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    Predefinito Intervista a Lorscheider: no comment

    LA CENTRALIZZAZIONE DELLA CHIESA
    E UNO DEI PROBLEMI CHE ANCORA RIMANGONO
    del card. Aloísio Lorscheider


    In occasione del 40° anniversario della promulgazione
    della costituzione
    conciliare "Lumen Gentium" (21 novembre 1964) si e
    tenuto un congresso di
    studio all'universita brasiliana di Vale do Rio dos
    Sinos - Unisinos - i cui
    interventi sono stati pubblicati sulla rivista IHU
    (Istituto Humanitas
    Unisinos) on-line. Riproduciamo l'intervista fatta in
    questa occasione al
    card. Aloísio Lorscheider, una delle personalita
    ecclesiastiche piu note e
    piu coraggiose dell'America Latina.
    Domanda: Quali sono state le diverse percezioni di
    Chiesa sentite al
    Concilio?

    Aloísio Lorscheider: C'e stata una serie di percezioni
    diverse che, alla
    fine, e rimasta, piu o meno, registrata nella Lumen
    Gentium. Si incomincio a
    insistere sul concetto di Chiesa pellegrinante e
    Chiesa "popolo di Dio". Io
    in quel tempo facevo scuola e avevo imparato e
    insegnato molto di piu che la
    Chiesa era militante e "corpo mistico di Cristo".
    Significo un grande
    cambiamento, un capovolgimento nella nostra vita.
    Tanto che, quando termino
    il Concilio, dissi al mio segretario: "Io non so piu
    che cosa pensare".
    Rimasi perplesso rispetto a tutto quello che avevo
    imparato e insegnato. Il
    Concilio ha rivoluzionato la Chiesa, ma spiegare
    questa rivoluzione e molto
    difficile. A cominciare dalla stessa Messa, passammo
    dal latino al
    portoghese, dalle spalle ad essere rivolti verso il
    popolo. Sembrava tanto
    strano ... Noi siamo stati formati in latino, fino al
    Concilio si parlava in
    latino e, improvvisamente, sembrava che tutto cio non
    servisse piu a niente.
    D'altra parte, fino allora la Messa era celebrata
    individualmente. Per me fu
    difficile abituarmi al nuovo. Quando cominciai a
    notare che quelle nuove
    forme facevano partecipare di piu la gente, mi adattai
    ai cambiamenti.
    Avevamo imparato nel Diritto Pubblico della Chiesa che
    "la Chiesa e una
    societa perfetta" accanto all'altra societa perfetta
    che e lo Stato:
    improvvisamente questo non esisteva piu: la Chiesa era
    un lievito nella
    societa. Noi che abbiamo partecipato al Concilio
    eravamo pre-conciliari, non
    eravamo solo noi ad agire, agiva anche lo Spirito
    Santo e abbiamo avuto
    anche l'aiuto di molti teologi che avevano una visione
    nuova di Teologia e
    di cambiamento nella Chiesa e nella societa. Noi
    ascoltavamo tutto questo e
    votavamo coscientemente, solo che votare era piu
    facile che confrontarsi con
    tutti quei cambiamenti per portarli nella vita.

    Domanda: Che aspetti ha toccato questo cambiamento
    all'interno della Chiesa?

    Aloísio Lorscheider: Fu un capovolgimento nella
    Teologia, nella liturgia,
    nella morale. La nostra morale si basava molto sulla
    casistica. Ora la
    casistica non conta molto, cio che conta e la legge
    del principio, della
    morale, fondata nella parola di Dio. Prima c'era si la
    parola di Dio, ma si
    applicava la morale, come casi su casi.


    Domanda: Tutto questo cambiamento fu interrotto a un
    certo punto o e un
    processo che continua?

    Aloísio Lorscheider: E un processo che continua. Anche
    se penso che il Papa
    attuale lo ha frenato molto. Egli e diventato molto
    conservatore rispetto
    alla Chiesa, non rispetto allo Stato. La mia
    impressione e egli dice molto
    bene di applicare il Concilio, ma non sempre lo
    applica, perché il nostro
    Papa non ha avuto molta esperienza pastorale, ha avuto
    piu esperienza di
    lotta al comunismo, in questo e molto bravo, conosce
    bene le cose. Ma
    nell'esperienza pastorale concreta, lui e molti altri
    della Curia Romana
    sono deboli. In questo senso, essi non riescono a
    capire il Concilio, perché
    il Vaticano II e stato profondamente pastorale, non e
    stato né dogmatico né
    giuridico; e chiaro che tocca il dogma, il diritto e
    la morale, ma fu
    profondamente pastorale. E questo molti non l'hanno
    ancora capito. Penso che
    sia una mancanza che esiste in gran parte della
    Chiesa: non e stata capita
    la pastoralita di questo Concilio. In paesi
    dell'Europa che ho percorso, per
    esempio, tutto sembra essere rimasto come era prima
    del Concilio. Non c'e
    stato il rinnovamento che voleva il Concilio. Qui, in
    Brasile e, fino a un
    certo punto, in America Latina, mettiamo in pratica
    questo cambiamento. Gli
    episcopati colombiano, venezuelano, argentino,
    uruguaiano sono tutti
    episcopati che resistono, mentre negli altri, come il
    boliviano,
    l'equatoriano, il cileno e il nostro, abbiamo fatto
    molti piu passi avanti.
    Ci capiamo molto di piu sul campo pastorale del
    Concilio. Penso che il paese
    che fino ad oggi ha messo piu in pratica il Concilio e
    stato il Brasile,
    senza alcuna vanita. Il Brasile e diventato un paese
    che emerge per la sua
    Teologia e pastorale e, per questo, ha saputo
    comprendere il Concilio. Molti
    guardano al Brasile con molta speranza. Noi siamo
    sempre considerati un po'
    sospetti perché applichiamo il Concilio.

    Domanda: Cosa fa la differenza che ha aiutato o no le
    Chiese a mettere in
    pratica il Concilio?

    Aloísio Lorscheider: Detto in poche parole: ci sono
    episcopati che sono piu
    vicini alla gente e tentano di capire le problematiche
    che essa vive, e
    altri che restano di piu nel campo dei principi, del
    "noi pensiamo che deve
    essere cosi". In Brasile, la Campagna della Fraternita
    e un esempio di
    questo che dovrebbe essere piu studiato. Ogni anno
    viene affrontato un
    problema reale, che e 'nella carne' della nostra
    gente. A volte si fa una
    lettura dell'ortodossia della nostra chiesa, che e
    molto piu ortoprassi. Il
    grande problema della Teologia della Liberazione e che
    i teologi della
    liberazione insistevano sull'ortoprassi e non
    sull'ortodossia. Questo dava
    l'impressione a molti di Roma che stavamo
    allontanandoci dalla verita, ma
    non e cosi. Noi mettevamo di fronte la prassi
    cristiana, che cerca di
    aiutare la gente nei suoi problemi piu urgenti. Per
    tutto cio, possiamo dire
    che abbiamo due Costituzioni molto importanti di cui
    ancora non troviamo la
    sintesi: la Lumen Gentium e la Gaudium et Spes. Noi
    brasiliani siamo molti
    piu della Lumen Gentium che della Gaudium et Spes. La
    Gaudium et Spes, con
    molta prudenza, dice che essa e per il proprio tempo.
    Diversamente dalla
    Lumen Gentium, i cui principi sono per sempre. Bisogna
    leggere tutto il
    Concilio alla luce della Lumen Gentium senza
    dimenticare la Gaudium et Spes.
    Ma, penso che ora la Gaudium et Spes dovrebbe essere
    rivista. Dovrebbero
    essere convocati i vescovi per fare una revisione
    della Gaudium et Spes. Lo
    spirito che le sta dietro e meraviglioso, perché e
    questo spirito pastorale.
    La fede deve aiutare a risolvere i problemi della
    gente. La Gaudium et Spes
    e stata un grande sforzo di conciliare fede e vita,
    ma, forse, non vi e
    riuscita totalmente. Bisognerebbe rivedere i problemi
    specifici della
    persona umana oggi, in che cosa non viene rispettata.
    Oggi non e in gioco il
    marxismo, bensi l'individualismo, frutto di una
    dottrina liberale che si
    diffonde in tutto il pianeta e che valorizza la
    persona non per quello che
    e, ma per quello che produce e, quando non produce
    piu, viene scartata. Il
    problema di fondo sta un po' nel rapporto tra la Lumen
    Gentium e la Gaudium
    et Spes. Accenno qui solo al problema, senza
    approfondire. Non troviamo
    ancora la sintesi tra l'aspetto teologico piu
    dottrinario e l'aspetto piu
    pastorale.


    Domanda: Che cosa e rimasto meno chiaro nella
    formulazione della
    costituzione Lumen Gentium?

    Aloísio Lorscheider: Il rapporto tra il papa e
    l'Episcopato, per esempio.
    Primato di giurisdizione del Papa e dei vescovi, che
    pure hanno il pieno
    potere, universale, ma sempre sotto la guida del Papa.
    Ma cosa significa
    questo? Ce l'hanno o non ce l'hanno? Non abbiamo molta
    chiarezza. Anche il
    diritto delle Conferenze Episcopali. C'e uno
    sfasamento nello stabilire da
    dove viene un potere e l'altro. Questo gia nel campo
    della dottrina. Si
    immagini nel capo pastorale!

    Domanda: In pratica, vi sarebbe una centralizzazione
    nel pontificato?

    Aloísio Lorscheider: Secondo me il Papa attuale lo
    riconosce. Egli è vissuto
    in un'epoca in cui, in Polonia, il cardinal Wiszinski
    era il riferimento e
    tutti i vescovi della Polonia pensavano come il
    cardinal Wiszinski, perché
    se qualcuno pensava diversamente era "rompere lo
    schema", e questo non era
    ben visto. Giovanni Paolo II pensa allo stesso modo.
    Se noi pensiamo, come
    lui, stiamo "rompendo lo schema", per questo egli non
    lascia liberi i
    vescovi, le conferenze, non ha il coraggio. Lui dice:
    "Studiamo insieme,
    sediamoci con i teologi", ma questo non accade mai.


    Domanda: Come ha sentito questa centralizzazione la
    Chiesa in Brasile?

    Aloísio Lorscheider: Nella nomina dei vescovi, diamo
    suggerimenti, ma loro
    nominano chi vogliono. Noi indichiamo nomi di nostra
    fiducia, ma sono
    ignorati.


    Domanda: Quali sono i principali cambiamenti che,
    nella sua visione, sono
    più urgenti nella Chiesa?

    Aloísio Lorscheider: Dipende dal potere della Chiesa.
    Finché questo potere
    non sarà definito nella sua totalità, sarà molto
    difficile dire quali
    cambiamenti. Uno degli aspetti molto discussi oggi è
    quello dei ministeri e
    anche quello del potere di decisione del laico
    cristiano: voto consultivo
    appena, o anche deliberativo. Infine la questione del
    posto della donna
    nella Chiesa richiede maggiore chiarezza. Questa
    eccessiva centralizzazione
    deve essere superata. Lo stesso papa ha detto a noi:
    "Io sono polacco, ho la
    chiesa polacca nella mia carne e nel mio sangue". E'
    vero, ma i consiglieri
    dovevano aiutarlo in questo aspetto. Il Papa può
    essere un grande uomo, ma
    ha questo limite che, a mio parere, danneggia la
    Chiesa. La centralizzazione
    esagerata non è mai buona, perché si perde molta
    ricchezza, ed è un grande
    impedimento per il dialogo ecumenico. La
    centralizzazione e l'allontanamento
    della gente sono le due cose da cambiare più
    urgentemente.


    http://www.queriniana.it/teologia.asp?IDTeologia=43


    (c) 2005 by Teologi@Internet
    Forum teologico, a cura di Rosino Gibellini
    Editrice Queriniana, Brescia (UE)

  2. #2
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    Questo cardinale si mette a criticare pubblicamente il Papa e ad esporre una conoscenza del Concilio pari a quella dei sedevacantisti.
    Mia nonna, intervistata, avrebbe fatto una figura migliore.

  3. #3
    più arcipreti, meno arcigay
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    Adesso pure il federalismo nella Chiesa vorranno?

  4. #4
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    Mah...
    Questo cardinale parla come uno di quegli atei neoconvertiti da qualche strano movimento dove parlano di tutte le cose possibili, tranne che di Gesù.
    Vaticano II concilio rivoluzionario...
    Gli altari girati associati al Concilio,
    bah, un bambino di 8 anni avrebbe parlato meglio.

  5. #5
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  6. #6
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    No Thomas penso che non vada proprio bene, che quel cardinale sia in errore è possibile, la foto del somaro la trovo assolutamente offensiva e fuoriluogo, stai parlando di un Cardinale di Santa Romana Chiesa.

    D'altra parte questi sono i frutti di ciò che è stato seminato: la gente non ci capisce più niente, forse nemmemno chi dovrebbe dare le spiegazioni esatte.

  7. #7
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    Lui critica il Papa?
    Io gli do del somaro.
    Questa è la gerarchia rivoluzionata come piace a quel signor Cardinale, gli sto facendo un favore.

  8. #8
    Vox Populi
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    Sono andato a controllare i dati biografici del Card. Lorchscheider e ho tirato un sospiro di sollievo: ha già compiuto 80 anni per cui fortunatamente non potrà fare danni nel prossimo conclave.

  9. #9
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    Vox, trovi da qualche parte il curriculum di questo cardinale?

  10. #10
    Vox Populi
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    Predefinito

    Originally posted by Thomas Aquinas
    Vox, trovi da qualche parte il curriculum di questo cardinale?
    Ecco:
    http://www.vatican.va/news_services/...ider_a_it.html

 

 
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