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  1. #1
    INSubrian SOCialism
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    Arrow Ricevo e inoltro messaggio di N.Gobbi (Consigliere Canton Ticino)

    Cari Amici Padani e Insubri

    Di seguito trovate il link dove potrete votare e difendere l'Onore Padano contro l'ennesimo attacco dei Savoia! Infatti, il deputato cantonale socialista Sergio Savoia (quando la Storia si ripete, eh!) ha sferrato un duro attacco contro la manifestazione di domenica a Lugano-Castagnola.

    Il buon deputato si è però dimenticato che:

    1) la manifestazione era autorizzata dalla Città di Lugano (a differenza di quella dei suoi amichetti del centro sociale)

    2) il divieto dei comizi "esteri" in terra elvetica non c'è più (perché non si è ricordato che in Svizzera si tennero la fondazione della Internazionale Socialista e del Sionismo ebraico???)

    Eccovi il link dove potete difendere la Padania dai vili quanto sterili attacchi di certi deputati.

    http://www.tio.ch/common_includes/pa...=boiaimpiccato

    Diffondete questo messaggio e sotterriamo una volta per tutte l?arroganza dei Savoia!


    Liberi e ticinesi saluti

    Norman Gobbi



    Norman Gobbi

    Deputato al Gran Consiglio ? Repubblica e Cantone TICINO

    CH ? 6775 Ambrì-Piotta l [email protected] [email protected] l Web http://www.vais.ch

    U +41 91 868 3053 l F +41 91 868 3063 l M +41 79 621 7044

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  2. #2
    INSubrian SOCialism
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    Lega Nord e Lega dei Ticinesi dalla parte della gente!

    UNITI CONTRO L'EUROPA!


    Benvenuto onorevole Umberto Bossi! Benvenuto leader storico della Lega nord, cui ci accomunano molte idee, dalla difesa del federalismo a quella dell’economia locale e dell’identità dei popoli contro il caos e l’impoverimento provocati da internazionalismo, europeismo e globalizzazione!

    Abbiamo apprezzato l’auspicio espresso nei giorni scorsi da lei, onorevole Bossi, di un’annessione della Padania alla Svizzera. A questo proposito proponiamo di annettere anche una parte di Liguria, e segnatamente Genova, in modo da disporre di un importante sbocco commerciale sul mare!

    Di sicuro, se fossero i cittadini del Nord Italia a dover decidere se stare con il governo di Roma o se andare con la Svizzera, non ci sarebbe storia. Ma purtroppo il Nord Italia e la Padania in particolare è ancora territorio della Repubblica italiana. E la popolazione è costretta a convivere con una consistente fetta della prima Repubblica. Quella prima Repubblica che l'adesione dell'Italia all' Europa centralista e antidemocratica non ha di sicuro contribuito a spazzar via.

    I poteri forti che in Italia non permettono che il popolo voti sulla Costituzione europea purtroppo contaminano anche la Svizzera, spingendola verso la deriva europeista. Per fortuna da noi la gente reagisce. Movimenti come la Lega dei Ticinesi, i Democratici svizzeri e parte dell’UDC, stanno infatti facendo in modo che i cittadini elvetici si possano esprimere in votazione su due trattati di capitale importanza per il nostro futuro. Il primo prevede l’introduzione della libera circolazione delle persone non solo con i primi 15 Stati membri dell’UE, ma anche con i 10 nuovi Stati membri; il secondo, quello di Schengen/Dublino, vorrebbe abolire le frontiere.

    In una Svizzera già ora confrontata con un grave problema occupazionale, con una crescita economica interna sotto zero, e con un fenomeno di dumping salariale che sta creando decine di migliaia di working poor, i movimenti popolari e regionali sono rimasti i soli a difendere gli interessi della nazione; spero che i movimenti popolari e regionali italiani facciano lo stesso.

    Come la Lega Nord, anche noi ci siamo sempre schierati contro l’abbraccio mortale dell’Unione europea delle multinazionali, della globalizzazione e dell’internazionalismo, che sta rapidamente cancellando il nostro benessere, le nostre tradizioni, le nostre certezze costruite in decenni di duro lavoro. Come la Lega Nord, anche noi rifiutiamo questa UE che non solo non fa nulla per difendere la propria gente e la propria economia dalla concorrenza sleale dell'Est europeo e della Cina, ma anzi, con i suoi "aiuti allo sviluppo" contribuisce a finanziarne il dumping fiscale!

    La via da percorrere è una sola: spazzare via questa Europa, che ci ha resi tutti più poveri e più insicuri, e che pesa come una spada di Damocle sul futuro dei nostri giovani, sempre più in difficoltà nel trovare uno sbocco professionale.

    L’Unione europea che si sta creando è infatti l’Europa di pochi super-ricchi e di alcune decine multinazionali che, in nome della globalizzazione, vogliono uniformare verso il basso il tenore di vita dei cittadini. Mi domando allora come mai i popoli del Nord Italia, gli Svizzeri che stanno venendo coinvolti loro malgrado nel carrozzone europeo, ma anche la Baviera, la Francia, e altre nazioni e regioni benestanti di questo continente, esitino a ribellarsi al superstato dei burocrati che ruba benessere e libertà, e si facciano cogliere impreparati quando non narcotizzati. Speriamo che prima o poi (meglio prima che poi) qualcuno riesca ad invertire la marcia.

    Il Nord Italia dovrebbe diventare ora un banco di prova per costruire anche nella vicina Penisola quel federalismo “alla Svizzera” che la Lega Nord auspica; non bisogna tuttavia dimenticare che le vere rivoluzioni si fanno, oltre che con il consenso popolare, anche con un'equa ripartizione delle risorse fiscali.

    Uno dei problemi più urgenti che, nella sua lodevole impresa, la Lega Nord si troverà a risolvere, sarà infatti la creazione di un vero federalismo fiscale, che permetta alla Padania di mantenere sul territorio le proprie risorse fiscali. A Roma andrebbe mandato solo il necessario per garantire la difesa nazionale, lo svolgimento di alcuni compiti sociali, in particolare pensionistici, e in generale il funzionamento di uno Stato federale.

    In Svizzera ad esempio, tra imposte dirette ed indirette, ai Comuni e ai Cantoni resta il 60% circa del gettito fiscale, mentre il 40% va alla Confederazione.

    Non pretendo ovviamente di insegnarle nulla, ma è chiaro, caro Umberto, che senza i necessari “danée”, il federalismo in Italia non vedrà mai la luce… a meno che la Padania non decida di marciare su Roma!

    Benvenuto, onorevole Bossi, nella Lugano che Carlo Cattaneo, padre del federalismo, scelse come sua seconda patria dal 1848 alla morte! Benvenuto, e auguri sia per le sue presenti e future battaglie politiche, sia per la sua salute!

    Giuliano Bignasca

    www.mattino.ch

  3. #3
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    Lugano - La visita di Bossi e delle trecento camice verdi al seguito alla dimora di Carlo Cattaneo fa discutere

    Visita culturale o comizio? I deputati svizzeri si interrogano su Bossi a Lugano

    La visita di Umberto Bossi alla casa di Carlo Cattaneo ha lasciato un piccolo strascico polemico tra i deputati svizzeri. Qualcuno si chiede se quello di Bossi in terra elvetica sia stato un comizio o solo una visita. A farlo è Sergio Savoia granconsigliere, ossia membro del Legislativo, al quale chiede se sia possibile che un leader politico di un partito italiano seguito da centinaia di sostenitori possa tenere un comizio in terra elvetica senza relative autorizzazioni:«La visita di Bossi si è effettivamente trasformata in un comizio - ha detto Savoia - dunque è trasceso in qualcosa che non era autorizzato. E' prassi accettabile che si autorizzino manifestazioni da parte di partiti politici esteri che utilizzano il nostro territorio come palcoscenico per le proprie azioni?» L'interrogazione di Savoia riguarda anche il ruolo che le istituzioni svizzere hanno avuto nell'avallare questo tipo di manifestazioni:«Vi è stata un'adesione ufficiale da parte delle autorità elvetiche o si tratta di una partecipazione a titolo privato?». Il riferimento è alla presenza di Giuliano Bignasca della Lega dei Ticinesi. Ha fatto discutere, dunque, la visita del leader del Carroccio che, effettivamente, ha fatto una scelta fuori dagli schemi per ripresentarsi al grande pubblico perfettamente in sintonia con lo stile del Senatur.

    Giovedi 10 Marzo 2005



    www3.varesenews.it

 

 

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