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Una delle battaglie più forti e incisive di Umberto Bossi e del Carroccio sul territorio è quella per cui la Lega si schiera a favore dei vecchi, cari negozi. Il che significa un modello di città in cui la distribuzione commerciale sia adeguatamente ripartita, plasmata su una rete diffusa: senza lo stravolgimento, sul piano urbanistico e ambientale, dovuto al proliferare dissennato di centri commerciali e ipermercati.
Solo in questo modo la valenza non solo economico-produttiva, ma anche sociale e culturale dell’emporio tradizionale viene salvaguardata: assicurando al contatto venditore-acquirente quei connotati di rapporto “a misura d’uomo” che la spersonalizzante dimensione di massa del centro commerciale impedisce alla radice.
Anche perché, soprattutto nei comuni minori o nelle frazioni isolate, non è davvero così confortevole mettersi in macchina ogni volta per un autentico viaggio in direzione dell’ipermercato (relativamente) più vicino. E che comunque intere fasce della popolazione, a partire dagli anziani, hanno solo vantaggi dal trovare sotto casa o all’angolo della via quei punti vendita che in pratica esauriscono le necessità della spesa quotidiana. Con la possibilità comunque di scambiare quattro chiacchiere - magari in dialetto - con amici e conoscenti e con gli stessi negozianti.
Arriva invece la notizia che Carrefour, numero due in Europa della grande distribuzione, si rafforza ulteriormente in Italia grazie a un accordo che gli apre le porte per il controllo di Finiper, gruppo di cui già detiene il 20% e che opera con 24 ipermercati e con vendite per 1,6 miliardi. Lo ha annunciato il gruppo francese precisando di aver raggiunto un’intesa con il principale azionista di Finiper, Marco Brunelli, che prevede una “call option” per Carrefour sul 31% di Finiper e una “put option” di Brunelli su circa l’80% di Finiper che ancora non controlla.
Questa operazione, precisa Carrefour, si iscrive nella sua strategia di rafforzare la sua posizione in Italia, dove è già uno dei primi. L’intesa con Finiper segue l’accordo di franchising raggiunto con CE.Di.Marche per 66 supermercati nelle Marche. Il gruppo francese è presente in Italia con 1.246 ipermercati, supermercati e altri punti di vendita (di cui 411 integrati e il resto in franchise). Nel 2003 il fatturato di Carrefour Italia ha raggiunto i 6,4 miliardi di euro.
Ma le cifre non dicono tutto, perché, guarda caso, Carrefour ha comunicato sempre ieri che - a causa di un calo del 15% nell’utile consolidato del gruppo - abbandonerà il mercato messicano e giapponese. Evidentemente, se il colosso d’Oltralpe punta in modo massiccio sul nostro Paese è perché ritiene si tratti di un anello debole della catena. Un mercato da sottoporre a un continuo assalto che, di concentrazione in concentrazione, assicuri un controllo oligopolistico. Riempiendo così al massimo la sporta della spesa.
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