Riporto qui sotto un articolo di Deborah Fait:
La liberazione di Giuliana Sgrena fa discutere tutta l'Italia
perche' portarla via dall'Iraq e' costato una vita . La vita
di Nicola Calipari, agente del SISMI, che sicuramente aveva
ancora voglia di vivere.
Devo ammettere che mi da molto fastidio sentir parlare
della Sgrena, ormai non esiste programma TV che non faccia
collegamenti col Celio o col Manifesto, e via col polpettone
e con frasi stomachevoli del tipo "ti vogliamo bene
Giuliana".
Ti vogliamo bene? Era la' per sua scelta, nessuno l'aveva
obbligata, quindi doveva subire con dignita' le conseguenze
di questa decisione invece di piagnucolare di salvarla e di
farci assistere a dichiarazioni fumettistiche del suo
compagno " Io ti salvero', Giuliana". Primo piano degli
occhi cerulei di Pier che, una volta salvata ma non certo da
lui, non gli par vero di poter sparare a zero contro l'America
naturalmente senza sapere, lui da Roma, come sono andate le
cose.
Non si sarebbero mai aspettati, I compagni del Manifesto,
una simile opportunita' di sputtanamento dell'odiato cowboy e quello che e' purtroppo successo all'aeroporto di
Bagdad ha scatenato tutta la dialettica comunista contro l'America.
Ho sentito e letto le cose piu' becere , ho visto segretari
di partito urlare colla bava alla bocca sputacchiando tutto
intorno stile Arafat, ho visto I soliti e noiosi buonisti
piagnucolare e pronunciare frasi banali e stupide sulla
morte del povero Calipari.
Ma tutto questo mi interessa relativamente, e' il loro odio
di sempre.
La cosa che piu' mi ha disgustata e' stata l'immagine della
Sgrena , vestita di nero e seduta davanti a un bel cesto di
frutta che esprimeva gratitudine ai suoi rapitori.
"Ringrazio I miei rapitori perche' sono stata trattata bene".
Eh no, Giuliana Sgrena, questa frase te la potevi
risparmiare primo perche' l'avevano gia' detta le due Simone
provocando a molti conati di disgusto e soprattutto perche'
siamo al limite della decenza, anzi l'abbiamo gia' superata
e di tanto, siamo gia' entrati nell'indecenza!
Non si ringraziano dei terroristi, Giuliana Sgrena.
Non si ringraziano delle belve, non si deve e non si puo'. E'
vietato! Capito?
Pare che ormai qui tutti abbiamo perso la bussola, non
abbiamo piu' limiti, non sappiamo piu' quale e' la
differenza tra il bene e il male. A forza di vedere teste
mozzate, gole tagliate, persone chiuse in gabbie per cani e
poi rantolanti nel proprio sangue non riusciamo piu' a
capire che stiamo vivendo l'inferno , che quella gentaglia
che sgozza e decapita ci ha portati fuori dalla realta'nel
loro mondo demoniaco , schifoso, sporco di odio e di sangue.
Ci siamo tanto abituati a questo maledetto inferno che degli
incoscienti arrivano a ringraziare I propri rapitori per
non essere stati sgozzati e non aver subito violenza.
Si rende conto del pessimo gusto e della crudelta' di quella
frase, signora Sgrena? E' stato come sputare sulle vittime,
quelle vere, quelle ammazzate dalle stesse persone tanto
gentili con lei?
"Sono stata trattata bene".
Vergogna!
Un rapimento non e' violenza? Tenere una persona prigioniera
non e' toglierle la dignita' di essere umano e la liberta'
di parlare e di farsi sentire? Rapire non e' violare il
diritto di ogni persona di vivere?
Secondo lei , Sgrena, un rapimento significa trattar bene?
E allora perche' piangeva colle mani giunte invocando di
salvarla? Se piangeva significa che aveva paura e
spaventare a morte una persona significa trattar bene?
Rapitore , non mi hai sgozzata, non mi hai stuprata, non mi
hai decapitata e allora io ti dico "Grazie".
Questa e' follia , pura follia, e' aver perso ogni rapporto
col pudore e con la realta' della vita che non e'
terrorismo, che deve combattere il terrorismo, che non deve
e non puo'dare a quelle belve l'opportunita' di trattare per
vite innocenti. Con I terroristi non si tratta e soprattutto
non li si ringrazia se si resta vivi grazie a un governo che
paga, non si deve farlo per una sorta di delicatezza verso
le persone meno fortunate che adesso sono sotto un metro di
terra.
Signora Sgrena, sono contenta che ne sia uscita viva ma sono
indignata, scandalizzata e convolta per come ne e' uscita.
Non certo con onore.
Deborah Fait
brava, sono completamente d'accordo.




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