul come fermare un veicolo al check-point.
Grazie.
Siamo i missione di pace??? E allora eprche facciamo aprte delle forze alleate? Se siamo in missione di pace a maggior ragione l'uccisione dello 007 Italiano e' un OMICIDIO.
-
Citazione:
In Origine Postato da MarcoM
Noi siamo in missione di pace.
L'Iraq attualmente non si può definire pacificato a causa dei terroristi.
Chiaramente non si va in missione di pace (=portare la pace) dove non ce ne sia bisogno.
Così è chiaro?
Sulla frase di Berlusconi (malgrado sia decontestualizzata) potete fare della facile ironia, ma leggendo vari reportage (per voi sicuramente provenienti da cronisti embedded) si può vedere come la vita, tutto sommato, scorra regolarmente (mercati, scuole, ospedali, elezioni, ecc..).
Certo se qualcuno evitasse di far affluire finanziamenti ai terroristi ignorando qualunque regola di normale prudenza e trovandosi rapito...forse la situazione sarebbe ancora migliore.
Attendo notizie sulle procedure di ingaggio "internazionalmente accettate" sul come fermare un veicolo al check-point.
Grazie.
Mi spiace ma sei, non poco, fuori strada.
Dal punto di vista del diritto internazionale la nostra sarebbe qualificabile missione di pace se fossimo neutrali tra le due parti in contesa. Ossia se operassimo quale forza di interposizione tra due belligeranti.
In Iraq, purtroppo, non possiamo essere qualificati forza di interposizione perchè, da qualunque parte la si voglia guardare, manca sempre una parte.
Per esempio:
- siamo lì per difendere gli iraqeni. Da chi? L'unica risposta logicamente possibile è che si difende una nazione o un'etnia dall'aggressione portata da un'altra nazione/etnia. Ora chi sono gli stranieri in Iraq? Quelli che vedo io, sono gli appartenenti alle forze della coalizione, ergo se fossimo forza di pace dovremmo interporci tra iraqeni e statunitensi ......
- siamo lì per difendere 'il resto del mondo' dai terroristi iraqeni. Nobilissimo intento, peraltro, se identifichiamo come 'altra parte' il resto del mondo possiamo tranquillamente identificare qualsiasi guerra di aggressione come operazione di peace keeping tra l'aggredito e 'il resto del mondo'.
La realtà è che siamo lì come forza di occupazione in un paese ove, almeno una parte, ci è ostile ed è qualificabile come parte belligerante.
Ora dire, come dite, che in Iraq c'è la guerra, ma che noi siamo lì in missione di pace è affermare e negare la stessa cosa.
Ergo: SIAMO IN GUERRA O NO? CI AVETE TRASCINATO IN UN CONFLITTO O NO?
PS Se si, gli americani erano legittimati a sparare sull'auto della Sgrena. Ma se no, allora trattasi a tutti gli effetti di omicidio.
-
L'Iraq non è ancora un Paese libero dal terrorismo. Il cammino verso la democrazia non è ancora interamente compiuto.
Per queste ragioni, per la libertà del popolo iracheno, per il senso di responsabilità verso la comunità internazionale, per la costruzione di un futuro di pace per tutti, il Governo non intende far dimettere l'Italia dalle sue responsabilità e rivendica, con orgoglio, quanto ha fatto fino ad oggi, come ha riconosciuto il Segretario generale dell'ONU, che ha voluto tributare un pubblico elogio all'Italia ed nostri soldati di pace.
In tale situazione, che è certamente nuova e che noi abbiamo contribuito a costruire, l'Italia resterà in Iraq. Resterà fedele agli scopi della sua missione militare di pace ed alle sue alleanze, finché non saranno sconfitte le bande armate che hanno ucciso ventidue nostri concittadini, diciannove dei quali erano soldati inviati in tale paese per garantire, con il loro sacrificio ed il loro lavoro, la ricostruzione del benessere e della libertà degli iracheni e la costruzione, anche per tutti noi, di un futuro libero dall'intolleranza, dalla sopraffazione e dal terrorismo.
Chiarissimo intervento di Berlusconi al Parlamento.
Notare in particolare l'apprezzamento dell'ONU per la nostra missione di pace (peace-keeping, meglio così?).
Sulla tragedia del nostro agente ribadisco: chi ha la responsabilità dell'accaduto ne dovrà rispondere, italiano o americano che sia.
-
Citazione:
In Origine Postato da MarcoM
L'Iraq non è ancora un Paese libero dal terrorismo. Il cammino verso la democrazia non è ancora interamente compiuto.
Per queste ragioni, per la libertà del popolo iracheno, per il senso di responsabilità verso la comunità internazionale, per la costruzione di un futuro di pace per tutti, il Governo non intende far dimettere l'Italia dalle sue responsabilità e rivendica, con orgoglio, quanto ha fatto fino ad oggi, come ha riconosciuto il Segretario generale dell'ONU, che ha voluto tributare un pubblico elogio all'Italia ed nostri soldati di pace.
In tale situazione, che è certamente nuova e che noi abbiamo contribuito a costruire, l'Italia resterà in Iraq. Resterà fedele agli scopi della sua missione militare di pace ed alle sue alleanze, finché non saranno sconfitte le bande armate che hanno ucciso ventidue nostri concittadini, diciannove dei quali erano soldati inviati in tale paese per garantire, con il loro sacrificio ed il loro lavoro, la ricostruzione del benessere e della libertà degli iracheni e la costruzione, anche per tutti noi, di un futuro libero dall'intolleranza, dalla sopraffazione e dal terrorismo.
Chiarissimo intervento di Berlusconi al Parlamento.
Notare in particolare l'apprezzamento dell'ONU per la nostra missione di pace (peace-keeping, meglio così?).
Sulla tragedia del nostro agente ribadisco: chi ha la responsabilità dell'accaduto ne dovrà rispondere, italiano o americano che sia.
L'IRAQ none' un paese libero percheì eì occupato da forze straniere.
-
Citazione:
In Origine Postato da FLenzi
L'IRAQ none' un paese libero percheì eì occupato da forze straniere.
In base al tuo ragionamento era libero quando c'era Saddam.
Giusto?
:K
-
Citazione:
In Origine Postato da MarcoM
In base al tuo ragionamento era libero quando c'era Saddam.
Giusto?
:K
Secondo il mio ragionamento l'IRAQ ADESSO NON E' LIBERO, il resto sono solo sue sconclusionate deduzioni che non hanno niente a che fare conq uello che ho detto io.
Saddam, da me sempre contestato, le ricordo era in ottimi raporti con gli USA e quindi con voi BANANAS, se per favore ci spiegate perche' vi siete accorti solo adesso che era un dittatore ve ne saremmo grati:
P.s.: Sa che Buttiglione testimoniera' a favore nel processo conto Tarakaziz (Non si scrive cois' ma si capisce).
-
Citazione:
In Origine Postato da MarcoM
Noi siamo in missione di pace.
Se fossimo in missione di pace dovremmo schierarci contro gli americani, unici responsabili della mancanza di pace in Iraq!
-
Citazione:
In Origine Postato da MarcoM
L'Iraq non è ancora un Paese libero dal terrorismo. Il cammino verso la democrazia non è ancora interamente compiuto.
Per queste ragioni, per la libertà del popolo iracheno, per il senso di responsabilità verso la comunità internazionale, per la costruzione di un futuro di pace per tutti, il Governo non intende far dimettere l'Italia dalle sue responsabilità e rivendica, con orgoglio, quanto ha fatto fino ad oggi, come ha riconosciuto il Segretario generale dell'ONU, che ha voluto tributare un pubblico elogio all'Italia ed nostri soldati di pace.
In tale situazione, che è certamente nuova e che noi abbiamo contribuito a costruire, l'Italia resterà in Iraq. Resterà fedele agli scopi della sua missione militare di pace ed alle sue alleanze, finché non saranno sconfitte le bande armate che hanno ucciso ventidue nostri concittadini, diciannove dei quali erano soldati inviati in tale paese per garantire, con il loro sacrificio ed il loro lavoro, la ricostruzione del benessere e della libertà degli iracheni e la costruzione, anche per tutti noi, di un futuro libero dall'intolleranza, dalla sopraffazione e dal terrorismo.
Chiarissimo intervento di Berlusconi al Parlamento.
Notare in particolare l'apprezzamento dell'ONU per la nostra missione di pace (peace-keeping, meglio così?).
Sulla tragedia del nostro agente ribadisco: chi ha la responsabilità dell'accaduto ne dovrà rispondere, italiano o americano che sia.
So benissimo cosa sostiene il premier sull'iraq. La mia domanda, però, era un'altra:
COM'E' LA SITUAZIONE IN IRAQ? QUALI SONO LE FAZIONI CHE SI STANNO SCONTRANDO? NOI SIAMO NEUTRALI O NE APPOGGIAMO APERTAMENTE UNA AI DANNI DI UN'ALTRA? I SUNNITI SONO O NO TUTELATI?
-
Citazione:
In Origine Postato da Bellarmino
Se fossimo in missione di pace dovremmo schierarci contro gli americani, unici responsabili della mancanza di pace in Iraq!
Come osa shierarsi contro gli ameri-cani, loro esportano democrazie e la democrazia si sa si paga con il sangue degli innocenti.
-
Citazione:
In Origine Postato da FLenzi
Come osa shierarsi contro gli ameri-cani, loro esportano democrazie e la democrazia si sa si paga con il sangue degli innocenti.
così, tanto per sdrammatizzare, direi che un buon motivo per schierarsi contro gli ameri-cani è l'aumento pazzesco del prezzo del petrolio... ma non erano andati in Iraq per fottere il petrolio agli iraqeni? :D