Soldati feriti evacuati negli U.S.A. non arrivano mai con la luce del giorno e il Pentagono non ha ancora spiegato perché in modo soddisfacente.

Nel gennaio 2000, l’allora presidente dei Capi aggiunti di Stato Maggiore generale Henry Shelton, disse in pubblico ad Harvard che prima di coinvolgere truppe, I politici avrebbero dovuto assicurarsi che una Guerra potesse superare il "test Dover", così chiamato per la base aerea nel Delaware dove rientrano le bare dei soldati. Shelton disse che i politici devono soppesare le azioni militari valutando se il pubblico è " preparato alla vista della nostra risorsa più preziosa che torna a casa in casse da morto avvolte da una bandiera".

E’ ampiamente noto che alla vigilia dell’ invasione dell’Iraq nel 2003 l’amministrazione Bush si mosse per trattare la materia e proibì le fotografie delle bare che arrivavano a Dover o in qualunque altra base militare. Ma pochi si rendono conto che la stessa strategia sembra essere seguita con i feriti, che sono molto più numerosi. Dall’1 settembre il comando dei trasporti del Pentagono ha evacuato 24.772 pazienti dai campi di battaglia, per lo più dall’Iraq. Ma due anni dopo l’invasione dell’Iraq, immagini di truppe ferite che arrivano negli Stati Uniti sono difficili da trovare quanto le foto delle casse da morto di Dover.

E questo perché tutti i trasferimenti sono fatti nell’oscurità e, nella maggior parte dei casi, le foto sono vietate.

Ralph Begleiter, professore di giornalismo all’Università del Delaware e già corrispondente della CNN per gli affari mondiali che ha intentato una causa per obbligare il Pentagono ad autorizzare fotografie e filmati delle casse da morto che arrivano a Dover, ha detto che nuove immagini di soldati americani feriti sono state "estremamente rare". I soldati feriti, come le casse da morto, per lo più appaiono nei notiziari soltanto dopo l’arrivo nelle loro città di origine. Begleiter ha detto che il Pentagono ha cercato di ridurre al minimo l’accesso del pubblico a immagini e informazioni che potrebbero ridurre la tolleranza degli americani per la guerra. "Io penso che il Pentagono sta prendendo misure per minimizzare la rivelazione dei costi della guerra," ha detto Begleiter, "è naturale che si comporti così".

Un’indagine di Salon ha scoperto che i voli che portano i feriti arrivano negli Stati Uniti solamente nottetempo. E i militari sono in difficoltà a spiegare perché. In una serie di interviste, ufficiali del comando Mobilità Aerea, che gestisce tutte le evacuazioni, si sono rifiutati di parlare ufficialmente per spiegare i voli notturni, o di chiarire le discrepanze nelle loro spiegazioni ufficiose sulle ragioni per cui i voli arrivano in quelle ore. In una dichiarazione scritta, il comando ha detto che "restrizioni relative ad operazioni (militari)" su di una pista vicino al principale ospedale militare in Germania, dove sono portati in prima istanza i feriti dell’Iraq, influiscono sugli orari dei voli. Il comando ha anche tentato di spiegare i piani di volo dicendo che i medici in Germania necessitano di molto tempo per stabilizzare i pazienti prima che essi partano per gli Stati Uniti.

Dalla Germania l’esercito trasporta in volo i feriti alla base aeronautica Andrews nel Maryland. I militari con le ferite più gravi sono portati da lì ai migliori ospedali militari vicini, il Walter Reed Army Medical Center a Washington e il National Naval Medical Center a Bethesda, Md. Ma entrambi questi ospedali impediscono alla stampa di vedere o fotografare i pazienti in arrivo, apparentemente per proteggere la loro privacy. Altri pazienti arrivati in volo dalla Germania sono tenuti in una struttura medica di passaggio ad Andrews finché non sono trasportati in altri ospedali militari.

Paul Rieckhoff, fondatore e direttore esecutivo dell’Operazione Verità, un gruppo per il patrocinio di veterani dell’Iraq e dell’ Afghanistan, ha detto che gli arrivi soltanto in orario notturno dei feriti, così come le restrizioni sulle foto delle bare ed altre tattiche di p.r., sono mirate a nascondere al pubblico l’arrivo quotidiano di morti e feriti. "Lo fanno perché nessuno veda (i feriti)," ha detto Rieckhoff. "Nella loro mentalità, questo demoralizzerà il popolo americano. Il costo globale di questa guerra è stato…..continuamente nascosto. Come i costi aumentano, così crescono anche i loro sforzi per celare quei costi."

Ma il Pentagono dice che non sta cercando di nascondere i feriti da nessuno. (ufficiali del Pentagono hanno anche negato che il divieto di fotografare le bare a Dover sia stata una decisione di p.r.) Il capitano Herbert McConnell, un portavoce della base aeronautica Andrews, ha detto che mentre è vero che i voli con i feriti arrivano soltanto di notte, questo orario non ha lo scopo di ridurre al minimo le immagini di soldati feriti. "Non c’è una cospirazione, posso affermarlo. Sono assolutamente sicuro che non c’è l’intenzione di trasportarli nell’oscurità della notte," ha detto McConnell. "Non accade niente di losco qua."

Dalla base di Andrews, alcuni dei feriti più gravi sono portati in pullman, ambulanze o furgoni al Walter Reed o al Bethesda Naval Medical Center. Sono proibite foto degli arrivi agli ospedali. (Salon, nonostante il bando, ha ottenuto le immagini dell’arrivo notturno dei feriti al Walter Reed. Le immagini non rivelano l’identità dei pazienti.)

Quasi 4000 soldati feriti in Iraq sono stati spostati in pullman dalla base aeronautica Andrews al Walter Reed, secondo quanto dice l’ospedale. Dato che gli aerei arrivano tardi ad Andrews, i pazienti arrivano al Walter Reed dopo che è calata la notte e dopo la chiusura delle cliniche ospedaliere. I feriti sono scaricati negli atri senza i pazienti, i familiari e i mezzi di informazione normalmente presenti durante il giorno. Non sono scaricati all’entrata ordinaria, la più vicina al pronto soccorso.

Una di queste ultime notti al Walter Reed, circa 10 ufficiali medici con indosso mimetiche verdi allinearono barelle nell’anticamera vuota dell’ospedale appena prima delle 10. Alle 9.45 p.m. circa, qualcuno annunciò " gli autobus sono qui", e il personale cominciò a indossare guanti di gomma celeste. Scuolabus bianchi trasformati in ambulanze e contrassegnati con la scritta "Walter Reed" si fermarono lì davanti come pure due furgoni neri senza scritte. Il convoglio non passò dalla strada circolare principale fino all’entrata coperta vicina al pronto soccorso e alla farmacia, dove la maggior parte dei pazienti vanno e vengono. Invece gli automezzi si fermarono in una strada sopraelevata sopra l’entrata e scaricarono i feriti all’aperto nell’oscurità.

Gli ufficiali medici portarono lentamente giù i feriti che erano sulle barelle. Altri entrarono su sedie a rotelle, zoppicando con delle stampelle o camminando. Due soldati che furono portati dentro su lettini a ruote erano gonfi, sembravano in stato d’incoscienza ed erano intubati completamente con grandi ventilatori legati ai loro lettini. Una sacca di ciò che poteva essere urina insanguinata era appesa ad uno dei due lettini.

Ai feriti in grado di camminare furono date borse bianche della Croce Rossa da un automezzo all’esterno. Un gruppetto di civili entrò nello stesso momento e camminò solennemente attraverso i saloni vuoti fino al centro di assistenza familiare dell’ospedale con delle valigie. Sono stato testimone di altri due arrivi simili in fredde notti invernali. Soldati che io conosco al Walter Reed ne hanno visti molti di più.

L’ospedale Walter Reed vieta qualsiasi servizio dei mezzi di informazione sull’arrivo dei feriti, apparentemente per proteggere la loro privacy. Ma le foto ottenute da Salon dimostrano come sia facile fotografare l’arrivo dei pazienti al Walter Reed senza violare alcun diritto alla privacy.

Non ho mai scoperto niente nel mio reportage che suggerisse che militari con gravi ferite fisiche – vittime con amputazioni o ferite da pallottole – non avessero tutte le cure e l’attenzione che meritavano. Anzi, il Pentagono e il Walter Reed hanno permesso a giornalisti e fotografi di fare servizi su persone amputate durante la riabilitazione al Walter Reed e medici dell’esercito fare tutto il possibile per salvare soldati gravemente feriti sui sabbiosi campi di battaglia dell’Iraq. A quanto si dice, queste sono cose che l’esercito fa bene. Queste sono storie di "buone notizie" per il Pentagono, mostrando a quali misure arriva l’esercito per prendersi cura dei soldati colpiti.

Ma fare del giornalismo sull’ampiezza, portata e costo crescente della guerra – come le immagini delle casse da morto che arrivano o il flusso apparentemente infinito di barelle in arrivo al Walter Reed – è quasi impossibile a causa delle restrizioni del Pentagono.

Per uno strano intreccio, il mese scorso la base aeronautica di Andrews mi lasciò riprendere in video un aeroplano da cui erano portati a terra i feriti con l’oscurità. Gli ufficiali di Andrews dissero che la stampa può assistere all’arrivo dei feriti, ma pochi giornalisti chiedono di visitare la superficie di asfalto piatto lì sulla "linea di volo". McConnell, il portavoce di Andrews, disse che permettendomi di fare la ripresa video dei feriti da lontano mi avrebbe fatto "vedere che non c’era alcuna cospirazione in corso".

Con la mia scorta data dagli affari pubblici militari ho passeggiato a circa mezzo miglio dal terminal dei passeggeri ad Andrews lungo la linea di volo. Mentre gli orari di volo sembrano andare dalla sera a notte inoltrata, il gigantesco Starlifter C141 che ho visto proveniente dalla Germania atterrò poco prima delle 6 p.m. ( è uno tra quelli arrivati prima, secondo le mie fonti dell’esercito). Due autobus bianchi con la scritta "Walter Reed" arretrarono fino alla rampa posteriore dell’aereo, seguiti successivamente da due autobus verdi con sopra una croce rossa.

C’era ancora un po’ di luce quando le ruote dello Starlifter toccarono il suolo, ma era buio quando i soldati che portavano le barelle cominciarono a scendere dall’aereo. Una alla volta circa 10 barelle furono lentamente fatte discendere lungo la rampa e caricate su reticelle sugli autobus. Era difficile vedere le condizioni dei feriti. Seguiva un soldato in carrozzella. Poi venivano i feriti in grado di camminare.

E’ facile immaginare innumerevoli ragioni per decollare dalla Germania tardi in giornata, ciò che risulterebbe quindi in trasporti che arrivano negli Stati Uniti di notte. Il volo dalla Germania in un C-141 può durare fino a 10 ore e ci sono sei ore di differenza di fuso con gli Stati Uniti. La spiegazione ufficiosa del Comando di Mobilità dell’Aria, comunque, non rendeva conto dei consistenti arrivi di voli notturni. E la sua risposta scritta era vaga: " le missioni sono messe in lista di partenza (dalla Germania) a seconda delle restrizioni operative dell’aeroporto, permettendo ai pazienti una lunga notte di riposo prima del lungo volo trans-Atlantico e dando al personale medico sufficiente tempo per trattare quei pazienti che possono richiedere cure speciali.

John Pike, il direttore di GlobalSecurity.org, un sito web di informazione sulla difesa, ha passato molto tempo cercando di spiegare la differenza tra i fatti e il racconto del Pentagono. Egli dice che è strano che il Pentagono non abbia spiegato soddisfacentemente i voli in tarda notte. "E’ imbarazzante perché ci sono spiegazioni perfettamente plausibili per ciò, ma non sono quelle offerte," ha detto Pike. "E la spiegazione data non ha senso. Non ha senso."

Pike e l’avvocato Rieckhoff dei veterani hanno detto entrambi che il Pentagono ha assunto un sacco di tecnici per gestire le percezioni domestiche della guerra. Il dizionario di termini militari e affini del dipartimento della difesa definisce " gestione di percezioni " come " azioni per comunicare e/o negare informazione selezionata e indicatori" per influenzare "emozioni, motivazioni e ragionamenti oggettivi". Sebbene il dizionario descriva tali tecniche soltanto in applicazione a un pubblico estero, il Pentagono è stato sotto tiro per avere impiegato alcune tecniche piuttosto aggressive anche in patria.

Lo stesso presidente Bussi è tirato addosso delle critiche per avere deciso di non partecipare ai funerali di soldati caduti, preferendo invece incontrare privatamente le loro famiglie.

Alcuni critici, compresa la Legione Americana, hanno biasimato il Pentagono per aver "giocato" anche con i dati principali della guerra. Quando il Pentagono "registra incidenti" rispecchia soltanto truppe ferite da pallottole o bombe del nemico – escludendo oltre 20.432 militari evacuati dall’Iraq e dall’Afghanistan in seguito a malattie o danni che il Pentagono non ritiene causati direttamente dai combattimenti, come gli incidenti di Humvee o traumi mentali.

Il Pentagono nel 2002chiuse il suo ufficio di influenza strategica dopo le dure critiche in seguito alle voci che l’ufficio intendeva diffondere storie di notizie false nella stampa straniera. Alcune voci della stampa, comunque, asseriscono che la missione dell’ ufficio di influenza strategica continua a esistere da qualche altra parte nel Pentagono.

Lo scorso autunno, comandanti militari in Iraq unirono gli uffici per gli affari pubblici e per la guerra psicologica, secondo il Los Angeles Times. Si presuppone che un ufficio dia informazioni accurate al pubblico e che l’altro inganni il nemico usando le informazioni come arma. La decisione di unirli spinse il gen. Richard Myers, presidente dei Capi aggiunti di Stato Maggiore, di avvisare i capi aggiunti in un memorandum che "tali organizzazioni di strutture hanno il potenziale per compromettere la credibilità dei comandanti con i mezzi di informazione e con il pubblico". E in un evidente sforzo di controllare alcune notizie, il Pentagono adesso ha il proprio canale giornalistico. Dish Network presto supporterà il Canale del Pentagono, irradiando la sua versione della verità a 11 milioni di spettatori in tutto il mondo.

Ma i critici del Pentagono dicono che non fa un favore al pubblico americano limitando e controllando le immagini della guerra come sta facendo. Begleiter, l’insegnante di giornalismo all’Università del Delaware, dice che il popolo americano merita di avere un’immagine chiara della guerra, anche se quell’immagine può dare fastidio. "Il popolo americano ha il diritto di vedere ciò che l’esercito sta facendo a loro nome", ha detto.

Di Mark Benjamin, tratto da Salon.com, traduzione di Maria Forte)