Da La Repubblica
Dal prossimo 3 aprile i cittadini italiani non saranno più tutti uguali nella cabina elettorale. Continueranno - naturalmente - ad avere tutti gli stessi diritti politici, ma quanto al modo di esercitarli dipenderà da dove sono residenti. In almeno tre regioni la legge in base alla quale sceglieranno presidenti e consiglieri è infatti cambiata in modo sensibile. E' uno dei risultati della autonomia regionale e della pur faticosa redazione degli statuti. Non tutte, in realtà, hanno fatto in tempo per quest'anno, ma al prossimo turno - tra cinque anni - tutte e 14 le regioni a statuto ordinario potrebbero seguire un meccanismo diverso.
Tra le regioni che una nuova legge elettorale ce l'hanno, Toscana, Puglia e Calabria sono quelle dove gli elettori troveranno le differenze maggiori con la legge nazionale - nota come "Tatarellum", dal nome dell'ex ministro di Alleanza nazionale Giuseppe Tatarella - i cui meccanismi sono sostanzialmente in vigore in tutte le altre (per i particolari, vai alla scheda).
Alcune caratteristiche di fondo restano comunque invariate: presidente eletto a suffragio universale diretto; consiglio eletto in modo sostanzialmente proporzionale; premio di maggioranza per garantire la stabilità di governo; possibilità di voto "disgiunto". Per il resto, ecco le innovazioni più importanti, dal punto di vista dell'elettore:
TOSCANA
*** non c'è più il "listino", la lista regionale bloccata strettamente legata al candidato presidente che forniva il premio di maggioranza alla coalizione vincente.
*** non c'è più il voto di preferenza nelle liste di partito: vengono eletti consiglieri i candidati in ordine di presentazione nella lista (se un partito ha diritto a tre consiglieri, passeranno il primo, il secondo e il terzo candidato della lista, se ha diritto a un solo consigliere passerà il solo capolista)
*** se la coalizione vittoriosa non è sufficientemente forte (sotto al 55 per cento), le vengono attribuiti alcuni seggi della minoranza; se è troppo forte (sopra al 65 per cento) le vengono tolti alcuni seggi in favore della minoranza.
In Toscana niente più preferenze
La Toscana è la regione che più ha innovato il sistema elettorale, abolendo i "listini" e il voto di preferenza.
COME FUNZIONA IL VOTO
*** Il presidente della regione è eletto direttamente con il sistema maggioritario: vince chi ha più voti e non ci sono ballottaggi. Chi arriva secondo viene comunque eletto consigliere regionale.
*** Il Consiglio regionale è eletto con un sistema sostanzialmente proporzionale, corretto con un eventuale premio di maggioranza (o con una soglia di garanzia per le minoranze, in alcuni casi).
*** Sessantatré dei 65 seggi sono attribuiti sulla base di liste di partito presentate nelle diverse province. Le liste devono essere collegate a un candidato presidente. Gli altri due seggi sono quelli del presidente e del secondo "classificato" nella corsa alla presidenza.
*** Le liste che hanno ottenuto meno del quattro per cento dei voti al livello regionale, non ottengono alcun seggio ("sbarramento"), a meno che non siano collegate con un candidato presidente che ha ottenuto almeno il cinque per cento dei voti. Per le liste collegate a candidati Presidente che hanno superato il cinque per cento dei voti, la soglia di sbarramento si abbassa all'1,5 per cento.
*** Non c'è più il "listino regionale" collegato al candidato presidente. Nelle liste i partiti possono però inserire uno o due "candidati regionali": ossia, capilista regionali di partito, i cui nomi sono indicati sulla scheda di tutte le province.
*** Tutte le liste che al livello regionale hanno superato la soglia di sbarramento, ottengono almeno un consigliere. I rimanenti vengono suddivisi proporzionalmente.
*** Vengono eletti i candidati sulla base dell'ordine di presentazione nella lista: prima, cioè, i "candidati regionali", e poi i candidati di ciascuna provincia.
*** Il nuovo presidente ha diritto ad avere una maggioranza stabile in consiglio: se il presidente ha ottenuto meno del 45 per cento dei voti, la sua coalizione ha diritto ad avere almeno il 55 per cento dei seggi, se ha avuto oltre il 45 per cento dei voti, la coalizione ha diritto ad almeno il 60 per cento dei seggi. I seggi eventualmente mancanti alla coalizione vincente, al fine di raggiungere questa quota, sono sottratti alle coalizioni perdenti (premio di maggioranza), modificando dunque la prima distribuzione proporzionale dei seggi.
*** Le minoranze hanno diritto a non essere schiacciate da una maggioranza troppo forte in Consiglio: se una coalizione ha ottenuto più del 65 per cento dei seggi, le minoranze hanno diritto ad avere almeno il 35 per cento dei seggi. I seggi eventualmente mancanti sono sottratti alla coalizione vincente (soglia di garanzia per le minoranze).
CHE FARE IN CABINA
*** C'è un'unica scheda per il presidente e il Consiglio, sulla quale l'elettore può esprimere due voti.
*** Per votare il presidente, occorre fare il segno sul nome del candidato o sul suo simbolo.
*** Per votare i consiglieri, occorre fare un segno sul simbolo della lista provinciale preferita. Non si possono esprimere voti di preferenza: sulla scheda sono indicati i nomi di tutti i candidati. I candidati verranno eletti, sulla base dei seggi ottenuti da quella lista, seguendo l'ordine di presentazione indicato.
*** E' possibile votare un candidato presidente e al tempo stesso votare una lista di partito tra quelle che NON lo appoggiano (il cosiddetto "voto disgiunto").
*** E' possibile votare solo il candidato presidente (in questo caso non ci sono ricadute sulle liste di partito ad esso collegate)
*** E' possibile votare solo la lista di partito (in questo caso il voto si estende automaticamente anche al candidato presidente ad essa collegato).
PUGLIA
*** anche qui niente "listino", 13 seggi del premio di maggioranza saranno però distribuiti proporzionalmente tra le liste dei partiti collegati al presidente eletto.
*** niente "soglia di sbarramento" per le liste dei partiti (per questa volta, dal 2010 si cambia), ma le coalizioni devono ottenere nel complesso almeno il cinque per cento di voti al livello nazionale.
La Puglia dice addio al "listino"
La Puglia va alle urne con una nuova legge elettorale che ha, tra l'altro, abolito il "listino" del presidente e riformato le soglie di sbarramento.
COME FUNZIONA IL VOTO
*** Il presidente della regione è eletto direttamente con il sistema maggioritario: vince chi ha più voti e non ci sono ballottaggi. Chi arriva secondo viene comunque eletto consigliere regionale.
*** Il Consiglio regionale è eletto con un sistema proporzionale, cui si aggiunge una quota di seggi come "premio di maggioranza".
*** Non ci sono "listini regionali" collegati ai candidati alla presidenza. I candidati alla presidenza sono "collegati" alle liste dei partiti.
*** I seggi in Consiglio sono 70: uno va al presidente, uno al candidato sconfitto con più voti, 13 sono il premio di maggioranza, 55 sono direttamente in palio.
*** Per ottenere seggi, le liste devono ottenere almeno il cinque per cento dei voti al livello ragionale o far parte di una coalizione che abbia ottenuto almeno il cinque per cento dei voti al livello regionale ("sbarramento". Dalle prossime elezioni ogni lista dovrà ottenere almeno il quattro per cento dei voti al livello regionale, indipendentemente dal risultato della coalizione..
*** Il nuovo presidente ha diritto ad avere una maggioranza stabile in Consiglio: per questo ha diritto a un premio di maggioranza: 13 seggi da dividersi in proporzione ai voti ricevuti tra le liste collegate al vincitore.
CHE FARE IN CABINA
*** C'è un'unica scheda per il presidente e il Consiglio, sulla quale l'elettore può esprimere due voti.
*** Per votare il presidente, occorre fare il segno sul nome del candidato o su uno dei simboli ad esso collegati.
*** Per votare i consiglieri, occorre fare un segno sul simbolo della lista provinciale di partito preferita. Accanto al simbolo c'è lo spazio per indicare il nome di uno dei candidati della lista (voto di preferenza: non è obbligatorio).
*** E' possibile votare un candidato presidente e al tempo stesso votare una lista provinciale di partito tra quelle che NON lo appoggiano (il cosiddetto "voto disgiunto").
*** E' possibile votare solo il candidato presidente (in questo caso non ci sono ricadute sulle liste di partito ad esso collegate)
*** E' possibile votare solo la lista di partito (in questo caso il voto si estende automaticamente anche al candidato presidente ad essa collegato).
CALABRIA
*** Le liste dei partiti (i singoli partiti, dunque, non la coalizione) devono ottenere almeno il quattro per cento dei voti al livello regionale per partecipare alla distribuzione dei seggi, anche se il candidato presidente cui sono collegate ha preso più del cinque per cento.
In Calabria si alza la "sbarra"
Il nuovo sistema elettorale adottato dalla regione Calabria non differisce molto da quello in vigore precedentemente, ma alza la soglia di sbarramento che le liste devono superare per partecipare alla divisione dei seggi.
COME FUNZIONA IL VOTO
*** Il presidente della regione è eletto direttamente con il sistema maggioritario: vince chi ha più voti e non ci sono ballottaggi. Chi arriva secondo viene comunque eletto consigliere regionale.
*** Il consiglio regionale è eletto con un sistema misto: in gran parte proporzionale, in piccola parte maggioritario.
*** Quattro quinti dei seggi sono attribuiti proporzionalmente, sulla base di liste di partito presentate nelle diverse province (tanti voti, tanti seggi). Le liste possono essere collegate a un candidato presidente.
*** Le liste che hanno ottenuto meno del quattro per cento dei voti al livello regionale non ottengono alcun seggio ("sbarramento"), qualunque sia il numero dei voti presi dal candidato presidente ad esse collegato.
*** Un quinto dei seggi è attribuito con il maggioritario, sulla base di liste regionali (i cosiddetti "listini") il cui capolista è il candidato alla presidenza. Chi vince prende tutto, con la seguente eccezione:
*** Se le liste circoscrizionali collegate alla lista regionale vincente hanno ottenuto già il 50 per seggi, alla nuova maggioranza è attribuita solo la metà dei seggi del "listino" (dieci per cento del totale dei seggi in consiglio), il resto è distribuito proporzionalmente tra le liste di opposizione.
*** Il nuovo presidente ha diritto ad avere una maggioranza stabile in consiglio: se le liste a lui collegate hanno ottenuto meno del 40 per cento dei seggi, oltre alla totalità dei seggi del "listino" gli vengono attribuiti tanti consiglieri "extra" fino ad arrivare al 55 per cento dei seggi del consiglio.
CHE FARE IN CABINA
*** C'è un'unica scheda per il presidente e il Consiglio, sulla quale l'elettore può esprimere due voti.
*** Per votare il presidente, occorre fare il segno sul nome del candidato o su uno dei simboli che rappresentano la lista regionale guidata dal candidato.
*** Per votare i consiglieri, occorre fare un segno sul simbolo della lista provinciale preferita. Accanto al simbolo c'è lo spazio per indicare il nome di uno dei candidati della lista (voto di preferenza: non è obbligatorio).
*** E' possibile votare un candidato presidente (e la lista regionale che egli guida) e al tempo stesso votare una lista circoscrizionale tra quelle che NON lo appoggiano (il cosiddetto "voto disgiunto").
*** E' possibile votare solo il candidato presidente (in questo caso non ci sono ricadute sulle liste circoscrizionali ad esso collegate).
*** E' possibile votare solo la lista circoscrizionale (in questo caso il voto si estende automaticamente anche al candidato presidente ad essa collegato).
Per le regionali sono chiamati alle urne 41.572.212 italiani. Negli stessi giorni - domenica 3 e lunedì 4 aprile - si vota però anche per le province di Caserta e di Viterbo oltre che per 266 comuni. Le elezioni regionali si concludono lunedì 4 (il candidato presidente che ha preso più voti, anche se non la maggioranza assoluta, vince). Per i sindacti dei comuni superiori ai 15.000 abitanti e per i presidenti delle province potrebbe, invece essere necessario un ballottaggio, che si terrà dopo due settimane: domenica 16 e lunedì 17 aprile.
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Così resiste il "Tatarellum"
Nella maggioranza delle regioni a statuto ordinario si vota ancora con il meccanismo previsto dalla legge nazionale (il cosiddetto "Tatarellum"), o con leggi locali che non ne hanno modificato le caratteristiche principali.
COME FUNZIONA IL VOTO
*** Il presidente della regione è eletto direttamente con il sistema maggioritario: vince chi ha più voti e non ci sono ballottaggi. Chi arriva secondo viene comunque eletto consigliere regionale.
*** Il Consiglio regionale è eletto con un sistema misto: in gran parte proporzionale, in piccola parte maggioritario.
*** Quattro quinti dei seggi sono attribuiti proporzionalmente, sulla base di liste di partito presentate nelle diverse province (tanti voti, tanti seggi). Le liste possono essere collegate a un candidato presidente.
*** Le liste che hanno ottenuto meno del tre per cento dei voti, non ottengono alcun seggio ("sbarramento"), a meno che non siano collegate con un candidato presidente che ha ottenuto almeno il cinque per cento dei voti.
*** Un quinto dei seggi è attribuito con il maggioritario, sulla base di liste regionali (i cosiddetti "listini") il cui capolista è il candidato alla presidenza. Chi vince prende tutto, con la seguente eccezione:
*** Se le liste circoscrizionali collegate alla lista regionale vincente hanno ottenuto già il 50 per cento dei seggi, alla nuova maggioranza è attribuita solo la metà dei seggi del "listino" (dieci per cento del totale dei seggi in consiglio), il resto è distribuito proporzionalmente tra le liste di opposizione.
*** Il nuovo presidente ha diritto ad avere una maggioranza stabile in consiglio: se le liste a lui collegate hanno ottenuto meno del 40 per cento dei seggi, oltre alla totalità dei seggi del "listino" gli vengono attribuiti tanti consiglieri "extra" fino ad arrivare al 55 per cento dei seggi del consiglio.
CHE FARE IN CABINA
*** C'è un'unica scheda per il presidente e il Consiglio, sulla quale l'elettore può esprimere due voti.
*** Per votare il presidente, occorre fare il segno sul nome del candidato o su uno dei simboli che rappresentano la lista regionale guidata dal candidato.
*** Per votare i consiglieri, occorre fare un segno sul simbolo della lista provinciale preferita. Accanto al simbolo c'è lo spazio per indicare il nome di uno dei candidati della lista (voto di preferenza: non è obbligatorio).
*** E' possibile votare un candidato presidente (e la lista regionale che egli guida) e al tempo stesso votare una lista circoscrizionale tra quelle che NON lo appoggiano (il cosiddetto "voto disgiunto").
*** E' possibile votare solo il candidato presidente (in questo caso non ci sono ricadute sulle liste circoscrizionali ad esso collegate)
*** E' possibile votare solo la lista circoscrizionale (in questo caso il voto si estende automaticamente anche al candidato presidente ad essa collegato).




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