PROCREAZIONE: IL GOVERNO VUOLE COMPIACERE RUINI
Angius, "Stupefacente proporre una data semi-estiva"
e Lanfranco Turci, "Se il governo sceglierà il 12 giugno, vorrà dire che ha scelto di boicottare il referendum"
Mercoledì sit-in di protesta del Comitato del Sì davanti a Palazzo Chigi
Il Consiglio dei ministri non ha ancora fissato la data in cui tenere i referendum sulla procreazione assistita. A furia di rinvii, è sempre più probabile che il voto si tenga a giugno. Proprio il contrario di quanto chiedono i comitati promotori dei referendum, che più di una volta hanno chiesto di poter andare alle urne a maggio, per consentire a tutti i cittadini di votare.
"Trovo stupefacente - dichiara Angius al Messaggero - che si proponga una data semi-estiva portando a giustificazione le elezioni regionali in Sardegna, che non si sa ancora se si terranno a fine maggio. Il problema vero è un altro, molto più corposo: favorire l'astensione, raccogliendo così le sollecitazioni sbagliate e improprie, venute dal cardinale Ruini".
Intanto, per mercoledì 16 marzo, il comitato del Sì sta organizzando un sit-in di protesta davanti a Palazzo Chigi per chiedere che la data venga fissata in tempi brevi e, ancora una volta, per ribadire la necessità di votare prima di giugno.
Non usa mezzi termini il senatore diessino Lanfranco Turci, tesoriere del Comitato, che in un'intervista a l'Unità dice: «Se il governo deciderà davvero la data del 12 giugno per i referendum abrogativi della legge sulla fecondazione assistita, vorrà dire che ha fatto la scelta di parte di boicottaggio per farli fallire e far mancare il quorum




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