REGIONALI/ FIORONI: ESCLUSIONE MUSSOLINI, C'E' UNA DERIVA GRAVE
13/03/2005 - 18:24
"Destra vuole restringere la rappresentanza democratica
Roma, 13 mar. (Apcom) - Giuseppe Fioroni, responsabile Enti locali della Margherita, invita "tutti" a riflettere sulla "deriva grave" che, sostiene, vede una restrizione degli spazi di rappresentanza democratica operata dalla Cdl.
"E' grave e sconcertante - dichiara Fioroni, con riferimento al caso di Alternativa sociale - che con un semplice atto burocratico si possa impedire ad una forza politica di presentarsi liberamente alle elezioni, per quanto essa sia lontana anni luce dalla mia concezione della politica e dai miei valori".
L'esponente Dl non entra nel merito dell'esclusione di As: "Non spetta a me farlo e ho massimo rispetto e fiducia nella magistratura". Resta, sottolinea, "la perplessità per l'intero processo con il quale si è arrivati all'esito di tagliare fuori dalla competizione democratica una formazione politica che i sondaggi accreditano tra il 4 e il 7 per cento dei consensi. C'è qualcosa che non funziona se un partito politico rappresentativo di una fetta consistente dell'elettorato non venga ammesso a competere alle urne. Credo riguardi la questione del diritto di tribuna che dovrebbe essere assicurato a tutti, qualunque sia l'orientamento politico".
"Mi sembra invece - prosegue Fioroni - che si moltiplichino i segnali, sia sul piano amministrativo locale, sia su quello nazionale, di una destra che carezza il sogno di modificare le regole del gioco in maniera tale da restringere la rappresentanza democratica e bloccare la partecipazione per favorire lo status quo. E' una deriva grave, su cui tutti dovrebbero riflettere e che non impedirà al centrosinistra di sconfiggere Storace e la sua arroganza e di portare alla Pisana il progetto di Piero Marrazzo, dell'Ulivo e dell'Unione per restituire ai cittadini la loro voce alla Regione Lazio".
Povero Fioroni. Che senso disinteressato delle istituzioni. E' quasi commovente. Chissà dov'era all'incirca un dodici-tredici anni fa, quando la magistratura, peraltro legittimamente, faceva fuori formazioni politiche accreditate fra il 40 e il 50% dei consensi nazionali e non laziali. Chissà se allora gridò alla restrizione degli spazi di rappresentanza democratica? Sconcertante.




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