L'AMORE E' COME IL DOPING, DICE UNO PSICHIATRA FRANCESE

PARIGI - ''Un filtro d'amore'', si leggeva nelle favole, ''un incantesimo'': per lo psichiatra francese, specialista in tossicodipendenze, Michel Reynaud, l'innamorato si comporta ne' piu' ne' meno come un drogato. E il doping che usa non e' nemmeno dei piu' leggeri: crea dipendenza, se ne vuole sempre di piu' e fa rischiare l'overdose.

In un libro a meta' fra lo scientifico e il divulgativo - 'L'amore e' una droga leggera...in generale' - lo psichiatra descrive la passione che nasce fra due esseri umani come il consumo di una droga del quale si ha un bisogno sempre piu' smisurato: ''siamo drogati della pelle dell'altro - scrive - ci inebria, ci rende meravigliosamente felici e dipendenti. Lo si sospetta di averci somministrato un filtro, gli si ripete 'mi manchi' e si soffre in sua assenza, basta rivederlo per tornare ancora meravigliosamente felici...si sfiora l'overdose di dolore e si ha paura che possa essere fatale''.

Reynaud e altri suoi colleghi sono rimasti colpiti nell'osservazione sistematica dei comportamenti degli innamorati e dei tossicodipendenti, dall'alternanza di esaltazione e disperazione a seconda della presenza o dell'assenza dell'essere o della sostanza desiderata. La differenza e' nell'evoluzione: che nel rapporto fra due persone puo' diventare un rapporto piu' impegnativo e duraturo, ma che rischia talvolta di deviare verso passioni distruttrici, proprio come nel caso della droga.

La neurobiologia da' man forte a Reynaud: ''da pochi anni disponiamo - scrive lo psichiatra - di informazioni scientifiche che corroborano la tesi che il famoso 'filtro d'amore' possa rendere schiavi come una sostanza stupefacente. A lungo abbiamo rifiutato di ammettere, per mancanza di dati scientifici, ma anche per questioni morali, che cio' che rende dipendenti, in entrambi i casi, e' la dimensione del piacere''.

E la neurobiologia insegna che in entrambi i casi - amore e droga - interviene l'aumento di una sostanza nel cervello neuromediatore, la dopamina, che da' stimoli creativi, voglia di scoprire, di saperne di piu', di provare ad andare oltre. In realta', il corpo umano e' ''programmato'' per il piacere, cosi' come dimostrato dal complicato sistema di neurorecettori e neurotrasportatori chimici che esistono a tale scopo. Tutto, pero', e' gia' pronto per ''tornare a uno stato di maggior neutralita' - spiega lo studioso - qualora il piacere venga a mancare, senza soffrire di mancanza intollerabile''. Al contrario, come nel caso di droghe e amore, quando il piacere arriva in ''dosi massicce'', impreviste dal sistema, la mancanza diventa ''intollerabile''.
da http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/...743190955.html

Ora, ma come si fa a dire queste scemenze: L'"amore è come una droga". Ma sarà il contrario!? Ma saranno le droghe a simulare, stimolando le zone adeguate del cervello, delle reazioni che l'essere umano ha normalmente relazionandosi con l'ambiente?!

E poi il bello è che la gente ci crede a queste cazzate!