finalmente una buona....
Innocente il gioielliere di Testaccio
"Il fatto non costituisce reato", questo il decreto con cui il gup di Roma ha prosciolto da tutte le accuse Massimo Mastrolorenzi. Il 9 maggio del 2003 l'orefice uccise i due rapinatori che, con la scusa di esaminare alcuni orologi, tentarono di rapinarlo
-Duplice omicidio per il gioielliere di Testaccio
-Gioielliere uccide 2 rapinatori
Roma, 11 marzo 2005 - Rocambolesco caso giudiziario quello del gioielliere romano Massimo Mastrolorenzi che il 9 maggio del 2003, durante un tentativo di rapina nel suo negozio di Testaccio, uccise i due malviventi esplodendo cinque colpi di pistola. La prima accusa fu di omicidio volontario, in seguito il pm la riformulò in omicidio provocato da eccesso di legittima difesa e infine il gup di Roma, stamane, ha decretato il proscioglimento dell'imputato con la formula: "Perchè il fatto non costituisce reato".
Secondo l'ipotesi accusatoria i due rapinatori, Giampaolo Giampaoli e Roberto Marai, rispettivamente di 32 e 25 anni, entrarono nella gioielleria con il pretesto di esaminare alcuni orologi, minacciarono il titolare con una pistola giocattolo di buona fattura, lo immobilizzarono, gli legarono i polsi con alcune fascette e lo rinchiusero nel retrobottega. Durante la razzia Mastrolorenzi riuscì tuttavia a liberarsi, impugnò la sua pistola e sparò non meno di cinque colpi. Due raggiunsero Giampaoli, che in quel momento era girato di spalle, e altrettanti colpirono Marai, girato per tre quarti rispetto al commerciante.
I rapinatori, sprovvisti di documenti, furono identificati nelle ore successive. Si scoprì che erano entrambi pregiudicati, uno calabrese e l'altro romano. Giampaoli era un orafo e gestiva con la sorella un piccolo laboratorio che i genitori avevano acquistato esclusivamente per i figli.
Inizialmente, nei confronti di Mastrolorenzi, la procura di Roma ipotizzò il reato di omicidio volontario. Successivamente, però, il pm Erminio Amelio, titolare dell'indagine, riformulò l'originaria accusa in omicidio provocato dall'eccesso colposo di legittima difesa. Nell'udienza di stamattina, il pm Francesco Scavo, in rappresentanza dell'accusa, ha chiesto il rinvio a giudizio dell'imputato. Ma il gup Giorgio Maria Rossi ha invece emesso una sentenza di proscioglimento, con la formula "perchè il fatto non costituisce reato".
che sia la prima di una lunga serie![]()




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