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Da parte di un "respintiano" di ferro.
Allora...breve e diretto altrimenti ci sarebbe da fare un trattato lungo un centinaio di pagine.
Premessa: non metto il naso nelle faccende libertarie giacchè ne sono radicalmente distante in termini ideali. Rischierei di ammorbarvi con un cumulo di balle.
Da "ultra"conservatore "fusionista" vi racconto che un tipo di nome Frank S. Meyer non trovò un nome più azzeccato per sottolineare la necessità che le varie anime della Destra USA non si scannassero a tal punto da spalancare le porte della Casa Bianca agli odiati competitori liberal.
La prospettiva meyeriana è l'unica nella quale possa riconoscermi in ultima istanza giacchè nell'urticante giochino delle appartenenze correntizie ("neo-paleo-theo-conservatives") non mi sentirei completamente rappresentato da nessuna delle tre figurine. Certo c'è bisogno di tutti e se proprio dovessi scegliermi il "santino" da votare, beh avrei ben pochi dubbi: spunterei la matita con una bella crocettona sulla Moral Majority di Falwell...di certo non già su un simil-conservatore alla Bush sr.; senza dubbio su un tenace antiabortista alla George W.
Bush jr. è uno straordinario Presidente, destinato ad entrare nei libri di storia. Continuano a dileggiarlo come un pirla, ma credetemi, andrà a finire come Reagan: ne comprenderanno l'incommensurabile valore storico solo dopo un pacco di anni. Ci scommettiamo?
Saluti
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Son d'accordo con te, Italian, sia sul fatto che non ha senso parlare di conservatorismo puntando esclusivamente su un aspetto singolo del panorama politico (che sia quello tanto di moda del neoconservatorismo, o quello più desueto del theoconservatorismo poco importa), sia sul giudizio che del Presidente Bush si dovrà necessariamente avere in futuro.
D'altronde, riguardo a quest'ultimo, già ora la differenza tra ciò che si pensa qui e ciò che si crede sull'altra sponda dell'Atlantico è evidente: di qua continiamo a lasciarci prendere in giro dalal vulgata antiamericana, di là riconfermano ad ogni tornata elettorale la fiducia del popolo nel suo Presidente.
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Caro Ugo,
lucidissima riflessione sulla differente percezione della figura del Presidente tra opposte sponde atlantiche. La cara vecchia Europa da una parte, tradizionalmente arroccata su provinciali posizioni di sciovinistica difesa nazionale (vedi il deprecabile ticket franco-tedesco), il maturo afflato americano dall'altra, costantemente proteso a rigettare qualsivoglia tentazione "ideologica" per privilegiare ora e per sempre la salvaguardia dell'autentica libertà.
ps.
giusto per sottolinearlo: vi scrive un fedele alleato del popolo americano, fiero - proprio in qualità di leale associato - di contestarne liberamente le eventuali aberrazioni e non già un ridicolo vassallo della Old Glory. E' solo che detesto la posticcia eurofilia che dovremmo ingollare senza indugio sol perche decisa dai tristissimi tecnocrati che ci tocca eleggere periodicamente in occasione di quelle farsesche tornate definite "elezioni europee". Il futuro - per il sottoscritto - può essere rappresentato solo e soltanto dalla costruzione della cosiddetta "Magna Europa" che verrebbe edificata non già in omaggio ai fasulli principi di comunanza enunciata dagli europirla (che si sono persino "dimenticati" di ricordarne le radici giudaico-cristiane...) ma in considerazione dell'AUTENTICO spirito di fratellanza storica esistente tra Vecchio e Nuovo Continente.
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Citazione:
In origine postato da Italianhawk83
Da parte di un "respintiano" di ferro.
Allora...breve e diretto altrimenti ci sarebbe da fare un trattato lungo un centinaio di pagine.
Premessa: non metto il naso nelle faccende libertarie giacchè ne sono radicalmente distante in termini ideali. Rischierei di ammorbarvi con un cumulo di balle.
Da "ultra"conservatore "fusionista" vi racconto che un tipo di nome Frank S. Meyer non trovò un nome più azzeccato per sottolineare la necessità che le varie anime della Destra USA non si scannassero a tal punto da spalancare le porte della Casa Bianca agli odiati competitori liberal.
La prospettiva meyeriana è l'unica nella quale possa riconoscermi in ultima istanza giacchè nell'urticante giochino delle appartenenze correntizie ("neo-paleo-theo-conservatives") non mi sentirei completamente rappresentato da nessuna delle tre figurine. Certo c'è bisogno di tutti e se proprio dovessi scegliermi il "santino" da votare, beh avrei ben pochi dubbi: spunterei la matita con una bella crocettona sulla Moral Majority di Falwell...di certo non già su un simil-conservatore alla Bush sr.; senza dubbio su un tenace antiabortista alla George W.
Bush jr. è uno straordinario Presidente, destinato ad entrare nei libri di storia. Continuano a dileggiarlo come un pirla, ma credetemi, andrà a finire come Reagan: ne comprenderanno l'incommensurabile valore storico solo dopo un pacco di anni. Ci scommettiamo?
Saluti
Vivo negli Stati Uniti da molti (15) anni.Sono,politicamente, una specie di estremist-libertar-individualist-conservator-reazionario-anarcocapitalista-"strano".Io vorrei tanto che fosse cosi'.E parlo "da destra".Credo invece che da 50-60 anni(cioe' dalla quasi-morte di quella "Vecchia Destra" di cui parla Rothbard su www.Lewrockwell.com articolo: "Life in the Old Right")...i popoli conservatori e libertari americani soffrano,invece ,di totale mancanza di veri,sinceri e grandi leaders politici e quindi abbiano la necessita' di idealizzare ed aggrapparsi a "quel poco rimasto",vale a dire...Goldwater,Reagan. Anche ,addirittura,Bush jr. I quali sono,tutti ed ogniuno,a mio parere,molto,molto meno di cio' che vogliamo e dobbiamo,necessariamente,reagendo agli attacchi da sinistra, cercare di fare credere a noi stessi.Anche con l'aiuto ed il conforto di una "propaganda destra" che ,seppur "meno peggio" di quella sinistra ...riesce a mascherare limiti,nascondere falsita' mestieranti da politicanti ,... magari anche a farci credere che..abbiamo qualche ragione per sostenere quell'associazione politicante semi-mafiosa chiamata Partito Repubblicano. Se ci fosse una ragione ..quella sarebbe SOLO ed esclusivamente che.."Gli altri,i demo, sono peggio".Non certo la grandezza dei suoi leaders politici negli ultimi 50 anni. Ciao.
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Citazione:
In origine postato da Steppen
Vivo negli Stati Uniti da molti (15) anni.Sono,politicamente, una specie di estremist-libertar-individualist-conservator-reazionario-anarcocapitalista-"strano".Io vorrei tanto che fosse cosi'.E parlo "da destra".Credo invece che da 50-60 anni(cioe' dalla quasi-morte di quella "Vecchia Destra" di cui parla Rothbard su www.Lewrockwell.com articolo: "Life in the Old Right")...i popoli conservatori e libertari americani soffrano,invece ,di totale mancanza di veri,sinceri e grandi leaders politici e quindi abbiano la necessita' di idealizzare ed aggrapparsi a "quel poco rimasto",vale a dire...Goldwater,Reagan. Anche ,addirittura,Bush jr. I quali sono,tutti ed ogniuno,a mio parere,molto,molto meno di cio' che vogliamo e dobbiamo,necessariamente,reagendo agli attacchi da sinistra, cercare di fare credere a noi stessi.Anche con l'aiuto ed il conforto di una "propaganda destra" che ,seppur "meno peggio" di quella sinistra ...riesce a mascherare limiti,nascondere falsita' mestieranti da politicanti ,... magari anche a farci credere che..abbiamo qualche ragione per sostenere quell'associazione politicante semi-mafiosa chiamata Partito Repubblicano. Se ci fosse una ragione ..quella sarebbe SOLO ed esclusivamente che.."Gli altri,i demo, sono peggio".Non certo la grandezza dei suoi leaders politici negli ultimi 50 anni. Ciao.
Straquoto Steppen :cool:
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Scusate ma se i leader politici Statunitensi degli ultimi cinquant'anni sono davvero così disprezzabili come dite, perché gli Stati Uniti sono l'unica superpotenza al mondo? Perché sono il baluardo dell'Occidente? :rolleyes:
Nessuno è perfetto, tantomeno un Presidente degli Stati Uniti d'America, visto che più cruciali sono le decisioni che un uomo politico deve prendere e più alto è lo scotto da pagare se si commette un errore, pur minimo. Però obiettivamente io credo che sia reagan che Bush jr, che Goldwater, siano personaggi ai quali potersi tranquillamente ispirare quando si parla di politica conservatrice.
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Io penso che GWB non sia nemmeno da accostare a una figura come quella di Reagan, pur con tutti i difetti imputabili a quest'ultimo.
Anche solo per un particolare: Ronnie le sirene neoconservatrici le ha sempre ignorate.