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Discussione: Famiglia allargata...

  1. #1
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    Talking Famiglia allargata...

    Intervista uscita stamattina sul corrierone.Lascio a voi i commenti e metto in neretto le parti che a me personalmente sembrano le più surreali ..dico solo una cosa: se il grande capo vuole continuare a gestire il partito come "cosa sua" mettendoci dentro moglie, figli, fratelli, cognati e se pensa che i militanti si spaccheranno la schiena con le gazebate e i volantinaggi x permettere a questi signori di beccarsi 50 milioni al mese come deputati, europarlamentari o assistenti dell'onorevole di turno..beh si sbaglia di grosso


    Berlusconi è stato un amico» Bossi la Lega è libera, andrà da sola Il senatur: Carroccio, dopo di me verrà mio figlio Renzo. La secessione? Resta un’ambizione, prima o poi accadrà STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO


    GEMONIO (Varese) — E' impressionante quante cose riesca a fare quasi contemporaneamente Bossi con la mano destra: fumare il sigaro, tormentare la biro, sfogliare un libro, chiamare sul cellulare Maroni («come va il Consiglio dei ministri? Hai votato contro il pacchetto del governo? Hai fatto bene, dobbiamo imporre i dazi. Tieni alta la bandiera. A Berlusconi non piacerà, ma noi sui dazi non molliamo»), riattizzare il fuoco nel camino, strofinarsi la mano sinistra, immobile.


    Vanno e vengono dal salotto il presidente della Provincia di Varese, Marco Reguzzoni, e l'assistente del leader, Diego. Bossi lo indica, sorride a mezza bocca e con gli occhi, si porta la mano dietro l'orecchio in un gesto goliardico; Diego ride: «No, gli sono devoto ma non sono gay, sono sposato...». Umberto Bossi, come sta? «Meglio». E' stato un anno fa. «Una specie di tortura». L'ha salvata sua moglie Manuela, dicono. «Mia moglie ha fatto questo, e molto di più. E' sempre vissuta in prima linea. E' stata la prima a volantinare per la Lega, con le sue sorelle, a farsi fermare dalla polizia, con il padre meridionale preoccupatissimo che qualcuno potesse far del male alle figlie».



    Cosa sarebbe cambiato in Italia se lei ci fosse stato?


    «Non lo dico io, me l'ha detto Berlusconi: "La tua malattia ha mandato in crisi il governo". C'era l'asse del Nord».

    E' vero che, con lei, quella notte di luglio Tremonti non si sarebbe dimesso? Che lei lo chiamò all'alba per dirgli di restare, quand'era troppo tardi?


    «E' vero. Con me sia Tremonti sia Berlusconi avevano più certezze. Berlusconi si è trovato solo e ha ceduto su Tremonti. D'altra parte Giulio non ha un carattere facile».


    E sono arrivati Fini alla Farnesina e Follini a Palazzo Chigi.


    «Quelli sono aggiustamenti. Ma in politica contano le idee. Noi le idee le abbiamo ancora. Ora combattiamo la battaglia dei dazi. Se li lasciassimo cadere, li raccoglierebbe qualcun altro. Non possiamo cedere, tanto meno a pochi giorni dalle elezioni. I dazi si decidono in Europa? E allora Berlusconi porti la battaglia in Europa. L'Europa vivrà con i dazi».


    Qualcuno l'ha tradita in questo anno? «No. Non ci sono traditori nella Lega. C'è qualche pauroso. La paura è cattiva consigliera, e fa commettere errori. Per questo la Lega ora ha bisogno di giovani coraggiosi, che abbiano la forza di spingerla ancora più avanti»


    Giovani come suo figlio Renzo, che domenica si è affacciato alla finestra con lei?


    «Sono stato molto felice di questo. E' stato un messaggio chiaro su chi verrà dopo di me. Quando passerò la mano, non certo adesso, qualcosa di me resterà. La mia famiglia resterà al servizio della Lega. E io sarò accanto alla mia famiglia, con i miei consigli. Avanti, sino alla Padania».


    Cioè l'indipendenza della Padania non è una fase politica chiusa, ma resta l'obiettivo?


    «Certo.Resta la mia ambizione. Non so quando accadrà, ma sento che accadrà. Succede pure all'estero, pure in Gran Bretagna, che pareva il più forte tra gli Stati multinazionali e invece ora conosce il nazionalismo gallese e scozzese».


    Braveheart era il suo film. Ne ha visti altri in questo anno?


    «No. Ma ho rivisto i film di Martinelli. Vajont; grandioso. Porzus; coraggioso, quando le stragi partigiane e le foibe non erano di moda».


    Sulle foibe An ha voluto una fiction tv. E la Lega?

    «Sogno un film sulla battaglia di Legnano. E non me ne andrò di qua sino a quando non vedrò una Cinecittà a Milano»


    E RaiDue?

    «Anche, a Milano. Ferrario si deve dar da fare. Marano era bravo. La Rai oggi mi sembra ferma. Non produce film, non produce pensiero ».


    Produce informazione. Di parte, accusano.


    «Io guardo poco la tv. Preferisco il caminetto. La sera Renzo suona il piano, e con mia moglie, che sa suonare la chitarra, cantiamo. Battisti, soprattutto . Ci sono anche gli altri miei figli, e la signora svizzera che la clinica mi ha affibbiato ».

    Ha visto il Festival di Sanremo?

    «Sì,ma dovrebbero aprirlo alle canzoni in dialetto. Come quelle di Van De Sfroos: un grande »

    Vedrà anche i tg.

    «La situazione è peggiorata. La Rai è sempre stata parziale, ma almeno lo dichiarava. Curzi era comunista, e si sapeva. Il Tg3 oggi simula imparzialità».

    Il Tg5 ha cambiato direttore.


    «Ma non mi pare che sia cambiato il telegiornale. Dicevano che Mentana fosse schierato con la sinistra. Non so. Ho l'impressione che, visti i primi risultati, tanto valeva tenersi Mentana. Ma è una cosa da discutere con Berlusconi».

    Com'è stato Berlusconi con lei?

    «Molto caro. E' venuto più volte a trovarmi, anche quando stavo davvero male. Con il tempo è cresciuta una solida amicizia. E' un bene, perché a un amico puoi dire le cose liberamente» .

    Il futuro della Lega è legato a quello di Berlusconi?

    «No, questo no. Direi il contrario: è slegato. La Lega del futuro la vedo da sola. Da soli prendiamo molti più voti».


    Sta dicendo che in un Polo guidato da Fini o Casini o Follini la Lega non ci sarà?

    «Bisogna vedere quel che c'è sul piatto. Con Berlusconi abbiamo portato a casa abbastanza cambiamenti» .

    Dalla sinistra si è fatto vivo qualcuno?

    «Molti. Nomi importanti, anche se non li posso dire. Passerebbero per i più stupidi; o forse per i più intelligenti. Tutto può essere, nulla va escluso a priori».

    Con lei la Lega avrebbe ottenuto di più?

    «Il federalismo fiscale sarà per la prossima legislatura. Non potevamo cominciare da quello, perché sarebbe saltato tutto. La devoluzione è la leva per scardinare il sistema. Fatto il federalismo politico, sarà difficile tornare indietro. Quando la gente potrà decidere i programmi, reclamerà i soldi per realizzarli».

    Ha seguito i giornali? Come li trova?

    «Ondivaghi, come sempre. All'inizio alcune grandi firme mi avevano dato credito. Poi mi hanno bastonato. I giornali seguono le indicazioni di chi li paga».

    Anche la Padania macina direttori. E' andato via Moncalvo, e il suo successore Leoni l'ha attaccato.

    «Ma no, Leoni è un cattolico, è un buonista. Ora c'è un ragazzo di Varese, uno sveglio, Gianluigi Paragone».


    Lei ha bloccato la lista Formigoni.

    «Non potevo farne a meno. Era un disegno neodemocristiano». E Albertini come si è comportato? «All'inizio aveva un sacco di soldi, perché il nostro sindaco Formentini aveva speso troppo poco, e sono stati anni facili. Poi Albertini si è messo a vendere imprese pubbliche per fare cassa; ora pure la Sea, anche se non si capisce il motivo, visto che la Sea non ha debiti e guadagna un sacco di soldi».


    Chi vede come prossimo sindaco di Milano?

    «Dico un'eresia: un varesino, GiancarloGiorgetti. Bravo economista, ragazzo d'oro».

    Ha seguito il caso Scala? Apprezza il maestro Muti?

    «Lei sa quanto conti per me il Va' Pensiero. La versione del Va' Pensiero che ho in casa, che ho ascoltato in questo tempo, è diretta da Muti».

    Ciampi le è piaciuto?

    «E' un presidente interventista,ma con noi si comporta bene. Ha persino scelto come stendardo al Quirinale la prima bandiera della Padania... ».

    Veramente è la bandiera della Repubblica cispadana.

    «Appunto: dimostra che è nata prima la Padania dell'Italia. Gliel'ho anche detto. Lui mi ha rimproverato sorridendo: Umberto, Umberto... ».


    E Fazio, appena confermato a vita?

    «Non si è comportato male, anzi. Si è opposto alle scalate da parte delle banche estere. Altrimenti ci avrebbero portato via proprio tutto »
    .

    In questo anno il Papa è stato molto male.

    «Io non sono mai stato papalino, ma so che il Papa ha pregato permequando mi è capitato 'sto pasticcio. Da allora ho guardato a lui con occhi diversi. Il Papa tira avanti con una sofferenza enorme, e questo commuove la gente»

    Fa bene a non mollare?

    «Fa benissimo. Prima di ammalarmi avrei potuto fargli visita con la famiglia. Me lo propose il vescovo di Varese. Pensavo di accettare, poi mia moglie mi fece riflettere: è un uomo che soffre, lo tengono in vita, non dobbiamo andare a disturbarlo ».

    Lei è credente? «Una volta, molto. Adesso, un po' meno».

    'Sto pasticcio l'ha riavvicinata alla fede? «Mi ha riavvicinato alla famiglia. Quand' ero in ospedale a Bologna mi sentivo così lontano... Ho capito allora molte cose».

    Voterà al referendum sulla fecondazione assistita?

    «Andrò a votare no».

    E' giusto pagare riscatti in Iraq?

    «E' giusto. Gli ostaggi vanno liberati a qualsiasi costo. Con quella guerra là l'Italia non c'entra nulla. Certo, adesso non può ritirarsi ».

    Calderoli come si è mosso?

    «Bene, anche se la riforma era già impostata. Come mediatore Roberto è più bravo di me».

    Castelli?

    «Lui non media, picchia. Ma io non sono obiettivo nei giudizi. La Lega è un gruppo di amici. Ho ripensato spesso a quando Maroni mi lasciava in autostrada a fare le scritte sui muri...».


    Anche lei ebbe guai con la polizia?

    «Rogne con la polizia, e con la magistratura. Se non hai i soldi come Berlusconi, la politica la fai con le scritte sui muri. Litigi, scazzottate, fughe. I magistrati di Varese che mi puntavano, Cossiga che diceva che volevano mettermi la cocaina in macchina... Non sono mai riusciti a spaventarci».

    Chi guida oggi la Lega? «Io. Non posso andarmene, altrimenti mi corrono dietro e mi riportano a forza».

    Dopo di lei, suo figlio.

    «Mi ha emozionato vederlo stringere il pugno e gridare: Padania libera e indipendente».

    •   Alt 

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  2. #2
    The Kount
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    Predefinito nepotismo bossiano! spero sia una bufala!

    Bossi: dopo di me, mio figlio. La Lega sola in futuro - Corriere


    MILANO (Reuters) - Il leader della Lega Nord Umberto Bossi designa il figlio Renzo come suo successore nel movimento, vede per il Carroccio un futuro da solo, fuori dalla Casa delle Libertà, pur definendo il premier Silvio Berlusconi "un amico" e ribadisce l'impegno nella battaglia per i dazi sulle importazioni cinesi.


    In una intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera, a un anno dalla crisi cardiaca che lo ha colpito obbligandolo ad una lunga assenza dalla politica attiva, Bossi ricorda l'apparizione del figlio al suo fianco domenica scorsa a Lugano: "E' stato un messaggio chiaro su chi verrà dopo di me".


    "Mi ha emozionato vederlo stringerlo il pugno e gridare: Padania libera e indipendente - si legge nell'intervista - Quando passerò la mano, non certo adesso, qualcosa di me resterà".


    Il leader assoluto del Carroccio dice poi di vedere il futuro della Lega "da sola. Da soli prendiamo molti più volti". Al presidente del Consiglio, Bossi riserva parole affettuose. [E' stato] "Molto caro. E' venuto più volte a trovarmi, anche quando stavo davvero male. Con il tempo è cresciuta una solida amicizia. E' un bene perché a un amico puoi dire le cose
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    liberamente".


    La sua assenza forzata dalla politica attiva, ha provocato - dice Bossi - problemi alla stabilità del governo.


    "Non lo dico io - ha dichiarato Bossi al Corriere - me l'ha detto Berlusconi: 'La tua malattia ha mandato in crisi il governo'. C'era l'asse del Nord".


    Con lui in buona salute, dice il leader della Lega ed ex ministro delle Riforme, l'allora ministro dell'Economia non si sarebbe dimesso.


    "Con me sia Tremonti sia Berlusconi avevano più certezze. Berlusconi si è trovato solo e ha ceduto su Tremonti. D'altra parte Giulio non ha un carattere facile".


    "COMBATTERE PER I DAZI". "SI' A PAGARE RISCATTI PER OSTAGGI IN IRAQ"


    La trincea da cui non retrocedere, è ora per la Lega Nord la battaglia a favore dei dazi per limitare le importazioni a bassissimo costo, soprattutto nel tessile, dalla Cina, ribadisce Bossi.


    "Ora combattiamo la battaglia dei dazi - ha detto nell'intervista al Corriere - Se li lasciassimo cadere, li raccoglierebbe qualcun altro. Non possiamo cedere, tanto meno a pochi giorni dalle elezioni. I dazi si decidono in Europa? E allora Berlusconi porti la battaglia in Europa. L'Europa vivrà con i dazi".


    La Commissione Europea ha annunciato ieri che la settimana prossima effettuerà colloqui con Pechino in seguito ai crescenti timori per un possibile ulteriore boom di importazioni dalla Cina di prodotti tessili a basso costo, dopo la fine di un regime di quote durato decenni.


    Bossi rivolge poi un pensiero al Pontefice e alla sua malattia."Io non sono mai stato papalino ma so che il Papa ha pregato per me quando mi e' capitato 'sto pasticcio - ha detto al Corriere - Da allora ho guardato a lui con occhi diversi. Il Papa tira avanti con una sofferenza enorme, e questo commuove la gente... Fa benissimo [a non mollare]".


    Il leader della Lega si schiera infine senza mezzi termini a favore della strategia del pagamento di riscatti per liberare gli ostaggi in Iraq.


    Alla domanda se sia giusto pagare riscatti in Iraq, Bossi ha risposto: "E' giusto. Gli ostaggi vanno liberati a qualsiasi costo. Con quella guerra là l'Italia non c'entra nulla. Certo, adesso non può ritirarsi".

  3. #3
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    Per me ti sbagli, non mi sembra una bufala,
    ha piu' le caratteristiche d'una trufala.

  4. #4
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    In via generale si può affermare che persone provenienti
    da certe aree geografiche vedono nello stato,
    ovvero nei suoi apparati,
    possibilita' d'inserimento per un sostentamento
    di lunghissimo termine.
    Quando i 4/5 d'una famiglia provengono
    da una di quelle aree geografiche non mi sorprendono
    certe pretese di continuità.

  5. #5
    Simply...cat!
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  6. #6
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  7. #7
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    Predefinito Re: nepotismo bossiano! spero sia una bufala!

    In origine postato da The Kount
    Bossi: dopo di me, mio figlio. La Lega sola in futuro - Corriere


    MILANO (Reuters) - Il leader della Lega Nord Umberto Bossi designa il figlio Renzo come suo successore nel movimento, vede per il Carroccio un futuro da solo, fuori dalla Casa delle Libertà, pur definendo il premier Silvio Berlusconi "un amico" e ribadisce l'impegno nella battaglia per i dazi sulle importazioni cinesi.


    In una intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera, a un anno dalla crisi cardiaca che lo ha colpito obbligandolo ad una lunga assenza dalla politica attiva, Bossi ricorda l'apparizione del figlio al suo fianco domenica scorsa a Lugano: "E' stato un messaggio chiaro su chi verrà dopo di me".


    "Mi ha emozionato vederlo stringerlo il pugno e gridare: Padania libera e indipendente - si legge nell'intervista - Quando passerò la mano, non certo adesso, qualcosa di me resterà".


    Il leader assoluto del Carroccio dice poi di vedere il futuro della Lega "da sola. Da soli prendiamo molti più volti". Al presidente del Consiglio, Bossi riserva parole affettuose. [E' stato] "Molto caro. E' venuto più volte a trovarmi, anche quando stavo davvero male. Con il tempo è cresciuta una solida amicizia. E' un bene perché a un amico puoi dire le cose
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    liberamente".


    La sua assenza forzata dalla politica attiva, ha provocato - dice Bossi - problemi alla stabilità del governo.


    "Non lo dico io - ha dichiarato Bossi al Corriere - me l'ha detto Berlusconi: 'La tua malattia ha mandato in crisi il governo'. C'era l'asse del Nord".


    Con lui in buona salute, dice il leader della Lega ed ex ministro delle Riforme, l'allora ministro dell'Economia non si sarebbe dimesso.


    "Con me sia Tremonti sia Berlusconi avevano più certezze. Berlusconi si è trovato solo e ha ceduto su Tremonti. D'altra parte Giulio non ha un carattere facile".


    "COMBATTERE PER I DAZI". "SI' A PAGARE RISCATTI PER OSTAGGI IN IRAQ"


    La trincea da cui non retrocedere, è ora per la Lega Nord la battaglia a favore dei dazi per limitare le importazioni a bassissimo costo, soprattutto nel tessile, dalla Cina, ribadisce Bossi.


    "Ora combattiamo la battaglia dei dazi - ha detto nell'intervista al Corriere - Se li lasciassimo cadere, li raccoglierebbe qualcun altro. Non possiamo cedere, tanto meno a pochi giorni dalle elezioni. I dazi si decidono in Europa? E allora Berlusconi porti la battaglia in Europa. L'Europa vivrà con i dazi".


    La Commissione Europea ha annunciato ieri che la settimana prossima effettuerà colloqui con Pechino in seguito ai crescenti timori per un possibile ulteriore boom di importazioni dalla Cina di prodotti tessili a basso costo, dopo la fine di un regime di quote durato decenni.


    Bossi rivolge poi un pensiero al Pontefice e alla sua malattia."Io non sono mai stato papalino ma so che il Papa ha pregato per me quando mi e' capitato 'sto pasticcio - ha detto al Corriere - Da allora ho guardato a lui con occhi diversi. Il Papa tira avanti con una sofferenza enorme, e questo commuove la gente... Fa benissimo [a non mollare]".


    Il leader della Lega si schiera infine senza mezzi termini a favore della strategia del pagamento di riscatti per liberare gli ostaggi in Iraq.


    Alla domanda se sia giusto pagare riscatti in Iraq, Bossi ha risposto: "E' giusto. Gli ostaggi vanno liberati a qualsiasi costo. Con quella guerra là l'Italia non c'entra nulla. Certo, adesso non può ritirarsi".
    E allora addio Lega...non era meglio un Giorgetti ? Un Pagliarini ? (un dentista mai e poi mai...)
    Suo figlio ??? Ma siamo matti ?

  8. #8
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    Propongo ai moderatori di unificare i vari thread aperti sull'argomento in un unico 3d per non disperdere gli interventi, magari li si può unificare a questo.Il titolo di questo thread infatti mi pare colga molto bene il concetto di "famiglia" oggi così caro alla Lega

  9. #9
    Homo faber fortunae suae
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    affare di famigghia fu

  10. #10
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    Ancora una mutazione della Lega, da federale a monarchica: Bossi I, Bossi II............

 

 
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