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  1. #1
    Indipendentista sardu
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    Talking Sudtirolu: Lingua Italiana o Lingua Allemanna? Is sudtirolesus no tenint dudas...

    Castiais custu artigulu apitz'e sa consideradura ki tenint in Sudtirolu po sa Lingua Italiana... Una Lingua ki prus passat su tempu, e prus est mancu imperada, apitz'e totu in sa toponomastiga (sa toponomastiga italiana de su Sudtirolu est cantu de prus artifiçali ki podit esisti, cumentzendi da su nomini "Alto Adige")...

    Là:



    Venerdì, 11 Marzo 2005





    Bolzano, il turismo proclama la secessione
    Il sito Internet ufficiale che cura il marketing della provincia adotta la lingua tedesca. Interrogazione in Parlamento


    Bolzano
    Alto Adige addio. D'ora in poi, nel mondo, la più settentrionale delle province italiane sarà conosciuta solo come «Suedtirol». Sì, proprio così, in tedesco. Con tanto di "puntini" sopra la "U", che nell'alfabeto italiano non esistono. Eppure, dal primo gennaio, l'Alto Adige -Suedtirol Marketing, l'agenzia che cura la promozione turistica della provincia in Italia e nel mondo, ha deciso di adottare un solo logo ufficiale. Quello tedesco: Suedtirol, scritto in verde sopra delle vette alpine stilizzate e coloratissime.

    Ma non basta, anche il sito internet è tedesco (www.suedtirol.info), e se provate quello italiano (www.alto adige .info) vi rinvia alla versione italiana del primo. In pratica non esiste, ed è di fatto impossibile consultarlo dall'estero, dove è leggibile solo quello in tedesco.

    L'iniziativa, passata inizialmente in sordina, è deflagrata l'altro ieri a Montecitorio, dove il deputato bellunese di Forza Italia Maurizio Paniz, che da tempo ha nel mirino i privilegi alto atesini, ha presentato un'interpellanza al presidente Berlusconi e al Ministro per gli Affari Regionali Enrico La Loggia. Riassunta brevemente la situazione, Paniz chiede cosa il governo intenda fare «affinché cessi questa discriminazione a danno dei cittadini di lingua italiana in una provincia che appartiene allo Stato italiano, e quali iniziative si intendano assumere affinché la lingua italiana rimanga comunque utilizzata in tutti gli atti e denominazioni ufficiali o rilevanti sotto il profilo della promozione turistica anche nella Provincia Autonoma di Bolzano».

    La polemica è antica, e risale ai tempi del Fascismo, quando Ettore Tolomei studiò, e nella stragrande maggioranza dei casi inventò, i nomi italiani di una regione quasi esclusivamente di lingua tedesca, appena conquistata con le armi. Tra questi anche, appunto, "Alto Adige ". Per i tirolesi, invece, quello rimaneva solo il loro Suedtirol.

    Nel secondo dopoguerra, condite da un bel po' di bombe, le rivendicazioni della maggioranza tedesca dell'Alto Adige permisero di conquistare un'autonomia senza precedenti. Fondata su quella che è diventata una religione: il bilinguismo. Tutto rigorosamente in due lingue, sempre, comunque. Ciò per non offendere i sentimenti dei cittadini di lingua tedesca, ossessionati dal rischio di italianizzazione, e per tutelare gli italiani, da sempre considerati di fatto stranieri. Cominciando dalla dichiarazione di appartenza ad un gruppo etnico che ognuno, da quelle parti, deve fare. A Bolzano non esistono cittadini, ma prima di tutto "tedeschi", "italiani" e "ladini".

    Il risultato è stato un castello di norme, a volte anche assurde, cominciando dalla cosiddetta «proporzionale». Su 10 impiegati pubblici, dai medici ai docenti, 6 dovevano essere di lingua tedesca, 3 italiana e 1 ladina. Le proporzioni, grosso modo, dei gruppi etnici presenti a Bolzano. Il che faceva sì che se non c'erano candidati per un posto di medico di lingua italiana all'ospedale di Brunico, questo rimanesse vacante. E viceversa. E poi il terribile "patentino": l'esame di tedesco o di italiano, a seconda del gruppo etnico di partenza, che ogni alto atesino doveva superare per poter ambire ad un posto pubblico. Per arrivare alla rigida suddivisione delle scuole: italiani da una parte e tedeschi dall'altra. Con nessuna possibilità degli uni di andare nella scuola degli altri. Asili compresi.

    Per la Suedtiroler Volkspartei (Svp), la rigida distinzione e distanza dei gruppi etnici è il presupposto della propria esistenza. Così, norme che ad altre latitudini venivano brutalmente definite "apartheid", lì erano invece solo la «garanzia del riconoscimento dell'autonomia sudtirolese». La politica della Svp, da Silvius Magnago all'attuale presidente della Provincia Luis Durnwalder, a parte qualche sorriso bonario in più, non è mai cambiata. Paradossalmente, i trionfi del Movimento Sociale tra gli italiani di Bolzano facevano gioco proprio alla Volkspartei.

    Col tempo, tutte le redini del potere in Alto Adige sono finite in mano alla Svp, con il gruppo etnico italiano in continuo calo. Da qualche anno l'ala estrema del partito rivendica il ritorno alla vecchia toponomastica, senza che in realtà nessuno si sia agitato granché. Fino a gennaio. Quando Alto Adige -Suedtirol Marketing ha deciso di usare per la sua promozione nel mondo solo un logo in tedesco. Eppure l'agenzia, pur di diritto privato, è di fatto controllata, e soprattutto pagata, dalla Provincia Autonoma. E dunque risulta difficile credere che l'iniziativa di cancellare il nome italiano sia stata presa solo dai suoi responsabili, e non abbia avuto quanto meno il placet, se non lo stimolo, dell'assessore al Turismo Thomas Widmann o dello stesso Durnwalder. Per un alto atesino il bilinguismo è una vera e propria ossessione.

    Ciò che è peggio è che mentre in Austria o in Baviera l'italiano è sempre più usato, e studiato, proprio per accogliere al meglio il turista tricolore, in Alto Adige si imbocca addirittura la strada contraria. Già ora la metà dei visitatori del Sud Tirolo è italiana, ma il segnale che viene dato è quasi un invito a restare a casa loro. In ogni caso, dimostra una scarsa considerazione di questo tipo di turisti. Grasso che cola per le italianissime Dolomiti venete o trentine.

    Anche perchè lo stesso Alto Adige Marketing, che nei suoi comunicati ufficiali in italiano si cela dietro l'acronimo SMG, sottolinea con soddisfazione come «il sito ufficiale suedtirol.info abbia totalizzato ben 4,6 milioni di visite». Cosa vuole dire SMG? Ma Suedtiroler Marketing Gesellshaft, naturalmente.

    Addio Alto Adige . Anzi, aufnimmerwiedersehen Suedtirol.

    Ugo Pollesel








    E tandus?

    •   Alt 

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  2. #2
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    Für ein Tirol, für eine Sardinien: los von Rom, Italien raus!

    Pu unu Tirolo, Po una Sardinnya, Roma e Italia a fora!

  3. #3
    Indipendentista sardu
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    Deu em'a cumpletai su totu cun unu BOIKOTTA SA N(azi) SARDEGNA!!!! Ca no fait mai mali!

  4. #4
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    Is Tirolesus deppiant sçerai intr'e duas limbas ki tenint status de limba natzionali tott'e duas...Est stetiu facili a sçerai...Nosu inveci teneus sa propria situatzioni de is colonizaus de is atrus continentis, po cussu est prus tostau meda a arrennesçi a imperai su sardu. Ki no cumentzaus in is scolas e in is mass media aundi 'oleus andai?

  5. #5
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    Predefinito Re: Sudtirolu: Lingua Italiana o Lingua Allemanna? Is sudtirolesus no tenint dudas...

    Originally posted by Cristianu
    Castiais custu artigulu apitz'e sa consideradura ki tenint in Sudtirolu po sa Lingua Italiana... Una Lingua ki prus passat su tempu, e prus est mancu imperada, apitz'e totu in sa toponomastiga (sa toponomastiga italiana de su Sudtirolu est cantu de prus artifiçali ki podit esisti, cumentzendi da su nomini "Alto Adige")...

    Là:



    Venerdì, 11 Marzo 2005





    Bolzano, il turismo proclama la secessione
    Il sito Internet ufficiale che cura il marketing della provincia adotta la lingua tedesca. Interrogazione in Parlamento


    Bolzano
    Alto Adige addio. D'ora in poi, nel mondo, la più settentrionale delle province italiane sarà conosciuta solo come «Suedtirol». Sì, proprio così, in tedesco. Con tanto di "puntini" sopra la "U", che nell'alfabeto italiano non esistono. Eppure, dal primo gennaio, l'Alto Adige -Suedtirol Marketing, l'agenzia che cura la promozione turistica della provincia in Italia e nel mondo, ha deciso di adottare un solo logo ufficiale. Quello tedesco: Suedtirol, scritto in verde sopra delle vette alpine stilizzate e coloratissime.

    Ma non basta, anche il sito internet è tedesco (www.suedtirol.info), e se provate quello italiano (www.alto adige .info) vi rinvia alla versione italiana del primo. In pratica non esiste, ed è di fatto impossibile consultarlo dall'estero, dove è leggibile solo quello in tedesco.

    L'iniziativa, passata inizialmente in sordina, è deflagrata l'altro ieri a Montecitorio, dove il deputato bellunese di Forza Italia Maurizio Paniz, che da tempo ha nel mirino i privilegi alto atesini, ha presentato un'interpellanza al presidente Berlusconi e al Ministro per gli Affari Regionali Enrico La Loggia. Riassunta brevemente la situazione, Paniz chiede cosa il governo intenda fare «affinché cessi questa discriminazione a danno dei cittadini di lingua italiana in una provincia che appartiene allo Stato italiano, e quali iniziative si intendano assumere affinché la lingua italiana rimanga comunque utilizzata in tutti gli atti e denominazioni ufficiali o rilevanti sotto il profilo della promozione turistica anche nella Provincia Autonoma di Bolzano».

    La polemica è antica, e risale ai tempi del Fascismo, quando Ettore Tolomei studiò, e nella stragrande maggioranza dei casi inventò, i nomi italiani di una regione quasi esclusivamente di lingua tedesca, appena conquistata con le armi. Tra questi anche, appunto, "Alto Adige ". Per i tirolesi, invece, quello rimaneva solo il loro Suedtirol.

    Nel secondo dopoguerra, condite da un bel po' di bombe, le rivendicazioni della maggioranza tedesca dell'Alto Adige permisero di conquistare un'autonomia senza precedenti. Fondata su quella che è diventata una religione: il bilinguismo. Tutto rigorosamente in due lingue, sempre, comunque. Ciò per non offendere i sentimenti dei cittadini di lingua tedesca, ossessionati dal rischio di italianizzazione, e per tutelare gli italiani, da sempre considerati di fatto stranieri. Cominciando dalla dichiarazione di appartenza ad un gruppo etnico che ognuno, da quelle parti, deve fare. A Bolzano non esistono cittadini, ma prima di tutto "tedeschi", "italiani" e "ladini".

    Il risultato è stato un castello di norme, a volte anche assurde, cominciando dalla cosiddetta «proporzionale». Su 10 impiegati pubblici, dai medici ai docenti, 6 dovevano essere di lingua tedesca, 3 italiana e 1 ladina. Le proporzioni, grosso modo, dei gruppi etnici presenti a Bolzano. Il che faceva sì che se non c'erano candidati per un posto di medico di lingua italiana all'ospedale di Brunico, questo rimanesse vacante. E viceversa. E poi il terribile "patentino": l'esame di tedesco o di italiano, a seconda del gruppo etnico di partenza, che ogni alto atesino doveva superare per poter ambire ad un posto pubblico. Per arrivare alla rigida suddivisione delle scuole: italiani da una parte e tedeschi dall'altra. Con nessuna possibilità degli uni di andare nella scuola degli altri. Asili compresi.

    Per la Suedtiroler Volkspartei (Svp), la rigida distinzione e distanza dei gruppi etnici è il presupposto della propria esistenza. Così, norme che ad altre latitudini venivano brutalmente definite "apartheid", lì erano invece solo la «garanzia del riconoscimento dell'autonomia sudtirolese». La politica della Svp, da Silvius Magnago all'attuale presidente della Provincia Luis Durnwalder, a parte qualche sorriso bonario in più, non è mai cambiata. Paradossalmente, i trionfi del Movimento Sociale tra gli italiani di Bolzano facevano gioco proprio alla Volkspartei.

    Col tempo, tutte le redini del potere in Alto Adige sono finite in mano alla Svp, con il gruppo etnico italiano in continuo calo. Da qualche anno l'ala estrema del partito rivendica il ritorno alla vecchia toponomastica, senza che in realtà nessuno si sia agitato granché. Fino a gennaio. Quando Alto Adige -Suedtirol Marketing ha deciso di usare per la sua promozione nel mondo solo un logo in tedesco. Eppure l'agenzia, pur di diritto privato, è di fatto controllata, e soprattutto pagata, dalla Provincia Autonoma. E dunque risulta difficile credere che l'iniziativa di cancellare il nome italiano sia stata presa solo dai suoi responsabili, e non abbia avuto quanto meno il placet, se non lo stimolo, dell'assessore al Turismo Thomas Widmann o dello stesso Durnwalder. Per un alto atesino il bilinguismo è una vera e propria ossessione.

    Ciò che è peggio è che mentre in Austria o in Baviera l'italiano è sempre più usato, e studiato, proprio per accogliere al meglio il turista tricolore, in Alto Adige si imbocca addirittura la strada contraria. Già ora la metà dei visitatori del Sud Tirolo è italiana, ma il segnale che viene dato è quasi un invito a restare a casa loro. In ogni caso, dimostra una scarsa considerazione di questo tipo di turisti. Grasso che cola per le italianissime Dolomiti venete o trentine.

    Anche perchè lo stesso Alto Adige Marketing, che nei suoi comunicati ufficiali in italiano si cela dietro l'acronimo SMG, sottolinea con soddisfazione come «il sito ufficiale suedtirol.info abbia totalizzato ben 4,6 milioni di visite». Cosa vuole dire SMG? Ma Suedtiroler Marketing Gesellshaft, naturalmente.

    Addio Alto Adige . Anzi, aufnimmerwiedersehen Suedtirol.

    Ugo Pollesel








    E tandus?

    Ammazza ma che stamo a scherzà ? Roma imperat anche là. Semo venuti nottetempo in Sardinia per rifornirci de sale e mò è mejo che ce reimbarchiamo a Olbia. Torniamo alle foci dell'Ombrone e de là se mettemo a marcià per Ostia.
    Belle cosette se dicono de voi su certi posti

    http://www.network54.com/Forum/19559

    http://pow.neomedia.it/gpg/muro2/

    Sò cose brutte assai



    MILES LEGIONARIUS

    QUINTUS DOMITIUS
    AVE

  6. #6
    Indipendentista sardu
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    Si tratta sempre dello stesso forumista, che anche su POL si è lasciato andare ad infelici quanto gravi accuse di terrorismo contro questo movimento e contro l'indipendentismo sardo.
    Io sono dell'idea che certe turbe mentali è meglio lasciarle nelle menti confuse di chi le produce. Anche perchè, nel caso si volessero prendere provvedimenti, le conseguenze sarebbero potenzialmente molto serie.

    Tra l'altro questo signore, ha visto bene di "lavorare" anche altrove, accusando di terrorismo anche l'AMMINISTRAZIONE DI POL (in realtà la definisce anche usando altre espressioni altrettanto colorite):


    http://p207.ezboard.com/fmovimentoan...cID=2285.topic



    Gli psicopatici che necessitano di un nickname e di un forum per sparare le loro stronxxte che se ne stiano col cuxo poggiato sulla comoda poltrona.

    In questo forum la maggior parte dei forumisti ha da sempre reso pubblico nome e cognome, ogni azione politica è caratterizzata dalla massima trasparenza, e non c'è tempo da perdere per stare a dietro alle stupidate createsi nei sogni di qualche psicopatico telematico.


  7. #7
    Indipendentista sardu
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    Comuncas circaus de dus lassai a perdi, e de abarrai atesu da cuddus fora muntronaxus nazi-fascistas.

    Adolumannu deu e calincunatru eus connotu calincunu de custus mollentis in arrexonadas de POL, ma s'est bastau po cumprendi comenti tenint su çrobeddu: purdiau...

  8. #8
    Meda sabios paris
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    Originally posted by Cristianu
    Comuncas circaus de dus lassai a perdi, e de abarrai atesu da cuddus fora muntronaxus nazi-fascistas.

    Adolumannu deu e calincunatru eus connotu calincunu de custus mollentis in arrexonadas de POL, ma s'est bastau po cumprendi comenti tenint su çrobeddu: purdiau...
    Oh Cristià..... Mi chi esse insultados dae zente goi este unu onore!

  9. #9
    w i punkillonis
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    Predefinito Re: Re: Sudtirolu: Lingua Italiana o Lingua Allemanna? Is sudtirolesus no tenint dudas...

    Originally posted by Legionario
    Ammazza ma che stamo a scherzà ? Roma imperat anche là. Semo venuti nottetempo in Sardinia per rifornirci de sale e mò è mejo che ce reimbarchiamo a Olbia. Torniamo alle foci dell'Ombrone e de là se mettemo a marcià per Ostia.
    Belle cosette se dicono de voi su certi posti

    http://www.network54.com/Forum/19559

    http://pow.neomedia.it/gpg/muro2/

    Sò cose brutte assai


    MILES LEGIONARIUS

    QUINTUS DOMITIUS
    AVE
    Nara o conca 'e catzu mi che la acabas....

    mi chi ti ponzo sa conca in su tirso (in s'ala de Otzana) pro ti batiare..

  10. #10
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    ehhh, scurixeddu, ki du at unu ki no nc'ìntrat nudda esti lejonariu, ki ndi bessit sempri cun sa pròpiu pintura ma no esti malu...

    mancai fessinti totus ke issu...

 

 
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